I METEORismi di Lorenzo Fava – MUSLIMOVIC, LO ZLATAN MENO NOBILE D’ITALIA

clip_image001(Lorenzo Fava) – Quando, nella stagione 2006-2007, lo speaker ufficiale dell’Ennio Tardini, Francesco Bassi, scandiva ad alta voce i nomi dei Crociati protagonisti in campo, al momento di completare quel nome, Zlatan – che indossava la maglia numero 9 – a chi non è mai balenata per la testa l’idea di gridare a squarcia gola Ibrahimovic? Ebbene, quella era solo una tentazione (o forse pura utopia), perché il Parma si era assicurato il prestito dello Zlatan meno nobile del calcio (italiano): Muslimovic.

Di origini bosniache (nasce il 6 marzo 1981 a Banja Luka), ma anch’egli – come il più conosciuto Ibra – con passaporto svedese, “Muslo” sbarca in Italia dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell’ IFK Göteborg, una delle squadre più prestigiose dell’intera Scandinavia; sono gli osservatori dell’Udinese, predoni del mondo, a non farsi sfuggire di mano un simile talento. Difatti, il giocatore dal ’99 al 2001 mette il piede in campo appena 2 volte, così la dirigenza friulana pensa che sia giunto il momento di farlo maturare. Il Perugia, guidato dal condottiero Serse Cosmi, e che avrebbe concluso 8° in Serie A la stagione 2001-2002, non gli dà questa possibilità, così inizia il suo lungo peregrinare per l’Italia. clip_image001[16]L’Udinese crede fortemente nel calciatore, tanto che lo cede continuamente in prestito: nel gennaio 2002 l’esperienza con la Pistoiese regala all’attaccante bosniaco la gioia del primo gol tra i professionisti. Nella stagione successiva Zlatan non deve nemmeno cambiare i colori sociali, poiché i bianconeri friulani lo spediscono nelle Marche tra le fila dell’Ascoli, dove però il “Muslo” non riesce a imporsi (mai un gol in 11 partite).

clip_image001[14]A Padova, nel 2003-2004, in Serie C1, riesce a vivere la sua prima stagione da protagonista: tuttavia le 6 reti messe a segno in 30 apparizioni non convincono del tutto la società della famiglia Pozzo a concedergli una chance insieme con De Sanctis, Iaquinta e compagni. Inizia quindi per il biondo attaccante l’ennesima esperienza in prestito.

La sua avventura riparte da Rimini, tappa fondamentale, dalla quale non può prescindere se vuole dedicare un po’ alla ‘bella vita’, ma soprattutto se desidera imprimere quella sterzata vincente per la propria carriera calcistica: e Zlatan imbocca la strada giusta. Quella lungo la riviera romagnola è la sua miglior stagione dal punto di vista realizzativo: quelle 15 reti e quelle 32 presenze da titolare valgono innanzitutto il primo posto in Serie C1 e la promozione tra i cadetti per i biancorossi; sotto l’aspetto personale, poi, per Muslimovic valgono gli clip_image001[20]interessamenti di alcune squadre della Massima serie. Così l’Udinese, ancora proprietaria del cartellino del forte attaccante, gli concede l’opportunità di giocare nel Messina, da un anno protagonista nel grande palcoscenico della Serie A. L’esperienza non risulta essere così positiva: Di Napoli e compagni terminano al diciassettesimo posto e sono costretti ad abbandonare la Serie A dopo una stagione disgraziata (ma per i fatti di Calciopoli i siciliani la riottenevano poche settimane più tardi). Dopo i primi 4 gol in Serie A, Muslimovic, che nel frattempo era entrato a far parte dell’organico della Nazionale della Bosnia-Erzegovina, cambia squadra e il Parma, lesto come un avvoltoio, se ne assicura le prestazioni per un’annata.

