CONFEDEMOTION/ IL BRASILE DOMA LA SPAGNA: INIESTA (CHE NEL 2006 SANVITO DISSE SAREBBE ARRIVATO NEL PARMA DI SANZ…) PIU’ CROCE CHE DELIZIA. BRONZO & DIAMANTI PER GLI AZZURRI

(Luca Savarese) – Al Maracana di Rio de Janeiro dunque non si assiste a nessun maracanazo, nessun harakiri brasiliano, come sessanta tre anni fa, niente Schiaffino e Ghiggia ma semmai ecco un grosso schiaffo della compagnia futebolistica carioca a quel calcio da narcisi di Colono, che negli ultimi anni li aveva confinati a ex nazione della palla felice, relegandoli al ventiduesimo posto del ranking Fifa, troppo basso per loro, per essere vero. Ecco un nuovo inizio di un Brasil formato bambini, non solo per la carta d’identità di Neymar jr, il vero crack di questa competizione, ma per lo spirito con il quale i ragazzi del salvatore della patria Filippone Scolari, hanno interpretato questo evento che anticipa e saggia il Mondiale. A proposito, piccolo grande plauso anche agli azzurri che hanno trasformato la rabbia per l’uscita ai rigori contro la Spagna nella semifinale in nuova birra (era difficile trovarla a quelle condizioni climatiche) per inchiodare ai rigori nella finalina la celeste. L’esperienza in terra brasiliana con un terzo posto finale, ci ricorda quella in terra argentina nel mondiale del 1978, dove, con Bearzot, arrivammo quarti. Quello fu il preludio al trionfo di Spagna 82? Chi ha orecchie per intendere intenda..Piccolo nota bene: un gioiello come Diamanti in grado con i suoi colpi di scardinare le difese dovrebbe sempre giocare, nei club come in nazionale. La lampada di alino andrebbe sempre tenuta accesa. Da segnalare anche la prestazione di Gigi, a terra contro gli spagnoli e tornato a fare il Buffon contro gli uruguagi. Dicevamo del Brasile. Dunque, grandissimo prima di tutto nella novità di se stesso, si è dimostrato disponibile, aperto, vivace, non più tronfio del proprio io aprioristicamente spettacolare, ma allegro e semplice, prima latte e poi cacao meravigliao. Prova ne sia come gli scolaretti di Scolari hanno alzato la coppa: era in fondo una confederation cup, ma sembrava che alzassero la coppa più bella del mondo. I verdeoro si sono rinnovati grazie alla premiata coppia F&N: Fred & Neymar, otto gol in due in cinque partite e che razza di gol: prodezze non bazzecole. Forza e novità quindi, perchè non puoi tornare ad esser forte se non sei prima profondamente nuovo. La coppa certo non era delle più prestigiose, ma che prestigio per Julio Cesar e soci non concedere nemmeno un gol all’invincibile armata iberica e batterla tre a zero, nettamente, potentemente. La notte per noi europei, la serata per i sudamericani del Maracana, porta dalle ramblas di Barcellona alle avenidas di Rio, la trama e l’ordito del pallone mundiale, non più, già dalla caduta del Barça di coppa in semifinale contro il Bayern, esclusive proprietà ispaniche. Sono cadute le furie rosse. E questo è un fatto. Già spompate ma fortunate contro l’Italia ed ora sbranate dai pentacampeao, (privi di signorine e che si apprestano ad essere nuovamente signori della sfera). Forse, anche loro,  i monarchi spagnoli, hanno bisogno di reinventarsi un po’. A proposito di invenzioni: il Brasile gagliardo di poche ore fa non sembrava il Parma di Wembley? Con Neymar a fare il Melli e Fred l’Osio? L’Anversa certo non era questa forte Spagna, che è apparsa invece troppo inversa. Se la partita l’avesse vista don Abbondio oltre a Carneade avrebbe potuto aggiungere: Iniesta chi era costui? Nelle altre partite delizia, ieri croce. Sapeva invece chi era nandozerojd0Andres Iniesta il giornalista esperto di calcio iberico Nando Sanvito di Sportmediaset (secondo il forum Oltre Calcio separato alla nascita di Renato Zero, quando nel 2006 ospite di Calcio &Calcio, sparò che il talentuoso giocatore spagnolo stava per diventare un giocatore del Parma qualora la squadra fosse stata rilevata da Lorenzo Sanz, il mitico presidente del Real degli anni novanta, amante dei quadri, che prima dell’avvento di Ghirardi, era stato accostato al timone della nave ducale in competizione con Gaetano galera x sanzValenza. Morale? Sanz è vicino al carcere (chiesti, per lui, la scorsa settimana, sei mesi di reclusione per reati fiscali…), senza mai aver preso, e per fortuna, il Parma. Sanvito continua a seguire il calcio spagnolo e noi stiamo per accogliere non la fanta bomba di Iniesta ma la vera realtà di Antonio Cassano. In fondo, è un futebol bailado anche questo. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “CONFEDEMOTION/ IL BRASILE DOMA LA SPAGNA: INIESTA (CHE NEL 2006 SANVITO DISSE SAREBBE ARRIVATO NEL PARMA DI SANZ…) PIU’ CROCE CHE DELIZIA. BRONZO & DIAMANTI PER GLI AZZURRI

