CALCIO & CALCIO ESTATE / L’IMPERMEABILE GIALLO DEL SALTIMBANCO: UNA MACUMBA PER FARE PIOVERE A COLLECCHIO. IL RITIRO CASALINGO SPACCA IL PUBBLICO IN FAVOREVOLI E CONTRARI

DSC00195(gmajo) – Povero Saltimbanco: ho temuto a lungo per la sua salute (non quella mentale, che come noto è compromessa da tempo immemorabile…) ieri sera a Calcio & Calcio Estate, quando negli studi climatizzati (eufemismo) di Teleducato si è immolato standosene per tutta la durata della trasmissione, senza dimenticare il pre e i post, con indosso una cerata gialla, griffata Ferrari, che chissà Dio dove si è procurato. Temperatura percepita dal suo corpo grondante di sudore (per la gioia degli astanti…) superiore ai 50°… Alla fine era proprio stremato, come documentato dalle esclusive DSC00156foto di stadiotardini.it… Non solo: Enrico Boni, santilariese Bocca di Rosa, aveva pure un ombrello, che almeno ci ha risparmiato di aprire. Sapete bene che porta sfiga accendere un parapioggia al chiuso… Il motivo dell’ultima messinscena? Una macumba per favorire le precipitazioni su Collecchio. Il Variopinto – anche se ieri era in versione monocolore – già in puntate precedenti del talk show sportivo dell’emittente di Via Barilli non aveva nascosto il suo disappunto sulla scelta societaria di utilizzare il neonato Centro Direzionale Parma FC di Collecchio per il ritiro estivo 2013-DSC0016014: ieri sera, alla sua maniera, ha cercato di ribadire il concetto. E pazienza se una volta tanto si è trovato ad essere di parere opposto rispetto ai suoi idoli Tomaso & Pietro, che invece vanno orgogliosi della scelta di effettuare la preparazione estiva in casa e non in trasferta. Il Saltimbanco, insomma, con il suo sacrificio spera di convincere Giove Pluvio ad inviare per lo meno una nuvoletta fantozziana sui rettangoli verdi della cittadina pedemontana, che da qualche mese ha l’onore di ospitare anche sede e uffici del Parma FC. Michele DSC00143Angella – che evidentemente sta cercando di vestire i panni del governativo, dopo che lo abbiamo pizzicato scambiarsi la mano con Giuseppe Milano di Tv Parma, gesto che qualcuno ha letto come una sorta di benvenuto dell’ex terrorista nell’emittente “controllata” dall’Upi – ha invece cercato di difendere l’idea della società, intanto perché, a suo dire, non avrà fatto le cose a cuor leggero, ma ascoltando anche il parere di fior fiore di luminari (in primis il prof. Delsignore), e poi perché è lodevole, in tempi di difficile congiuntura anche per le famiglie italiane, far evitare loro di spendere dei soldi per seguire il Parma in altura, favorendo DSC00197di poter stare vicini ai propri beniamini nella comoda casa comune di Collecchio. Giustificazione, quest’ultima, spesa ieri, in conferenza stampa, anche da Pietro Leonardi: peccato, però, che, come ha testimoniato il telespettatore Andrea (il rosso che tante volte fa da comparsa negli studi di Teleducato) i calciatori siano di fatto blindati e non abbordabili dai tifosi. Ne approfitto per rispondere anche al lettore Marco, o Strada69 che mi chiede: “Egr. Sigr. Majo, visti i lavori all’interno del centro sportivo di Collecchio, vorrei chiederle un’informazione: è possibile, per i DSC00195tifosi presenti alle sessioni di allenamento, fare foto e chiedere autografi ai giocatori come accadeva negli anni precedenti?”. Personalmente ho avuto modo di documentare solo il deflusso dei 100 coraggiosi del primo giorno, i quali, però al massimo massimo potevano avere contatti con Leonardi o con Marco Marchi, che stazionavano nei pressi dell’Emporium Far West all’uscita del campo del Settore Giovanile, mentre i calciatori transitavano per altri percorsi interni alla struttura di Collecchio, senza rischio di contaminazione con i tifosi. E allora: se, appunto si è voluti DSC00217rimanere nella casa comune perché è l’anno del Centenario, e si vuole stare vicini alla nostra gente, che la nostra gente possa davvero star vicina ai propri beniamini. Probabilmente c’è ancora da rodare qualcosa, o forse io stesso mi sono perso qualche capitolo, ma la sensazione – e lo dicevo anche ieri sera in trasmissione – è che paradossalmente ci possano essere molte meno possibilità di contatto qui, che non in altura. A Levico, ad esempio, data la distanza che separava