UN TETTO PER I DISABILI DEL TARDINI / MAJO: “LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE NON PUO’ ESSERE SOLO NOSTRA: GRAZIE A CHI CI HA RIPRESO, MA ALL’APPELLO MANCA QUALCUNO…”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Dico la verità: quando l’assessore Marani, nella video-intervista esclusiva che ha concesso a stadiotardini.it, ha buttato lì la proposta che a pagare la copertura per il settore disabili dello Stadio Tardini di Parma siano direttamente quei ricconi dei calciatori crociati, un po’ sono inorridito per il “populismo” della sua boutade. In un secondo momento, tuttavia, ho però apprezzato il suo assist (anche se secondo me involontario…) giacché, conoscendo i miei polli, sapevo che quella sua trovata avrebbe potuto far gola ai media, locali e non, che su queste cose ci sguazzano, e di conseguenza accendere altri più potenti riflettori che facciano luce, assieme a noi, su una vergogna che va risolta – anno del centenario o meno che sia – quanto prima, ché imageè assurdo che sui poveri disabili che tengono per il Parma, nella civilissima Piccola Parigi, continui a piovere in testa, poiché non c’è uno straccio di protezione dalle intemperie, nonostante le promesse di due anni fa, dopo il primo dei civilissimi e dignitosissimi appelli lanciati attraverso il nostro quotidiano on line dal tifoso in carrozzina Fabio Giarelli. Forte del bottino (oltre fabio-giarelli-upper-class-tardinialla “sparata” sul fatto che debbano essere i calciatori a pagare le spese per la copertura del settore disabili, l’assessore allo sport, da noi pungolato, aveva toccato anche altri temi spinosi, tra cui, ad esempio,  quello relativo alla copertura della Curva Nord, per la quale Leonardi in un primo tempo si era sbilanciato, salvo poi fare una precipitosa marcia indietro, trincerandosi dietro la mancata entrata in vigore della – a suo dire – indispensabile legge sugli stadi) abbiamo un po’ bussato a tutte le porte delle varie redazioni interessate, elemosinando uno spazio non tanto per noi, quanto, appunto per offrire un po’ di cassa di risonanza alla pramzanblog 1 problematica. E gli spunti “giornalistici” c’erano proprio tutti, anche per chi, abitualmente fa le pulci ai politici su tutto, o sta lì a non perdere un cingettìo del sindaco (inclusi i più insignificanti), ma che nell’occasione ha preferito fare le orecchie da mercante, scrivendomi via SMS, (io non sono un assiduo frequentatore dei social network), “L’ha fatto Pramzanblog”, come se il blog di Achille Mezzadri fosse un suo concorrente. Io ho replicato rispondendo che questa è una battaglia sociale editorialino mezzadriche dovrebbe esser di tutti, ma (e ora cito proprio l’ex capo redattore di Gente, che ora tiene questo prezioso diario virtuale parmigiano) dalle nostre parti continua a prevalere la logica delle parrocchiette, anche laddove dovrebbe esserci una unità di intenti. Pramzanblog, ieri, ha immediatamente raccolto il mio invito, a parlare di questa benedetta tettoia fantasma: Achille Mezzadri, pur essendo in vacanza, ha ascoltato con attenzione la mia esposizione finendo per gratificarmi dedicandomi, editorialino mezzadri 2poi, in apertura di Editorialino, parole che mi hanno fatto commuovere, perché hanno saputo cogliere nel segno di come sono (“Mi fa venire  in mente quelli di una volta,  quelli che si sbattevano sulla  notizia e che prima di  pubblicarla la valutavano, la  