VALENTINI (STS) E’ IL NUOVO AD DEL PADOVA: “AMICI SI’, MA NON SATELLITI DEL PARMA. LA RISTRUTTURAZIONE DEL TARDINI E’ POSSIBILE ANCHE SENZA LA LEGGE SUGLI STADI”

DSC00187[2](gmajo) – Nei giorni scorsi, tutti presi dalla febbre Cassano, abbiamo un po’ tralasciato altri importanti argomenti toccati nei giorni precedenti e poi temporaneamente accantonati. Tra questi, ad esempio, la nuova gestione del Padova, acquistato dall’ex vice presidente del Parma Diego Penocchio, attraverso una operazione lampo curata da alcune nostre vecchie conoscenze: per il venditore, l’ex AD crociato Luca Baraldi e per il compratore l’ex responsabile legale della prima parte dell’era Ghirardi Andrea Zaglio. Ma gli addentellati con il club ducale non finiscono qui: se non sono arrivati nei ruoli chiave di natura sportiva, come ds e allenatore, degli ex gialloblù, troviamo, invece, nella determinante posizione di Amministratore Delegato Andrea Valentini (nella foto d’archivio di stadiotardini.it è in mezzo tra Vittorio Adorni e Tonino Raffa), già presidente del Credito Sportivo, e presidente della ghirardiana STS, Stadium Total Service, che ha assorbito gli interi “servizi generali” e la “sicurezza” dello stadio Ennio Tardini di Parma. Valentini, che vanta una vasta esperienza in ambito finanziario, amministrativo e creditizi, assumerà ufficialmente la carica dopo che l’Assemblea degli Azionisti del club patavino nominerà il nuovo Consiglio di Amministrazione nella riunione di lunedì 15/07/2013.

Ecco la trascrizione della intervista esclusiva che il neo AD del Padova ha concesso a stadiotardini.it:

Presidente Andrea Valentini, innanzitutto congratulazioni. La prima domanda è d’obbligo: questo suo nuovo prestigioso incarico è compatibile con quello in STS, o sarà costretto a lasciare la carica?

“Grazie per le congratulazioni. No, questo mio nuovo impegno non preclude nulla con il Parma. Assolutamente no. Anzi, la mia venuta a Padova è stata in parte concordata col Presidente Ghirardi e con l’A.d. Leonardi: nel senso che ho riferito loro di questa opportunità; loro mi hanno concesso il nulla osta purché non andasse in un qualche modo a creare un danno alla società STS che presiedo. Io li ho tranquillizzati spigandolo loro che STS ha un AD (Stefano Perrone, nda) che è di una grandissima professionalità ed è una risorsa che sul piano operativo può portare avanti la società esattamente come prima. E’ chiaro che io gli interventi che servono continuerò a farli, senza che si possa esser alcuno danno all’attività”.

Dunque lei manterrà la presidenza di STS e sarà AD del Padova: anche la seconda domanda è d’obbligo: il club veneto acquistato da Penocchio sarà uno dei club satelliti (Nova Gorica, Gubbio, etc.) che ruotano attorno al pianeta Parma?

“Lo escluderei nella maniera più assoluta: il Padova non sarà un satellite del Parma. Con l’aggiunta, però, che i rapporti ottimi che ci sono tra il presidente del Padova (Penocchio, nda) e il Presidente del Parma (Ghirardi, nda) e i rapporti ottimi che ci sono tra l’amministratore delegato del Padova (Valentini, nda) e l’amministratore delegato del Parma (Leonardi, nda) e il presidente, ovviamente, significano che ci potrà essere una via preferenziale per operazioni interessanti per entrambi i club. Ma non è nemmeno pensabile paragonare il Padova con il Nova Gorica o il Gubbio: il Padova ha una proprietà indipendente che gestisce la società. Poi è chiaro che con i rapporti che ci sono ci sono pure le condizioni, speriamo, per fare le cose nell’interesse del Padova”.

padova goal valentini juniorDicono che sia imminente anche l’arrivo di suo figlio Marco quale capo dell’area tecnica…

“Mi avvalgo della facoltà di non rispondere… La scelta del responsabile dell’area tecnica spetta direttamente al presidente Penocchio e al management sportivo. Io non me sono interessato. E’ chiaro che c’è una grandissima stima di Penocchio e Secco per mio figlio, ma saranno loro a decidere il quando, il se e il come. Non credo si tratti di un discorso nell’immediato, ma che servirà un po’ più di tempo. Posso garantire, però, sulla serietà della persona e sulle capacità professionali. Ma ne restano anche tanti altri…”

Per certi versi potremmo definirla il padre del nuovo Centro Direzionale Parma FC di Collecchio, fiore all’occhiello e vanto del presidente Ghirardi: a Padova che strutture ha trovato? Ci sarà da mettere mano all’impiantistica sportiva, tipo stadio e campi d’allenamento?

