IL COLUMNIST / IDEA LUCIANO: SE ANDASSE VIA BIABIANY IL PARMA POTREBBE PRENDERE IL NON CONFERMATO EX CLIVENSE

(Luca Russo) – Tredici stagioni e poi…e poi dirsi addio. Luciano Siqueira de Oliveira, meglio conosciuto come Eriberto, non è più un giocatore del ChievoVerona. A darne l’annuncio è stata la società clivense con un comunicato diramato mercoledì scorso: “Luciano Siqueira de Oliveira. Una vita nel Chievo. Il Chievo nella vita. Un pezzo della nostra società. 13 campionati in gialloblu, intervallati da una piccola parentesi nerazzurra. Utile per rinforzare ancor di più l’amore verso questi colori. Il giallo e il blu, presenti nei colori del suo Brasile, ancor più sono presenti nella sua anima. 302 partite, i miracoli delle prime stagioni in A, quando con Manfredini faceva paura a tutte le difese più titolate. Serie A, Coppa Uefa, preliminari di Champions ma anche la Serie B. Giusto un anno, per poi rientrare con ancor più forza nella massima serie. Polmoni d’acciaio, grande corsa, grande volontà e il gialloblu indelebilmente tatuato addosso. Ora, a 37 anni, le strade si dividono. Anche le più grandi storie d’amore, si sa, a volte finiscono. Ma non finirà mai l’affetto di tutti noi, della nostra società, della nostra gente verso questo ragazzo che con le sue “sgroppate” ha scritto la storia del ChievoVerona. Grazie di tutto grande Lucio, e in bocca al lupo!”. Comunicato a cui è seguita la replica, con tanto di lacrime, del giocatore, affidata ad una conferenza stampa convocata per il giorno successivo: “Sono dispiaciuto per come è finito tutto. E’ stato brutto. Sono andato in vacanza convinto di poter iniziare il 7 luglio con la squadra. Poi ho ricevuto una telefonata dal presidente quindici giorni prima del raduno. Mi diceva che non rientravo più nei piani. Ci sono rimasto male, ho pianto tanto. Il Chievo e il presidente resteranno per sempre nel mio cuore. Ma ora cerco una nuova squadra: non mi sento finito. Mi piacerebbe rimanere in Italia. Mi interessa giocare, non ne faccio una questione di categoria”. Dunque, Luciano non si sente un calciatore da pensionare e per adesso l’idea di una carriera da dirigente, consulente, osservatore o allenatore, non lo stuzzica affatto. Può dare ancora tanto al calcio, e specie al calcio italiano, e al club che deciderà di assicurarsene le prestazioni. La voglia di arare la fascia di sua competenza, quella destra, non gli è passata nemmeno quando quelli del Chievo l’hanno accompagnato alla porta. Per lui non è questo il momento per appendere le scarpette al chiodo. E, analizzando le cifre delle sue ultime due stagioni nella città di Romeo e Giulietta, se ne capisce il perché: l’anno scorso, sotto la guida di Di Carlo prima e Corini poi, ha collezionato ben 24 presenze, messo a segno una rete e distribuito la bellezza di 4 assist per i suoi compagni di squadra. La media voto GdS è stata del 6. L’anno prima di apparizioni ne aveva messe insieme 25, condite da una rete ed i soliti innumerevoli complimenti. In due anni, ha timbrato il cartellino per 49 volte. Non male per uno che ha alle spalle 37 primavere. Davanti a sé ha ancora un anno di carriera. Al massimo due, perché a quarant’anni suonati è assai raro che un esterno di centrocampo riesca a far la differenza in massima serie o in quella cadetta. Ma mai dire mai con certi calciatori: Roger Milla, tanto per fare un esempio, ha tirato avanti fino ai quarantaquattro, e a quarantude ha partecipato al mondiale statunitense, peraltro realizzando una rete, nel 6-1 che il suo Camerun subì dalla Russia, e divenendo in questo modo il più anziano giocatore ad aver siglato un gol nella fase finale dei mondiali. Non che il brasiliano Luciano abbia le credenziali per seguirne le orme e ambire ad una convocazione in vista del mondiale carioca in programma l’anno prossimo, sia chiaro. Ma credo che nella nostra malandata Serie A un posticino per lui lo si debba e lo si possa trovare. Lo meriterebbe, per quel che ha dato al nostro campionato e per ciò che può ancora dargli. Potrebbe offrirglielo il Parma. Al quale il brasiliano farebbe comodo per sostituire Biabiany qualora il francese dovesse partire per altri lidi (prima che ne venisse rinnovata la comproprietà con la Sampdoria, la freccia nera era finita sui taccuini di Lazio e Sunderland) o, nel caso in cui Jonathan restasse in casacca Crociata, per dargli il cambio quando avrà bisogno di tirare il fiato. Luciano è un centrocampista di fascia destra. Con Di Carlo, nelle ultime stagioni, ha giocato da mezz’ala, e l’ha fatto con ottimi risultati. I migliori anni della sua vita da calciatore li ha vissuti nel Chievo di inizio millennio, quello di Del Neri, che lo impiegava da esterno puro. Insieme a Manfredini, che agiva sulla corsia sinistra, ha trafitto tutte le difese della Serie A. Comprese quelle delle sette sorelle, che allora dominavano non solo in Italia, ma anche in Europa. Ecco, il Parma un Manfredini ce l’ha già. E si chiama Nicola Sansone. Gli manca soltanto un Eriberto. Pardon, Luciano. Luca Russo

