ABBONAMENTI, SECONDO SETTORE CROCIATO SONO CIRCA 6.600 I FIDELIZZATI. E INTANTO IL CLUB COMUNICA CHE LA CAMPAGNA CHIUDE PER FERIE DAL 12 AL 17 AGOSTO

fcparma sospensione servizio abbonamenti(gmajo) – Con un dispaccio ufficiale inserito nottetempo (alle 01.26) lo scorso 4 agosto sul proprio sito web, nella sezione “notizie flash”, il Parma FC ha comunicato che nei giorni 12-13-14-15-16 e 17 agosto gli sportelli del Tardini per la vendita degli abbonamenti 2013-14 rimarranno chiusi. Sarà possibile sottoscrivere gli abbonamenti in libera vendita nei consueti orari dal 19 al 23 agosto”. In effetti considerando che solo poche decine di persone in questo accaldato mese di agosto si appropinquano quotidianamente alle biglietterie dell’Ennio negli orari consueti (e cioè dal lunedì al venerdì dalle ore 17 alle ore 19.30, e il sabato dalle ore 10 alle ore 13) la sospensione può esser tranquillamente calendarizzata senza temere chissà quali perdite di bilancio. Il servizio, dunque, riprenderà regolarmente lunedì 19 per il rush finale. Ma quanti sono coloro che hanno deciso di fidelizzarsi al 6600 settore crociatoParma nella stagione 2013-14? In assenza di comunicazioni ufficiali, basta sintonizzarsi sulla vicina frequenza, quella di Settore Crociato, che ne ha contati circa 6.600. Sono pochi? Sono molti? Dipende dai punti di vista: se si pensa che il Ghiro si è svenato per prender Cassano, un top player nell’anno del Centenario, la risposta della piazza – per il resto entusiasta, se si considerano i 3.000 accorsi (gratis) alla presentazione di FantAntonio, il migliaio abbondante di Parma A vs Parma B, prima partitella in famiglia a Collecchio (gratis) e  i poco meno di 5.000 (paganti) di Parma-Olympique Marsiglia mi pare un po’ fiacchina, anche se nel rispetto del trend delle ultime stagioni. Viene da chiedersi a questo punto cosa sarebbe potuto accadere se non fosse arrivato il Discolo, oppure, viceversa, considerare che il cospicuo sacrificio economico non è stato ampiamente ripagato se non ci si è discostati dall’andamento degli ultimi anni. Di solito si cerca di trovare giustificazioni nella crisi che avrebbe causato, in concorso con molteplici altri fattori (per dirne uno, la famigerata Tessera del Tifoso), una generalizzata emorragia di presenze dagli stadi, però se si presta fede a quanto riassunto oggi da Massimo Rognoni di Sport Mediaset nel servizio andato in onda su TgCom alle 14, nel notiziario sportivo, altrove le cose starebbero andando meglio, con una decisa ripresa delle sottoscrizioni, incluse alcune piazze metropolitane ampiamente deluse dopo l’ultima stagione, ma anche in provincia, anche se l’esempio riportato, quello del Verona, è attendibile fino a lì, visto il ritorno nella massima serie di detta squadra dopo lunghi anni di purgatorio/inferno, duranti i quali non era stata abbandonata da tifosi affezionati e caldi (talora anche troppo). Non per ripetermi, ma credo che il Parma, al di là dell’indubbio sforzo imprenditoriale di Tom di portare a casa un campione di quelli che non si vedevano dai tempi di Calisto, non sia stato altrettanto all’altezza nei termini di organizzazione/comunicazione di quello che per un