CALCIO & CALCIO / SCHIANCHI: “TRA 20 ANNI NON CI SARA’ NESSUNA TRACCIA DEL PARMA DI OGGI”. LA GONI: “IN ARRIVO ARDEMAGNI”, IL SALTIMBANCO BONI: “ILICIC DA SOLO VALE 4.000 ABBONATI IN PIU’” Foto dal backstage

DSC08380(di Lorenzo Fava) – I VUOTI DEL TARDINI PER I LEONI DI WEMBLEY – Appena entrato negli studi di Calcio & Calcio il presentatore del talk show televisivo del lunedì sera – giunto alla 36^ e penultima puntata stagionale (ma pronto a ripartire sin da giugno nella  più fresca versione estiva) -, Michele Angella, mi preannuncia una versione inedita del  Saltimbanco  Boni, tintosi la faccia con due strisce nere, in versione Mãori: «Questa sera sarò come un vero lottatore neozelandese, un Mãori: perché ne ho per tutti…», DSC08406mette subito le mani avanti lo stravagante opinionista. E infatti, dopo pochi istanti, egli non perde occasione per scoccare una frecciatina ad Andrea Schianchi: «A un noto giornalista, che in questi studi nelle scorse settimane consigliava di fare una passeggiatina in montagna piuttosto che andare a vedere le partite del Parma, dico che “chi semina vento raccoglie tempesta”: lo stadio era deserto durante la cerimonia per colpa sua. Ma ci saranno importanti novità sul fronte campagna abbonamenti». Il primo argomento della serata è infatti il Cerimoniale del Ventennale di Wembley che non ha majo di più a wembleyrichiamato folle oceaniche allo stadio, nonostante gli sforzi profusi dagli organizzatori. D’altronde già nella sua consueta Opinione del lunedì, pubblicata qualche ora prima della diretta negli studi di via Barilli, il direttore di Stadiotardini.it,  Gabriele Majo, aveva sottolineato che c’erano più tifosi crociati la sera del 12 maggio 1993 a Londra che nel casalingo  dopopranzo di domenica. «Che ci sia un allontanamento dal mondo del pallone da parte della città mi sembra palese e anche fisiologico, sia per una questione DSC08434generazionale – non dimentichiamoci che sono passati vent’anni, e la nuova generazione forse non sa nemmeno chi sono Crippa, Minotti, ecc – sia per come gioca il Parma ora, cioè male»: questa la teoria dell’evoluzione del Roseo Schianchi cui risponde, non senza delusione, il Presidente del CCPC Angelo Manfredini, ospite del programma assieme ai fedeli vice presidenti Bruno Bia e Giorgio Iotti e al consigliere Simone Burani, leader dei Danè: «Per la partita e per la manifestazione di domenica sono molto dispiaciuto, sinceramente non me lo aspettavo. Ci sono tanti motivo, alcuni li ha elencati DSC08390Schianchi: non riesco a capire perché la gente non vada allo stadio…». Nel frattempo i canali di comunicazione di  Teleducato e i social network impazzano di messaggi di tifosi delusi dal vernissage: chi sottolinea le colpe della TEP, che avrebbe causato disservizi causando ritardi,, chi invece critica la fascia oraria deputata ad accogliere il derby (soprattutto non si presta ad accogliere favorevolmente i più anziani e le famiglie), chi pensa che Cheerleaders e partitelle tra piccoli infanti non siano di grande interesse.

DSC08392L’ULTRA’ BONI: “NO ALLA TESSERA” – Enrico Boni, in versione ultrà, è per le grandi riforme: «Per far tornare gente allo stadio il calcio italiano deve abolire la Tessera del Tifoso, eliminare ogni barriera e possibilmente ammodernare gli stadi; a Parma invece bisogna ritrovare l’entusiasmo perduto. Sarà un bel risultato confermare 7.000 dei 10.000 abbonati di quest’anno. La società crociata deve capire che il momento economico attuale è delicato, ma se non c’è dal vertice un collegamento, una figura che coordini tutti i Parma Club, ci aspettano tempi bui».

DSC08426NIENTE FUMO DI LONDRA PER IL PICCOLO CASELLI – Lui, Matteo Caselli, a Wembley non c’era perché il padre gli aveva negato la trasferta, seppur irripetibile, in terra londinese, considerata la giovane età (11 anni). E partecipare l’anno dopo al replay di Copenaghen si sarebbe rivelato una beffa… L’ex consigliere comunale ripercorre le tappe e scopre le differenze sorte nell’arco di un ventennio: «Io ricordo che 20 anni fa andavo allo stadio Tardini un’ora e mezza prima per trovare il seggiolino che volevo io, perché su 27.000 posti a sedere 22.000 erano occupati… Nel calcio c’è stata una disaffezione generale, tuttavia – per una volta! – sono d’accordo con Boni: la TdT va abolita e va riordinato il sistema».

