DUE PAROLE SU CASSANO, CERRI E PIA PRIMA DEL GRANDE HAPPENING AL TARDINI – editoriale di Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.it

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Onestamente pensavo di trascorrere la mattinata rilassandomi, in attesa del grande happening pomeridiano. Ché di Cassano se ne presenta uno al secolo. Purtroppo, però, il nostro mestiere di giornalisti non ci consente di staccar mai la spina, perché le notizie, come gli inconvenienti, sono sempre in agguato. Notizie o indiscrezioni poco cambia, se la portata delle stesse appare rilevante come quella di Cerri all’Inter. Il trafiletto di Matteo Dalla Vite non era pregno di dettagli, ma un allarme, almeno rosa, se non rosso, lo aveva lanciato. Posto che stiamo parlando di un collega che non possiamo esattamente etichettare come bombarolo e del principale quotidiano sportivo, e non del primo sito di ragazzini volenterosi che regalano il proprio tempo a chi non fa opere di beneficenza come loro, qualche dubbio lo manteniamo pur dopo la doverosa smentita di Pietro Leonardi attraverso il sito ufficiale fcparma.com . Avendo Dalla Vite, che non ci ha risposto al telefono poiché impegnato in appostamenti vari dietro le chiappe di Belfodil (oggi è anche la Medicina Day…), accennato alla destinazione finale Inter, infatti, considerati i millanta scambi fatti con codesta società (diciamo che sembra che il Parma stia all’Inter come il Gubbio ai crociati…), non ultima la maxi operazione del Secolo di cui oggi si celebrerà l’apoteosi, fatichiamo a battezzarla, tout court, come una bufala. Probabilmente qualcosa sul destino del ragazzo è magari già stato programmato (tipo qualche prelazione per quando sarà maggiorenne) tra i due club amici, così amici che fanno reciproco mutuo soccorso per trarre positività entrambi, magari mentre si cena (così ha raccontato sia a me che a Tv Parma Leonardi). Se così fosse non ci sarebbe un allarme rosa, o rosso, immediato: è nella normale natura delle cose che un calciatore di siffatta portata o prospettiva, non possa rimaner qui in eterno. Certo, messa giù come era stata messa giù stamani sulla GdS, quale allarme in più suonava anche per un eventuale immediato addio. Collegare lo spiffero alla questione Cassano era un attimo, specie oggi nel FantAntonio Day, anche  se, molto più prosaicamente, del futuro del Gigante Buono ci si sarebbe occupato nell’ambito di altre trattative complesse delle due società a proposito di “saranno famosi”. Certo che la questione sia venuta fuori proprio oggi immagino sia stata una bella rottura di scatole per la società, visto che avrebbe dovuto essere solo e soltanto una giornata di festa sembra ombre o inquietudini: per quanto ci riguarda non ci sentiamo dei rompiscatole, però, giacché sulla notizia, come spesso ci accade, ci siamo inciampati su e doverosamente  ne abbiamo dato conto. Così come di quell’altra scocciatura, ma sì, l’addio di Matteo Pia. Dico che, sinceramente, almeno nell’anno del Centenario non pensavo potessero essere avvicendamenti in organico di questo tipo o turbolenze, ma che si tirasse avanti tutti uniti, remando nella medesima direzione. Anche in questo caso posso sembrare il solito rompipalle: ma è colpa mia se Repubblica proprio oggi pubblica la sua foto come pramzàn dal sass del giorno? Fargli le congratulazioni mi sembrava davvero il minimo: peccato che le stesse possano essergli sembrate una beffa, o una presa per i fondelli. Io, sulla questione, ci sono inciampato su così: mica sono andata a cercarla. Ma se una cosa la so doverosamente ne metto al corrente la mia piccola (ma qualificata) nicchia di lettori. Del resto c’è modo e modo di far sapere le cose: se con Cerri, infatti, ci fosse già un accordo, sarebbe corretto, nei confronti dei tifosi crociati, farlo sapere, motivando le ragioni. Ché ogni scelta può essere spiegata, motivata. Chiamasi prevenzione. Il papà di Cerri, stamani, ci risulta fosse caduto dalle nuvole quando alcuni aficionado del figliuolo gli chiedevano se andava via, negando, come il Parma con Leonardi, che ci possa essere questo pericolo. Speriamo, appunto, che sia così nell’immediato: del futur non c’è certezza. Per nessuno. Cassano? Stamani avrei voluto scrivere un pezzo di benvenuto sulle cassanate, dicendo, come già ho fatto ieri sera a Calcio & Calcio Estate, che secondo me è ormai materia esaurita. Dopo aver toccato l’apice o il fondo con il povero Garrone le sue diatribe con Galliani o Stramaccioni possono esser derubricate in episodi normali dello strano mondo della pedata. In particolare volevo riciclare quel pezzo che feci nel 2012 nel quale mi dichiaravo dalla sua parte dopo il tormentone sulla presunte frasi contro i gay. Perché quella volta chi sparò cassanate non fu FantAntonio, ma chi lo fece cadere apposta nel tranello. Ché se noi giornalisti siamo noti come una vil razza dannata ci sarà pure un motivo… Comunque, tra poco, i riflettori saranno tutti accesi sul Discolo di Bari Vecchia, le piccole ombre sulle questioni Cerri e Pia già finite nel dimenticatoio…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “DUE PAROLE SU CASSANO, CERRI E PIA PRIMA DEL GRANDE HAPPENING AL TARDINI – editoriale di Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.it

  • 4 Luglio 2013 in 17:12
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    Gran bel pezzo Gabriele, sono sostanzialmente d’accordo su .. quasi tutto. Al di là del fatto che stimo Cassano e considero il suo acquisto/scambio un’ottima operazione (poi spetterà al campo l’ardua sentenza) non condivido il paragone Inter-Parma con Parma-Gubbio: non è la mia qualità di tifoso del Parma a rifiutarlo ma francamente non vedo rapporti di sudditanza od analoghi con Via Turati. Se tutto andrà per il verso giusto avranno fatto un buon affare entrambe le società in riferimento ai propri (diversissimi) interessi.
    Per quanto riguarda le questioni Cerri e Pia – che hai fatto benissimo a porre all’attenzione dei lettori – spero solo che non creino un clima che in una giornata bella ed importante come questa sarebbe perlomeno fuori luogo.

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