CASSANO SPECCHIO DELLE CONTRADDIZIONI DEL PARMA – Editoriale di Gabriele Majo

majo cassano miccoli(gmajo) – Una decina di giorni fa su stadiotardini.it – con un invidiabile tempismo, frutto del sesto senso o di una buona dose di fondoschiena, fate pure voi – rispolverai il nome di Cassano in un editoriale nel quale sostenevo che, come colpo del Centenario, tra Fantantonio e Miccoli preferivo il primo. A questo punto è doveroso rimarcare che un conto è esprimere una preferenza tra due candidati – come ben sa ogni elettore che si rechi alle urne a un ballottaggio, e probabilmente come sa pure chi risulta eletto – un conto è esprimere una preferenza, diciamo così, in generale. Cassano, dunque, secondo me, era il nome giusto per il Parma del Secolo, però, appunto nella contrapposizione con l’ormai ex palermitano, GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007negli ultimi giorni assurto ai (dis)onori della cronaca anche per via di contumelie intercettate all’indirizzo di Falcone (il giudice assassinato, non l’ex difensore crociato), e non in assoluto. Cassano, come Morfeo – il primo che conosciamo bene al quale m’ero sentito di paragonarlo (entrambi in arrivo o arrivati dall’Inter morattiana) – è uno che o ami o odi: certo non ti lascia indifferente: se lo scopo – oltre ad attirare come cavallette gli attori del circo mediatico – è quello di squarciare quel velo di noia e di torpore che da qualche tempo accompagna le gesta del Parma (il calcio propositivo ha suscitato non pochi sbadigli o smorfie alla Schianchi), direi che i vertici societari hanno fatto bingo, poiché sicuramente, nel bene o nel male, il Discolo farà parlare di sé e di conseguenza del Parma, magari riportandolo in prima pagina, con estremo gaudio di Folletto che vedrà cassanovalorizzata la propria sponsorizzazione, e che così meglio accetterà il gentlemen agreement per cui sulla casacca crociata in lanetta da sfoggiare il 15 dicembre mancherà il suo logo-dicitura. Cassano, dunque, un valore aggiunto per l’immagine e per il contorno: circa l’arrosto (alias il contributo sul campo e nello spogliatoio) rimangono non pochi punti interrogativi, certo non derivanti dalle squisite doti tecniche, quanto dalle condizioni fisiche post-coccolone e dalle rinomate cassanate. Dal punto di vista prettamente economico sembrerebbe essere, a prima vista, un vero affare, per certi versi una vera e propria  fregatura a Moratti, se si considera che  Fantantonio dovrebbe arrivare a Corte Ghirardi in compagnia di Silvestre e una decina di milioni di euro liquidi per la sola metà di Belfodil, un Medicinale, in questo caso, per le casse societarie. Il problema gli è che quel tesoretto è destinato ad essere consumato proprio per potersi permettere il lusso di avere Cassano a libro paga. I conti sono presto fatti: l’ex mito della figlia di Malesani, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, percepirebbe un ingaggio netto di 2,2 milioni di euro a stagione, per tre anni, totale 4,4 milioni lordi, che moltiplicato 3 fa già 13,2, cioè 3,2 milioni di euro (che non sono bruscolini) che sforano i 10 che il munifico petroliere spende per avere mezzo Antibiotico. Circa Silvestre, poi, pare, sempre secondo spifferi mediatici, che il riscatto per il suo prestito (tralasciando l’ingaggio che non conosco, ma provenendo dall’Inter credo che pure lui mediamente possa ambire a percepire più del tetto medio garantito dal Ghiro ai suoi salariati in mutande) sia fissato in 4 milioni di euro, che magari li vale tutti (in effetti al fianco di Paletta, sempre che rimanga, serve proprio uno come lui), però non sono certo poca cosa per una società che ha sempre dovuto fare i conti con il bilancino, con un AD costretto a fare le nozze con i fichi secchi, al punto da non potersi permettere di acquistare l’intero Saponara, sul quale era arrivato prima di tutti, ma solo di prenotarne la metà, grazie ai buoni uffici e all’onestà dei funzionari dell’Empoli (che hanno tenuto il prezzo bloccato, nonostante non ci