“A Padova c’è uno stadio che non voglio usare la definizione ‘cattedrale nel deserto’, ma è un tipico impianto degli anni ‘90, costruito con criteri vecchi, oggi assolutamente superati. E’ troppo grande, la visibilità non è eccezionale: dovremo lavorare molto appunto sia in termini di visibilità che di accoglienza. Non ho ancora visto i centri di allenamento, perché sono qui da pochi giorni, lo staff tecnico e medico è ancora da completare, perché mancano alcune figure professionali, con l’inizio della stagione e la impegnativa fase di ritiro che deve decollare, per cui non ho ancora avuto il tempo di fare questo tipo di giro, anche se immagino ci sarà da intervenire sul piano strutturale”.

tardini coperto o rifatto non è una mission impossibleIntanto, a Parma, i tifosi continuano a sognare come regalo del Centenario almeno la copertura della Curva Nord, se non proprio il totale rifacimento del Tardini: a suo tempo lei ci disse che non sarebbe stata una mission impossible, secondo Leonardi, invece, per poter intervenire sarebbe indispensabile la Legge sugli stadi

“Su questo tema tra me e Leonardi c’è un po’ di differenza di vedute. Sono d’accordo con lui nel dire che la legge sugli stadi non sia importante, ma importantissima, però, io penso che se ci fosse la buona volontà dell’amministrazione comunale – del resto come c’è stata quella del Comune di Collecchio, a proposito del nuovo Centro Direzionale – opere di questo tipo si possono fare anche a prescindere dalla legge sugli stadi. Certo si tratta di capire che questo è un momento difficile, ed occorrerebbero partner giusti e adeguati”.

Prenderà casa a Padova?

“Io continuerà ad essere residente a Collecchio, nella casa che il mio amico Dodi aveva affittato al dottor Bondi. Diciamo che ho sostituito il dottor Bondi e continuerò ad abitare a Collecchio. A Padova alloggerò in albergo, ma tornerò ogni volta che potrò. Diciamo che passerò cinque giorni a Padova e due a Collecchio”.

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LA SCHEDA DI ANDRA VALENTINI, NEO A.D. DEL PADOVA (tratta dal sito ufficiale padovacalcio.it)

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• Vice Presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata

• Presidente del Credito Agricolo Italiano S.p.A. – ora Credito Agricolo & Industriale S.p.A. – sito in Roma, Via Zucchelli n. 16, dal maggio 1997 al  31.12.1997; dal gennaio 1998 al luglio 2000 Presidente ed Amministratore Delegato; da Luglio 2000 al Settembre 2004 Amministratore Delegato.

• Presidente dell’Istituto del Credito Sportivo (Ente Pubblico) – sito in Roma, Via A. Farnese n. 1 00196 Roma – dal 18.04.2002.

Nel periodo di Presidenza si sono chiusi 3 bilanci (2002-2003-2004) in continuo crescendo fino ad arrivare nel 2004 ad un utile netto di 40,6 milioni di €, miglior risultato dell’Istituto di tutti i tempi. Da segnalare sempre in questo periodo l’apertura di 4 uffici di rappresentanza nel territorio (Milano, Ancona, Reggio Calabria e Palermo), che hanno permesso un rapporto molto più stretto con il territorio. Importanti le iniziative in questi 3 anni e ½ che hanno visto l’Istituto diventare il riferimento per tutti gli sport, di base e professionistici e per l’impiantistica sportiva. Moltissime le convenzioni stipulate in tal senso che hanno permesso e permetteranno un accesso al credito agevolato. Inoltre si è molto puntato sulla consulenza a società ed associazioni. Rilevante è stato lo studio fatto sul “Sistema Calcio”, che è stato anche la base del  lavoro svolto dalla Commissione Parlamentare che ha prodotto il documento nell’autunno 2004. Con tale studio, in collaborazione con la KPMG, si è voluta fotografare la critica situazione del sistema, cercandone le cause ma anche tentando di dare delle soluzioni. Grandissima attenzione si è posta nello studio al problema STADI con ricerca di soluzioni tecniche e finanziarie in linea con i Paesi Europei.

