IL COLUMNIST / CHI HA GODUTO PER I DUE RIGORI SBAGLIATI DA BELFODIL SI RICORDI CHE PER META’ E’ ANCORA DEL PARMA. IL RAMADAN? CITTA’ CHE VAI IMAM CHE TROVI…

DSCN2165(Luca Russo) – Squadra che vai, soprannome che trovi. A Parma per un bel po’ di tempo lo abbiamo chiamato Brutfodil. Luca Taidelli della Gazzetta dello Sport, di nomignolo, a Belfodil, fresco di trasferimento dal piccolo Parma alla grande Inter, gliene ha affibbiato un altro: Beccodil. Il perché è presto detto. Ieri, nella sfida tra i nerazzurri di Walter Mazzarri ed il tutt’altro che temibile Trentino Team, il franco-algerino ha avuto per ben due volte la possibilità di bagnare col gol i suoi primi passi interisti, e per ben due volte l’ha fallita. E in entrambi i casi dal dischetto: esattamente come accadde 30 anni fa a Beccalossi, che nel primo turno di Coppa delle Coppe DSCN2166contro lo Slovan Bratislava sbagliò due rigori. Ecco perché Beccodil. Mai appellativo fu più azzeccato. E non ce ne voglia lo sfortunato (o dovremmo dire testardo?) e fiaccato (fiaccato dal Ramadan, intendiamoci) Ishak: è che certi guai, e certi scomodi (ma assai simpatici e divertenti) soprannomi, ogni tanto se li va a cercare. Il doppio fiasco si è consumato nel breve volgere di quindici minuti, tra il 17’ ed il 32’ della prima frazione di gioco. Al primo tentativo Belfodil grazia Travaglia, estremo difensore dei trentini, con un destro docile docile che si accomoda tra le mani del portiere. Un quarto d’ora dopo riesce a DSCN2162 (3)spiazzarlo, ma la palla si abbatte sul palo. E dire che il giovane Mira, sia pure molto timidamente, aveva chiesto a Beccodil di concedergli almeno il secondo tiro dal dischetto. Niente da fare. Che il franco-algerino fosse dotato di una tale personalità, e ce ne vuole davvero tanta per battere un rigore dopo averne già sbagliato uno, noi, noi di Parma, ce ne eravamo accorti l’anno passato. Perché il Medicinale è uno di quei lupi che il pelo lo perdono sempre, ma il vizio mai. E dagli undici metri, distanza che spesso non gli arride, qualche incidente diplomatico lo ha scatenato anche quando era colorato di giallo e di blu. Ve lo ricordate il rigore sbagliato contro la Lazio all’Olimpico, la rete sulla respinta del portiere ed il successivo dito sulle labbra a zittire qualcuno che era in panchina (Donadoni)? Ecco, anche in quel caso, sprezzante delle gerarchie, in materia di rigoristi, definite dal mister, Belfodil volle assumersi una responsabilità che nessuno gli aveva chiesto o imposto di prendersi (affatto!). Donadoni non gli ha mai perdonato il gesto di quella domenica romana, checché ci abbia poi raccontato in conferenza stampa. Mazzarri, al contrario, sembra, almeno adesso, assai più indulgente col franco-algerino, anche se ha già specificato: “In occasione delle gare che contano sarò io a decidere i rigoristi”. Intanto i due errori del Medicinale hanno dato di che gioire ai suoi ex tifosi, contenti che abbia steccato la prima alla corte di Mazzarri e Moratti. La rete abbonda di commenti poco carini nei riguardi dell’ex attaccante del Parma: qualcuno evidentemente non ha ancora digerito la sua voglia di Inter ed il suo passaggio in nerazzurro. Il che è un atteggiamento che faccio fatica a capire e che oltretutto reputo poco intelligente. Detto che un professionista, e specialmente quelli che esercitano il mestiere di calciatore, è libero di accasarsi dove gli pare, e dunque anche dove gli danno uno stipendio più alto che altrove oppure dove gli garantiscono interessanti prospettive di carriera, ricordo, ai tifosi felici d’averlo visto sbagliare due rigori, che metà del Medicinale è ancora nostra. Dunque, se il franco-algerino riuscisse a imporsi anche in maglia nerazzurra, i primi a beneficiarne saremmo noi. Noi del Parma. Che potremmo ricavare dalla seconda metà di Belfodil più di quanto abbiamo già ‘estratto’ dalla prima. Insomma, se certi tifosi proprio non possono fare a meno di rallegrarsi delle disgrazie di un calciatore che non è ancora un nostro ex, aspettino almeno che il Parma se ne liberi del tutto prima di tirargli addosso delle macumbe (comportamento che in ogni caso non capisco). Nel mentre, si mettano in testa, quei tifosi, che Belfodil, allorché la sua stagione dovesse essere impreziosita da reti, buone prestazioni e complimenti, con le dovute proporzioni potrebbe significare per il Parma ciò che Cavani ha significato per il Napoli, Marquinhos per la Roma e Jovetic per la Fiorentina. E cioè soldi. Con cui rinforzare la rosa e restituire un altro po’ di buona salute alle casse societarie. A proposito di salute: i giornalisti di Sky hanno spiegato i due rigori sbagliati dal Medicinale col Ramadan che il ragazzo di Mostaganem sta osservando in questi giorni. Lungi da noi credere che il digiuno possa aver condizionato le due pessime esecuzioni di Beccodil (dal dischetto conta più la testa che la gamba). Ma che l’algerino sia stanco, spossato e debilitato, è evidente. Comunque l’Inter, come del resto il Parma dell’anno passato, tollera la situazione. E onestamente non potrebbe fare altrimenti: il franco-algerino è così credente e così praticante che ritiene di poter sostenere le sedute di allenamento, particolarmente dure e intense in sede di ritiro estivo, senza idratarsi né assumendo zuccheri (i sanitari dell’Inter durante le esercitazioni si limitano a bagnargli labbra e lingua). Gli basta e avanza l’aiuto della fede. Che ad El Kaddouri l’anno scorso è costata uno stiramento. Il neoacquisto del Torino è musulmano come Belfodil, ma, a differenza dell’ex centravanti Crociato, osserva una versione molto più light del Ramadan: “L’ho fatto lo scorso anno e mi sono stirato. Ho parlato con l’imam e per lavoro mi ha dispensato”. Città che vai, imam che trovi: quello di Appiano Gentile è indubbiamente molto più severo (o molto meno elastico) del suo ‘collega’ di Torino… Luca Russo