IL COLUMNIST / IO VEDREI BENE CASSANO PIU’ COME ‘SPACCAPARTITE’ CHE COME TITOLARE…

(Luca Russo) – Il mercato, almeno ufficialmente, non ha ancora aperto i battenti. Ma le trattative, lo san tutti, sono entrate nel vivo già da un pezzo, sicuramente diverso tempo prima che calasse il sipario sul campionato terminato poco più di un mese fa. E il Parma, con estremo stupore di chi (me compreso) ormai si era rassegnato all’idea di vederlo relegato alla voce ‘brevi’ dei principali quotidiani sportivi nazionali, è riuscito nell’impresa, di non semplice realizzazione per una ‘provinciale’, di guadagnarne il centro. Sì, siamo al centro delle trattative. Ringraziamo l’Inter, ormai sempre più vicina ad assicurarsi i servigi (che noi prevediamo di buonissima fattura) di Belfodil, e Cassano. Ma anche (e direi soprattutto) Ghirardi che ha avuto l’intuito di mettere nel suo mirino il talento di Bari Vecchia, che nel breve volgere di qualche giorno potrebbe diventare uno dei nostri. Un colpo che, almeno sul piano mediatico, ci riporta nel gotha del calcio nostrano. Collecchio, qualora l’operazione Cassano dovesse sfociare nel lieto fine che in fondo un po’ tutti (anche quelli più scettici) auspicano, non sarà più abitata esclusivamente dalla stampa ‘locale’, che giorno per giorno ci racconta cosa accade nei pressi del Parma e dei suoi dintorni, ma anche da quella nazionale. Che ci auguriamo prenda residenza dalle nostre parti innanzitutto per raccontare un gol decisivo o un colpo di genio dell’ex fantasista di Roma, Real Madrid, Milan e Inter, e non solo per metterne in risalto quel paio di cassanate che, conoscendo il soggetto che di qui a poco ‘rischia’ di vestire la casacca Crociata, sono da mettere in preventivo. Ecco uno dei contro dell’affare che ci ha proiettati ai vertici di questa sessione di calciomercato: ingaggiare Cassano significa prendere un giocatore che fa parlare, e tanto, di sé. Nel bene e, soprattutto, nel male. Ve le ricordate le corna mostrate all’arbitro Rosetti? E gli insulti rivolti al povero Garrone o le furibonde liti con Galliani e Stramaccioni? Tesi sono anche i suoi rapporti con la stampa: nel dicembre del 2011 aggredì una giornalista ed un cameraman di Telenord, colpevoli di averlo casualmente incrociato a Quinto, laddove erano in servizio non per intercettare l’attaccante barese, ma per realizzare un servizio sulle elezioni comunali. A tal proposito mi chiedo, sempre che l’affare dovesse effettivamente andare in porto, come potrebbero essere i rapporti tra FantAntonio e il nostro Direttore, Gabriele Majo, noto per essere un po’ impiccione (come dovrebbe esserlo ogni giornalista che si rispetti, peraltro), forse anche un po’ troppo per i gusti dell’ex seconda punta della Nazionale: mi auguro che fotocamera e pc portatile del Capo non diventino mai l’obiettivo (strategico) dell’ex bambino prodigio che seppe imporsi all’attenzione degli italiani grazie ad una rete (e che rete!) realizzata contro la sua cara ed amata Inter. Sotto il profilo caratteriale, Cassano può trasformarsi nel leader carismatico che si porta dietro tutto lo spogliatoio, finanche i magazzinieri e le ragazze (splendide) della biglietteria, o nell’elemento che lo spogliatoio può spaccarlo in quattro e ridurlo a poltiglia. Cassano, quando le cose vanno per il verso giusto, può offuscare i meriti degli altri o, peggio ancora, farli propri. Ma talvolta gli tocca anche doversi sobbarcare colpe e responsabilità che non gli appartengono. Cassano può essere tanto croce