“UBI MAJO” – TU COME LI VEDI? IL MAJOMETRO DEI CROCIATI PRIMA DI PALERMO-PARMA

ubi savarese(Luca Savarese) – Buona domenica e benvenuti all’appuntamento con il nostro Ubi Majo…Tu come li vedi? che ci porterà all’ultimo impegno stagionale, quello tra Palermo e Parma.

Gabriele, sembra ieri che ci accomodavamo davanti al nuovo campionato. Era sabato 25 agosto e portavamo allo Juventus Stadium tutte le nostre aspettative per la stagione che andava ad iniziare. Ci siamo tolti qualche sfizio, poi abbiamo dilapidato parecchio e vivacchiato molto. Oggi finiamo. Anche tu, come Gianni Mura, daresti al Parma un 6+?

majo“No. Al massimo, massimo, darei un 6-. E già fatico a salire al 5.5. Poi vedremo stasera l’ultimo atto, ché se ci superasse pure il Chievo sarebbe davvero una iattura… E’ vero che diventava difficile migliorarsi (pur essendo quello quanto inizialmente proclamato come obiettivo, altro che la stracitata salvezza…) nel primo anno del post Giovinco, ma in un campionato mediocre come il presente, con il calo di alcune storiche grandi, era doveroso provarci, specie dopo che ci eravamo fatti la bocca con lo strabiliante (più nei risultati che nel gioco, in verità) girone d’andata. Poi il calo del ritorno, secondo me, non ha solo cause fisiologiche, ma pure qualche peccato originale, che in questa sede non vorrei ulteriormente rimarcare per non diventare antico, visto che ne ho già scritto parecchio”.

Oggi affrontiamo il Palermo che sette giorni fa è andato ufficialmente in B, ma che già era malato da tempo. Zamparini alcuni anni fa azzeccava scelte come puntare sulla guida tecnica di Guidolin per riportare i rosanero in A. Bei campionati, calibri medio-alti, poi però una smaniosa corsa ad un continuo e quasi patologico stravolgere che li ha portati a stupire si, ma in negativo. Cosa pensi a riguardo?

“Fatico ad abbinare a Zamparini il lessema ‘progetto’, e del resto il tira molla con Guidolin lo testimonia. Certo è grazie a lui se il glorioso, ma decaduto, club siciliano era potuto risorgere dopo l’inferno delle serie inferiori. Indubbiamente, però, sull’attuale declassamento pesano anche sue responsabilità dirette, perché, come si suol dire, il pesce puzza dalla testa. Al contrario di chi reputa la retrocessione una iattura che influisce negativamente per diversi esercizi sui conti economici, l’Araba Fenice Zampa, invece, pare sostenga che ogni tanto ripartire dalle proprie ceneri possa anche fare bene… Chissà, magari riesce a partorire un progetto…”.

Barbera e champagne cantava Gaber. Al Renzo Barbera i prossimi mesi non vedranno più lo champagne della massima serie. Però di sera contro di noi hanno spesso brindato loro. Oltre all’amichevole pre-campionato della scorsa estate, quando fummo travolti per 4-1, ci fu un mercoledì sera infrasettimanale, proprio al Barbera, quando nel gennaio 2006, il Parma di Mario Beretta, perse 4-2 in terra palermitana by night. Un tuo ricordo?

“Non è che abbia ricordi vividissimi di quella sera: altre trasferte siciliane, per motivi personali, mi rimasero di più impresse, tipo quella dello scazzo con Di Carlo (di cui già vi parlai tempo fa), o quella di una nostra vittoria sonora ai danni di Guidolin, una delle poche imprese che riuscii a vivere da bordo campo (ero eccezionalmente piazzato in zona fotografi dietro la curva) del resto come l’epico 3-3 di Via Del Mare, quella delle ammonizioni scientifiche di De Santis, oppure, ancora, un Palermo Parma di Coppa Italia di inizio anni ‘90, con il mio debutto da radiocronista integrale unico, cioè senza l’abituale supporto di Gianni Barone con il quale solevo confezionare la diretta a due voci, distintiva dei nostri radioservizi. Fu una diretta, quella, che mi causò non pochi problemi, poiché, senza eccessivi peli sulla lingua, avevo criticato la prova scialba dei nostri portacolori: ricordo che, al ritorno, audio cassetta alla mano, venni invitato ad ascoltare, da personale del club, il commento più accomodante di un collega… Quella notte, tra l’altro, ricordo che stetti male: attribuii il malessere a delle sarde a beccafico consumata in un ristorante vicino all’albergo che ci ospitava (eccezionalmente mi aveva accompagnato in quel viaggio niente di meno che l’editore Marco Gabbi): l’anno successivo il Parma venne di nuovo sorteggiato col Palermo e, nonostante l’indigestione dell’anno prima (sempre ammesso che si trattasse di indigestione, comunque fu un portentoso Voltaren a rimettermi in piedi) era mia intenzione confermare sia la portata che il ristorante. Quando al taxista chiesi di accompagnarci lì, questi iniziò a fare melina (degna di Verona-Empoli di ieri o peggio di Torino-Genoa) tergiversando e suggerendo altri locali. Solo dopo aver insistito a lungo riuscii ad estorcergli la notizia che quel simpatico ristoratore (l’anno prima indossava un costume tipico locale) aveva avuto dei problemi. E cioè, fuori di metafora, era stato assassinato… Sapete bene che, come diceva l’avvocato di Johnny Stecchino, in Sicilia ci sono tre piaghe, il traffico, l’Etna e la siccità… Ma torno alla tua domanda iniziale: di quello specifico Palermo Parma con allenatore Beretta, ricordo la vocazione crocerossina dei nostri che riuscirono a rianimare i siciliani di Del Neri, che tornarono al successo interno dopo che nelle ultime quattro gare avevano raccolto la miseria di un punto. E dire che avevamo chiuso il primo tempo in vantaggio per 2-1: ma le gare durano 90’, e più, e non basta accontentarsi solo di una porzione (come ho spesso ribadito in questa annata all’indirizzo dei donadoniani, che hanno il medesimo vizio. Corsi e ricorsi…”

Visto che siamo all’ultimo giorno di scuola, chi tra gli scolari di mister Donadoni, porta a casa la pagella migliore?

“La mia è una valutazione strettamente personale legata anche alle aspettative: per esempio Amauri e Marchionni hanno fatto decisamente meglio di quanto mi aspettassi, per cui superano il 7. Lo stesso dicasi per Sansone, che all’inizio non figurava neppure tra le scommesse stagionali (gran parte delle quali sono andate perse, vedi Pabon, Ninis, e per certi versi Belfodil. Sugli scudi, of course, anche Paletta. Sufficienza abbastanza larga, nonostante gli errori iniziali, al suo partner Paletta. Insufficiente anche Valdes (benché personalmente non avessi chissà quali aspettative, non avendo smaniato per lui un anno fa). Sufficiente per il rotto della cuffia Parolo, alle volte, però, criticato troppo per i reali demeriti. Lo stesso dicasi per Mirante, anche se mi è parso un po’ troppo buono con lui il buon Bucci, secondo il quale avrebbe sbagliato solo un paio di partite. Comunque il pagellone lo farà Calcio & Calcio domani sera, quindi di anticipazioni ve ne ho già date anche troppe…”

Buona partita e buone ultime emozioni. LUbi Majo… vero e proprio tornerà per la prima del nuovo campionato, quello del Centenario, ma, per questi mesi vacanzieri, stiamo già pensando ad un degno sostituto. Vi stupiremo, nell’attesa, però, speriamo che sia il Parma a farlo tra poco in terra palermitana… Luca Savarese