DSC08413L’INTEMERATA DI SCHIANCHI – Sui festeggiamenti del Tardini, dopo l’aperitivo di ‘Aspettando Calcio & Calcio’, è tornato Schianchi, con il suo editoriale, decisamente impietoso verso il Parma attuale. Roba che se non fosse grande e vaccinato farebbe sobbalzare sulla sedia Ghirardi, magari facendogli raffreddare i suoi interessi su piazza. Ecco il testo integrale della intemerata rosa: «Fino alle sei del pomeriggio era stata una domenica speciale. Bella, emozionante, divertente. Piena di ricordi e anche di nostalgia. I campioni di DSC08429Wembley sul prato del Tardini, e di colpo è come se vent’anni non fossero mai passati. Il boato per Nevio Scala e per i dirigenti di allora, i cori per Benarrivo e per Di Chiara, la Coppa delle Coppe sollevata al cielo, e quel Faustino Asprilla acclamato dal popolo come un eroe antico. Momenti da conservare gelosamente. Poi, purtroppo, e siamo appunto alle sei del pomeriggio, è sceso in campo il Parma di oggi. Che non è una squadra nemmeno lontanamente paragonabile a quella di vent’anni fa. E, forse, non è neanche una vera e propria squadra, nel senso che mancano gli ingredienti DSC08428principali: l’anima, il carattere, lo spirito di sacrificio. Se c’era una volta in cui il Parma avrebbe dovuto tirare fuori una prestazione d’eccellenza, questa era la volta buona. E il motivo era doppio: celebrare l’anniversario di Wembley con una vittoria e, nello stesso tempo, battere il Bologna in quello che è un derby molto sentito dalla città. E invece che succede? Patatrac. Brutta sconfitta, bruttissima. Uno 0-2 che fa arrabbiare e dovrebbe far riflettere: tra vent’anni di questo Parma, del Parma di oggi, non DSC08438ci ricorderemo affatto. Non tanto perché non ha mai vinto (e non vincerà mai una coppa europea), ma perché i giocatori (chiamiamoli così per grazia ricevuta) dimostrano attaccamento alla maglia e senso di appartenenza a giorni alterni. Di questo passo, non si va da nessuna parte».E a seguire il giornalista della Gazzetta dello Sport avrebbe pure rincarato la dose: «Ci dicono che i conti sono a posto, va bene, bravi, ma a me dei conti a posto, da tifoso, non interessa, io voglio vedere giocare bene, allo stadio mi voglio divertire, dal momento che pago il biglietto». Affermazione DSC08448che Boni non ha lasciato passare: «Sarebbe come dire a te interessa che i servizi dello Stato siano efficienti, ma che non te ne frega niente dei conti pubblici». «Il Parma è una azienda privata», la controreplica di Schianchi. Majo, l’educatore, ha cercato di trarre una difficile sintesi delle due opposte posizioni, indicando il Parma sì come una azienda privata, ma di interesse pubblico, invitando giornalisti e tifosi a non trascurare l’aspetto economico, fondamentale in questi tempi di crisi.

DSC08397IL TAGLIO DEI POSTI AL SOLE – L’allenatore di Calcio & Calcio  Michele Angella (definizione coniata dal Saltimbanco), ha poi proposto il tema caldissimo di una possibile riforma della squadre partecipanti alla Serie A, avanzata nei giorni scorsi dal presidente della Federcalcio Abete: perché non tentare la formula con 18 club? «La Sampdoria sono due mesi ormai che gioca senza stimoli. Per carità, non si parla di scommesse o di affari, ma semplicemente di trovarsi a 10 giornate dalla fine già salvi e senza più la DSC08411determinazione di fare bottino pieno» specifica il conduttore. Matteo Caselli dice di non sapere se la riduzione delle contendenti possa migliorare lo spettacolo, ma sostiene che la cosa più importante è interrompere la dipendenza economica dei club dai diritti televisivi. Perfetto assist per Majo, il quale da qualche tempo anche sul giornale on line che dirige, suole paventare un pericolo: «Mentre presidenti e dirigenti vari litigano per la spartizione della torta, c’è il rischio che il dolce possa sparire: l’odierno DSC08470prodotto della serie A – e la responsabilità, per me, è della Confindustria del pallone – è sempre meno appetibile rispetto ai campionati esteri che vengono diffusi sul nostro territorio dalla tv satellitare che li foraggia. Nel 2015, quando scadrà il contratto, Sky potrebbe offrire la metà di quanto paga ora, anche a costo di perdere i diritti. Tanto ha già abituato il pubblico a vedere i più interessanti tornei inglesi, tedesco e spagnolo».

