SE SI VOGLIONO I TIFOSI VICINI BISOGNA ANCHE SAPERLI ACCOGLIERE E COCCOLARE – Editoriale di Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.it

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Il nostro lettore Marco (che ha postato un commento su come sono andate le cose ieri, in occasione della prima partitella stagionale) ha ragione. Sulla gestione delle relazioni con il pubblico (le relazioni esterne non sono solo con le istituzioni o solo con i vertici, ma dovrebbero essere anche con la base della tifoseria) il Parma deve fare ancora molto e meglio. Sono d’accordo che non ci possa essere il paradosso, la contraddizione, del ritiro casalingo, per consentire teoricamente la vicinanza del pubblico nell’anno del Centenario, quando, invece, risulta difficile fare una semplice foto o raccogliere un autografo. D’altro canto, però, anche i numeri vanno considerati. Ammesso e non concesso che ieri ci fossero 2.000 persone (mi piacerebbe sapere chi ha dato i numeri, dal momento steward trattiene tifosi che vogliono entrareche quella tribunetta è omologata, se non ricordo male, per 700 persone, massimo massimo 1.000, quindi era impossibile ne contenesse quasi 2.000 come riportato anche su organi ufficiali), se ognuna di queste avesse voluto fare una foto o raccogliere un autografo dai propri beniamini i tempi si sarebbero di molto allungati.  Ma che il riscaldamento fosse stato fatto fare lontano dagli occhi dei tifosi – come ha sottolineato Marco – non è certo stata una carineria e alle volte basterebbe, con un pizzico di sensibilità e buona volontà, così poco per coniugare esigenze tecniche ad appagamento del tifoso!
DSC00405Ieri si sono toccati numeri da record, come presenze, ma durante la settimana sono poche decine i temerari che sfidano il solleone per seguire la preparazione “intra moenia”  dei propri beniamini: a costoro, però, risulta difficile, per non dire impossibile, avvicinare i giocatori, dal momento che questi percorrono percorsi interni inibiti al pubblico anche per raggiungere dalla struttura ricettiva  il campo del settore giovanile, e così è impossibile qualsiasi “contaminazione”. D’accordo DSCF8948che uno risparmia il prezzo della benzina per non raggiungere una località montana, però, lì, almeno il piacere di fare un pezzo di passeggiata con i calciatori non lo negava nessuno, giacché era facile incontrarli nel tragitto tra albergo e campo, e anche all’uscita erano in tanti ad aspettarli per foto e autografi. Ieri, solo qualche unità ha atteso che venisse terminato il rito della doccia per aspettare i calciatori cui era stata concessa qualche ora di libertà prima del rientro ad “Alcatraz”, Poi, certo, donadoni cassanoCassano (e FantAntonio decisamente più di un frettoloso Donadoni) è stato carino nel concedersi sorridente per quei pochi secondi necessari per un flash con di fianco il volto di un tifoso felice, ma la gran parte della gente manco ci ha provato. Quello che manca è proprio l’esser un tutt’uno con il proprio pubblico: ci sono troppe distanze da abbattere! Ne parlavamo, ieri, con la bella Alice, tornata a sostenere dal vivo il Parma, come DSCF9171faceva negli anni ’90: certo i tempi genuini della Cittadella non possono essere replicati in era di iper-professionismo, ma alle volte basterebbe davvero poco per dare segnali di apertura e concreta vicinanza, togliendo un po’ di Domopak di protezione. Il calcio dovrebbe ritrovare i  valori che lo resero di gran lunga lo sport più popolare, prima dell’odierna deriva. La sensazione che ho io è che qualcuno stia un po’ troppo sulla torre d’avorio senza rendersi conto di cosa succede a valle. Se si fanno accorati appelli, nell’anno del Centenario, per avere la gente vicina, poi non si può arrivare all’assurdo che queste persone vengono mandate a casa per capienza esaurita! Si tratterebbe anche di prevenire e capire come l’aver in casa un fenomeno come Cassano possa slide cassano donadonismuovere le folle. E se la tribunetta è insufficiente si pensi a rendere agibile qualche spazio ulteriore, ad esempio bonificando lo pseudo cantiere che c’è nella zona dietro la curva dalla parte opposta di Via Spezia: non è sufficiente sperare nella presunta civiltà dei tifosi che capiscano, magari dopo aver fatto qualche centinaio di chilometri che se la capienza è esaurita, debbono andarsene buoni buoni a casa. Purtroppo nel calcio – e cassano foto tifositutto il mondo è paese – non esiste la logica da cinema invocata ieri dallo sparuto numero di steward presenti, nettamente insufficiente a fronteggiare la disobbedienza di chi ha iniziato a scavalcare o a sfruttare le falle delle recinzioni della struttura. Prevenzione significa intuire che se anche gli allenamenti li seguono in dieci, può essere (come non gdp del bue tifosi collecchiopuò essere, of course) che la partitella te la vengano a seguire in mille. Perché è la prima, perché c’è Cassano, perché sei a Collecchio. Perfino la  Gazzetta di Parma non ha potuto evitare di parlare dell’argomento attraverso la coraggiosa, attenta e circostanziata ricostruzione di Andrea Del Bue, con tanto di nomi e cognomi delle persone di cui ha riprodotto il pensiero (come si vede che il giovanotto di solito si occupa di cronaca!) e non generiche lamentele senza paternità o maternità. Proprio la presenza del cronista del giornale cittadino è stata ieri indicata come determinante per la risoluzione del problema: qualcuno, infatti, ci ha riferito che la situazione si è sbloccata dopo che ha iniziato a raccogliere le testimonianze. A  stadiotardini.it  è stato informalmente riferito che i cancelli sarebbero stati aperti DSCF8982solo dopo che un egual numero di persone aveva deciso di andare a casa prima, accontentandosi di aver visto un quarto d’ora di partitella, in modo tale che, per il principio dei vasi comunicanti, il numero dei tifosi sugli spalti fosse sempre lo stesso, ma per come abbiamo seguito le cose noi, invece, le cose sarebbero andate un po’ diversamente. Intanto non abbiamo riscontrato un deflusso di persone anzitempo (c’è sì stato un via vai verso il bar DSC00403per l’approvvigionamento di acqua, indispensabile sotto il solleone), e poi quella cinquantina che aveva superato la resistenza degli steward (mica solo dei ragazzacci, veh!, ma anche padri di famiglia con bambini in braccio e vetusti, ma atletici, signori over 65), dopo aver attraversato il terreno bonificato retrostante il Centro (anche se qualche sommaria traccia della precedente discarica a cielo aperto è rimasta, o si è riformata), e varcata in qualche modo la rete di protezione, posizionandosi dietro la porta di destra, è DSC00379stata fatta salire su quella stessa tribunetta teoricamente già stipata e sovraccarica. Soluzione di buon senso? Può darsi, ma sicuramente intempestiva. E non so quanto sicura: una volta, infatti, che gli “esclusi” avevano già guadagnato, in un qualche modo, la zona retroporta si sarebbe potuti lasciar tranquillamente lì, anziché far aggiungere ulteriore peso sugli spalti, specie nell’ala destra teoricamente chiusa poiché inagibile. Non so se in occasione di prossime gare ci sarà una pari risposta DSC00359di pubblico, ma l’opera di prevenzione dovrà esser più curata e meno lasciata al caso o improvvisata. Non possono essere presenti più di 700/1.000 persone alle partitelle? Si avverta prima attraverso opportuni comunicati di questi limiti, ma meglio ancora in un qualche modo si attrezzi qualche area in grado di esaudire tutta la richiesta, perché c’è veramente tanta voglia di Parma, e tanto entusiasmo che non vanno certo delusi. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