controllavano. Quelli che non  mollavano la presa su un  argomento di interesse. Quelli  insomma che ormai non ce n’è  più. O per lo meno sono rimasti in pochi… Ecco perché, di fronte alle  “imprese” di Majo, provo sollievo. Peccato non editorialino mezzadri 3lavori in un grande giornale, di diffusione nazionale. Però, a suo modo, ha saputo trasformare anche Stadiotardini.it in un “grande” contenitore  di notizie. Quindi in un “grande giornale”. Non s’addormenta, non  cinchischia, non pubblica “veline”, fa degli affondo su quello che vede e  sa. Senza timore di inimicarsi Caio o Sempronio. È un cultore, Majo,  della verità. E non lascia mai cadere le cose. Come l’ormai annosa  faccenda della tettoia, al Tardini, nel settore riservato ai disabili. Avviò la  “crociata” due anni fa. Fece capire ai editorialino mezzadri 4suoi lettori che era una crudeltà lasciare i disabili al freddo e al gelo e sotto la pioggia. A parole tutti  d’accordo con lui. Sembra che si fossero trovati anche gli sponsor disposti a sovvenzionare la copertura. Ma si sa come vanno le cose in  Italia (e non solo): a parlar tutti sono buoni, a fare… un po’ meno. Così il buon Majo si è detto: “chi sono io per lasciar cadere nel vuoto  questa campagna?”. E allora ha riaperto la crociata, favorito  anche dai reiterati appelli di uno dei disabili in  parmaonline 1questione, Fabio Giarelli. Di nuovo  don Chisciotte contro i mulini  a vento? Mah. Fatto sta che  stavolta il buon Majo si è  rivolto perfino al sindaco Federico Pizzarotti, chiedendogli un colloquio. Il primo  cittadino pentastellato ha preferito passare la patata all’assessore competente Giovanni Marani…”). Sull’uscita di quest’ultimo Mezzadri non è stato tenero: “Proposta a dir poco bizzarra. Se la società si defila parma on line 2(ma è ancora da provare) perché devono essere i  giocatori a pagare? D’accordo, sono professionisti ben pagati, ma a me personalmente non pare una proposta corretta. Allora perché non far  pagare la copertura ai tifosi normodotati, che sono attorno ai ventimila e  quindi, a testa, dovrebbero tirare fuori pochino… E magari potrebbero  dare un contributo anche gli stessi disabili, perché no? Mah, mi sa che il caldo stia facendo qualche scherzo…”. Altri organi di parma liveinformazione, invece, si sono limitati a riprendere le parole virgolettate di Marani senza esprimere un giudizio come ad esempio Parma On Line (che ha completato il proprio pezzo con una significativa foto dell’assessore assieme all’atleta paraplegico Norberto de Angelis), oppure come Parma Live. I nostri cugini di Parma Fanzine ci hanno promesso che se ne occuperanno nelle prossime ore, mentre un altro prezioso alleato è Mchele Angella di Teleducato, il quale, oltre ad aver ospitato nelle scorse settimane al telefono Giarelli, e aver dato spazio sia durante Calcio & Calcio che nei TG DSC00179alla nostra iniziativa, anche ieri sera ha aperto e chiuso la puntata del talk show che conduce parlando, e facendomi parlare, dell’intervista concessa da Marani a stadiotardini.it . All’appello, come è facile notare, manca ancora qualcuno. Ognuno, nel suo piccolo, dovrebbe fare la propria parte in questa battaglia di civiltà. Perché se nel prossimo campionato smetterà di piovere in testa ai diversamente abili non sarà un successo di stadiotardini.it, o di Majo, ma della civiltà di una intera comunità.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

