IL COLUMNIST / OLTRE ALL’ARRIVO DI CASSANO, LA NON PARTENZA DI CERRI: GRAZIE ALLA ROSEA I TIFOSI CROCIATI, ORA, HANNO DUE MOTIVI PER ESSER ORGOGLIOSI…

il columnist luca russo(Luca Russo) – Cassano viene e Cerri…e Cerri stava per andarsene. Per la precisione all’Inter, con la quale il promettentissimo giovanotto, stando a quanto scritto da Matteo Dalla Vite (uno che di cose interiste se ne intende) sulla Gazzetta dello Sport di oggi, pareva che avesse trovato (o che stesse lì lì per trovare) l’intesa. Non se ne farà niente, almeno per ora. Parola di Ghirardi e Leonardi che hanno spento quasi sul nascere le voci di una possibile partenza del giovane talento Crociato: “Per lui non è stata intrapresa nessuna trattativa con nessunoha precisato l’amministratore delegato gialloblu – e non ho intenzione neanche di intraprenderla. Alberto è un nostro giocatore e rimane al Parma”. Meno male. Ma se la voce avesse avuto un minimo di fondamento, e io per tutta la mattinata, fino alla smentita ufficiale, mi sono augurato che non ne avesse affatto e che fossimo di fronte ad una delle solite bufale da ombrellone, nessuno avrebbe potuto negarci il diritto di ‘incriminare’  Ghirardi, e di riflesso Leonardi, per aver messo a segno il peggiore autogol della sua gestione. Un autogol che sarebbe potuto rivelarsi molto più decisivo del gol che i magnifici due hanno realizzato regalandoci il Discolo di Bari vecchia. Un autogol innanzitutto tecnico. Quante volte negli ultimi anni, e forse fin dal suo insediamento, il Presidente ci ha parlato di progetto e di giovani? E per quante volte le sue chiacchiere sono rimaste tali senza essere seguite da fatti, azioni, scelte che potessero tramutarle in qualcosa di concreto? Tantissime: io ne ho perso il conto. Buoni propositi e nobili intenti che sarebbero stati ulteriormente oltraggiati se Alberto Cerri fosse stato ‘scaricato’, anzi regalato (perché, considerate le potenzialità del ragazzo, è di regalo che avremmo dovuto parlare) all’Inter. Non ha alcun senso preparare la piazza ad una squadra mediamente giovane se poi arriva un trentenne a fine carriera e si lascia partire quello che in molti considerano il giovane più promettente del panorama calcistico italiano. Ok, magari l’anno prossimo Cassano ci riporta in Europa (ce lo auguriamo tutti, anche se è dura battere la concorrenza di: Juve, Napoli, Milan, Inter, Fiorentina, Lazio e Roma; ci toccherà puntare tutto, o quasi tutto, sulla Coppa Italia per rientrare nelle competizioni Uefa). Ma dopo? Fantantonio non può essere eterno e, soprattutto, dubitiamo che al termine della sua esperienza crociata, per quanto possa rivelarsi positiva o addirittura estremamente positiva, Ghirardi e Leonardi siano in grado di ricavarne una plusvalenza. Tutt’al più riusciranno a liberarsi di un ingaggio pesante per i nostri parametri. Cerri, invece, è sinonimo di futuro. E, se il ragazzo riuscisse a ‘farsi’ come il  Dio del pallone  comanda, anche di soldi. Il giovanotto ha già assaggiato la massima serie. Ma non ha ancora trovato un posto fisso in prima squadra. Non sarebbe il caso, visto che è stato lui a trascinare gli Allievi allo scudetto, trovargliene uno e dargli la possibilità di prendere confidenza con quello che un tempo era ritenuto, a ragione, il campionato più bello del mondo? Magari esplode, e magari anche subito (togliendo il posto ad un Amauri che di tanto in tanto avrà comunque bisogno di tirare il fiato), e nel giro di due o tre anni ci riporta stabilmente (e non solo per una stagione, come rischia di fare