quanto delizia per la società che ne detiene il cartellino. Difficile dire cosa possa spingerlo in un territorio piuttosto che nell’altro. Gestirlo, e farlo in un modo che risulti conveniente sia per il Parma che per il ragazzo, non sarà una passeggiata di salute: ci affidiamo alla saggezza e all’equilibrio di Donadoni, che di polso ci ha già dato prova di averne parecchio lo scorso anno, quando ha avuto il coraggio di mettere da parte Belfodil, a cui faceva difetto l’umiltà, ma non l’arroganza, nel momento in cui gran parte della tifoseria (ma non la maggioranza), al contrario, ne invocava un impiego da titolare. Certo, un conto è far la voce grossa con un ragazzino che, per quanto bravo e talentuoso sia, resta pur sempre di primo pelo, un altro è tenere al guinzaglio un atleta, largamente affermato, che di grane ne ha fatte scoppiare in club molto più blasonati del nostro (ripetiamo il suo curriculum: Roma, Real Madrid, Milan e Inter, tanto per citare le società più prestigiose). Ecco, da Donadoni, in questo senso, ci aspettiamo anche coerenza. Perché, parafrasando una ben nota canzone di Frankie Hi-NRG, è facile fare lo zerbino coi potenti ed essere arrogante coi più deboli. In campo FantAntonio può darci tanto se l’uso che se ne fa è razionale. L’intervento al cuore gli ha tolto parecchio sprint ed anche un bel po’ di fondo. I novanta minuti nelle gambe non ce li ha più da un bel pezzo, ne potrà mai averceli in futuro, manco se dovesse partecipare al ritiro estivo dal primo all’ultimo giorno. Questa, almeno, è la sensazione che io ne ho ricavato vedendolo giocare più di una volta l’anno passato. Spero di sbagliarmi, ma temo di averci visto giusto. Dunque, come utilizzarlo? La ragione non basta; serve anche un minutaggio compatibile col potenziale che Antonio in questo momento è in grado di sprigionare sul terreno di gioco. Più che da titolare, lo vedrei bene come ‘spaccapartite’, e cioè come uno che entra quando gli altri son stanchi e può metterli a sedere non solo perché tecnicamente più dotato, ma anche perché più fresco sul piano atletico. Il mercato del Parma, comunque, non si riduce al solo Cassano. Sono arrivati Mendes, difensore centrale di 22 anni, Saric, centrocampista croato di 23 anni, Diakite, difensore di cui abbiamo già fatto un ritratto nei giorni scorsi, e Antonis, altro centrocampista molto giovane. E abbiamo riscattato a nostro favore la comproprietà di Chibsah, che dividevamo con la Juventus. Tante le operazioni in entrata e tutte finalizzate a puntellare il reparto di metà campo o quello arretrato. Per adesso nulla si muove sul fronte offensivo. Arriverà Cassano, probabilmente. Ma, alla luce della sempre più imminente partenza di Belfodil e considerando che FantAntonio  e  Amauri non potranno tirare la carretta per tutta la stagione, non sarebbe il caso di rinforzare ulteriormente il settore avanzato? Non chiediamo a Ghirardi di svenarsi o di regalarci un top player, ma semplicemente di guardare in casa propria: Cerri ha appena portato gli  Allievi Nazionali sul tetto d’Italia. E lo ha fatto a suon di reti. La meriterà, oppure no, una chance (ma di quelle serie) in prima squadra? Del resto, se l’obiettivo, peraltro nemmeno tanto taciuto, è quello di diventare l’Udinese dell’Emilia, i giovani non basta acquistarli (come sta facendo il Parma in questa sessione di mercato) o mandarli in Primavera e poi rivenderli al migliore offerente. Bisogna farli crescere. E giocare. Possibilmente con la maglia Crociata. Luca Russo