l’albergo dal campo sportivo, era facile incontrare a piedi i calciatori, fare due passi con DSC00181loro, scambiare due chiacchiere. Al di là dell’aspetto economico, fare la vacanza al seguito del Parma era una piacevole abitudine per diversi tifosi. A Collecchio, come ha detto un telespettatore ieri sera, c’è invece il rischio di beccarsi una insolazione… Se poi dopo il colpo di sole non c’è neppure la possibilità di vedere da vicino i propri eroi, a cosa serve questa vicinanza? Parlavo dei 100 eroici del primo giorno: ebbene, non so quanti continueranno a frequentare il centro sportivo fino al termine della preparazione, ma pochi o tanti che siano meritano attenzione da parte del club. Non DSC00225basta lo store per magliette nr.99, è bene che Cassano possa esser toccato da vicino dai suoi nuovi fan, desiderosi di avere il suo autografo o di fare una foto con lui. Un altro messaggio in tema, arrivato nell’apposita casella di stadiotardini.it, è firmato da Stamford Bridge: “In effetti il recinto del centro sportivo di Collecchio tutto blindato sembra Alcatraz dabò. Gli steward che delimitano e un’entrata con quel gabbiotto da carcere come quelli per le guardie in piazzale della pace. Ma poi mi chiedo come si romperanno gli zebedei DSC00138tutto il santo giorno. Primo allenamento al mattino presto, ultimo allenamento verso sera. In mezzo che cavolo fanno oltre a mangiare a colazione, pranzo e cena. Stanno tutto il tempo dentro lo scatolone del direzionale con l’aria condizionale accesa? Senza famiglie o fidanzate così per due settimane. Che do bàli!!! Però guadagnano milioni. Quanto resisterà FantAntonio?”. Commento che, come si suol dire in gergo, “quoto” del tutto: siamo tornati a pensarla allo stesso modo come all’alba di una idea. L’osservazione su come passeranno il tempo dalla fine della sessione mattutina di allenamento a quella vespertina DSC00176ce l’avevo in mente anch’io. Già il periodo del ritiro per un calciatore è una bella rottura: se poi deve farlo nello stesso identico posto di lavoro di tutto l’anno, forse è peggio ancora. Almeno in altura, anche se eri lontano da famiglia, amici e fidanzate, c’era qualche diversivo e qualche passeggiata in più: ad Alcatraz Collecchio, invece, come direbbero Sandra & Raimondo: “Che barba, che noia, che noia, che barba”… Gli stessi telespettatori hanno cercato di arricchire il dibattito, che comunque ha fatto breccia ed appassionato, con contributi sia di chi è favorevole, sia di chi è DSC00184contrario al ritiro in casa. Angella ha anche proposto le parole in tema dell’AD Leonardi, pronunziate ieri: in cui sostanzialmente affermava: “se siamo contenti noi…”. Indubbiamente una scelta coraggiosa – come può essere quella di Cassano – che proprio per questo meriterebbe di avere successo, perché come si suol dire la fortuna aiuta gli audaci. Ma è evidente che se ci dovesse essere qualche mezzo intoppo non solo i terroristi, o i superstiti della cellula, potrebbero blaterare da saputelli, ma anche i parvenu dell’ultimo minuto… Leonardi, tra i pregi, ha anche aggiunto il suo DSC00185risparmio di fatica personale e di chilometri, per non dover fare il pendolare da Milano, Ata Hotel, al ritiro. Di Leonardi, però, Angella ha proposto anche altri spunti dalla conferenza di ieri, seguita alla presentazione di Felipe. In particolare la sua iperbole sui 35 ml che gli aspiranti compratori di Paletta dovrebbero versare nelle casse societarie per averlo. 35 ml sarebbe il valore della salvezza della squadra. E siccome senza Paletta si metterebbe a rischio l’impermeabilità difensiva della DSC00173squadra, ecco, dunque, la ragione di quella mega valutazione. Secondo il Saltimbanco, però, Ghirardi si accontenterebbe di otto per darlo via. Lui asserisce che il pres ha fissato questo prezzo: io, se non ho perso qualche puntata nel frattempo, non glielo ho mai sentito dire. Ma, come osservavo ieri sera, sarebbe una enorme castroneria darlo via per quella cifra. Boni, invece, farebbe da autista per la consegna. Questione di punti di vista. Ovviamente si è parlato di calciomercato, anche, con la raffica di nomi sparata dal Di Marzio di Parma, al secolo Guglielmo Trupo. “Tutte bufale appena sfornate dal caseificio di chissà dove”, secondo il Saltimbanco…