17 pensieri riguardo “UN TETTO PER I DISABILI DEL TARDINI / MAJO: “LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE NON PUO’ ESSERE SOLO NOSTRA: GRAZIE A CHI CI HA RIPRESO, MA ALL’APPELLO MANCA QUALCUNO…”

  • 25 Luglio 2013 in 20:44
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    Direttore, cosa possiamo fare? Cosa dice, la portiamo fuori dalla città questa notizia o pazientiamo un attimo? Io sono pronta perché “non finisca qui!!!!. Surreale, assordante questo silenzio, sapendo che regolarmente Parma FC, Amministrazione comunale e altri rappresentanti istituzionali leggono questo sito. Dico la verità, è imbarazzante questa situazione. Io mi vergogno agli occhi di Fabio e di tutti i ragazzi pacifici come lui obbligati, dalla nostra sordità, a fare rumore. In che città abito? Ha davvero quel cuore che trapela dal biasimato nuovo logo sfornato in questi giorni dal Comune, come una bollente micca di pane/prodotto uscito dal forno? Facciano una conferenza pubblica, non con i soliti 3 gatti, per illustrare gli sforzi di chi è stato investito di un così nobile e impegnativo compito. Per citare uno dei progetti che tanto tengono impegnati tecnici e consulenti interni ed esterni del Comune, che hanno portato l’Assessore a dire che c’è troppa carne sul fuoco e che i tempi di ATTESA!!! per una apporto tecnico sarebbero lunghissimi. Bene, sono orgogliosa di essere parmigiana, mi sento proprio ben rappresentata.

  • 25 Luglio 2013 in 21:26
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    parma citta’ decadente come tante altre,per non bagnarsi basta starsene a casa e trovarsi un hobby migliore cara simona,la soluzione sta nel problema

    • 25 Luglio 2013 in 21:51
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      Ciao assioma, è una possibilità non remota. Ci sta il tuo pensiero e ci sta il mio. Vedremo cosa succederà. Io però ho la lingua molto lunga, un po’ tagliente e sono anche un po’ tanto stronza. E qui non do garanzie. Mi spiace.

  • 25 Luglio 2013 in 22:29
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    L’indifferenza è il male peggiore tra quelli che affliggono la nostra società, l’ignoranza e la stupidità gli sono conseguenza e causa allo stesso tempo. ASSIOMA ne rappresenta la summa teologica…..

  • 26 Luglio 2013 in 10:41
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    Le lapidarie sentenze di Assioma spesso sono divertenti e caustiche: ma nel caso specifico l’ha fatta fuori dal vaso. Pazienza, e dico pazienza, se il suo assioma riguardasse i tifosi “normodotati”, ma in questo caso stiamo parlando di persone diversamente abili, le quali dovrebbero poter seguire la partita – lasciamo che ognuno si scelga l’hobby che preferisce! – senza dover esser sottoposti alle precipitazioni.

    Dunque la soluzione non è nello stesso problema: bisogna che Comune e Parma FC si diano una mossa per – finalmente ! – porre fine alla barbarie dei disabili esposti alle intemperie.

    Apprezzo l’ironia, e talvolta anche il sarcasmo, (essendo il primo a farne largo uso) ma in questo contesto il tutto mi appare decisamente fuori luogo.

    Cordialmente

    Gmajo

  • 26 Luglio 2013 in 10:46
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    Con viva soddisfazione noto che anche parma.repubblica.it si è aggiunta all’insieme delle voci che stanno ripetendo il nostro appello, diamo un tetto ai disabili del Tardini: al link

    http://forza-parma.blogautore.repubblica.it/2013/07/25/3968/

    è disponibile un breve web-trafiletto in cui è scritto:

    “Bella iniziativa di Gabriele Majo e del suo stadiotardini.it che chiede la copertura del settore dei disabili allo stadio.

    Nell’ambito di questa iniziativa ha intervistato l’assessore comunale allo sport Mariani ( IL VIDEO) che tra le tante cose lancia anche l’idea di un regalo da parte dei giocatori del Parma per questi tifosi.

    E’ auspicabile che l’attenzione su questo problema non cali e che a tempi brevi la questione sia risolta, in questo anno delle 100 candeline”.