  • E’ stato altresì prodotto un progetto di Stadio Sicuro, polivalente a licenza Uefa prendendo come esempio la città e la società di Perugia. Tale studio si sta dimostrando utilissimo per moltissime società che soprattutto in questo periodo stanno provando a riportare i tifosi nei propri stadi.
  • Nel 2005 è stato completato il riordino dell’Istituto con un nuovo Statuto. La Presidenza si è sempre battuta per continuare a dare all’Istituto il ruolo fondamentale di Banca dello Sport.
  • Segue direttamente la ristrutturazione ed il rinnovo degli stadi di  calcio per molti comuni e società di calcio con l’obiettivo di privatizzare gli stessi che non dovranno più essere un costo per i comuni e per le società, ma occasione di sviluppo per entrambi. Particolare attenzione,oltre alla funzionalità ed economicità degli stadi viene data alla sicurezza degli stessi.
  • Dal Luglio 2010 è Presidente della STS srl con sede a Parma. La società si occupa di tutta l’impiantistica del Parma FC (stadio e centro sportivo) e della loro implementazione. E’ infatti in corso di avviamento il nuovo centro direzionale al centro sportivo di Collecchio e lo studio per la ristrutturazione del Tardini. La società gestisce direttamente la sicurezza della stadio in occasione degli eventi sportivi oltre che per il Parma FC anche per altre società calcistiche e non.

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “VALENTINI (STS) E’ IL NUOVO AD DEL PADOVA: “AMICI SI’, MA NON SATELLITI DEL PARMA. LA RISTRUTTURAZIONE DEL TARDINI E’ POSSIBILE ANCHE SENZA LA LEGGE SUGLI STADI”

  • 11 Luglio 2013 in 16:58
    Permalink

    Tipica usanza italiana quella del cumulo degli incarichi: un consiglio di amministrazione di quà, una presidenza di là, evviva evviva. Va bene che non sono ruoli pubblici, però secondo me è una questione di malcostume (mia personale opinione per carità).
    Detto ciò, quando leggo di tutte queste collaborazioni con Gubbio, Perugia, Nova Gorica, Padova, Maccarese, Crotone, Savona ecc, mi chiedo perchè il Parma qualche anno fa non avesse aiutato una società del territorio come i Crociati Noceto che hanno fatto un paio di stagioni in Seconda Divisione di Lega Pro. I Crociati potevano diventare una società satellite da portare fino alla Prima Div. e dove far fare le ossa a tanti giovani, far fare gavetta agli allenatori. Visto che ci si riempie la bocca con la parola territorio si poteva sfruttare questa occasione. I Crociati ora non so nemmeno dove siano finiti, ma so che c’è il Fidenza in serie D: perchè allora non investire risorse nella vicina Fidenza invece che in altre parti d’Italia? Un’altra squadra della provincia in C2 o C1 (mi piace chiamarle ancora così) fa paura? Quanti spettatori può mai togliere al Tardini? 100?
    Poi magari Ghirardi si lamenta perchè non sente vicino il territorio.

    • 11 Luglio 2013 in 17:35
      Permalink

      Salve Diavolo,

      a proposito dei tanti satelliti che ruotano attorno al Pianeta Parma che Lei ha enumerato potremmo aggiungere anche la Lupa Piacenza, territorio limitrofo al nostro: nel senso che mi pare che a livello giovanile qualche interessante prospetto del vivaio crociato sia passato anche di lì, nell’ultima stagione e anche in questa qualcosa si potrà replicare. Non sono un esperto di calcio dilettantistico o minore, però, parlando con altri addetti ai lavori senz’altro più informati di me, avevo raccolto questo input.

      Io non saprei dire bene che tipo di vantaggio economico possa avere il Parma nel collocare tutti questi calciatori, a proprio libro paga, altrove: posso essere d’accordo con Leonardi quando spiega che dal punto di vista tecnico è meglio far lavorare insieme, affiatati, un certo gruppo di giocatori, tutti formati con il medesimo standard del Parma. Sempre mi è parso di capire che le varie società satelliti sono state create dal Parma in risposta al diniego alla proposta lanciata da Leonardi di dare vita a un campionato riserve. E dunque mancando quello ecco spuntare come funghi un tot di società dove piazzare i tanti tesserati. Lodevole, comunque, l’intento di dare una continuità a chi fuoriesce dal settore giovanile, o comunque di rendere meno brusco il passaggio al professionismo di chi esce dal vivaio.

      Non mi è chiara, però, l’esigenza di avere oltre 100 calciatori a libro paga, al di là del fatto che 50 possano essere azzeccati e 50 falliti. Così come ancora non sono riuscito a capire quale tipo di ordine di preferenza ci possa essere, la logica che c’è dietro, ad esempio, nel favorire il passaggio di Lucarelli al Perugia, piuttosto che al Gubbio, se proprio il Gubbio avrà il maggior contingente di giocatori. Probabilmente è il Nova Gorica di Apolloni la squadra, sia pure di un campionato straniero, più attrezzata. Per il Padova abbiamo sentito il neo AD Valentini: Amici sì, satelliti no. Non mi è chiara la differenza, tuttavia, se la collaborazione sarà sul piano tecnico, del resto come con Nova Gorica e Gubbio. Però, sottolinea Valentini, “a Padova c’è una proprietà indipendente che gestisce la società”, dunque a Nova Gorica e Gubbio no? Avevamo letto che il Parma si sarebbe riservato la scelta di tecnico e ds del Gubbio, ma poi mi sa che i fatti abbiano avuto una diversa evoluzione. Ma se Valentini sottolinea che a Padova la proprietà è indipendente, vuol forse dire che Nova Gorica e Gubbio non lo sono? L’altra sera, a Bar Sport, Ghirardi aveva spiegato che sono tutte operazioni nel bene del Parma e che a lui non interessa acquistare altre società, come, a suo dire, qualcuno avrebbe sostenuto (noi siamo innocenti, non avendolo mai scritto. Ma dipende sempre cosa si legge, o cosa ti leggono)… Insomma sarà che io sono affetto da miodesopsie, però non sempre trovo trasparenza: e penso che i miei interrogativi possano essere gli stessi dei “tifosi consapevoli”, che sarebbero il target di riferimento di questo sito.

