venerdì, Maggio 24, 2024
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L’ATALANTA PROVOCA IL PARMA SUL PALCO DEL REGIO: “NOI LA REGINA DELLE PROVINCIALI”. E PER ESSERLO NON VANTA SOLO IL MAGGIOR NUMERO DI CAMPIONATI DISPUTATI IN SERIE A…

DSC_5544(gmajo) – L’altra sera, sul palco del  parmigianissimo Teatro Regio – in occasione del 25° dell’Erreà con la presentazione delle maglie dei principali club serviti a livello internazionale tra cui il Parma e l’Atalanta Pierpaolo Marino, plenipotenziario della Bergamasca ha lanciato una (indiretta) provocazione al mondo crociato, avendo l’ardire di definire, in casa nostra, la Dea “Regina delle Provinciali”. La motivazione addotta dall’esperto dirigente – con il quale collabora strettamente l’ex ds gialloblù, dell’epoca imageBondi-Angiolini, Gabriele Zamagna – è il maggior numero di campionati disputati nella massima serie, 52, come certifica anche Wikipedia, “fra le rappresentanti di città non capoluogo di regione”, che aggiunge: “È inoltre la squadra che ha disputato più campionati di massima serie fra quelle che non si sono mai aggiudicate uno scudetto, la squadra con più vittorie classifica perpetua serie aall’attivo in un campionato di secondo livello del calcio italiano (6 successi, a pari merito col Genoa) e più promozioni nella massima serie (13 volte)… E si trova attualmente all’undicesimo posto su 62 squadre nella classifica perpetua della Serie A”. Per la cronaca, in questa speciale graduatoria, stilata in base al numero complessivo di punti raccolti in tutti i tornei, il Parma è “solo” 15°: gli orobici, invece, davanti hanno soltanto formazioni metropolitane, legittimando LA-COPPA-DELLE-COPPE-E-MELLI-SLIDE-180x180ulteriormente il titolo di “Regina delle Provinciali”. Se ci si basa solo sul numero di iscrizioni alla serie A a girone unico, di pastasciutta dobbiamo mangiarne ancora parecchio, in quanto il distacco è di ben 30 lunghezze (52-22), certo potremmo opinare che le nostre partecipazioni sono state decisamente più soddisfacenti delle loro (specie durante la grandeur dell’Era Calisto), dal momento che abbiamo fatto 1092 punti (media annuale quasi 50) contro i loro 1715 (media 33), anche se c’è da dire che gran parte della loro anzianità è maturata in tornei in cui la vittoria valeva solo due punti e non tre. Il Parma può vantarsi, almeno, di essere la Regina DSCF0498delle Provinciali italiane in Europa? Beh, grazie al trionfo di Wembley, alle due Coppe Uefa e alla Supercoppa Europea si direbbe proprio di sì: ma quella guastafeste della Dea, anche nei tornei continentali è tuttora “la squadra europea che ha ottenuto il miglior risultato di sempre nelle coppe europee giocando in un campionato cadetto”. Il riferimento è alla semifinale di Coppa delle Coppe 1988, allorquando militava in Serie B. Ma al di là della legittimità o meno del titolo di Regina delle Provinciali, il DSC_5565Galateo avrebbe consigliato di evitare di pavoneggiarsi essendo ospiti a casa d’altri. D’altronde si tratta di titoli platonici, che non servono a nulla, e che non portano da nessuna parte: un po’ come il vantarsi di essere noni nella classifica degli ultimi quattro tornei, con una media di 50 punti. Può essere indicativo di un trend, della validità o meno del lavoro svolto, ma non comportano wild card per le Coppe o trofei da mettere in bacheca. DSC_5560A proposito di Galateo: chissà come ci saranno rimasti bene in Erreà nell’esser stati definiti “cari” dall’AD dell’Atalanta Percassi… Non solo: un po’ di malizia io l’ho riscontrata pure quando, a casa di chi sta per festeggiare il Centenario, è stato chiesto di evidenziare il particolare della casacca nerazzurra con la scritta A.B.C. 1907, con il solito Marino che si piccava di aggiungere: “Noi insegniamo l’ABC del calcio dal 1907”. Vabbè il Parma solo dal 1913, ma cosa saranno mai sei anni su un secolo? Mentre noi inseguiamo la storia, i plurisecolari orobici la infrangono: per la prima volta è stata introdotta, per puro scopo commerciale, come ammesso dall’AD Percassi, DSC_5556una nuova casacca, con un inedita colorazione giallonera. Anche la scaramanzia vuole la sua parte, e Marino, di origini campane, non ha avuto difficoltà ad ammetterlo: ecco il perché del giallo, pluri-utilizzato dalla poliglotta Erreà, ed anche il perché del proseguimento (nonostante i prezzi…) dell’accordo con lo sponsor tecnico che da quando è in servizio ha visto la bergamasca cavarsi non poche soddisfazioni, come le ultime tranquille salvezze, nonostante le penalizzazioni. Gabriele Majo

LE FOTO DAL TEATRO REGIO SONO DI FRANCO SACCO’ (ARCHIMMAGINE)

archipubblicita

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

3 pensieri riguardo “L’ATALANTA PROVOCA IL PARMA SUL PALCO DEL REGIO: “NOI LA REGINA DELLE PROVINCIALI”. E PER ESSERLO NON VANTA SOLO IL MAGGIOR NUMERO DI CAMPIONATI DISPUTATI IN SERIE A…

  • le Regine abdicano……. la dea bendata gira

  • eh si poi hanno vinto proprio come noi

  • Ermete Bottazzi

    il “nono posto nella classifica degli ultimi quattro anni” è una pugnetta stratosferica, scusate il francesismo. Così come la classifica “cumulata” di Galliani che, negli ultimi tre anni, sostiene che il Milan sia al primo posto. Ne prende in considerazione tre, di anni, altrimenti la Juventus sarebbe davanti se ne prendesse in considerazione 2. Forse, se fossero 4, avrebbe davanti l’Inter. Quindi anche “Regina delle provinciali” non vale niente, io mi tengo le coppe e bella lì.
    Anche se un po’ di verità ce l’ha l’Atalanta. Loro la A in effetti la facevano anche quando noi nemmeno ci avvicinavamo. Poi, dai ’90 al 2004, non c’è stata storia: Parma davanti. Ora, nell’era Ghirardi, si può dire che i due club si equivalgano senza infamia e senza lode, con qualche retrocessione, qualche piazzamento buono, nulla di eccezionale

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