    Non potendo materialmente noi giornalisti – che non siamo né ingegneri, né architetti, né geometri – produrre il progetto, non possiamo che continuare a stimolare con i nostri strumenti chi è preposto a farlo. E stavolta, visto che siamo già rimasti scottati dalle promesse non mantenute di due anni fa, staremo bene attenti a non accontentarci delle sole parole, perché vorremmo dei fatti…

    Cordialmente

    Gmajo

  • 26 Luglio 2013 in 12:01
    Permalink

    mi piacerebbe sapere da l summo teologo luis cosa ha fatto lui per perorare la causa di tanto diverso da cio’ che ho fatto io che ho un figlio disabile VARGOGNOT OCO’

  • 26 Luglio 2013 in 14:03
    Permalink

    adesso spero che il mio sarcasmo sia visto in un altra ottica,comunque ripeto, portarsi l’ombrello campa cavallo che l’erba cresce

  • 26 Luglio 2013 in 14:37
    Permalink

    Il ragionamento di Assioma ci sta. Vista da una determinata angolatura la questione, è comprensibile il suo assunto. Contro il falso populismo, che sappiamo avere altri scopi.

    • 27 Luglio 2013 in 01:18
      Permalink

      Non capisco a quale falso populismo allude, egregio Stamford.

      Il ragionamento di Assioma non ci sta da nessuna angolatura: sarà anche padre di un portatore di handicap, come ci ha riferito, ma a maggior ragione dovrebbe aver sviluppato una sensibilità per cui di cambiare hobby o di portare l’ombrello ai diversamente abili non può permettersi di dirlo!

      Io apprezzo la sua ironia e il suo sarcasmo, però, nel caso specifico, non approvo affatto le sue parole (di assioma) e le sue giustificazioni (di stamford).

      Cordialmente

      Gmajo

  • 27 Luglio 2013 in 09:19
    Permalink

    sei di coccio …ciao

  • 27 Luglio 2013 in 09:38
    Permalink

    Allora cominciamo per primi noi altri tifosi “normodotati”, come ci chiama lei Direttore Majo. Che brutto, nel 2013, usare ancor questi termini che rimarcano le differenze. I “disabili” hanno le loro enormi difficoltà, ma non accentuiamole anche con il linguaggio. Organizziamo una colletta noi tifosi per questo progetto. Allora cominciate anche voi giornalisti, con lei in testa Majo che tiene tanto a questa causa, a rinunciare ai vostri ingressi omaggio per lavoro al Tardini pagando il prezzo del biglietto in una cassa apposta per questo scopo. Non facciamo populismo spicciolo alla Marani. Non approfittiamo delle difficoltà di alcune persone. Non accentuiamo le loro differenza. Agiamo sotto traccia con un aiuto discreto. Senza farsi pubblicità e gridare al mondo creando casi esagerati dove non ci sono.

    • 27 Luglio 2013 in 10:29
      Permalink

      Stamford, lei ha scritto una provocazione “da pajass” peggio di quella di Marani (non si offenda ché il primo a parlare di pajass è stato lei…) . A parte che personalmente mi piacerebbe fare beneficenza, ma mi trovo in una situazione di perfetta indigenza (lei riuscirebbe a campare con circa 8.000 euro annui di reddito?), però non debbono esser certo i giornalisti a tassarsi rinunziando all’accesso omaggio al Tardini, ove, appunto, vanno a lavorare. Luogo comune, spicciolo populismo di pessimo gusto.

      Il problema, poi, non è di soldi – in quanto, se proprio non c’è la liquidità necessaria nelle casse societarie o comunali, ci possono pensare sponsor interessati a fare da mecenati alla nobile iniziativa – quanto tecnico, che sembra così insormontabile, per firme su progetti etc. Darsi una mossa sul progetto, questo è l’argomento principe. Non i soldi…

      Tra l’altro: per costruire i g box per l’upper class – anche adesso pare ne stiano spuntando nella zona sala stampa – i progetti e le autorizzazioni sono sempre così rapidi, per una semplice tettoia per i diversamente abili no…

      Infine: io non mi sono permesso distinzioni lessicali tra normodotati e diversamente abili – peraltro questi termini moderni mi paiono peggio di quelli che si usavano una volta, tipo operatore ecologico, in luogo di spazzino – ma era evidente che, per rispondere all’assioma di assioma (sì, sono de coccio, lo si sa) che diceva che il problema era nell’hobby di queste persone, invitate a starsene a casa, un conto è parlare di chi si può agevolmente proteggere con un ombrello e un conto di chi è costretto a prender dell’acqua solo perché ci sono istituzioni superiori che nel 2013 non si vergogna che accada!