9 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / IO VEDREI BENE CASSANO PIU’ COME ‘SPACCAPARTITE’ CHE COME TITOLARE…

  • 21 Giugno 2013 in 13:48
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    Eh si perché Cassano verrebbe a Parma a fare l’Altafini della situazione…sempre più furbo…

    • 21 Giugno 2013 in 13:58
      Permalink

      In effetti anch’io, pur da direttore della testata che ha ospitato lo scritto, reputo piuttosto inverosimile la proposta del Columnist. Anche perché non si può prendere un Altafini e pagarlo 2,2 milioni di euro netti l’anno per tre anni (o 4,4 lordi)…

      Per il resto, però, i punti interrogativi che ha posto ci stanno tutti. Quindi, caro Furbaciò, bisogna andare anche al di là della sola frase del titolo.

      A parte che è semplice nascondersi dietro un nick name e un indirizzo mail falso per dare dei furbaciò agli altri.

      Saluti

      Gmajo

  • 21 Giugno 2013 in 16:33
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    Titolare chi prendiamo Messi? prenndendola sul ridere…comunque seriamente è impensabile che visto il peso economico e tecnico dell’operazione venga poi utilizzato da subentrante come regola fissa.Allora diventerebbe più che ‘spaccapartite’ uno ‘spaccaspogliatio’!

  • 21 Giugno 2013 in 17:40
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    Mi scusi, dottor Majo. Per fare una critica ci vuole nome e cognome (magari anche un documento?), mentre per gli elogi demenziali basta un nome? Questo scritto è terrificante, come del resto quasi tutti gli scritti di questo Russo. Da quando l’ho sentito delirare a Calcio&Calcio su “Dodanoni mager qualora partisse Leonardi” ho capito che questo qui non è proprio un fenomeno…

    Luca Sestini

    • 22 Giugno 2013 in 00:16
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      Salve Luca,

      il nome e cognome lo preferisco sempre, sia in caso di critiche che di elogi, ma per lo meno un nick name, che sia sempre quello, e un indirizzo email valido, che peraltro rimane privato, come l’indirizzo IP che vede solo il gestore. L’altro giorno un lettore mi aveva espresso lodi, e, appunto, si era firmato con nome e cognome, e con indirizzo email valido, al contrario di altri che vengono eliminati direttamente dal sistema, che riconosce chi fa “il furbo”.

      Detto questo, l’esercizio di critica ci sta, ma sempre nel rispetto delle parti. Poi uno può essere più o meno lucido, si può contestare un assioma, ma sempre con buona educazione, e ricordandoci che spesse volte è importante avere un punto di vista alternativo.

      Quando decisi di “scritturare” Luca Russo, che prima era solo un fruitore dello spazio commenti di stadiotardini.com, lo feci perché mi avevano colpito alcuni suoi lucidi punti di vista. Ciò non toglie che altre volte possa aver scritto delle corbellerie o cose che non condivido. Ma da direttore democratico gliele ho sempre pubblicate, magari chiosando, come ho fatto in questa occasione. E come lo criticai per il “Donadoni manager”, pronunziato durante Calcio & Calcio, da lei ricordato.

      Magari alla fine avrà ragione lui: ché non è garantito che Cassano faccia sicuramente bene, o abbia i 90′ nelle gambe dopo il noto “coccolone”, diciamo così; però ai nastri di partenza, facendo un investimento così importante, decisamente al di là delle reali possibilità del Parma, è decisamente fuori luogo proporre per lui un ruolo alla Altafini.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 21 Giugno 2013 in 23:10
    Permalink

    Dunque, seguendo il vostro ragionamento, quando Donadoni deve mandare in campo un undici titolare, piuttosto che tener conto di quel che di buono (o meno buono) hanno combinato i suoi in settimana, chiama il commercialista o un ragioniere e si fa dire quanto prendono i ragazzi che allena. Così, chi percepisce uno stipendio alto, ha il posto assicurato. E chi invece ne prende uno basso, il posto ce lo ha comunque…ma in panchina. Suvvia. Non è questo il modo in cui si gestisce un investimento come Cassano. E posto che se ne voglia massimizzare la resa, bisogna fare in modo che lo stesso FantAntonio sia messo nelle condizioni di rendere al meglio. Tra un top player che parte titolare perché “deve partire titolare” e che poi non è mai decisivo…e uno che invece parte dalla panchina, ma quando entra spacca il mondo e fa gol o riesce a farli fare…beh, mi tengo e preferisco il secondo. Indipendentemente da quanto ho dovuto spendere per assicurarmente le prestazioni.

