EUROPEO UNDER 21 / NON SERVE SANSONE ALL’ITALIA PER BATTERE L’INGHILTERRA (1-0). MA IL CROCIATO POTREBBE TORNAR UTILE CONTRO ISRAELE…

DSCN1890(Luca Russo) – Si dice che due forze uguali e contrarie si annullino. E’ un concetto che ci è stato donato dalla Fisica. E che ieri sera ha trovato asilo a Tel Aviv, dove Inghilterra e Italia si sono affrontate nella seconda gara del girone A. Gli inglesi erano reduci da nove gare di fila senza sconfitte e senza reti al passivo. Un vero e proprio rifugio antiatomico quello allestito dai Leoni negli ultimi due anni. Pane duro per gli affilatissimi denti di un’Italia della quale era ben nota la DSCN1872qualità di cui dispone dalla cintola in su. Provateci voi a trovare in giro per l’Europa una nazionale U-21 che può permettersi di schierare contemporaneamente gente del calibro di Immobile, Borini, Florenzi, Verratti e Insigne (per tacere di quelli che sono finiti in panchina: Paloschi e Sansone, il nostro Sansone, tanto per fare un paio di nomi). Una difesa insuperabile contro un attacco irresistibile: non era un matto chi, considerando queste premesse, si aspettava ed aveva pronosticato un pareggio a reti bianche. E DSCN1901in effetti di pareggio si è trattato quasi fino alla fine. Per la precisione fino al minuto 78, quando Gabbiadini con una splendida veronica conquista una punizione che inizialmente sa di rigore: il direttore di gara Gautier prima concede il penalty, poi, su suggerimento di uno dei suoi assistenti, opta per una punizione dal limite. Inutili le proteste degli azzurri. E anche immotivate, perché il replay ci dimostra che la decisione del fischietto francese è giusta. Sulla DSCN1935palla ci va Insigne: la sua conclusione è di quelle da leccarsi i baffi. Butland, estremo inglese che nella circostanza non ci è parso esattamente concentrato e reattivo, non può far altro che capitolare. Da un rigore mancato alla magica e deliziosa pennellata di Lorenzo il Magnifico. E’ questa la distanza che separa un buon punto da una vittoria che può già valere la qualificazione. Ed è questo l’episodio che spezza l’equilibrio di una partita che ad un certo DSCN1930punto sembrava irrimediabilmente incanalata verso un pareggio che agli azzurri sarebbe andato fin troppo stretto alla luce delle tante occasioni che hanno avuto il merito di creare e il demerito di sprecare una ad una. Nella prima frazione di gioco a farla da padrone è il pressing. Quello degli inglesi, che in apertura impediscono ai ragazzini di Mangia di praticare il calcio fatto di palleggio e geometrie per cui si sono allenati e spesi nell’ultimo biennio. Ma anche quello dell’Italia, che, dopo aver sofferto in avvio l’aggressività di Shelvey e soci, alza il suo DSCN1915baricentro, annacqua le munizioni offensive della formazione di Pearce, costretta a limitarsi al solo lancio lungo corredato di sponda, e si aggrappa ad un Insigne in grande spolvero. Tra gli azzurri è il più pericoloso. Ed è anche quello che si muove meglio: parte da sinistra, stringe verso il centro e inventa sempre qualcosa di pericoloso. Da stropicciarsi gli occhi la triangolazione che, ad un quarto d’ora dal termine del primo tempo, l’attaccante del Napoli confeziona con la collaborazione del suo ex partner Immobile: sul passaggio di ritorno del centravanti genoano, il DSCN1873folletto di Frattamaggiore cerca e trova un pallonetto che si spegne un pizzico sopra la traversa. Poco prima al gol si erano avvicinati lo stesso Immobile e Florenzi. A proposito di Florenzi: chi crede che l’Italia del primo tempo sia stata Insigne e basta, si sbaglia di grosso. Se a sinistra il napoletano ha fatto la voce grossa, dall’altro lato il mediano giallorosso non è stato da meno e col suo dinamismo più di una volta ha mandato in confusione la retroguardia inglese. La DSCN1871ripresa si apre con due reti giustamente annullate ai ragazzi di Pearce (la prima per fuorigioco, la seconda per una trattenuta ai danni di Bianchetti). Dell’Italia si perdono le tracce. Anche il Magnifico sparisce dal gioco. L’Inghilterra rientra in campo con lo stesso piglio esibito in apertura di partita. Di contro, sono troppo imprecisi gli azzurri per sperare di bissare la bella prova del primo tempo. Verratti (un po’ troppo polemico col direttore di gara) lì in mezzo quasi mai DSCN1903riesce a fare la differenza, se non in fase di copertura. Marrone, al contrario, non delude finché resta in campo (è costretto a chiamarsi fuori dalla contesa per una noia muscolare alla coscia destra). E la linea difensiva, fatta eccezione per qualche sbavatura cui Mangia dovrà porre rimedio se l’obiettivo è quello di arrivare fino a Gerusalemme, tutto sommato si disimpegna bene. Agli azzurri servirebbe una scossa. Gliela dà il commissario tecnico che richiama Immobile in panchina DSCN1899e getta nella mischia l’imprendibile (per i difensori inglesi) Gabbiadini. E’ il cambio che sposta la gara dalla nostra parte. E’ lui a procurarsi la punizione che Lorenzo il Magnifico manda alle spalle del non irresistibile Butland. Della serie: tre piccioni (leggi punti) con una fava. Esulta l’Italia: con ancora due turni da giocare, la qualificazione – facendo gli scongiuri –  sembra già cosa fatta. Gerusalemme non è ancora sullo zerbino di casa, ma in cortile ci è già arrivata. DSCN1879Sabato ce la vedremo coi padroni di casa. Israele tutto è tranne che una squadra da temere. Zaguri è il loro elemento migliore: si tratta di un centrocampista offensivo dotato di buona tecnica e in grado di saltare l’uomo con una certa facilità. E’ dell’Hapoel Ramat Gan e nell’ultima stagione ha messo insieme 6 reti in 24 apparizioni. Visto che con Diakite (difensore recentemente passato dall’Aprilia al Parma) ci è andata bene, consigliamo a Leonardi di fare un pensierino al trequartista israeliano, che giocando in patria non dovrebbe costare (e dunque DSCN1874costarci) tantissimo. Sarebbe il ricambio (e che ricambio, aggiungiamo noi) che quest’anno è mancato a Valdes e che avrebbe permesso al cileno di tirare il fiato quando di benzina nel suo serbatoio ce n’era pochina. A proposito di Parma: Sansone, presente nella lista dei 23 che Mangia ha convocato per l’Europeo israeliano, non ha trovato spazio ieri sera. Potrebbe ritagliarsene un po’ sabato prossimo. Perché? E’ presto detto: Israele è poca DSCN1927roba; per metterlo sotto potrebbe non servirci il contributo dei titolarissimi. E allora spazio alle seconde linee. Che, se riuscissero a farsi trovare pronte alla chiamata del commissario tecnico, rischierebbero di stravolgerne le gerarchie. Forza Nicola: hai due giorni per convincere il mister, guadagnarti la sua fiducia e conquistare le prime pagine dell’Europeo che è appena iniziato. Luca Russo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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