PIOVANONE ANTICIPA LA RICONFERMA DEGLI OVER 30, UN PAIO DI CESSIONI ECCELLENTI E IL CLAMOROSO RITORNO DI ZACCARDO

piovani gdp 25 04 2013(gmajo) – Leggendo l’articolo di Sandro Piovani sulla GdP di stamani mi ha colpito non tanto il capitolo cessioni (Paletta, Belfodil e forse Biabiany) quanto quello del possibile clamoroso ritorno di Zaccardo (a questo punto ci si domanda il senso della cessione a stagione in corso, a mio avviso all’origine, assieme ad altre concause, del fenomeno della sparizione dell’alchimia positiva, essendo un ingrediente fondante) e della riconferma in blocco dei senatori (Pavarini, che però dovrebbe esser retrocesso a terzo portiere, scavalcato, per ragioni anagrafiche da Bajza che dovrebbe esser promosso a secondo; Marchionni, che se l’è in effetti guadagnata sul campo; Lucarelli e – udite udite – pure Morrone, sebbene lo stesso cronista abbia ricordato lo scarso minutaggio, 84’, stagionale). Forse la stagione del Centenario potrebbe aver spinto il romantico Ghirardi – più che il pragmatico Leonardi – a mantenere in organico chi, nel bene e nel male, ha da lungo tempo scandito le gesta crociate dell’Era Tommaso: se la scelta può risultare più che plausibile dal punto di vista umano (almeno con i calciatori c’è un po’ di riconoscenza…) probabilmente lo è un po’ meno, direi decisamente di meno, dal punto di vista della ragion di stato e della lungimiranza. Non è bastata l’esperienza con Crespo – confermato da Tom, nonostante Colomba avesse detto chiaro e tondo che non rientrava nei suoi piani, e con tutte le perplessità del Plenipotenziario – e poi finito ai margini della rosa, con tanto di dolorosa separazione consensuale. Pessima fine per uno dei simboli di sempre del Parma Calcio? Il caso di Morrone, poi, è davvero curioso: i maligni sussurrano che lo scarso impiego sul campo, nonostante la riconosciuta esemplare abnegazione in ogni allenamento (riconosciuta anche da Donadoni) dipenda dal gran rifiuto a trasferirsi a Padova (o a Spezia, o in una delle tante società satelliti), e, appunto ora gli viene fatto un ulteriore anno di contratto? Capisco quanto possa tenerci ad essere, per lo meno sulla carta o moralmente, il capitano del Parma del Secolo, però ragionando in maniera asettica che senso può avere? Lo stesso Lucarelli, nella presente stagione, rispetto alla scorsa, ha denunziato paurosi cali di rendimento: quanto ha senso mantenerlo in organico con un anno in più sul groppone? Marchino Marchionni, invece, ha stupito tutti con la sua inaspettata nuova primavera: il rischio, però, è che il prossimo campionato non possa presentarsi agli stessi livelli della presente. Un po’ come Valdes: a mio avviso uno dei peccati originali della stagione che sta per concludersi era stato quello di illudersi che potesse garantire per un campionato intero lo stesso rendimento delle ultime 10 giornate del precedente torneo. Sandrone ha definito queste operazioni – sulla via della definizione – “formalità”: io, onestamente, sono invece sorpreso, dal momento che non mi aspettavo di certo una conferma in blocco dei senatori. Conferma lodevole, in chiave Centenario, ma che si presta a qualche dubbio di natura tecnica. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “PIOVANONE ANTICIPA LA RICONFERMA DEGLI OVER 30, UN PAIO DI CESSIONI ECCELLENTI E IL CLAMOROSO RITORNO DI ZACCARDO

  • 25 Aprile 2013 in 12:11
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    buongiorno
    Premetto che da sempre sono un estimatore di marchionni dai tempi di ULIVIERI.
    Per quanto riguarda LUIi….credo che si sia strameritato la cinferma,e le preoccupazioni legate alla sua età possano essere legittime ma…..quest anNo se non sbaglio la preparazione l ha praticamente saltata è arrivato a parma dopo levico,e ci stà che abbia tardato un pò a carburare e che ora la spia della riserva possa essere accesa..io credo che marchino possa disputare ancora una stagione ad alto livello nel ruolo d interno…d interno….come esterno non ha più nulla da dare ma nel ruolo nuovo a centrocampo si…..certo ancora un anno non esageriamo.