fossero scritti, senza cedere alla tentazione di fare i furbi e venderlo per intero e nero su bianco al Milan), rinviando la formalizzazione dell’operazione (e dunque il pagamento) all’esercizio successivo, alias quello che ha inizio dal prossimo 1° luglio. Una contraddizione è proprio questa: il Parma come può permettersi Cassano se non è stato in grado di investire per Saponara, un titolo che a breve o medio termine si sarebbe ampiamente ripagato da solo da con gli interessi? A fine dicembre Leonardi spiegava che per emergenti come il Nazionale Under 21 la sua politica è quella della condivisione del rischio: cioè prenderlo a metà con qualcun altro, in modo da limitare i danni qualora le cose andassero male. Secondo me per Saponara sarebbe stato meglio avere un po’ più di coraggio: cioè prenderlo tutto, e non solo mezzo, incluse le prestazioni sportive (invece lasciate all’altro comproprietario che ha pagato subito e non rimandato, per esigenze di budget, all’esercizio successivo). Quello di Saponara avrebbe potuto essere  un colpaccio alla Belfodil sia in termini tecnici che economici: Cassano ha il nome, ti porta le televisioni, ti fa finire sui giornali, lo sponsor è contento, però non credo che ci si possa ricavare, a causa delle diversa età, una plusvalenza record come quella per il mezzo Belfodil di oggi o come era stata quella dell’anno scorso per Giovinco. A parte che Cassano smuove sì i media, ma soprattutto se milita in una grande squadra, che sé a Parma dovesse sbarcare il lunario anonimamente non se lo filerebbe nessuno: in fin dei conti, nel recente passato, e per certi versi pure nel presente, al Parma non sono mancati grandi nomi, Amauri, Zaccardo, Crespo e la già citata Formica Atomica solo per elencarne qualcuno, che sì, ogni tanto hanno attratto i mezzi di informazione, ma non è che ci fosse la fila a Collecchio per parlare con loro… Più che di un investimento, insomma, direi che si tratta di una spesa, anche se ampiamente autoripagata: tuttavia, come già accennavo qualche giorno fa, considerati i termini dell’operazione Cassano sopra sviscerati, facendo i due conti della serva, credo proprio che sarà necessario procedere alla dismissione di un ulteriore pezzo di argenteria per poter garantire la gestione corrente. Le squadre della taglia del Parma, infatti, come ci hanno spesso spiegato i gestori, se non vogliono finire gambe all’aria, debbono valorizzare i propri calciatori ricavandone plusvalenze con la vendita. Diciamo che in questo senso l’affaire Cassano è in decisa controtendenza rispetto a quanto Leonardi ci aveva abituato durante la sua gestione. Non a caso quello di Cassano l’ho sempre definito “un colpo alla Ghirardi”, giacché ricorda altre analoghe operazioni precedenti del Ghiro. Non si tocchi ferro, ma la prima che mi viene in mente è quella di C. Lucarelli che avrebbe finito per pesare a lungo sui conti come un mega-macigno, pur non essendo stata sufficiente a salvare il primo Parma ghirardiano. In questo caso potrebbe valere l’equivalenza: Saponara sta a  G. Rossi, come Cassano sta a Lucarelli. Non parlo, of course, delle loro caratteristiche, ché sono tutti differenti tra loro e dunque incommensurabili e non equipollenti, ma proprio dei contorni delle operazioni. A suo tempo il Ghiro non si poté permettere Pepito, poiché a budget non aveva tutti i soldi che il Manchester gli aveva chiesto, né aveva trovato qualcuno che volesse condividere con lui il rischio imprenditoriale (in particolare ha spesso ricordato il no in questo senso di Galliani alla comproprietà); tuttavia appena sei mesi dopo, nonostante nel frattempo non avesse vinto alla Lotteria Italia o a Chi vuol essere milionario, si concesse il lusso di riportare in Italia dall’Ucraina l’autore di “Tenetevi il miliardo”; più o meno la storia si sarebbe ripetuta, con tutti i distinguo del caso, naturalmente, con Saponara, il cui acquisto non era possibile poiché fuori budget quando se ne intravvidero le qualità mesi fa, salvo poi andare scialare