  • 1 Luglio 2013 in 11:23
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    Nel 2005 il Brasile ha vinto la Coppa delle Confederazioni. Nel 2006 ha rimediato una figura non esattamente buona al mondiale teutonico. Nel 2009 il Brasile ha rivinto la Coppa delle Confederazioni. E nel 2010, al mondiale sudafricano, ha raccolto un’altra brutta figura. Nel 2013 il Brasile vince di nuovo la Coppa delle Confederazioni. A buon intenditore poche parole. Del resto la storia ci insegna che chi vince questa benedetta coppa, al mondiale non riesce a bissare il successo dell’estate precedente. La Spagna, a mio avviso, resta la squadra da battere. L’Italia, pur tra tutti i propri limiti tecnici (che sono evidenti), la collocherei un gradino sotto gli iberici, che, tra tutte le nazionali del mondo, pare che soffrano solo contro di noi quando ci schieriamo col 3 5 2. Ma attenzione anche al Belgio: potrebbe replicare le gesta della Russia ad Euro 2008. Squadra giovane quella allenata da Wilmots. Giovane e divertente: stanno dominando il loro raggruppamento, precedono la Croazia di tre lunghezze (se non ricordo male) e fin qui hanno messo a segno 13 reti, subendone solamente due. A proposito di nazionali balcaniche: spero che due tra Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro, si qualifichino al mondiale. La Bosnia, per il tanto di buono che fin qui ha combinato, lo meriterebbe. Così come il Montenegro.

    Ritornando alla Coppa delle Confederazioni, credo che, in relazione ai mezzi tecnici a disposizione, la vera stella di questo torneo non sia stato Neymar, ma i due azzurri Giaccherini e Candreva. E dire che a Parma Candreva è stato buttato via come il peggior bidone della nostra storia. Chi se le scorda quel paio di domeniche in cui usciva (a testa bassa) dal Tardini tra gli insulti dei tifosi?

  • 1 Luglio 2013 in 11:51
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    Russo pianta lì di leggere il muretto di Parmafans. ‘iga, proprio nel giorno che hai beccato su hai letto l’imbeccata sul Belgio. Hahahaha. Dailà, ma te non eri quello che aveva mollato il Parma per il basket? Ciao.

    • 1 Luglio 2013 in 12:45
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      Oggi si chiama Sandro; il 24 giugno scorso, invece, Giorgio P. (quando mi redarguiva per la mia autorefenzialità, circa le citazioni di Sky a proposito del revival di Cassano), il 22 giugno scorso era il sedicente Diego da Parma (quando ammoniva sempre Luca Russo – manco fosse… un amore virtuale tradito, da fare continuo oggetto di “revange” – di non mettere in testa cazzate a Cerri, quando ne aveva suggerito la convocazione nell’Under 21); il 21 giugno scorso, invece, era nei panni di Luca Sestini (quando mi chiedeva se era necessario firmarsi con nome e cognome solo per le critiche ma non per gli elogi): del resto poche ore prima, nei panni di tale Gianluca Pisani mi aveva mandato una email piena zeppa di elogi, talmente zeppa da apparire quello che era, cioè una presa per il culo, indicandomi come una sorta di ideologo del Parma. E dire che proprio l’indirizzo di Gianluca Pisani risulta essere l’unico vero e funzionante, perché, ovviamente le altre email di riferimento inserite erano sempre false (vedesi sotto), ma l’IP – e quello non mente mai – è sempre lo stesso… 65.49.14.xx