    • 25 Aprile 2013 in 12:23
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      Appunto, dai tempi di Ulivieri…
      Se da tifosi (e da estimatori) ci piacerebbe che i nostri eroi non tramontassero mai, dall’altro lato i professionisti e gli addetti ai lavori debbono essere scevri dai sentimenti e valutare nel nome della ragion di stato. I dubbi da me espressi non sono una lesa personalità di chi tanto ha dato alla maglia gialloblù-crociata, quanto legittimi interrogativi su quanto sia opportuna, dal punto di vista tecnico, la conferma. Se dopo una stagione – ampiamente deludente come la presente – ci si priva degli elementi più forti (Biabiany, Belfodil e Paletta) e si trattengono i “vecchietti”, al netto di eventuali nuovi arrivi, non so che tipo di campionato potrà essere il prossimo.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 25 Aprile 2013 in 12:51
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    A mio modo parere, le conferme di Pavarini e Marchionni sono giuste.
    Entrambi si sono dimostrati utili alla causa del Parma in questa stagione. Il Pavaro come secondo (o terzo) portiere è più che affidabile mentre Marchino ha dato il suo onesto contributo fin quanto ha avuto benzina in corpo (senza preparazione estiva tutto diventa più complicato).

    Su Lucarelli e Morrone ho grandissime perplessità.
    Secondo me, sono due giocatori ai titoli di coda della loro carriera. Almeno nel calcio che conta.
    Difatti Stefano non ha praticamente mai visto il campo, mentre Alessandro ha collezionato un buon numero di presenze più che altro per mancanza di alternative….con risultati (ed orrori…e non errori) altamente insufficienti.

    Chiaramente stiamo ragionando su indiscrezioni più o meno valide…quindi sono discorsi validi fino ad un certo punto.

    La sensazione, comunque, è che anche nella prossima stagione non ci sia voglia di investire da parte del Presidente.
    Leonardi fa quel che può, anche lui non è certamente esente da errori (come tutti i direttori sportivi di questo mondo) ma i risultati prefissati sono sempre arrivati: due ottavi posti, un dodicesimo e una salvezza praticamente acquisita già a Pasqua (fine Marzo) non sono niente male per una Società che fa delle cessioni la sua arma migliore.
    Speriamo bene per il futuro.

    Francesco

  • 25 Aprile 2013 in 15:17
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    Il fatto più grave è che si sia arrivati alle celebrazioni del Centenario senza avere un giocatore simbolo. Morrone lo sarebbe stato se i cento anni li avessimo festeggiati due anni fa. Ma nell’ultimo anno, e non solo, il campo l’ha visto poco ed è stato anche sfiorato da voci antipatiche in merito al famosissimo Parma Bari di due anni fa. Voci che, a mio modesto parere, gli sono costate un po’ della popolarità che era riuscito a darsi negli anni addietro. L’unico che attualmente potrebbe interpretare il ruolo (di simbolo), è Paletta. Ma pare, ripeto: pare, che lo si voglia dar via. Dunque, tra quelli in rosa chi potrebbe diventare l’uomo immagine del Centenario? In teoria, nessuno. Ed essere arrivati in queste condizioni alla vigilia del nostro centesimo compleanno, ossia senza uno straccio di simbolo cui aggrapparci e a cui legare le celebrazioni per il nostro primo secolo di vita, è un’altra prova della scarsa lungimiranza dell’attuale proprietà, così impegnata a produrre plusvalenze in serie quanto priva di un’idea che restituisca al Parma la dimensione di un Gruppo (la maiuscola è voluta) stabile nel tempo e in cui anche i tifosi possono riconoscersi e identificarsi. Dicevo: tra quelli attualmente in rosa, nessuno, in teoria, può caricarsi sulle spalle l’immagine di simbolo del Centenario. In teoria, appunto. Perché pur non avendo tra le nostre fila dei vecchietti che riscuotono grossi consensi presso la tifoseria (a parte Paletta, che però è dato in partenza) c’è un giovanotto, Alberto Cerri, che alla piazza risulta già parecchio gradito ed è anche riuscito a ‘infiammarla’ nei pochi minuti che ha trascorso in campo contro il Pescara. Ecco, può e, secondo me, deve essere lui l’uomo immagine del Centenario. Festeggiamo i nostri cento anni, e onoriamo la nostra storia ed il nostro passato, facendo spegnere le candeline a colui che si spera possa diventare una delle colonne del Parma che verrà. Il Parma del futuro.

  • 26 Aprile 2013 in 18:37
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    Approvo 100% l’operazione conferma anche perche’ questi giocatori sono esempio nello spogliatoio di giovincelli che il Parma si appresta a varare e diventeranno un domani esempio quali allenatori del Settore Giovanile. Cosi si crea ( non e’ il solo modo naturalmente) il simbolo Parma. Ai calciatori simbolo ormai da decenni ho smesso di credere. Sono l’esempio di un calcio romantico ormai sparito nell’era dei procuratori e del professionismo esasperato. E’ come credessimo ancora alla comunicazione col piccione viaaggiatore nell’era di internet

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