EUROPEO UNDER 21 / TROPPA SPAGNA PER GLI AZZURRINI (CON SANSONE IN NAFTALINA), STRONCATI 4-2 NELLA FINALISSIMA

DSCN2141(Luca Russo) – Certi incubi fanno dei giri immensi e poi ritornano. Un anno fa era stata l’Italia di Prandelli a prendere lezioni di calcio dalla Spagna targata Del Bosque, che, ricordiamolo, nella finale di Kiev ci ha rifilato ben quattro scoppole senza mai permetterci di entrare in partita. Dodici mesi dopo, l’ingrato compito di doversi inchinare allo strapotere, soprattutto tecnico, del calcio iberico, è toccato ai ragazzini di Mangia che a Gerusalemme, nell’ultimo atto dell’Europeo Under 21, sono stati annientati dalla tripletta di un Thiago Alcantara con sembianze da DSCN2146marziano e dall’acuto finale di un Isco mai in ombra come questa sera. Inutili, di fatto, la rete del momentaneo pari firmata da Immobile e il raddoppio messo a segno da Borini con un bel fendente dalla distanza. Dobbiamo riconoscerlo: troppa Spagna per gli Azzurrini. Che nel primo tempo superano la linea di metà campo in due sole circostanze: nella prima vanno in gol con Immobile, bravo ad arpionare senza affanni una preghiera lanciata da Bianchetti e a farne la rete che ci riporta in superficie dandoci l’illusione di DSCN2089poter impensierire l’Invincibile Armada; nella seconda la rete la sfiorano con Florenzi che con un gioco di prestigio scappa via alla marcatura di un difensore spagnolo, ma poi di sinistro spara sui piedi di De Gea. E’ il crocevia della nostra partita e in fondo anche di quella degli spagnoli: eravamo sul risultato di 1-1 e se il gioiellino della Roma avesse inquadrato la porta, adesso molto probabilmente parleremmo di una coppa completamente tinta d’azzurro. E invece…e invece poco dopo è la Spagna a ritornare in vantaggio. Ancora una volta con Thiago Alcantara, DSCN2104mattatore della serata che deve almeno due delle sue tre reti alla generosità della retroguardia azzurra, distratta e deconcentrata come mai le era capitato nel corso di questo Europeo. Sul 2-1 l’Italia sparisce dal campo. Il rigore, sacrosanto, del 3-1 chiude la partita e quello, altrettanto nitido, del 4-1 infila un po’ di pepe in una ripresa che diversamente per i nostri colori si sarebbe trasformata in una lunga e noiosa attesa del (liberatorio) triplice fischio.  Il gol di Borini DSCN2127(4-2) riaccende una flebile speranza azzura. L’ex crociato è servito da un  assist di Insigne, proprio come nella semifinale contro l’Olanda: il suo tiro di precisione dai 20 metri entra i rete. Ma la sostanza non cambia, Dispiace aver perso in questo modo e con un passivo del genere, ma onestamente agli Azzurrini non si poteva chiedere di più. Del resto, mentre i ragazzini di Lopetegui sono titolari nei club di appartenenza e dunque abituati a confrontarsi con gente del calibro di DSCN2131Ronaldo e Messi e (quasi) assuefatti alle pressioni di certi palcoscenici e di certe serate, quelli di Mangia un po’ di spazio riescono a ritagliarselo solo se giocano in B (vedi Saponara e Bardi) o all’estero (Verratti) e dunque è quasi comprensibile che alle prime gare di un certo peso e di un certo spessore finiscano per sciogliersi come neve al sole. Dispiace anche non aver potuto vedere Nicola Sansone alle prese con una finale. Speravamo, alla luce delle precarie condizioni fisiche di Insigne, che il CT gli concedesse se non proprio una maglia da titolare, almeno DSCN2137un tempo. Col suo dinamismo e la sua capacità di attaccare gli spazi in contropiede, la sconfitta non ce la saremmo risparmiata (per carità!), ma almeno avremmo complicato, e non di poco, il compito della Spagna. Che in effetti ci ha sofferto in un solo modo: e cioè quando giocavamo la palla alta e lunga (a scavalcare le linee di centrocampo e difesa iberiche) per lo scatto in profondità di uno dei nostri terminali offensivi. Così abbiam fatto gol con Immobile, un altro con Borini e ne abbiamo sfiorato un altro con Florenzi. E così, forse, avrebbe potuto segnarne uno anche il nostro Sansone…se solo Mangia non l’avesse tenuto in naftalina. Luca Russo

 

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.