      La mia campagna è volutamente non sotto traccia apposta per smuovere chi sta fermo, sperando che se non la coscienza, almeno il fastidio possa dare una mossa. E non mi parli di pubblicità che della pubblicità non me ne frega niente. Mica voglio che intitolino il settore a me o al sito. Io e il sito siamo solo degli strumenti al servizio di una nobile causa. E stavolta non mi fermerò alle promesse.

      Saluti

      Gmajo

  • 27 Luglio 2013 in 13:42
    Permalink

    ma second ti il fatto che io abbia detto che la soluzione e’ l’ombrello o starsene a casa,non ti e’ mai parsa “leggermente” provocatoria per chi di dovere ? ed in ultima analisi non mi pare una soluzione cosi’ economicamente impegnativa altro che consigliare a qualcuno un altro hobby, lo consiglio a tutti !

  • 27 Luglio 2013 in 16:37
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    Direttore la beneficenza la si fa ognuno secondo le proprie possibilità da che mondo è mondo. Il misero centesimo di un povero vale più del ridondante milione di un ricco. Ogni piccola goccia fa un mare, l’oceano. E mi fermo qui con frasi fatte ma reali. E lei, con tutto il rispetto, non pianga troppa miseria perchè, purtroppo, a questo mondo c’è gente, ci sono giovani, ci sono anziani, ci sono disabili che vivono con meno dei suoi ottomila euro dichiarati, che, mi scusi eh, sono anche troppo per chi ha scelto di vivere facendo un sito amatoriale sul Parma che sfocia anche in cose che con il Parma non centrano un fico secco come la gara a pedali del Forte per fare l’ultimo esempio. Ma queste sono scelte sue Direttore liberissimo, però non si lamenti, ecco.

    • 27 Luglio 2013 in 21:22
      Permalink

      Egregio Stamford,

      non credo sia il caso che impartisca lezioni di beneficenza a chi si dedica con ampio impegno, passione, dedizione alla tenuta e alla cura di questo sito, e alla sue annesse alte finalità sociali. Non mi pare che lei sia né il mio direttore, né il mio editore, né che paghi qualsivoglia contributo economico per il sostentamento mio o di questa mia iniziativa editoriale: per cui se non le va di leggere servizi su argomenti che non c’entrano un fico secco può semplicemente evitare di guardarli. Poi che non c’entrino un fico secco lo dice lei, perché comunque ieri, a Forte dei Marmi, erano impegnati i figli di due vecchie glorie del Parma, c’era un mezzo “benedetto” dal Parma, del quale avevamo seguito la donazione da parte di Campari (altro personaggio del quale ci siamo ampiamente occupati e che fornisce i parastinchi o le mascherine protettive anche ai calciatori del Parma) all’Ospedale dei Bambini di Parma.

      Io non mi lamento della mia condizione che in piena coscienza ho scelto di vivere (anche perché non è che avessi ragionevolmente molte altre alternative percorribili), ma se lei viene qui a sparare la cazzata per cui dovrei anche pagare per fare il mio lavoro (cosa che per certi versi peraltro già sto facendo), la metto al corrente di quella che è la mia situazione, posto che già non la conosca, incluso i miei redditi professionali. Se lei pensa che sia normale che un giornalista di 50 anni, con il CV che ha alle spalle, debba arrancare gestendo un sito – che di amatoriale ha solo le fotogallery e le videogallery, ma non certo i contenuti di approfondimento – senza neanche riuscire a raggiungere un minimo di redditività: e viene qui ad infangarmi dicendo anche che ottomila euro sono anche troppi? Ma si vergogni. E pensi a come si guadagna lei da vivere, va là! E comumque Provi a mettersi nei miei panni prima di mettersi alla tastiera, che è meglio…

