RICORDANDO WEMBLEY / COLLEGAMENTO SKYPE CON GIORGIO COMASCHI: “QUANDO FRUGAI NELL’ARMADIETTO DI MINOTTI CI TROVAI DEI ROSARI…”

(gmajo) – Per onestà intellettuale debbo subito chiarire che non fu in occasione della finale di Coppa delle Coppe che l’ex giornalista e oggi comico e show man Giorgio Comaschi trovò dei rosari quando andò a frugare nell’armadietto di Minotti negli spogliatoi del Tardini: sarebbe stato in una occasione successiva, cioè quando la sua virata verso il mondo dello spettacolo aveva già subito una certa accelerazione che lo avrebbe portato ad essere un inviato  molto speciale  di Fabio Fazio nel primo “vero” Quelli che il calcio. Parma-Milan, giorno dell’esordio del minorenne Buffon: l’ormai ex giornalista della redazione bolognese di Repubblica viene autorizzato a profanare il sacro tempio dello spogliatoio gialloblù con le telecamere da tecnico e giocatori che si fidavano di lui. All’immensa platea televisiva mostra quello che trova negli armadietti. E appunto in quello del religiosissimo Minotti una collezione di santini e corone. Immagino fosse assai diverso il contenuto di quello di Asprilla, tra bottiglie e pistole che hanno contornato la sua carriera…. Comaschi ricorda di aver fatto il bagno nella vecchia vasca nel ventre del Tardini. Il curioso aneddoto ho appena finito di inciderlo in una video telefonata attraverso Skype: mi scuso della bassa qualità della registrazione amatoriale di cui sotto trovate traccia, ma al di là della forma di bello ci sono i contenuti. Ho contattato Giorgio, di cui all’epoca dei fatti ero un collaboratore (il corrispondente da Parma di Repubblica pro-tempore ero io, del resto come di Tuttosport e di un’altra miriade di testate da far invidia allo Zagnoli di oggi), poiché riascoltando le interviste di Livio Forma da Wembley, all’interno della sintesi della radiocronaca di Alfredo Provenzali su Radio Rai riproposta ieri da pramzanblog.com, avevo sentito pure la sua voce (oltre a quella di Gianni Mura): non dico che non lo sentissi da allora, ma quasi. Di una gentilezza incredibile, con la solita spiccata simpatia, Comaschi ha ricordato episodi legati non solo alla serata del 12 maggio 1993 nel mitico stadio londinese (“la seguii senza lavorare perché c’era uno sciopero dei giornalisti, non mi ricordo se solo nostro o della categoria, e quindi potei gustarla”), ma anche altri della cavalcata che avrebbe preceduto quell’impresa (ad esempio Madrid), o anche in altri tornei continentali. “Ero il terrore dei colleghi perché, appena salivo sul pullman, chiedevo a Cattozzi, che era piuttosto loquace: ‘Come la vedi oggi?’ e lui via, con dei pipponi incredibili, che io non ascoltavo perché subito dopo mi mettevo le cuffie”. Comaschi, pur essendo bolognese, ha sempre simpatizzato per il Parma: “Anche perché non sono mai stato un tifoso sfegato dei rossoblù: si, mi faceva piacere se vinceva la squadra della mia città, ma non è mai stata una malattia”. Ma da bolognese, allora, invidiava al Parma Calisto Tanzi, giacché i presidenti sotto le Due Torri non è che fossero molto brillanti: “Io dicevo: ma è possibile che uno così noi non lo riusciamo a trovare? Mi aveva fatto una splendida impressione, anche se poi le cose sarebbero andate come si sa”. Comaschi, durante la skype-fonata mi ha anche svelato che era stato Lucio Dalla a convincerlo a lasciare il posto sicuro e lo stipendio (serio) da giornalista di Repubblica per dar corso alla sua vena artistica: “Mi disse che era come scegliere tra tre chili di pomodoro o volare. Furono quelle parole a farmi cambiare strada quando Eugenio Scalfari mi pose davanti l’aut aut, perché nel frattempo Repubblica aveva iniziato ad uscire pure di lunedì”. Oggi Comaschi, pur senza televisione (“non ci sono più gli ingaggi di un tempo: allora io riuscii a comprarmi una signora casa”) continua a fare teatro e, oltre ad infilare qualche mosca sul Carlino, ha aperto un blog, giorgiocomaschi.it., con la testata “l’Eco di Comaschi”…

RICORDANDO WEMBLEY, CONVERSAZIONE DI G.MAJO CON G.COMASCHI (1^ PARTE)

RICORDANDO WEMBLEY, CONVERSAZIONE DI G.MAJO CON G.COMASCHI (2^ PARTE)

 

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.