    Il vostro è un ragionamento che può fare solo chi nello scorso campionato ha visto poche volte Cassano all’opera. Io, che ho la possibilità e la voglia di seguire altre squadre oltre a quella per cui faccio il tifo (ossia il Parma), l’ho visto tantissime volte. Ed in ogni circostanza Cassano dopo mezzora di gioco aveva già la lingua ben piantata a terra. Poi, che sia rimasto in campo fino al triplice fischio, cosa che per la verità si è verificata poche volte, o che sia stato richiamato in panca prima, non è che importi più di tanto: Stramaccioni, finché non ci si è scontrato, ha avuto per Cassano fiducia incondizionata.

    Detto questo, vi metto al corrente del minutaggio di Cassano relativo alle sole partite del campionato 2012/2013:

    Pescara Inter uscito 67’
    Inter Roma uscito 51’
    Torino Inter entrato 66’
    Inter Siena uscito 85’
    Chievo Inter entrato 26’ per infortunio Sneijder
    Inter Fiorentina tutta
    Milan Inter uscito 53’
    Inter Catania uscito 69’
    Bologna Inter entrato 67’
    Inter Sampdoria tutta
    Juventus Inter uscito 69’
    Atalanta Inter uscito 73’
    Inter Cagliari uscito 81’
    Inter Napoli uscito 60’
    Lazio Inter tutta
    Inter Genoa tutta
    Udinese Inter uscito 82’
    Inter Pescara uscito 68’
    Inter Torino uscito 75’
    Siena Inter uscito72’
    Inter Chievo tutta
    Fiorentina Inter tutta
    Inter Milan tutta
    Inter Bologna entrato nel recupero del primo tempo
    Sampdoria Inter uscito 67’
    Inter Juventus tutta
    Inter Atalanta uscito 32’
    Genoa Inter entrato 60’

    Voi traete le vostre conclusioni. Io mi tengo le mie: non mi pare che abbia portato a termine tantissime partite e peraltro in quelle nelle quali è stato richiamato in panca prima del fischio finale, mi pare che spesso non sia andato oltre l’ora di gioco. Resto dell’idea che da ‘spaccapartite’ Cassano possa tornarci utile più che da titolare. E poi ripeto: se è impensabile che venga utilizzato sistematicamente come subentrante, è altrettanto assurdo che debba essergli sistematicamente riconosciuta una maglia da titolare solo perché per averlo con noi abbiam speso una cifra..

    • 21 Giugno 2013 in 23:56
      Permalink

      Luca, a Parma diciamo: “pù la smesda e pù la spusa”. Non ha assolutamente senso prendere un top player come Cassano, che costa quello che costa, ed impiegarlo come panchinaro. Non credo ci sia molto da girarci attorno. Poi che non giochi 90′ o che non giochi sempre 90′ ci potrà anche stare. Le formazioni le fa l’allenatore e non il commercialista: ma se una squadra fa un passo decisamente più lungo della sua gamba, peraltro con l’allenatore che fa da intermediario per convincerlo, poi non è che gli si dice “accomodati in panchina”. Grazie per la preziosa ricerca dei minutaggi, ma scusami il tuo teorema fa acqua da tutte le parti.
      Buonanotte Gmajo
      (E che la notte ti porti consiglio…)

  • 22 Giugno 2013 in 01:50
    Permalink

    Ma cosa dice il dottore ? Mediatico o no, Cassano è tornato un giocatore del pallone al 100 % ? Perchè io preferisco che giochi 35 partite e faccia 20 goal piuttosto che ne giochi dieci a metà e faccia due goal. Poi ognuno la pensa come vuole, ma il Ghiro che va a spendere i 10 milioni di stipendio (sempre ammesso che non faccia la plusvalenza l’anno prox) ci avrà pensato, oppure conta di riportarli a casa in sponsor e merchadaising ?
    Ah, dimenticavo, per farmi felice dovrebbe fare anche 10 assist, ma se non è guarito e non gioca allora vien dura. Inoltre, stante le prestazioni suddette che mi renderebbero lieto vorrei andare in Europa, perchè le partite in notturna hanno il loro fascino.

  • 23 Giugno 2013 in 20:26
    Permalink

    per un attimo nel titolo ho temuto di leggere SPACCABALLE

    lapsus freudiano o profezia maya ?

    chinamartini65 sapra’ rispondermi visto la sua psicologia sottile cme la cherta suzarenna

I commenti sono chiusi.

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