DSC08481CALCIATORI A COTTIMO – Angelo Manfredini vorrebbe che gli atleti venissero pagati a cottimo: e – altro che compromesso storico o inciucio ! – per la prima volta da quando si conoscono trova il benestare del Saltimbanco: «Per dare motivazioni ai giocatori io darei gli ingaggi in base alla classifica». Majo vota no: «Non mi piace che nel calcio tutto sia ancorato e ruoti attorno al soldo».  Per Schianchi l’unica medicina sarebbe «diminuire i DSC08469cervelli non pensanti e i truffaldini che sono all’interno del mondo del calcio». Roba da querela (se avesse fatto nomi e cognomi…). «Se vogliamo davvero un miglioramento del sistema non dobbiamo pensare solo al nostro orticello»: questo lo slogan di Majo, in risposta a chi teme che con sole 18 squadre sia più facile che il Parma retroceda. A proposito: «La salvezza di quest’anno non è una impresa, ma il minimo sindacale». Il sibillino Boni obietta: «Vallo a dire al Palermo…». E Angella chiosa: «Per retrocedere in un campionato a 20 squadre (con solo 3 club che scendono direttamente e senza DSC08424play out), credo che Zamparini abbia fatto domanda in carta bollata alla Lega Calcio…». Comunque il Saltimbanco, interventista, riformerebbe così il sistema: «Angella, posso anche essere favorevole a ridurre a 18 però: voglio 2 retrocessioni dirette, 4 squadre ai playout e voglio i playoff perché è giusto che tutti si giochino le proprie carte». Modello che, come rimarca Angella, è adottato solo i campionati non di caratura sopraffina come quelli svedese e finlandese…

DSC08456LA GONI ‘SVELA’ ARDEMAGNI – Con l’incalzante arrivo dell’estate tornano le immancabili perle sul mercato. Così per un Caselli che si dichiara insoddisfatto dell’utilizzo del precario Ninis («Abbiamo il problema del regista: Valdes ha giocato male e Marchionni non può giocarci. Mi sarei aspettato Ninis: a cosa è servito?»); per un Roseo (iersera particolarmente alla Bartali “è tutto sbagliato, è tutto da rifare” chissà la prossima DSC08462volta…) che sostiene che questa squadra abbia bisogno di almeno 6 nuovi elementi, c’è una Francesca Goni, première dame del parterre, che dopo aver osservato dal vivo la sfida di cadetteria tra Modena e Vicenza, e aver partecipato a una trasmissione di Antenna 1, può lanciare un’indiscrezione carpita dai giornalisti ‘canarini’: il capocannoniere del Modena e della B, Matteo Ardemagni,DSC08476 22 gol in stagione, potrebbe percorrere la via Emilia e spostarsi nel Ducato: «Però è di proprietà dell’Atalanta, ma lo cerca anche il Cagliari di Ivo Pulga con cui ho parlato. Tuttavia ha già dato la preferenza per venire a Parma». Il maschilista Mãori Boni – autocelebratosi al termine della puntata, a luci spente, come “il Valdes” di Calcio & Calcio ché a suo dire dispensa assist a tutti gli ospiti – smentisce subito la Goni: «Se il Parma di quest’anno non è il Parma di Wembley, allora Calcio & Calcio non è quello dello scorso anno, perché sentir parlare la Goni di mercato è troppo: le donne devono restare a casa a fare i cappelletti! Ma che Ardegmani, arriverà Ilicic, il nome da 4.000 abbonamenti!». Lorenzo Fava

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO / SCHIANCHI: “TRA 20 ANNI NON CI SARA’ NESSUNA TRACCIA DEL PARMA DI OGGI”. LA GONI: “IN ARRIVO ARDEMAGNI”, IL SALTIMBANCO BONI: “ILICIC DA SOLO VALE 4.000 ABBONATI IN PIU’” Foto dal backstage

  • 15 Maggio 2013 in 00:50
    Permalink

    Direi che Schianchi ha ragione, il tifoso si vuole divertire e soprattutto la disaffezione alla squadra dei giocatori genera la conseguente disaffezione dei tifosi. Quando un giocatore ha dato tutto al Tardini non è mai stato fischiato a prescindere dal risultato. Certi atteggiamenti supponenti e scazzati della squadra (e dei giocatori che ci giocano, ovviamente) è estremamente irritante anche perchè i tifosi sanno che potrebbero fare di più. Il Don fa le sue scelte e spero vivamente che non siano suggeeite dalle plusvalenze. Il pubblico non gradisce LO SPETTACOLO e fa le sue analisi da dilettaante ma se si sente tradito sta a casa. E questo non fa bene ai conti della società.

  • 15 Maggio 2013 in 21:58
    Permalink

    ilicic vale 3999 abbonati ,io passo

I commenti sono chiusi.

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