12 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / IDEA LUCIANO: SE ANDASSE VIA BIABIANY IL PARMA POTREBBE PRENDERE IL NON CONFERMATO EX CLIVENSE

  • 13 Luglio 2013 in 18:22
    Permalink

    ah si il giovane luciano… di lui mi ricordo l’incredibile pedata su calcio d’angolo in cui ha siglato l’autogol vittoria a favore del parma a Verona 2 anni fa… lasciamolo all’ospizio per piacere… russo anche lei si sta innamorando del modello chievo ?

  • 13 Luglio 2013 in 18:50
    Permalink

    ti perdono russo perche’ non sai quel che scrivi

  • 13 Luglio 2013 in 22:00
    Permalink

    Lasciate in pace il Columnist… ognuno potrà scrivere quel che vuole, vi risponderà il Direttore e io l’anticipo…

    • 14 Luglio 2013 in 01:31
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      Grazie mille, anche perché non essendo in postazione avrei avuto modo di rispondere quanto da lei anticipato in ritardo… Insomma sono prevedibile… Certo è che Il Columnist, che beneficia di totale libertà di espressione, alle volte si va a cercare un po’ di freddo per il letto…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 14 Luglio 2013 in 01:36
    Permalink

    A me Lucianoi è sempre piaciuto, ma mi piaceva anche Frustalupi.

  • 14 Luglio 2013 in 10:56
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    Luciano e Amauri. Richiamerei Crespo. Magari chiederei a Chiesa se ha un po’ di tempo libero. 🙂

    • 14 Luglio 2013 in 12:39
      Permalink

      A me era molto simpatico Eriberto, poi come Luciano mi piaceva un po’ meno. L’idea del Columnist per certi versi è romantica, però se non lo vogliono più al Chievo, di cui era una bandiera, un motivo ci sarà. Dopo di che se si accontentasse di due soldi pur di giocare potrebbe anche andare, ma mi parte che nella Casa protetta per anziani Parma i posti letto siano già esauriti…
      Cordialmente
      Gmajo
      PS. Al Ghiro non dispiace prendere campioni che hanno militato in grandi club sulla via del tramonto, ma non so quanto possa esser annoverato in questa categoria Luciano. Un conto è dire al piccolo Enrico: ho pagato lo stipendio a Del Piero o Inzaghi, un conto a Luciano…
      Risaluti
      gm

  • 14 Luglio 2013 in 13:43
    Permalink

    Però, Direttore, ci potrebbe stare un Luciano o Eriberto che sia, considerato il nuovo modello Chievo sfoderato dal cubo delle idee del Ghiro.

  • 14 Luglio 2013 in 15:35
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    resta il fatto che abbiamo una rosa abbstanza “giaronata” ed i giaroni affondano ,anche se quelli piatti ti danno l’illusione di stare a galla fino a che non dissipano l’energia cinetica.

    citofonare archimede

  • 14 Luglio 2013 in 16:50
    Permalink

    Detto che io, a meno di offerte indecenti, mi terrei volentieri Biabiany, nell’articolo ho tenuto a precisare che Luciano potrebbe tornarci utile anche come riserva del francesino, che ogni tanto dovrà pure rientrare ai box per fare cambio gomme e rifornimento di carburante. Al brasiliano credo che non starebbe stretto il ruolo di rincalzo, specie se in una squadra di A e specie se in una squadra come il Parma, che l’anno prossimo non si limiterà a battagliare per la salvezza.

    Comunque, se c’è un motivo per cui il Chievo si è liberato del fu Eriberto, evidentemente ce ne sarà anche uno per cui il Parma continua a tenersi Palladino: giocatore arrivato tra diveri squilli tromba e che ora ritengo non valga più di un milione di euro. Per tacere di quello che si spende per il suo ingaggio e dello scarso utilizzo che se ne è potuto fare, visto che negli ultimi due anni ha passato molto del suo tempo in infermeria. Ecco, i soldi che risparmieremmo liberandoci di Palladino, non sarebbe male investirli nello svincolato Luciano, senza però dar via la freccia nera.

  • 15 Luglio 2013 in 12:52
    Permalink

    credo che il ragionamento di luca russo non sia poi così sbagliato …..COME RISERVA DI BYABIANI….SOLO !!!!SCLUSIVAMENTE !!!COME RISERVA…si potrebbe anche fare…..parametro zero ingaggio per l ingaggioovviamente dovraaccontentarsi ,,,,e se a fargl spazio fosse veraMENTE PALLADINO….. andremmo a guadagnare almeno in termini economici…..MA palladino è nel taschino di leonardi e ha un ingaggio alto che evidentemente non deve essere disposto ad abbassarsi ….e poi non ha richieste visto che non lo si vede sui campi da 3 anni a questa parte
    saluti

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