Piris – Il giocatore è uno di quelli attenzionati per duttilità. Può ricoprire più ruoli, esterno in una difesa a quattro e mezzo interno destro di una difesa a tre. Non c’è stato nessun incontro, solo contatti e manifestazioni di interesse. Il giocatore è in Uruguay e il suo agente lo sta avvisando dell’interesse. Avrebbe dato già la disponibilità. Prima bisogna sfoltire

Marrone – E’ uno di quei giocatori che la Juventus sta pensando di cedere per valorizzare il prodotto. Ma intanto fissa il prezzo e per meno di dieci milioni non si muove. La fiorentina non lo avrà a causa dei rapporti non buoni tra le due squadre, e la nostra piazza potrebbe essere quella giusta per giocare con una certa continuità. E potrebbe inserirsi nella trattativa per Biabiany, anche se questa sembra essere raffreddata perché alla Juve forse può arrivare Zuniga.

Gabionetta – Oggi giorno decisivo. L’affare si fa per una cifra di un milione e mezzo. Ma andrà al Cluji

Larrondo – sarebbe già un giocatore agli ordini del mister se non si fossero iscritti al campionato. Sarebbe arrivato a costo zero perché svincolato. Ora bisogna parlare con Antonelli per convincere e avviare una trattativa. Ma qui dipende da chi esce. Intanto avrebbe detto sì

 

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO ESTATE / L’IMPERMEABILE GIALLO DEL SALTIMBANCO: UNA MACUMBA PER FARE PIOVERE A COLLECCHIO. IL RITIRO CASALINGO SPACCA IL PUBBLICO IN FAVOREVOLI E CONTRARI

  • 18 Luglio 2013 in 17:28
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    Le altre squadre di A, e specialmente le cosiddette grandi, se li fanno pagare bene i propri bidoni. Dunque, sono d’accordo con la valutazione che Leonardi ha dato a Paletta. Senza l’argentino il Parma, questo Parma, rischia seriamente di scendere al piano inferiore. Se qualcuno ha l’intenzione e la possibilità economica di farci correre questo rischio, sganci non dico 35 mln…ma almeno 20. Del resto Ogbonna è stato venduto per 15, se non erro, e Albiol, strapanchinaro del Real Madrid (per lui non più di 12 minuti nell’ultima Champions), comprato per 12: per privarci di Paletta ce ne devono almeno 20 di milioni. Almeno. I titolari costano e noi con 20 sacchi rinforziamo la squadra, difesa compresa.

  • 18 Luglio 2013 in 18:46
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    Sono d’accordo al 100% con il Saltimbanco: il ritiro in piena Pianura Padana è una follia. Non si può rischiare di compromettere l’intera stagione per cercare di arruffianarsi i tifosi (perchè io credo proprio che la scelta sia stata fatta per questo). Secondo me un preparatore atletico tra il fare la preparazione in montagna e farla nel bel mezzo della Pianura Padana non ha dubbi, sceglie la prima soluzione, poche balle per favore (ieri sera Angella si arrampicava sugli specchi per sostenere la bontà di Collecchio, forse perchè non deve sbattersi ad andare in montagna).
    Poi l’edificio dove ci sono le camere è deprimente: se sei in montagna e ti affacci alla finestra vedi un panorama piacevole, a Collecchio cosa vedi: la rotonda della tangenziale? Un terreno appena concimato?

  • 18 Luglio 2013 in 18:57
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    nebbia in val padana, quando c’e’ non si vede ed io non la vedo

    parola dei fratelli capone

  • 19 Luglio 2013 in 05:23
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    Gabriele, aspetto sempre le tue pagelle ai colleghi. da ex uomo di campo, tutto tattica e vedere l’allenamento e azzeccare la formazione, come valuti il bonismo, che io definirei cr… ismo? e l’alzare la voce di altri colleghi? ciao

    • 21 Luglio 2013 in 09:42
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      Aspetta e spera ché tanto quelle pagelle non le farò mai. Ma chi sono io per dare voti agli altri? Certo, mi sono permesso, e mi permetterò anche in futuro, di giudicare singole opere o azioni, ma di passare in rassegna i colleghi per dar loro un voto non mi pare proprio il caso ed è pure fuori tema.
      Il “bonismo?” In passato ho spesso avuto modo di esprimere le mie riserve sulla deriva spettacolare delle trasmissioni sportive: sono contrario ai teatrini delle milanesi e di conseguenza ero contrario alla riproposizione di quel format in salsa locale. Passato qualche tempo, però, mi sarò assuefatto e ora reputo Boni un male necessario. Certo le sue diatribe con Schianchi, a prescindere, lasciano il tempo che trova, ma chi ce ne viene fuori peggio è il professionista costretto a scendere ai livelli della macchietta. Io, da terzo incomodo, penso di aver portato il giusto equilibrio in quel consesso, contribuendo a rendere il prodotto di gran lunga appetibile. Peccato che per la crisi in atto a Teleducato difficilmente si potrò riproporre la stessa ricetta ancora…
      L’alzare la voce in tv non mi piace: anche a me è capitato di farlo, specie a seguito delle provocazioni di Boni, e me ne sono sempre pentito. Io sarò demodé, ma ritengo gli strumenti che ho a disposizione – sito, tv, etc. – utili per veicolare delle idee: quindi mi disturba essere interrotto, anche perché già soffro la tirannia dei tempi televisivi. Non mi piacciono le invettive tout court e i miei assiomi mi piace motivarli, entrando nel merito. Ecco il perché delle mie articolesse. Purtroppo di questi tempi attecchisce di più la semplice invettiva e il muro contro muro. E infatti stiamo vivendo un’epoca di decadenza.
      Ciao
      Gmajo

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