      Detto questo: la mia situazione personale non c’entra una benedetta mazza con la tematica che ho tirato disinteressatamente e pur puro spirito di servizio e senso civico a mano. La tettoia si deve fare e non deviamo dal tema principe con argomenti che nulla hanno a che vedere con una problematica che non è stata affatto esagerata o enfatizzata, come lei asserisce. Si metta anche nei panni di Giarelli e degli altri cui piove addosso, nonostante le promesse da marinaio di due anni fa, nella civilissima Parma, nel secondo stadio più bello d’Italia, secondo Ghirardi, dopo lo Juventus Stadium… A certo: se si giudicano le zone vip per l’upper class…. Ma andate a vedere il pessimo stato di conservazione che c’è dappertutto all’Ennio, a parte nelle hospitality!

      Gmajo

  • 28 Luglio 2013 in 10:48
    Permalink

    Anche i nostri cugini di Parma Fanzine, come promessoci, hanno dato spazio alla questione “copertura per i disabili del Tardini” riprendendo la provocazione di Marani (assessore allo sport del Comune): “La paghino i calciatori”, esprimendo la propria opinione al link:

    http://www.parmafanzine.it/la-copertura-per-i-disabili-del-tardini-marani-assessore-allo-sport-del-comune-la-paghino-i-calciatori-lopinione-di-parmafanzine/#more-7159

    Ecco il testo dell’articolo:

    In questi i giorni, i media in orbita Parma stanno riprendendo la lodevole iniziativa di StadioTardini.it di promuovere una campagna di sensibilizzazione per implementare una copertura per i disabili del Tardini. Giovanni Marani, assessore allo sport del Comune di Parma lancia, una provocazione: “la copertura la paghino i calciatori”.

    Quella di Marani è una provocazione, perlopiù piuttosto populista, ma il problema è un altro: la tettoria si deve realizzare, per una banale questione di civiltà. Che l’infrastruttura necessaria per permettere ai disabili tifosi del Parma di proteggersi dalla pioggia venga finanziata dai calciatori o da qualsiasi altro privato poco importa, a patto che si arrivi ad una soluzione in maniera il più celere possibile. Sarebbe inoltre interessante sapere la posizione della società Parma F.C. riguardo la questione perché, come scrive anche Achille Mezzadri su PramzanBlog, non è detto che la società di Ghirardi si sia defilata su questa spiacevole situazione. Inutile, quindi, sprecare fiumi di parole quando la sintesi è presto fatta: chi paga la copertura ai disabili? La Redazione di ParmaFanzine si augura che la risposta non rimanga inevasa e che questa sia la volta buona per realizzare questo importante progetto di civiltà.

    Ringrazio i Cugini, di Parma Fanzine e in particolare l’autore Gabrielo: a scanso di equivoci, però, specifico ancora una volta che il problema non è tanto “chi paga” (ribadisco che ci sono anche degli sponsor disposti a fare da mecenati), quanto di ordine “tecnico”, giacché sembra che sia proprio insormontabile buttar giù un progetto decente, che offra copertura ai disabili, senza ostruire la visione di chi va nei distinti. Eppure per fare G BOX, G LUX e compagnia bella per l’upper class progetti e autorizzazioni sembrano non avere gli stessi problemi.
    Quello di chi paga è un finto problema: SERVE LA CONCRETA VOLONTA’ DI FARE LE COSE. Io sono meno democristiano di Mezzadri e di Gabrielo per cui non mi sento di sottoscrivere affatto, allo stato dei fatti, che “non è detto che la società di Ghirardi si sia defilata su questa spiacevole situazione”. Due anni fa ci furono promesse di G Sport (e dunque manco del Parma Fc) rimaste inevase, e da due anni a questa parte sui poveri disabili continua a piovere. Sono dati piuttosto oggettivi e inequivocabili. Se infine si darà una mossa tanto meglio, ma al momento su questa spiacevole situazione si è proprio defilata.

    Cordialmente
    Gmajo

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Modalità del trattamento
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