giovedì, Aprile 18, 2024
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CROCIATI PASSATI / BRUNO MORA

mora3(Luca Savarese) – Amiche ed amici di stadiotardini.it, l’estate è alle porte, sono giornate di azzurrini ed azzurri, e, per staccare un po’ dalle interminabili maratone di mercato, iniziamo a rinfrescarci un pochino, ed allora prima di andare ai monti o nei mari, vogliamo tirare fuori dal cassetto delle preziose cose crociate, come stappare una bibita fresca in questi giorni durante i quali il sole inizia a dominare la partita dopo che quest’anno è stato sovente messo in fuori gioco dalle nuvole; stralci di storia, pagine datate che, per il sopraggiungere impazzito di questioni e vicissitudini ogni tanto esageratamente attuali, si dimenticano, si lasciano lì, senza nemmeno darci più uno sguardo. Allora vorremmo cercare di aprire questo scatolone dei crociati del passato, perché il Centenario imminente, non può essere solo una lode all’eroico Parma degli anni novanta, perché cent’anni sono cent’anni, tutti interi, non solo venti, anche se unici. Eravamo Parma anche quando non eravamo ancora in Paradiso, quando non c’era Sky negli spogliatoi e lottavamo contro il San Secondo. Ecco allora una piccola finestra con i nomi di chi ha seminato momenti di Parma che poi, altri più fortunati pedatori, hanno raccolto in quel 27 maggio 1990, prima promozione in serie A, gente che nemmeno poteva immaginarsi l’Europa, i trionfi, l’Atletico Madrid e la Juventus, l’Anversa ed il Bayern Leverkusen, e che, se il nostro Parma tra sei mesi farà Cent’anni, beh è anche per loro.

moraBruno Mora nasce a Parma il 29 marzo del 1937. Un mese più tardi in Spagna la città basca di Guernica verrà rasa al suolo da un tremendo bombardamento aereo. Il ragazzo vuole fare il calciatore e ci riesce bene. Ha una buona struttura fisica, è alto 1,75 e pesa 67 kg, agile e, le doti tecniche, sono dalla sua: insomma quello che ci vuole per fare e con mestiere, l’ala destra, un ruolo gettonatissimo all’epoca e che forse oggi par tornato di moda con le recenti convocazioni azzurre di Alessio Cerci ed Antonio Candreva. Bruno è destinato a grandi palcoscenici con la palla al piede: va a Genova, sponda Samp, suo primo allenatore fu Wiiliam Bill Dodgin, pioniere del foot-ball inglese in Italia. Con i blucerchiati gioca che è un piacere e la Juventus gli mette subito gli occhi addosso. Bruno va a Torino e veste e gioca per Madama. Oh ma questo è forte sul serio, di solito un’ala destra fa molto segnare e segna ogni tanto, lui invece va spesso in gol: alla fine delle mora6sue due avventure doriana e bianconera, le reti saranno 36. Il pedigree giusto per approdare al Milan di paròn Rocco e scrivere la storia: Wembley, 22 maggio 1963, Mora era in campo nella prima gioiosa finale di Coppa Campioni, alzata dai rossoneri, dopo aver battuto il Benfica con la doppietta di Altafini. Mai avrebbe detto che trent’anni dopo in quello stesso stadio ì Leoni sarebbero stati i ragazzi del suo Parma. Si Bruno amava la casa nativa ducale e la causa parmense decise di sposare quando accettò di passare dal Milan al Parma, che non era mica in seria A come oggi e nemmeno in B ma in serie D. Proprio una di queste ultime mattinate all’interno di Raisport Memoria, rubrica in onda su RaiSport1 e dedicata alle immagini dello sport degli anni addietro, hanno riproposto una puntata della Domenica Sportiva del 24 maggio del 1970, dove il conduttore Lello Bersani presenta in studio il Parma di allora e scambia BrunoMoradue parole con Bruno Mora, il quale si dice contento di aver scelto di chiudere la carriera nella squadra della sua città. Bravo Bruno, anche in Nazionale ti sei fatto valere, giocando per 21 partite e segnando 4 gol.  Poi sedette anche in panchina come allenatore del Parma durante l’ultima parte della stagione 1982-83, quando subentrò a Danova e lanciò i giovani  virgulti  Stefano Pioli e Nicola Berti. Crociati di oggi quando scendete in campo, ripassatevi le sue gesta. Un tumore allo stomaco se l’è portato via non ancora in zona Cesarini ed appena quarantanovenne, il 10 dicembre del 1986. Grazie di tutto Bruno Mora. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".