puntando sul più anziano Cassano. C’è da dire che in questo caso, rispetto ad allora, grazie alle indubbie qualità del Plenipotenziario, almeno la suddetta operazione si  auto-ripaga, sia pure con il sacrificio di mezzo Belfodil. Ma direi che ne può valere la pena, perché appunto rimane un’altra mezza pasticca, che così valutata (e si spera anche in meglio se in nerazzurro confermerà le qualità e non i difetti) è un ulteriore tesoretto, di prospettiva, in cassaforte. Intanto, così, si può far godere la piazza nell’anno del Centenario, con un acquisto decisamente fuori misura, che va a rinverdire i fasti della grandeur alla Calisto, che può riscaldare il tiepido entusiasmo. Quel Saltimbanco di Boni ritiene che questo colpaccio possa, da solo, garantire migliaia di abbonamenti: io non ne sono così convinto, giacché, tradizionalmente, non sono stati i grandi nomi a far smuovere i pigri pramzàn. C’è chi paragona il colpo Cassano di Ghirardi col colpo Stoichkov di Tanzi: per il fu Pallone d’Oro si riempì l’antistadio del Tardini (io ero in viaggio di nozze, e mi persi l’evento, ma fu l’unica volta che accadde qualcosa del genere, e tra l’altro la pagai cara perdendo delle collaborazioni giornalistiche a vantaggio di chi si offrì per sostituirmi), lo stesso i compratori sperano possa accadere per Cassano, prestando fede a quanto dato alle stampe stamani da Sandrone  Piovani sulla GdP: “In ogni caso, scaramanzia a parte, sembra che il Parma stia organizzando una presentazione in grande stile per Fantantonio, una possibile ‘notturna’ al Tardini, ai primi di luglio, per far sì che possano arrivare allo stadio più tifosi possibile”. Vedremo quel termometro che temperatura indicherà: per ora quello della campagna abbonamenti non sembra smuoversi più di tanto, nonostante l’effetto Cassano: magari qualcuno prima di pagare vuole vedere cammello, ma non è che ci sia stata, fino ad ora, la corsa ai punti Lottomatica, nonostante il clamore per l’arrivo del Discolo. Sempre Piovanone, sul foglio locale odierno, asserisce che “anche gli scettici, quelli che temono per la ‘testa calda del ragazzo’, iniziano a pensare che in fondo ‘i giocatori buoni è meglio averli in squadra che contro’. E cresce anche il partito di chi pensa cheCassano con una sola giocata ti può ripagare il prezzo del biglietto’.” Diciamo che Fantantonio, in questo senso, come già scritto nel mio pezzo da preveggente, è proprio l’ideale per questa piazza dal palato fino, che, come sostiene Leonardi, preferisce, per via del retaggio, i calciatori già affermati a quelli di prospettiva. Ma attenzione: questa condotta non è virtuosa e appunto in palese contraddizione con il credo leonardiano, e non a caso tra i tifosi che ho avuto modo di sentire io c’è pure chi mi ha parlato di “Parma schizofrenico, che spazia dal progetto giovani a prendere Cassano”. Appunto: Cassano, specchio delle contraddizioni del Parma. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “CASSANO SPECCHIO DELLE CONTRADDIZIONI DEL PARMA – Editoriale di Gabriele Majo

  • 25 Giugno 2013 in 16:27
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    Perche’ tre anni? Il prestito e’ secco e se al Parma non va l’anno prossimo buonanotte suonatori. Abzi ritengo che abdra’ proprio cosi. Un bel colpetto per il centenari e poi l’anno prossimo e’ ub’altra storia; un nuovo secolo per il Parma e con tanti soldini del medicinale

    • 25 Giugno 2013 in 16:47
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      Cassano dovrebbe arrivare a titolo definitivo: o meglio, in prestito fino alla fine della stagione, e poi rimarrà al Parma che gli avrebbe proposto un triennale. Sulle cifre, poi, bisogna fare chiarezza: in questi giorni si è parlato di circa 2.2 milioni netti a stagione, in realtà, però, dovrebbe trattarsi di una base più bassa, ma con una serie di premi che potrebbe ricondurre alla cifra in questi giorni riferita dagli organi di stampa.

      Cordialmente

      Gmajo

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