      Cioè: per quattro volte, nelle ultime settimane, ha mandato critiche sotto mentite spoglie con indirizzi fasulli, e l’unica volta che ha mandato degli elogi sperticati, esagerati, ha utilizzato un vero indirizzo email: gianlucapisani@gmail.com

      Sarà interessante scoprire se Gianluca Pisani mi ha scritto davvero personalmente o se è qualche furbone, così come era avvenuto qualche mese addietro quando ci fu un furto di identità ad una tale Simona Caroli, inconsapevole autrice di commenti in cui attaccava il sottoscritto.

      Io capisco che qualche utente di ParmaFans sia avvezzo ai fake, alle crisi di identità e non abbia il coraggio di mostrarsi col proprio nome e cognome vero, a sostegno delle proprie più o meno plausibili tesi. Però, agendo così, ci si qualifica per quello che si è: delle misere persone. Che possono benissimo continuare ad infestare ParmaFans che non è casa mia, ma che qui non sono graditi, poiché preferiamo persone che abbiano il coraggio delle proprie idee e delle proprie azioni.

      Saluti

      Gabriele Majo

      Ecco il copia incolla dei responso dal servizio verifica di http://www.stadiotardini.it:
      (per Gianluca Pisani):

      Messaggio consegnato con successo – Mail Delivered Successfully.
      : delivery via
      gmail-smtp-in.l.google.com[173.194.70.26]:25: 250 2.0.0 OK 1372674757
      r41si10986131eeo.223 – gsmtp

      (per Sandro)

      “Il server che gestisce l’indirizzo email di destinazione, ha respinto il messaggio con la seguente motivazione:
      Destinations server rejected message with this cause:
      : host liberomx4.libero.it[212.52.84.92] said: 550
      #5.1.0 Address rejected sandro.barilli@libero.it (in reply to RCPT TO
      command)”

      (per Giorgio P)

      Il server che gestisce l’indirizzo email di destinazione, ha respinto il messaggio con la seguente motivazione:
      Destinations server rejected message with this cause:

      : host liberomx1.libero.it[212.52.84.172] said:
      550 #5.1.0 Address rejected cannizzaro_veroni@libero.it (in reply to RCPT
      TO command)

      (per Luca Sestini)

      Il server che gestisce l’indirizzo email di destinazione, ha respinto il messaggio con la seguente motivazione:
      Destinations server rejected message with this cause:

      : host liberomx2.libero.it[212.52.84.184] said: 550
      #5.1.0 Address rejected lucabomberone54@libero.it (in reply to RCPT TO
      command)

      (per Diego)

      Il server che gestisce l’indirizzo email di destinazione, ha respinto il messaggio con la seguente motivazione:
      Destinations server rejected message with this cause:

      : host smtp.tin.it[62.211.72.32] said: 550 RCPT
      TO: User unknown (in reply to RCPT TO command)

  • 1 Luglio 2013 in 12:23
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    Ciao Sandro. Basta leggere la Gazzetta dello Sport (tanto per fare il nome di uno qualsiasi dei nostri giornali sportivi) o, molto più semplicemente, seguire con attenzione le qualificazioni al mondiale per rendersi conto di quale squadra possa recitarvi la parte della sorpresa. Insomma, le mie fonti sono diverse da quelle che tu mi attribuisci. Ho fatto pure i nomi di Bosnia e Montenegro, di cu ho ricavato buone impressioni oltre che dai soliti giornali anche dal vivo.

    Quanto alla domanda sul basket, non sono abituato ad utilizzare uno spazio pubblico, come lo è questo sito, per discutere di affari o questioni personali (che non credo destino tanto interesse nei lettori). Lo si può sempre fare in privato.

    Ciao.

  • 1 Luglio 2013 in 14:07
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    Anche la colombia in prospettiva non è per niente male

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