I METEORismi di Lorenzo Fava / L’UOMO ASSIST: UN ANGELO CADUTO DAL CIELO

ANGELO AL PARMA(Lorenzo Fava) –  Ângelo Mariano de Almeida, al secolo semplicemente Ângelo, è il classico giocatore che una volta veniva chiamato tornante, agisce prevalentemente sulla fascia destra (il mancino non gli consente di improvvisarsi anche nell’altra corsia del campo), sia lungo la linea di una difesa a 4 sia in un centrocampo folto e di quantità. Brasiliano di nascita (Salvador, 12 giugno 1981), italiano d’adozione: senza aver mai mostrato alcun cenno di saudade (la nostalgia che accusano i calciatori della Seleçao che giocano nel Vecchio Continente) ,il giocatore milita nel nostro campionato, infatti, dal lontano gennaio 2005, quando fu il Lecce del duo Zeman-Corvino ad accorgersi delle prestazioni del fluidificante, che fino ad allora aveva vestito le casacche di Corinthians (il club più tifato al mondo), Sâo Caetano e Criciúma.

Angelo_Mariano_Almeida_parmaL’impronta dell’atleta è, infatti, di puro stile zemaniano: gli insegnamenti del boemo ne hanno sicuramente condizionato il senso tattico (del tutto inesistente…) e la più spiccata predisposizione offensiva. Basti guardare i numeri della rosa giallorossa di quella stagione: secondo miglior attacco con 66 reti (uno solo in meno della Juve campione d’Italia) e peggior difesa del torneo con addirittura 73 pere incassate. Risultato: incredibile permanenza in Serie A.  A dire il vero, il Lecce, l’anno seguente in una posizione di classifica disperata, con Gregucci silurato dopo appena 5 partite (in cui aveva ottenuto con le unghie e con i denti un misero punto) – fino a pochi giorni fa, invece, il tecnico di San Giorgio Ionico è stata la spalla tecnica di Roberto Mancini nell’esperienza al Manchester City – e l’arrivo del toscanaccio Silvio Baldini in panca, nella campagna di riparazione mette le mani su un giocatore che vanta già una discreta esperienza: allora poco meno che ventiquattrenne, Ângelo aveva già disputato 18 partite e segnato una rete con il Timão  dal 2000 al 2002, appena 11 con il Sâo Caetano nella stagione seguente, e quelle 16 partite disputate e coronate con una marcatura nel Criciúma che gli valsero l’interessamento e poi il nuovo contratto con un club del campionato italiano. I salentini a gennaio mandano il buon Ângelo ad ambientarsi in Serie B a Crotone, dopo le 12 apparizioni di quella stagione e le 17 di quella precedente, e nel frattempo crollano come un castello di carte e scendono anch’essi in cadetteria. Ângelo Mariano de Almeida è una delle colonne portanti del club pugliese che vuole subito cancellare l’umiliazione della Serie B, ma il tornante brasiliano a gennaio subisce un serio infortunio ai legamenti del ginocchio, a causa del quale è costretto a saltare quasi tutto il prosieguo della stagione 2006-2007, prima di rientrare nelle ultime giornate; riesce comunque a marcare una segnatura, la prima nel Bel Paese, contro l’Hellas Verona. Nel 2007-2008 diventa uno dei migliori terzini della Serie B e segna addirittura in due occasioni: la prima in Lecce-Mantova (1-1), la seconda nell’ultima gara di campionato vinta dal Lecce contro il Vicenza con il risultato di 1-0. I giallorossi si guadagnano la promozione anche grazie al contributo del nostro personaggio. Ma l’apparizione del club della famiglia Semeraro nella massima Serie è tanto fugace quanto quella del brasiliano: così dopo un solo anno di A, in cui Ângelo scende in campo 10 volte, torna l’incubo della B. Quella del 2009-2010 è la 4^ stagione consecutiva in cui Ângelo scende con i colori della città che lo ha adottato e grazie alle 39 presenze in campionato, il carioca tocca quota 100. Il campionato è ulteriormente impreziosito da 4 reti e da una nuova promozione. Alla bandiera salentina però non viene rinnovato il contratto, e così si ritrova nel listone degli svincolati.

Angelo Parma FC v AC Milan Serie De6beuICLuzlPochi mesi più tardi, nel settembre 2010 arriva la chiamata che non ti aspetti: il Parma mette sotto contratto un giocatore che già conosce la Serie A e che possa scendere in campo all’occorrenza per sostituire il titolare Zaccardo. Pasquale Marino, coach crociato, ne apprezza (o forse più semplicemente fa di necessità virtù) la quantità e la grande corsa sulla corsia di destra. Fatto sta che, quando gioca in difesa nella linea a 4 disegnata dal tecnico di Marsala, il brasiliano fa acqua da tutte le parti, ricordando i fantasmi Mariano de Almeida Angelo Lecce v Parma FC Pyy_r2TWg1uldelle peggiori prestazioni fornita da Ferdinand Coly; così viene dirottato lungo la linea dei centrocampisti. La nuova posizione frutta all’ex giocatore del Lecce: innanzitutto si dimentica totalmente di ricoprire anche la fase difensiva, rimanendo, inerme come una statua, sempre nella metà campo avversaria (possibilmente all’ombra delimitata dalla copertura delle tribune del Tardini); in seconda battuta diventa un perfetto cecchino nel fornire gli assist, i passaggi vincenti al puntero Hernan Crespo. Il brasiliano si fa conoscere per la sua specialità sfornando cross invitanti come se fossero pane: serve quattro assist vincenti consecutivi dalla fascia destra, dei quali beneficia il Valdanito  finisce nel tabellino dei marcatori in altrettante partite. Nel corso della stagione, però, trova sempre meno spazio, complice l’avvicendamento di allenatori che porta nel Ducato  il sergente Colomba. A fine stagione infatti Pietro Leonardi ne fa pedina di scambio col Siena per ottenere tutta la seconda metà del cartellino di Daniele Galloppa, in comproprietà tra i due club. Inizia l’avventura toscana di Ângelo con Beppe Sannino, coach bianconero, che lo vede solo come un ottimo rincalzo: gioca poco, solo 13 volte. Resta in Toscana e, complice il ridimensionamento tecnico ed economico della società, Ângelo ha modo di diventare uno degli inamovibili (o quasi) di Serse Cosmi; Beppe Iachini, subentrato in corsa all’ex mister del Perugia, inizia spesso a preferirgli Sestu: Ângelo Mariano de Almeida torna ad avere un ruolo da comprimario in un Siena che, partito con 6 punti di penalità, dopo una incredibile rimonta, non riesce ad evitare la discesa negli inferi della B.

Il suo futuro è ancora tutto da scrivere: il Siena barcolla sospeso in una condizione limbale, l’ufficialità dell’iscrizione al campionato di B che ancora tarda ad arrivare. Siamo certi, però, che qualche ispirato direttore sportivo di A o di B, non fa differenza, vorrà potersi accaparrare i suoi cross vincenti. Non Pietro Leonardi, però…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.