club è, o dovrebbe essere, un evento clou, appunto la campagna abbonamenti. Piccole cose, ma che pepensommate possono essere costate qualcosa in termini di tessere non sottoscritte: ad esempio si è insistito con il testimonial Pepen dopo che è arrivato Cassano, il quale avrebbe potuto/dovuto essere meglio sfruttato per questa bisogna, entrando in ogni famiglia con spot televisivi oppure invadere il web; quando Cassano è stato presentato un ipotetico nuovo abbonato non poteva abbonarsi, poiché in quel giorno la libera vendita, che avrebbe dovuto già esser in corso, era stata procrastinata per concedere una dilazione alla prelazione, prima vessata dai molteplici problemi della rete Lottomatica, e solo in un secondo momento allargata alle postazioni supplementari dell’Ennio (non occorrevano dispendiose ricerche di mercato, ma solo un po’ di approfondita conoscenza della propria utenza per capire che questa è piuttosto abitudinaria e preferisce accaldarsi in coda agli sportelli del Tardini, piuttosto che sbrigare la bisogna al fresco di una ricevitoria Lottomatica, quando questa funziona, perché una volta c’è un problema di rete, un’altra volta il plafond superato, insomma, l’imprevisto è sempre in agguato…). Inoltre non si è badato al trend degli ultimi anni che vede una costante emorragia di almeno un paio di migliaia di abbonati rispetto alla stagione precedente, non rimpiazzati dai nuovi, costretti a pagare, per assistere al medesimo spettacolo, ben di più (se si considera una media di 10% l’anno, con il prezzo per i fedeli invariato da tre, si capisce come oggi un nuovo arrivi a pagare ben il 30% in più rispetto a un vecchio abbonato!): se fino a qualche anno fa era anche commercialmente (e non solo moralmente) importante premiare lo zoccolo duro, ora che questo zoccolo è così rosicato la priorità dovrebbe essere rimpolparlo favorendo le forze nuove. Cosa che noi di stadiotardini.it stiamo suggerendo da almeno un paio di anni con proposte concrete purtroppo non prese in considerazione (quindi non ci si dica, in questo caso, che parliamo col senno del poi, anche perché abitualmente il senno ci piace usarlo prima), ad esempio sfruttando certe date (i cinque anni di Presidenza Ghirardi, il Centenario) per cercare di riportare all’ovile, con una opportuna premiante politica dei prezzi, quelle oltre 20.000 persone perse negli anni e che potrebbero ben rappresentare in un qualche modo il proprio bacino d’utenza da recuperare. Ecco perché da due anni a questa parte abbiamo suggerito, inascoltati, di consentire a chiunque dimostrasse di essere stato abbonato al Parma (o durante l’era Ghirardi, o anche prima) di poter tornare ad esserlo pagando lo stesso prezzo di chi era abbonato nell’ultima stagione. Motivi per smettere di abbonarsi ce ne possono esser stati a bizzeffe negli ultimi anni: tentare di recuperarne qualcuno non sarebbe stato male: se si prende Cassano e se si festeggia un Centenario ci si potrebbe anche attrezzare per sfruttare campione e data per ripopolare il Tardini, anziché ripetere, carta copiativa, lo stesso schema del passato, ormai evidentemente superato. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