Cassano) nel calcio che conta. Dopodiché Ghirardi potrebbe fare come Zamparini ha fatto con Pastore: venderlo al miglior offerente e ricavarne una montagna di soldi. Detto questo, se il Parma si fosse liberato a cuor leggero di un potenziale fenomeno come Cerri, l’autogol non sarebbe stato solo tecnico, ma anche comunicazionale. Se la sua cessione all’Inter non fosse stata smentita quasi istantaneamente, avremmo potuto scordarci dell’effetto Cassano. La piazza si è infiammata per l’ingaggio dell’ex attaccante di Bari, Roma, Real Madrid, Sampdoria, Milan e Inter, ma avrebbe potuto immediatamente intristirsi per la partenza di un ragazzo, peraltro parmigianissimo, che in tanti già reputano degno di una chiamata nell’Under 21 di Di Biagio (appena subentrato a Mangia) e che i tifosi già immaginano come il simbolo, la bandiera del Parma del futuro. La campagna abbonamenti, che non mi pare stia procedendo a gonfie vele, difficilmente avrebbe retto al (duro) colpo. E un destino simile forse sarebbe toccato anche alla presentazione di Cassano che avrà luogo oggi al Tardini. I tifosi che vi prenderanno parte avrebbero esultato per l’ingaggio del discolo di Bari vecchia o si sarebbero lasciati andare a qualche mugugno per l’eventuale cessione di Cerri all’Inter? Non lo sapremo mai, per fortuna. Comunque è difficile, considerando i numeri e la ‘forza’ del tifo crociato, che, alla luce dell’insinuata partenza del giovanotto, Ghirardi potesse far la fine del presidente egiziano Morsi, e cioè che fosse deposto dai tifosi (immagine retorica, iperbole, in omaggio alla stretta attualità, per chi non lo avesse capito…). Intanto, al di là della smentita, un paio di interrogativi restano irrisolti o quantomeno in sospeso. Perché la Rosea ha ventilato l’ipotesi di una partenza di Cerri con destinazione Inter? E perché ne ha parlato quasi nascondendo la notizia, che è apparsa in fondo alla pagina 8 del quotidiano milanese? Di solito, se la Gazzetta dello Sport entra in azione è perché, molto semplicemente, qualcosa si è mosso. Ergo: dubito che non ci siano stati contatti tra il Parma e l’Inter (o il Milan, club che i nerazzurri avrebbero battuto nella corsa ad Alberto) per discutere di Cerri. Dunque, nell’indiscrezione che il Parma ha velocemente smentito, ho la sensazione che un pizzico di verità ci sia. Del resto anche il modo in cui è stata data, e cioè con un trafiletto a fondo pagina, conferma questa impressione, perché normalmente sono le notizie strillate, e sbattute in prima pagina, quelle destinate a fare la fine di miocugginate (a meno che non si tratti di affari già conclusi, come, per intenderci, nel caso di Tevez e Llorente acquistati dalla Juventus). Le news che la Gazzetta chiama tascabili, come lo era quella che annunciava la cessione di Cerri, son quasi sempre vere e quasi sempre rivelano di trattative già concluse. Nell’attesa di sapere quali saranno gli sviluppi di questa misteriosa vicenda, una certezza ce l’ho: il trasferimento di Cerri, più che entusiasmare i tifosi dell’Inter, avrebbe gettato nello sconforto quelli del Parma. La Gazzetta dello Sport e Matteo Dalla Vite, inconsapevolmente, hanno dato al Parma, ed in modo particolare a Ghirardi e Leonardi, il destro per mettere a segno due colpi in un solo giorno: l’arrivo di Cassano e la non partenza di Alberto Cerri. Roba che accende l’orgoglio e le fantasie dei tifosi. E che, se non fossimo in un paese libero come l’Italia, farebbe impallidire perfino la propaganda cinese… Luca Russo

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