SEI GIORNI SENZA CALCIO: UN UTILE ESERCIZIO PER COMPRENDERSI DI PIU’…

luca-savarese-al-fair-play-village(Luca Savarese) – Sono stato senza calcio per sei giorni. A parte che è impossibile rimanere senza calcio, per chi ha scelto di guardarlo, come me, con gli occhi di un bambino. Dopo un’intera stagione vissuta al servizio di stadiotardini.it e non solo, dopo aver preparato per stadiotardini.it, in pieni conati ed emicranie, due pezzi finali sul calcio italiano e sullo svanito, ma esemplare, sogno di Champions chiamato Dortmund,  dopo aver provato una seria paura nel veder togliermi Dona dalla panchina del Parma (da qui quel mio articolo in cui lo davo già della Roma, dettato più dallo sconforto che dal realismo e del quale chiedo umilmente scusa, ma tant’è, siamo umani mica infallibili cybernauti..) mi son preso quasi una settimana sabbatica dal calcio. Soprattutto da quello che gioca le sue partite su internet. Niente siti, niente Gazzetta, niente Sportmediaset alle 13, niente maratone di mercato, niente Radiosportiva, niente che avesse a che fare con il futebol attuale. Oddio un’eccezione l’ho fatta, comprandomi (come mangiare un bignè in Quaresima..) su Sky la finale d’andata del play-off tra Empoli e Livorno. Anche se è davvero difficile fare a meno totalmente del pallone nel ventunesimo secolo, perchè l’insistenza con la quale tutto l’organizzatissimo team mediatico di oggi te lo propone, riuscirebbe a fare incuriosire alla trattativa su Higuain persino un marziano; ma, ogni tanto, è bene staccare la spina, e far finta, per pochi giorni, di essere di un altro pianeta, uno in cui di rotondo ci sono solo i piatti ed i bicchieri e non i palloni. Ho svolto le mie attività regolarmente, ho cercato solo di distaccarmi da quelle informazioni a getto continuo a tutti i costi, da quegli aggiornamenti (bombardamenti) di calcio e sul calcio, quasi che, se uno non sa, poi non sta bene. A me piace seguire il calcio e sentire dentro gioia. Più una formazione quella che vedo dentro alla sfera di cuoio che una assatanata informazione. Brera diceva che il calcio è straordinario proprio perché non è fatto di sole pedate, chi ne delira va compreso. Quanti ne delirano e dappertutto! Per me il calcio è una scienza ausiliaria per esprimere il gioco di dinamismo, amore e morte della vita. Mi sono accorto che alcuni giorni senza pallone, mi hanno fatto alzare più in su la testa, e vedere che anche a Milano, a fine maggio, ci sono le stelle, basta guardare in alto, che piazza Castello di sera val più di un pc portatile sul quale accecarsi per scrivere qualcosa di calcio. A parte che non potrei mai avere davvero tabula rasa sul pallone e sulle sue vicende, sui suoi sapori e sui propri colori. Nella mia zucca, ben custoditi, ci sono i ritmi italici ed i battiti europei del Parma, come c’è Roberto Baggio che batte da solo la Bulgaria e consegna all‘Italia la finale del mondiale sacchiano del 1994, come Dejan Govedarica, centrocampista serbo che segna a san Siro al Milan, e fa vincere il Lecce il 19 ottobre del 1997, ed io ero in tribuna da poco post-bambino con papà. Ed infinite gemme nello scrigno. Questa astinenza è durata solo sei giorni. E’ finita ieri sera, con la visione della Domenica sportiva estate. Non mi son perso poi molto, credo che per essere davvero sul pezzo ogni tanto, devi essere sul pezzo più importante che c’è, te stesso, noi stessi, uomini prima che calcionauti.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.