8 pensieri riguardo “ABBONAMENTI, SECONDO SETTORE CROCIATO SONO CIRCA 6.600 I FIDELIZZATI. E INTANTO IL CLUB COMUNICA CHE LA CAMPAGNA CHIUDE PER FERIE DAL 12 AL 17 AGOSTO

  • 6 Agosto 2013 in 17:17
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    ho perso una scommessa,avevo detto 6000 i 600 in piu’ o sono l’effetto cassano o sono i segnali di una ripresa del pil nel terzo quadrimestre….tristessa tristessa

  • 6 Agosto 2013 in 17:42
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    Quando si discute di abbonamenti, si corre il rischio di dover dare ragione a tutti. O a nessuno. Può essere utile capire dove intervenire per incrementare il numero di abbonati. Ma lo è ancor di più mettersi nei panni del tifoso medio del Parma e chiedersi perché mai dovrebbe abbonarsi al Parma.

    1) Per Cassano? Poteva essere una buona ragione, ma solo se il Discolo non fosse stato percepito dalla piazza come un campione quasi a fine carriera e a caccia del suo ultimo contratto pesante. In questo senso, mi chiedo quanto sia stato utile schierarlo nelle prime amichevoli pur con una condizione che noi tutti conosciamo. Non c’è stato un addetto ai lavori o un semplice tifoso che, a seguito dei primi incontri giocati dai Crociati, non ne abbia messo in risalto la pessima forma fisica. Lo si poteva tenere in naftalina, quasi dietro le quinte, o sotto un velo come si fa per i nuovi modelli di auto, permettergli innanzitutto di recuperare la gamba e dimagrire, per poi giocarcelo alla prima amichevole di un certo spessore. Amichevole da ‘vendere’ come la PRIMA DI CASSANO AL PARMA. E in concomitanza della quale, sia prima che dopo il suo svolgimento, si sarebbe dovuto o potuto permettere ai vecchi abbonati di confermare la propria presenza e ai nuovi di ‘sposarsi’ col Parma per un anno. Dei cinque o seimila accorsi, credo che qualcuno avrebbe sottoscritto o confermato l’abbonamento. Una scelta simile la si è fatta per le maglie col 99, o sbaglio? Andava replicata anche per la campagna abbonamenti.

    2) Per il gioco espresso dal Parma? Affatto. Se in serie A c’è una squadra noiosa, quella è proprio il Parma. E mi riferisco alla passata stagione. Non abbiamo un’identità di gioco e quando siamo in campo raramente riusciamo a dare la scossa al Tardini. Se lo stadio talvolta è silenzioso o ‘depresso’, lo è per colpa della squadra, che è capace di vincere e perdere nello stesso modo, e cioè annoiando. L’anno scorso, vado a memoria, ci siamo divertiti con la Roma…a Torino col Torino…e poi? Noia totale. Anche nelle sconfitte. Ai tempi di Carmignani almeno si perdeva o si pareggiava soffrendo. Quelli di Guidolin per me sono stati addirittura uno spasso (penso alle gare di Udine e Firenze). Con Donadoni la squadra in alcune circostanze sembra anestetizzata e incapace sia di entusiasmare che di deludere. Al massimo esultiamo per un gol (e vorrei vedere) o ci lasciamo andare alla rassegnazione quando le cose non vanno per il verso giusto. Ma fateci caso: il Tardini raramente si diverte e raramente si incazza. E la colpa, ripeto, è della squadra che spesso esprime il nulla mischiato col niente.

    3) Per il Centenario? Istintivamente mi verrebbe da dire che non c’è bisogno di un compleanno o di un onomastico per tirar fuori un regalo, perché un regalo lo si può fare quando si vuole. Specie se si tratta di un regalo fatto col cuore. Anzi, soprattutto se si tratta di un regalo ‘genuino’ e spontaneo.

    E allora? Parlo per me: pur non potendolo sfruttare completamente, causa impegni di lavoro, io l’abbonamento lo farò ugualmente. Ma non per Cassano, per il gioco espresso dal Parma l’anno scorso o per il Centenario, che son tutte ragioni che, per quanto ho appena scritto, dovrebbero suggerirmi di non fare la tessera, ma perché non posso fare a meno del Tardini e della città di Parma. E perché, nel mio piccolo, voglio ‘finanziare’ il Parma ed esserne parte. Fare l’abbonamento per me equivale a comprare, per un anno, un’azione o una quota del Parma. Gli darò duecento sacchi pur sapendo di poter onorare l’abbonamento solo per quattro o cinque partite. È un atto di fede. C’è chi, non potendolo ‘sfruttare’, decide di non farlo. Punti di vista. Il mio è quello di una persona innamorata del Parma e, soprattutto, della città in cui gioca.

  • 6 Agosto 2013 in 21:35
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    ma si sbattiamoglieli in faccia sti 200 euro e andiamo a sbadigliare al tardini sperando che non sospendano le partite per sbadigli razzisti,prendiamola cosi’ trovo molto rilassante questo titic e titoc di passaggi orizzontali e all’indietro con valdes che deve toccare la palla almeno una decina di volte…..morfeo dove sei ?

  • 7 Agosto 2013 in 11:10
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    6000 abbonamenti con Cassano e il CENTENARIO!
    Piazza da serie B, ( sotto Bari , Palermo e forse Pescara)
    e poi ci lamentiamo che Gennaio non arriva il colpo.
    Ripeto, siamo fortunati e godiamoci alla grande quello che abbiamo che è troppo per Parma.

