SIR ALEX FERGUSON ABDICA DOPO 27 ANNI DI MANCHESTER UNITED E NON SOLO…

(Luca Savarese) – Quando Nevio Scala fece il suo congedò dal Ducato nel 1996, furono spese diverse lacrime. Il bravo tecnico padovano, era alla guida del Parma dal 1989. Stessi mugugni quando venimmo a conoscenza del passo d’addio di Francesco Guidolin ( a proposito, a che ritmi impressionanti sta viaggiando la sua euro-diesel  Udinese? ), due sole stagioni (2008-2009 e 2009-2010) ma ricche e gustose. Chissà che cosa mai deve susseguirsi in queste ore, nei cuori dei tantissimi tifosi del Manchester United: il loro capo branco, l’allenatore che li ha curati e coccolati per ventisette lunghissimi (ma brevissimi quando stanno per finire) anni ha annunciato che è arrivato il momento giusto di smettere, ed è a pochi giorni dal suo saluto da mister della squadra. Amarezza mista a gratitudine immensa, per aver scritto la storia moderna dello United, scozzese adottato da Manchester e dal Manchester, che ricevette il titolo di Sir, comandante dell’Impero britannico. Allenatore rivelazione alla guida dell’Abeerden, che si prese un giorno la briga di battere niente poco di meno che il Real Madrid e di conquistare la Coppa delle Coppe 1986. A Goteborg, l’11 maggio (sabato cade il Trentennale) L’Aberdeen gioca e ha la meglio sul Real, che batte per due reti ad una, anticipando di una decade la gloriosa notte inglese crociata del 12 maggio 1993 (che sarà celebrata domenica al Tardini). Poi il suo Aberdeen si porta a casa anche una Coppa di Scozia e la Supercoppa Europea, strappata all’Amburgo. Mezzo mondo ne parla ed il Manchester lo fa suo. Da quando si è seduto si è sempre, e con più sicurezza accomodato, nel mondo Manchester, portando il team inglese a diventare presto un Dream team, uno squadrone da urlo, rullo compressore, riuscendo a vincere due Champions, 1999 e 2008 e svariate Premier League e Coppe Nazionali e di Lega. Un tipo tosto,che ha sempre privilegiato il bene della formazione a qualche capriccetto delle prime donne che via via volevano individualizzarne la vocazione: vedi Cantona, Beckam, Cristiano Ronaldo: mitica la numero 7 del Manchester, ma ancor più grande l’idea e la filosofia United, che annovera grandi personalità, ma non prevede troppi personalismi. Un giorno al calciattore  David Beckam lanciò le scarpette appresso durante un allenamento, come dire o o fai il giocatore, o se fai il divo, la porta è lì. Sprezzante di quello che i suoi uomini potevano pensare di lui, sprezzante del tempo degli anni, al quale ha sempre preferito la durata dei rapporti veri, mai misurino, ma sempre a disposizione per nuove edizioni di sé, della sua squadra, della materia che aveva via via tra le mani. Rimarrà nello staff del Manchester. Già impazza il toto panchina per eleggere un suo possibile sostituto. Si ha l’impressione che nemmeno in tre potranno mai del tutto rimpiazzarlo. Sir resta Sir, come il Manchester resta il Manchester, più grande di qualsiasi suo condottiero. Questo tipetto scozzese, che a 71 anni mentre molti suoi coetanei girano per circoli e supermercati, ancora pensa se scendere in campo con una o due punte, fedele alla causa. Perché se credi in ciò che fai e se sei docile a rinnovarti continuamente, allora anche gli anni, finiranno per arrendersi. Buona  continuazione Sir Alex Ferguson e, se passasse per Parma, dia consigli su come puntare su una certa longevità di un percorso: in fondo, chi meglio di lei, può raccontarcelo? Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 59 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.