CONFEDEMOTION, GLI STRENUI BIANCHI-AZZURRI SE LA GIOCANO CON GLI SPAGNOLI FINO ALL’ULTIMO RIGORE

(Luca Savarese) – Era un parterre nutrito, quello dei pessimistoni, diciamocelo, che dopo le prime due Caporetto, finale di  Euro 2012 noi battuti dagli iberici per quattro a zero e finale Euro under-21 2013, noi stroncati dagli spagnoli per quattro a due, credevano sine dubbio, che anche questa volta Iniesta e soci ci avrebbero rifilato un altro bel pokerissimo. Invece il copione non è stato così triste e scontato. Non abbiamo preso quattro pere ma abbiamo offerto urbi et orbi centoventi minuti la più stremata lotteria dei rigori, di resistenza stoica. E questo è un primo grande passo avanti. Poi tra noi e loro si è messa anche la sfortuna o mala suerte che ha colpito soprattutto gli juventini Giaccherini ( che bella confederation, fosse un pizzico meno timido) e Bonucci, i quali penseranno nelle prossime notti d’estate al tiro finito sul palo in partita ed all’ultimo rigore finito nel cielo di Fortaleza. A proposito, siamo cresciuti anche nel morale con cui ci siamo presentati dal dischetto, tonici, convinti, decisi a lasciare un bel ricordo ed infatti ne abbiamo segnati 6 e sbagliato uno, senza rinunciare a sperare dagli undici metri come era invece accaduto in passato. Quest’Italia rappresenta una confortante liaison tra la formazione finalista un anno fa in Polonia ed Ucraina ed il futuro che ci vedrà tra dodici mesi ancora in Brasile, non per le prove della confederation ma per la verità di un nuovo mondiale.

Ieri sera abbiamo trovato certo una Spagna sfilacciata. Il tiqui-taca? Non pervenuto. Semmai ci siamo chiesti toc-toc c’è qualcuno? Ma era pur sempre la Spagna e, le abbiamo saputo tener testa agendo e giocando, senza alzare la diga della paura, in campo, ci siamo andati e ci siamo stati fino all’ultimo secondo.

Da questa prima esperienza brasileira ci portiamo dunque a casa molto. Segnali positivi: come Mattia De Sciglio, ormai pronto per una carriera in pianta stabile da terzino a grandi livelli, come il suddetto Emanuele Giaccherini, un bel tipetto che intreccia il passo della qualità alla corsa della quantità, Antonio Candreva, stazionato anche a Parma, il cui tottiano e pirliano cucchiaio che ha superato Casillas, è il coronamento ad una stagione scintillante dove sono arrivate la coppa Italia con la Lazio ed una ritrovata nazionale che ora difficilmente perderà. Portiamo anche a casa un’ottima unione che nei momenti difficili e topici, come ieri, viene fuori e si lascia godere, anzichè dar spazio ad individualismi o solitarie traversate. Prova ne siano il sacrificio arretrante di Daniele De Rossi che va dietro a dar man forte al cospetto della Spagna, mica contro il dopolavoro dei mestieranti romani, la chiamata finale di Gigi Buffon (ripresosi dopo le sviste concesse al Brasile) che prima dei rigori invita i suoi compagni a stringersi a coorte, dando importanza al momento ed infondendo una gran fiducia a tutto l’ambiente, Federico Marchetti impiegato nemmeno un minuto ma che prima dei penalty corre verso Buffon a rincuorarlo e ad abbracciarlo. Teniamoci stretto tutto questo.

La pars destruens di questa nazionale? Be’, sarebbe bene, d’ora in poi magari andare al di là del codice etico e di portare chi gioca bene in campo, non dando un’ importanza assoluta a certe parole o frasi dette sui social network. Per esempio il potente ma monello Osvaldo ci sarebbe servito contro una Spagna sudata e risicata come quella di ieri. E’ vero che siamo arrivati due anni una volta in finale ed una in semifinale, manca però il passo decisivo, il grande colpo di reni, quello che ti permette non solo di non subire ma di chiudere le pratiche prima, quando, come a Fortaleza, le occasioni le abbiamo avute. Quest’Italia diventi amica della scala (non Nevio, anche se val bene sempre citarlo) piuttosto che di un’ascensore: della prima abbiamo già scalato due gradoni grossi, ora bisogna continuare la salita, nella seconda invece dopo un decollo rapido a volte ci si può fermare, perchè è pur sempre un macchinario, mentre serve tutta l’umanità più disponibile e seria per continuare a scalare. Noi stiamo salendo e quando vogliamo giocare seriamente lo facciamo senza che niente e nessuno ce lo vietano: vedere le sfide a viso aperto alla Germania nella semifinale europea di Varsavia 2012, le sfide alla Spagna, la prima dell’ultimo euro e l’ultima di qualche ora fa. Schopenhauer la chiamava wille zum leben, volontà di vita, continuiamo a volere bianchi azzurri o semplicemente azzurri, non ci fermiamo proprio adesso… Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.