      Io, poi, non credo che il problema del mancato aiuto ai Crociati potesse essere il timore di perdere qualche centinaio di tifosi: probabilmente, però, i tempi non erano maturi. E’ da questa stagione, infatti, che il Parma ha iniziato ad allargare il proprio raggio d’azione ai satelliti. E ancora non ho capito bene i dettagli di queste operazioni, che non dovrebbero comportare acquisto di azioni, o ingressi in proprietà, ma appunto solo il movimento di giocatori. In effetti anch’io avrei preferito che anziché spedire 15 giocatori a Gubbio il Parma li avesse dati al Fidenza (serie D) o ai Crociati: peraltro qualcuno glielo aveva anche dato, sia pure poche unità e non eserciti), a suo tempo, ma poi ci fu una crisi economica del club che lo avrebbe portato a un forzato declassamento con la rinunzia volontaria a categorie superiori. Certo anche il Gubbio non navigava in acque felicissime, ma pagandogli i giocatori il Parma (ingaggio, sostentamento, etc. sarebbero a carico del Ghiro) diversi problemi di gestione vengono ad esser risolti.

      Il Carpenedolo stesso – costretto alla fusione con un’altra gloriosa società bresciana, dopo la dismissione di Ghirardi – avrebbe potuto essere un ottimo satellite, ma, appunto, il Parma non aveva ancora intrapreso, in quei tempi, … l’avventura spaziale.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 11 Luglio 2013 in 17:27
    Permalink

    Sta proprio lì il punto. E’ meglio fare affari lontani dal territorio. Per tanti motivi.

    • 11 Luglio 2013 in 17:45
      Permalink

      Sarò ingenuo io, Stamford, ma come rispondevo prima al Diavolo probabilmente è solo una questione di tempi. E’ da questa stagione, infatti, che il Parma ha tentato l’avventura spaziale dei satelliti. Prima no. se lo avesse fatto prima probabilmente ne avrebbero beneficiato (sempre ammesso che di beneficio si tratti) sia i Crociati che il Carpenedolo. C’è da dire che il nostro territorio – e questo già lo scrissi in una analisi che proposi dopo la promozione in B del Carpi, portando a 3 il contingente dei club modenesi nelle prime due serie – a parte il Parma in A non ha altre squadre prima del Fidenza in D. Fidenza che aveva rischiato di non iscriversi. Così come i Crociati, citati a titolo d’esempio da Diavoloincorpo, hanno rinunziato un paio di anni fa a due categorie. Probabilmente, oggi, con il Parma interessato a movimentare dei calciatori, sarebbero stati aiutati.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 11 Luglio 2013 in 17:32
    Permalink

    E’ la Famiglia. Secco sappiamo la sua storia e prevenienza. Valentini galassia Leonardi. Il figlio procuratore di molti giocatori Parma.Clarissimo.

  • 11 Luglio 2013 in 17:59
    Permalink

    Majo, quando un giocatore è in prestito non è più a libro paga della società del cartellino ma di quello dove gioca per cui il Parma non paga i loro emolumenti che saranno pagati dal Gubbio e dal Nova Gorica. Poi se gli accordi sono diversi è un altro conto ma il Parma non li paga. E’ una scelta, quella di società satellite, che condivido essendo i campionati giovanili fini a se stessi.

    • 11 Luglio 2013 in 18:02
      Permalink

      Ciao Stefano,

      le cronache da Gubbio parlavano esplicitamente di calciatori con ingaggio e sostentamento pagati dal Parma. Del resto come al Parma era capitato che certi club maggiori pagassero almeno in parte l’ingaggio di qualche top player.

      Poi, ovviamente, fin che non ci sarà totale chiarezza non si può che fare congetture.

      Ma l’interesse del Gubbio era quello di avere giocatori senza spender soldi di gestione.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 11 Luglio 2013 in 18:03
    Permalink

    Aggiungi un posto a tavola…..

  • 11 Luglio 2013 in 18:16
    Permalink

    Con i commensali che son sempre gli stessi, però…

I commenti sono chiusi.

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