QUEL ‘PORCO’ SULLA BOCCA DEL ‘PRANDO’: NEL CALCIO DI OGGI, PIU’ VESTITO CHE SENTITO, VA FATTA ATTENZIONE, PERCHE’ ANCHE VERBA MANENT…

col porco in bocca prandelli libero 21 06 2013(Luca Savarese) – Con mille e più telecamere è davvero difficile che oggi sfugga qualcosa del vissuto e del parlato di tutti i protagonisti di un evento sportivo di alto livello. Allora si riprendono le cose belle e anche le cose meno belle. Di una di quest’ultime si sarebbe reso partecipe, secondo il quotidiano Libero,  Cesare Prandelli, nostro commissario tecnico, reo, dopo il gol liberatorio di De Rossi che accorciava le distanze nella seconda partita della  Confederation Cup contro il Giappone, di aver detto un bel  porcone. Le telecamere portano nelle camere, ma anche nei salotti, nelle cucine, nei bar, nei pub, dove c’è una televisione che trasmetta la partita, non solo le immagini ma anche i verbi e le parole di tutti i protagonisti del pallone. I  nostri eroi devono quindi pensare che qualsiasi cosa fuoriesca dalle loro bocche, venga offerta ad analisi e a dibattiti degni dei migliori Freud o Jung. Il mago di Orzinuovi, si sarebbe poi biasin liberosubito difeso dicendo che si trattava di uno zio. Nota Fabrizio Biasin, autore del pezzo apparso sul quotidiano Libero venerdì 21 giugno, che il porco c’è e non si toglie. Se non una bestemmia vera e propria, una parola cacofonica, uno scatto inatteso di turpiloquio Si, perché nel calcio fino alla fine degli anni novanta valeva ancora la logica dei verba volant, le parole in libertà da dire come e quando si vuole, tanto nessuno le vede da fuori se non chi è dentro, mentre da quando l’uomo è diventato, per dirla con una felice espressione del sociologo e politologo Giovanni Sartori, videns, cioè tele-vedente e teledipendente, tutto viene visto, buona semina come piante marce, fertile grano come pesante zizzania. Quel colpo di testa di De Rossi valeva oro al fine del morale degli azzurri e della credibilità del progetto euromondiale di Cesare, ma non valeva affatto un colpo di testa verbale, un porco che stride ancor di più perché pronunciato da una persona correttissima come lui, promotore di forti iniziative etiche come il terzo tempo quando allenava la Fiorentina, come il codex etico (nemmeno l’etica Nicomachea di Aristotele era così severa) da rispettare da parte dei giocatori per accedere alle convocazioni in Nazionale. Quel  porco di Cesare è un autogol bello e buono. Forse quel codice va rivisto un attimo. Tra poche ore in attacco contro la Spagna potevamo avere anche Daniel Pablo Osvaldo accanto ad Alberto Gilardino. Perché la forte punta oriunda non c’è? E’ infortunato? Nossignori, deve scontare la punizione per non aver preso parte alla cerimonia di premiazione della finale della Coppa Italia di domenica 26 maggio scorsa, e per aver consigliato al povero Andreazzoli di festeggiare con i laziali. Ora Prandelli avrebbe potuto richiamarlo in causa, se non altro per scusarsi di quell’infelice uscita verbale. Ogni tanto occorrerebbe meno rigidità di vedute, perché è chiaro che ora la critica non aspettava altro che uno scivolone del Cittì per rinfacciargli tutti i vari casi del codice. Chi propone una novità poi deve fare di tutto per viverla lui stesso in prima persona, magari pensando fino a dieci prima di farsi uscire un’espressione non proprio di stima… In quanto ad etica però, non è che i nostri dirimpettai di stasera se la passino proprio bene. Hombres verticales gli spagnoli, tutti rispetto e sempre sul pezzo di una serietà monarchica. Salvo poi perderla in un secondo per assoldare una formazione tutta rosa con la quale provare un altro tipo di tiqui taca.. Vero signor Sergio Ramos? Espana olè, nazione dove vale tutto ed il contrario di tutto, Santiago di Compostela, ma anche via i crocifissi nei ministeri e nelle altre sedi istituzionali e ripetuti stop ai funerali cattolici di stato. Allora forse se vale tutto, non vale e non varrà mai niente. Però per restare nei confini calcistici, i festini della banda Ramos sono presunti, notizie che circolano, fatti comunque esterni ad un campo di calcio. Il porco di Cesare è dentro il terreno, è stato detto, è stato ripreso, ora è materiale. Nel 2013 caro Cesare, anche verba manent... Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “QUEL ‘PORCO’ SULLA BOCCA DEL ‘PRANDO’: NEL CALCIO DI OGGI, PIU’ VESTITO CHE SENTITO, VA FATTA ATTENZIONE, PERCHE’ ANCHE VERBA MANENT…

  • 28 Giugno 2013 in 10:30
    Permalink

    che giornale di ipocriti servi. non mi sembrava di avere letto cose del genere quando il loro PADRONE raccontò una barzelletta pietosa che giocava con l’assonanza orchidea-orcod..

  • 28 Giugno 2013 in 10:33
    Permalink

    intendo Libero

  • 28 Giugno 2013 in 12:34
    Permalink

    ma guardate che ha detto porco zio si vede benissimo, e poi se ci riduciamo a fare polemica su sta cosa qua è meglio che andiamo a giocare a canasta e a burraco tutti

    • 28 Giugno 2013 in 12:42
      Permalink

      Per quanto ci riguarda non abbiamo affatto fatto polemica, ma doverosamente riferito dei fatti. Dio o zio cambia, eccome, ma anche la versione più soft in bocca al Cittì profeta della moralità ci sta male. E anche questo è un dato di fatto.

      L’immunità a prescindere non ce l’ha nessuno e si può parlare, con rispetto, di tutto. Porco zio!

      Cordialmente

      Gmajo

  • 28 Giugno 2013 in 13:21
    Permalink

    Libera bestemmia in libero stato

I commenti sono chiusi.