clip_image001[18]Nonostante la stagione prevedesse il ritorno del Parma nella ambiziosa Coppa UEFA (sancito “a tavolino”, in virtù di un 7° posto determinato dalla CAF, in seguito ai fatti di “Calciopoli” che avevano determinato una stravolgimento radicale della graduatoria finale del campionato 2005-2006, ndr), il club navigava ancora in acque poco tranquille: il budget di cui disponeva l’amministrazione straordinaria, sempre alla disperata ricerca di un acquirente (dopo i tentativi andati a vuoto con la povera anima di Gaetano Valenza e la bufala Sanz), era quasi pari allo zero e la squadra allestita era stata formata soprattutto su acquisti a parametro zero e prestiti. Muslimovic si cala nell’ambiente in punta di piedi, seppur al suo arrivo gli addetti ai lavori avevano battezzato quella come la stagione della sua definitiva consacrazione. Il bosniaco, che – a mio avviso – disponeva anche di un discreto repertorio per poter dire la sua anche tra i “grandi” della A, tuttavia, disputa un pessimo girone di andata sotto la guida del mister parmigiano Stefano Pioli, che viene licenziato il 12 febbraio dalla nuova proprietà targata Ghirardi a due settimane dal suo insediamento. Con il successore Claudio Ranieri Zlatan trova sempre meno spazio (complice l’arrivo, o meglio, il ritorno, di un baby fenomeno chiamato Giuseppe Rossi) e le sue apparizioni si riducono così a soli spezzoni giocati negli ultimi minuti di partita. Il finale di stagione tuttavia è in crescendo, anche grazie alle “ripetizioni” personalizzate, negli stanzini di Collecchio, davanti ai video, del vice di Ranieri Damianò: Zlatan trova maggiore fiducia nei mezzi atletici che il suo possente fisico gli ha donato (189 cm per 83 kg) e nelle ultime giornate di Serie A trova anche una certe dimestichezza con la via della rete, andando a segno al Tardini nella partita contro il Messina già retrocesso (4-0) e nel match conclusivo contro l’Empoli, terminato col punteggio di 3-1, che ha sancito al contempo la salvezza dei Crociati, l’ingresso in UEFA dei cugini toscani e l’addio al Ducato del gigante buono Zlatan.

clip_image001[10]Di lui la gente di Parma si ricorderà le partite in cui era stato inspiegabilmente schierato fuori ruolo sulla fascia destra, la scarsa fame sotto porta, ma anche tanto impegno e soprattutto una doppietta d’autore siglata nel ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia, terminato col punteggio di 2-2, contro la Roma: la più bella prestazione crociata di Zlatan Muslimovic era però stata vanificata da Fabio Virgili, giovane terzo portiere della rosa del Parma, che – come avevamo raccontato in una precedente puntata della passata stagione de “I METEORismi” –, nell’unica partita da lui giocata, aveva lasciato un segno terribilmente negativo…

clip_image001[8]Nel giugno del 2007, stanco del lungo peregrinare a causa dei continui prestiti concessi dall’Udinese, firma un contratto triennale con l’Atalanta. Incredibilmente l’avventura orobica dura meno del dovuto. Dopo una partenza un po’ a rilento, Muslimovic mette a segno una doppietta nella gara del 9 febbraio 2008 che consente alla squadra bergamasca di riacciuffare lo svantaggio contro la più quotata Fiorentina: è la sua migliore gara in Italia. Ma resterà anche l’ultima; dopo appena 10 presenze (e i quei ‘soli’ 2 gol segnati in quella fredda serata) Zlatan decide di abbandonare il Bel Paese per trasferirsi in Grecia, lusingato dalle pressanti richieste del PAOK Salonicco, che per averlo aveva speso 600.000 euro. L’esperienza ellenica è piuttosto duratura: dal 2008 al 2011. E Zlatan riesce a farsi apprezzare diventando un punto fermo della squadra bianconera (80 partite e 20 gol in tre anni), clip_image001[6]fino all‘estate del 2011, quando il contratto non gli viene rinnovato e rimane senza una sistemazione. “Muslo” passa 6 mesi da svincolato poi nell’inverno 2012 decide di volersi abbandonare, forse, ad un’ultima pazza avventura, accettando la allettante proposta del Guizhou Renhe (dove il 6 gennaio scorso lo ha raggiunto l’amico e compagno di Nazionale, di cui è capitano, Zvjezdan Misimović), formazione del faraonico campionato cinese.

clip_image001[4]L’ufficialità del suo trasferimento lo fa diventare subito una delle star della Chinese Super League, dove fino ad ora si è distinto segnando 14 reti in 31 partite. In alcuni di questi è possibile ammirare tutto il suo repertorio: potenza fisica, corsa con palla al piede, tiro dalla distanza e… la variabile del campo allagato con la difesa avversaria alquanto distratta. Lorenzo Fava

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.