  • 7 Agosto 2013 in 14:25
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    eh ma non scriverlo troppo forte che il pramzan le permalos bombe’, piuttosto il kit dell’abbonato di quest’anno ?

    attak e nastro adesivo per tenere su lo stadio

  • 8 Agosto 2013 in 14:24
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    Già il Parma perde ogni anno tanti abbonamenti, ma la colpa non è della crisi perchè basta vedere Verona. Eppure il Tardini negli anni 90 era una bolgia, oggi sono rimaste le ceneri.. Comunque le colpe oltre dei tifosi troppo pretenziosi è anche della società… Sapete la Sampdoria quando scese in B, abbasso drasticamente il prezzo degli abbonamenti con la promesse che se l’anno dopo fossero andati in A, i tifosi che avevano fatto l’abbonamenti l’anno prima potevano rinnovarlo a prezzo bloccato. A Parma sembra che non ci sia la voglia di portare la gente allo stadio. Peccato perchè ormai dobbiamo vivere di ricordi…. Per me neanche quelli visto che ho 16 anni.

    • 8 Agosto 2013 in 15:35
      Permalink

      Salve Claudio,

      come ho scritto nell’articolo temo manchi il guizzo, l’inventiva: purtroppo al Parma si sono adeguati a uno schema che poteva esser valido anni fa, ma che ha abbondantemente lasciato il suo tempo.

      Mi dicono che quest’anno si sia occupata dell’organizzazione della campagna abbonamenti Parma Brand: io trovo che non sia stato apportato un cambiamento di sostanza, né sia stato fatto alcunché per riportare al Tardini i tanti (io, empiricamente, dico 20.000, ma potrebbero esser anche di più) abbonati smarriti negli anni passati. Sarebbe bastato poco, e anche avere l’umiltà di ascoltare i consigli dalla base.

      Così, invece, non si è fatto altre che fare copia copiativa col passato, come offerte, e non è un caso se quella che a mio avviso era l’emergenza principale – il ritorno all’ovile degli ex abbonati – è rimasta inevasa. Ma ci vuol tanto a capire che se tutti gli anni perdi tra i 1.000 e il 2.000 abbonati rispetto alla precedente prelazione e vessi i nuovi con aumenti non ci sarà mai un ricambio e/o un ritorno?

      Cordialmente

      Gmajo

  • 9 Agosto 2013 in 12:03
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    Comunque le colpe sono da dare in maggior parte alla società, che da sempre ha dimostrato di non essere in grado di gestire le situazioni, ma non solo riguardo gli abbonamenti, ma anche con i calciatori, ad esempio che fine hanno fatto i vari Arteaga, Marques, MacEachen ecc ecc. Poi ad ogni partita al Tardini si crea una coda interminabile ai botteghini, è da anni che c’è questo problema, perché non cercano di porre rimedio? Oppure perché non mettere la Curva Sud a disposizione dei tifosi del Parma ad un prezzo di saldo? Dove magari possano andare tutti i bambini con le loro mamme? Per la società è più semplice farci invadere da ogni tifoseria quando giochiamo contro napoli,juve ecc ecc. Sono domande che non avranno mai una risposta proprio perché il difetto di più grande di questa dirigenza è di non essere tifosi. Per quanto riguarda i tifosi invece noto una mancanza di entusiasmo preoccupante, sai Majo la Lega Calcio ha fatto creare alla Tim (per ragioni di sponsor) una pagina su Facebook, in cui ogni tot di tempo fanno un album con le foto delle maglie del proprio campione e/o squadra del cuore oppure della propria stanza da letto con sciarpe o maglie della squadra del cuore. Di foto riguardante il Parma non ne saranno arrivate neanche 10, meno male che 2 erano mie, ma il problema è che io sono di Napoli pur tifando Parma ovviamente. Quindi la domanda mi sorge spontanea, ma i parmigiani/parmensi amano ancora la propria squadra come negli anni novanta?

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