I METEORismi di Lorenzo Fava / CHE FINE HA FATTO MISTER TATTOO DAVIDE MATTEINI?

Davide-Matteini(Lorenzo Fava) – Lui ha girato l’Italia in lungo e in largo, ora, da qualche anno a questa parte, ne abbiamo perso le tracce. Sarà forse perché noi pramzàn, quando sentiamo notizie che arrivano dalla vicina Reggio Emilia, fingiamo di fare orecchie da mercante, e così il già sbiadito ricordo che il gli ultras crociati avevano di Davide Matteini ora è andato completamente perso nel buio. L’esterno offensivo, nato l’11 maggio 1982 a Livorno era arrivato a Parma nella – ahimè, disgraziata – stagione 2007-2008 e non stiamo qui a matteini 8rimembrare come andò a finire (d’altronde, di quella rosa ce ne sarebbero di “vecchie glorie” da citare nella rubrica I METEORismi”!, nda)… Un lungo girovagare per lo Stivale però ha sempre condizionato la sua carriera: dopo gli esordi con la maglia dell’Empoli in cadetteria nella stagione 2000-2001, si trasferisce l’anno successivo al Gualdo, nell’allora denominata C2, dove mette a segno 18 gol in 32 partite; la Pro Patria non si lascia scappare il giovane prospetto, ma l’avventura a Busto Arsizio dura appena 5 mesi perché nel gennaio 2003 il boss Zamparini gli regala la possibilità di mettersi in gioco nell’ambiziosa Palermo (per l’estroversa ala toscana si tratta del doppio salto di categoria in un solo anno e mezzo). L’avventura rosanero non va come ci si attende, il giocatore colleziona una sola presenza e a fine stagione cambia aria. I sapori del davide matteini maglia crociatacacciucco e l’acqua del mar Tirreno sono ricordi indelebili nella sua mente, Davide vuole tornare nella città che gli ha dato i natali e il Livorno esaudisce il suo desiderio: nel 2003-2004 i labronici conducono una cavalcata gloriosa verso il ritorno nella massima serie che mancava da oltre mezzo secolo, grazie anche alla conduzione tecnica di mister Walter Mazzarri, il quale confeziona un ruolo da gregario per il nostro Matteini, che dopo 7 partite e una rete, decide di tornare in C1, sfruttando la finestra del mercato dei disperati (al secolo il Teramo Calcio). Sei mesi dopo si trasferisce a Padova: 8 gol in 15 gare convincono già nel gennaio 2005 il Crotone a dargli una chance in B. Nel 2005-2006 cambia ancora casacca e matteini pescaragioca tra le fila del Delfino Pescara, con cui segna ben 9 reti (quattro delle quali, a onor del vero, in un solo match, quello vinto per 5-1 ai danni della Triestina). Dopo tanta gavetta arriva la prestigiosa chiamata dalla serie A: arrivato in compartecipazione dal Palermo, all’Empoli non solo ha modo di esordire tra i grandissimi del calcio italiano, ma anche di siglare la prima gioia personale, per altro nel derby contro la Fiorentina del 15 ottobre 2006, perso dagli azzurri col punteggio di 2-1. Non male per un toscano di Livorno, tra le file dell’Empoli. Cagni stravede per il veloce pendolino d’attacco, tanto che Matteini diventa uno dei maggiori protagonisti di quell’Empoli che storicamente si accaparrò un posto in UEFA. Le 4 reti siglate in 32 partite convincono il Parma della nuova proprietà Ghirardi ad assicurarsi il giocatore che insieme con Corradi, Budan, Reginaldo e Gasbarroni (tanto per citarne alcuni) va a comporre il pacchetto offensivo crociato. Agli ordini dell’esordiente Mimmo Di Carlo, l’istrionico livornese, completamente fuori dalle righe (quelle braccia completamente ricoperte di tattoo avranno pur rispecchiato la sua personalità, no?) non riesce a esprimere il meglio di sé: gioca pochissimo, e per di più il coach non lo schiera mai da titolare (in 12 presenze ben 11 volte l’ex tecnico prodigio del Mantova lo aveva fatto scomodare dalla panchina). In verità, visse un giorno da leone in maglia crociata: 10° giornata del campionato di Serie A, il Parma non deve sbagliare la partita casalinga contro il Siena di Andrea Mandorlini. I Di Carlo boys arrivano da un cocente pareggio in trasferta a Palermo, in cui, dopo aver condotto in vantaggio l’intera gara, vengono raggiunti nei minuti finali. Contro il Siena (con Mandorlini in profumo di esonero) occorrono per forza i 3 punti, ma la partita si mette male: dopo il vantaggio di Corradi, De Ceglie acciuffa il pareggio con la difesa del Parma in vacanza; nella ripresa, allora, Di Carlo osa e gioca la carta Matteini, il quale a 10′ dal termine si fa tutta la fascia sinistra a velocità impressionante, si presenta di fronte al portiere senese, e sigla il gol del vantaggio (dopo aver sbagliato il primo tentativo). Il gol è comunque spettacolare per qualità tecnica e per caparbietà, e “mister tattoo” può sfogarsi in un’esultanza che ha già il sapore di vittoria. Quello fu anche il suo ultimo sigillo nella massima serie. Daniele Galloppa – che qualche anno più tardi sarebbe arrivato a Parma, scusandosi nella conferenza stampa di presentazione – mise tutti a tacere con un tiro dal limite (sul quale Marco Rossi, giovane difensore gialloblù, intervenne disgraziatamente). Il Parma ottenne appena 2 punti su 6 disponibili (e alla portata), e Matteini non ebbe più spaziA gennaio il Parma lo diede in prestito al Vicenza. E mentre l’istrionico tatua si metteva in luce in Serie B segnando 8 reti e portando i Lanerossi alla salvezza, i suoi compagni crociati lo raggiungevano mestamente, domenica dopo domenica, in cadetteria. L’anno successivo, sotto la guida di Gigi Cagni, arrivato nel Ducato per riportare immediatamente in Serie A il Parma («Se non vinco il campionato con una simile squadra, posso anche smettere di fare l’allenatore» disse il coach bresciano), si pensa che finalmente l’ala toscana possa consacrarsi e ritagliarsi una propria dimensione: invece due sole partite e un gol. Cagni fa presto le valigie e in Emilia arriva Guidolin. Nella solita finestra del mercato di gennaio, la metà del cartellino di Matteini viene ceduta al Rimini in cambio del bomber Vantaggiato (allora capocannoniere della B) e del regista Lunardini. In 37729Riviera  Matteini vive un anno e mezzo, finalmente riesce a giocare un ruolo protagonista, mettendosi in luce come uno dei giocatori più importante della categoria, ma al termine dell’annata 2009-2010 la società romagnola fallisce e il vagabondo Matteini rimane appiedato. Il 31 agosto 2010 lo ingaggia il Cosenza, squadra di Prima Divisione. Per lui si prospetta una nuova avventura, non solo dal punto di vista ambientale: il tecnico Mario Somma, una garanzia per la categoria, gli ritaglia un posto da terzino («Se il mister mi dovesse chiedere di giocare ancora come esterno basso mi sacrificherei volentieri per il bene della squadra»). La stagione si chiude malissimo per i calabresi: retrocessione e fallimento, per cui Matteini rimane ancora svincolato.

