UN UOMO IN DUE MAGLIE / PIERLUIGI ORLANDINI TRA INTER E PARMA

un uomo in due maglie(Luca Savarese) – Bentrovati all’appuntamento Un uomo in due maglie, che giunge oggi alla sua seconda puntata (la scorsa settimana, nella prima, avevamo parlato di Marcio Amoroso).  In questo spazio cerchiamo di introdurci alla partita del Parma in programma nel fine settimana, andando a ripercorre le gesta di chi ha giocato sia con noi che con i colori dei nostri avversari di turno. Quando si sente la parola Inter, non sono pochi i passaggi ed i transiti di alcuni giocatori dal Duomo di Milano a Parma o dal Ducato alla Madonnina. Celebri i casi di Hernan Crespo per il quale si è compiuta una sorta di dialettica hegaliana, Parma-Inter-Parma, noti gli argentini un po’ parmensi ed un po’ interisti come Matias Jesus Almeyda e Juan Sebastian Veron. Oggi però parliamo di un doppio ex italico, nostrano, genuino, nato a San Giovanni Bianco in San Pellegrino, il 9 ottobre del 1972. Stesso anno di nascita di un certo Zinedine Zidane e stessi capelli rossicci di un certo Paul Scholes. Stiamo parlando di Pierluigi Orlandini.

orlandiniIl giovane Pierluigi inizia a dare i primi calci ad un pallone nell’Us San Pellegrino. Non sono calci qualsiasi e non passano inosservati, infatti viene subito notato da un osservatore dell’Atalanta che lo accasa nelle file della Dea, sempre generosa in quanto a settore giovanile ed in quegli anni particolarmente fertile con enfant prodige come Domenico Morfeo (anch’egli protagonista di momenti nerazzurri e crociati) Alessio Tacchinardi e tanti altri. Qualche apparizione con gli orobici in tre anni e poi va a farsi le ossa in Puglia a Lecce, dall’altra parte dell’Italia rispetto alla sua terra d’origine. E proprio coni salentini la sua carriera decolla davvero. L’Atalanta lo riporta a casa e se lo gode solo un anno poi se lo aggiudica l’Inter per 4,5 miliardi. Due stagioni al Meazza con trenta presenze in tutto. Lui gioca bene ma risente della mestizia dell‘Inter di quei tempi, appena passata da Pellegrini a Moratti e, non ancora vincente. Il Verona lo nota e lo prende, con gli Scaligeri un solo anno, il giusto ponte tra l’Inter ed il futuro, che si chiama Parma; due stagioni, l’ultima di Ancelotti e la prima di Malesani, un rincalzo di lusso in quel Parma d’oro pregiato. Nella feste per la Coppa Italia e per la Coppa Uefa 1999, c’è anche lui.  A proposito di coppe e di Inter. Nel primo successo crociato delle due gioie ducali in terra di bauscia datate 1999 (come giustamente ricordato dal Columnist  Luca Russo) nella semifinale del 17 febbraio del 1999 in terra nerazzurra, dove battiamo con gli squilli di Veron e Balbo la Beneamata, Orlandini è protagonista. Contro i suoi ex compagni, Orlandini gioca alla grande fornendo l’assist per il due a zero di testa di Abel Balbo. Inter che finì la partita in otto per le espulsioni di Bergomi, Zanetti e Colonnese.  I gol di Orlandini sono stati pochi ma pesanti come temporali d’estate: 20 aprile 1994, domani questa data compie diciannove anni. L’Italia Under 21 di Cesare Maldini si sta giocando in Francia la finalissima del campionato europeo contro i pari età del Portogallo, non si riesce a segnare e la gara pare destinata a protrarsi ai rigori. Pare perché ad un certo punto ci orlandini interistapensa lui, Pierluigi Orlandini a cambiare il senso delle cose: staffilata che buca la porta. La piccola Italia fa grandi cose e lui entra nella storia come autore del primo golden gol della storia del calcio. Il golden gol, questa morte o gioia improvvisa (a seconda se lo si faceva o lo si subiva) è passato, come le maglie di Inter e Parma di Pierluigi, poi andò al Milan ma senza successo, al Venezia, al Brescia ancora all’Atalanta e poi finì la carriera là dove aveva capito che ce la poteva fare ad essere un calciatore vero, in Puglia, con Brindisi e Nardò. Quattro anni, due all’Inter e due al Parma, quello che basta per essere il nostro Uomo in due maglie di oggi. Luca Savarese

 

LE PRECEDENTI PUNTATE DI UN UOMO IN DUE MAGLIE

1. MARCIO AMOROSO (PARMA-UDINESE)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.