8 pensieri riguardo “SE SI VOGLIONO I TIFOSI VICINI BISOGNA ANCHE SAPERLI ACCOGLIERE E COCCOLARE – Editoriale di Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.it

  • 22 Luglio 2013 in 14:35
    Permalink

    E’ proprio vero che un uomo puo’ cambiare il mondo!!
    Nessuno si aspettava cotanto popolo!
    Questo dimostra come Parma non sia una citta’ fredda ma che ha assoluto bisogno di coltivare speranze e sogni.
    Vorrei sommessamente ricordare che solo Cassano, per quanto bravo, non fa una squadra.
    Quindi mani al volante e piede sul freno

    • 22 Luglio 2013 in 14:43
      Permalink

      Naturale, anche perché, come direbbe Schianchi, una rondine non fa primavera…
      Sono d’accordo sul fatto che Parma ha bisogno di coltivare speranze e sogni: brava la società a portargli, dopo aver creato le condizioni per riuscirci, Cassano, ma questo talento va meglio sfruttato.
      Oggi sulla GdS c’era una brevina di 10 righe più tabellino. Manco una foto della prima di Cassano! Così come non mi pare ci fossero tv nazionali per la prima uscita. Ormai non ci si ricorda neppure che Cassano è del Parma: va lanciato e promozionato.
      E poi, avendo Cassano in squadra, come dicevo nel pezzo, anche tutto il contesto deve essere all’altezza. E ieri non mi sembra che le cose siano andate esattamente così…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 22 Luglio 2013 in 18:46
    Permalink

    Ieri sera (serata libera) i nostri eroi erano in versione movida in piena via Farini, quindi non è vero che non ci siano occasioni di incontro con i tifosi e con la città.

    • 22 Luglio 2013 in 18:49
      Permalink

      Io non li ho visti: se ha foto a supporto di quanto sostiene o altra documentazione invii pure… Comunque quando i giocatori sono liberi, appunto sono liberi. Ma nelle sedi istituzionali, ritiro o allenamenti, è bene siano a disposizione per il contatto con i sostenitori, che dalle nostre parti sono meno attaccaticci che altrove…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 22 Luglio 2013 in 19:49
    Permalink

    Io ho visto l’incontro via Parma Channel e onestamente ho visto cose buone da vecchi e nuovi: Amauri, Sansone, Palladino, Chisbah e anche Biaoudi (cassano a parte naturalmente)

  • 23 Luglio 2013 in 10:35
    Permalink

    Grazie mille per aver preso spunto dalle mie parole per questo articolo ! Marco

    • 23 Luglio 2013 in 10:43
      Permalink

      Dovere, Marco, dovere… L’informazione al servizio della base è un must per stadiotardini.it

      Cordialmente

      Gmajo

I commenti sono chiusi.

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