Nel settembre 2012 lo ingaggia la Reggiana, mantenendo così la possibilità di continuare a disputare i campionato di Prima Divisione, sottoscrivendo un contratto annuale con opzione per il secondo. In maglia granata si distingue per 4 gol messi a segno in 21 partite giocate: uno di questi suscitò molto scalpore. Alla rete che valse il momentaneo pareggio contro il Pisa (1-1), fece seguito la goliardica esultanza di Matteini, che si sfilò la maglietta amaranto e sfoggiò davidematteiniun t-short con lo stemma del Livorno – squadra notoriamente ostile ai neroazzurri – proprio sotto il pubblico toscano. Il giocatore poi fu, per altro costretto, a scusarsi in conferenza con alcuni tifosi emiliani, delusi e offesi dall’atteggiamento del giocatore: «E’ un sogno che ho coronato, dopo quello di aver giocato e segnato con la casacca del Livorno. Sono passato alla storia perché nessun livornese aveva mai segnato a Pisa mostrando poi la maglietta degli ultrà. Ho goduto, sportivamente parlando. Mi hanno massacrato di offese dal primo all’ultimo minuto. Si è scatenato un bel putiferio, ho riacceso la rivalità tra Pisa e Livorno che si era un po’ spenta. I tifosi possono stare tranquilli, io darò il 110 per cento per la Reggiana».
Matteini è rimasto nella città del Tricolore anche nella stagione appena conclusasi e terminata con la tribolata salvezza ai play out degli amaranto, nella quale ha avuto un ruolo marginale a causa dei continui infortuni (e, forse, di uno stipendio fuori portata per le casse reggiane). E’ improbabile rivederlo ancora l’anno prossimo con la casacca della Reggiana… Nel frattempo ha partecipato pochi giorni or sono alla partita amichevole organizzata dal Presidente Spinelli per festeggiare il ritorno in A del Livorno: all’equipe guidata da Davide Nicola (che in gran parte rivedremo all’opera tra poche settimane) ha fatto fronte una selezione di vecchie glorie che avevano contribuito al ritorno tra i grandi dei labronici a inizio del 2000… Lorenzo Fava

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.