DEGRADO TARDINI / REPORTAGE FOTOGRAFICO DAL “SECONDO STADIO PIU’ BELLO D’ITALIA”

image(gmajo) – L’8 settembre del 2011 Tommaso Ghirardi, presidente del Parma FC, durante la conferenza stampa di presentazione dell’accordo di partnership con Vorwerk Folletto, sancì che il Tardini è il secondo stadio più bello d’Italia. In un mio articolo di allora specificai che “per l’Upper Class, in effetti, c’è poco da invidiare ad altri impianti: ma assieme agli spazi destinati alle aziende dovrebbero scaturire migliorie per i settori popolari e per le fasce più deboli”. Da due anni fa ad oggi poco o DSC00306nulla è cambiato in questo senso: anzi, se vogliamo, si è ulteriormente allargata la forbice tra l’incuria nelle zone riservate ai tifosi normali e meticolose ed amorevoli cure per le aree vip. Dopo la gara con l’Olympique Marsiglia che ha aperto il cartellone della stagione dell’Ennio abbiamo avuto modo di illustrare i lavori attualmente in corso nella ex tribuna stampa – decentrata a sud per creare ulteriori box per i più abbienti nelle zone centrali – con ampi spazi transennati o interdetti al pubblico attraverso il classico nastro biancorosso: nel rimanente perimetro, invece da molto tempo non si muove uno spillo, e tutto viene lasciato in balia imagedell’usura del tempo. D’accordo che lo stadio è di proprietà comunale e prima di procedere ad investimenti costosi ed importanti (ad esempio la famosa copertura della Curva Nord, inizialmente promessa da Leonardi – “magari risparmiando su un giocatore” e poi ritrattata un paio di mesi dopo “perché senza Legge sugli Stadi ci sono troppi intoppi burocratici”) il privato che ce l’ha in gestione ci faccia su due conti per verificarne la fattibilità o convenienza economica, però un minimo di manutenzione per mantenere il decoro, ma anche la tanto invocata sicurezza, a mio avviso sarebbe DSC00229indispensabile. Il nostro propositivo viaggio fotografico nel degrado del Tardini vorrebbe esser di stimolo ad una attenzione nei confronti della “nostra gente” che non può essere sempre invocata, ma poi nei fatti concreti abbandonata. “Come già abbiamo già auspicato in passate occasioniscrivevo due anni fa ogni intervento di Upper Class dovrebbe servire a finanziare, in parte, anche la riqualificazione di spazi popolari e per le fasce più deboli…”. Mi pare, invece, che gli DSC00215interventi per l’Upper Class siano fini a sé stessi e non finanzino per nulla le auspicate migliorie per gli altri. Ci sono nostri lettori, coma Luca o Assioma, che dimostrano di conoscere molto bene il pietoso stato in cui versa il glorioso, ma decadente, Stadio Ennio Tardini di Parma: Luca, ad esempio, sembrava quasi che mi avesse seguito mentre scattavo le istantanee che immortalano, impietose, l’evidente realtà. Ecco cosa scritto da Luca alle 18.04 di ieri: “Suggerimenti : Asfalto di tutto il perimetro dello stadio – smerdate di piccione esterno DSC00239tribuna centrale – le stesse sulle vetrate degli ex uffici – gabinetti – maniglie mancanti per accedere alla tribuna – muretto ancora da costruire curva sud dopo caduta muro – seggiolini luridi da antitettanica (almeno se non avete i soldi LAVIJA !!! (LAVATELI per chi non è di Parma). Sempre e comunque in modo propositivo sia chiaro. Si accettano suggerimenti.” E poi ancora, alle 18.29: “Ho frequentato e frequento lo stadio da tanti anni ormai da conoscerlo molto bene. Molti dei suggerimenti (lamentele) provengono anche da amici. Michelotti (l’arbitro) è anni che dice di andare allo stadio con DSC00248il pannolone piuttosto di mettere piede ed altro ne gabinetti dello stadio. Per non parlare di quella disabile che in un giorno di pioggia voleva fare acquisti al vecchio Emporium ed è andata lunga e distesa in mezzo agli escrementi dei piccioni resi ancora più insidiosi dall’acqua piovana”. Così, invece, Assioma alle 17.40: “Cominciamo allora a spostare le automobili che sono parcheggiate sotto la curva e contro il muro nella via d’uscita della stessa visto che sono così genialoidi, a voi vedor se la domenica is dan al parmis ed zugher ,in ogni cantone dello stadio c’è qualcosa fuori norma di sicurezza sarà 20 anni che tiriamo avanti con delle deroghe …chi firma le deroghe ?
…il genio della lampada”.
E ancora alle 18.25: “Ho il presentimento che faremo la fine del Cagliari, ma la commissione per l’agibilità degli stadi che dovrebbero dare il benestare per lo svolgimento delle DSC00291gare di un campionato di serie a dove la trovano nel Tide? Ovviamente non parlo solo del Tardini (anche se è di quello che mi frega) ma più in generale sulle normative da rispettare a livello europeo, mi sembra che siamo ancora lontani anni luce dall’avere uno stadio a “norma”  in questi ultimi anni hanno pensato solo di creare spazi per le  beccate prepartita  di pochi mentre tutto il resto andava a pezzi, già per la gara col Marsiglia mi son trovato la zona assegnata con regolare biglietto transennata col nastro bicolore, come in un cantiere qualsiasi dell’Anas, na roba da terzo mondo”. Questo, solo per prender l’esempio da quelli postati ieri, ma è da tempo che piovono reclami nel nostro spazio commenti, da abbonati o semplici clienti del Parma FC che DSC00228vorrebbero che davvero il Tardini (che potenzialmente lo è, se appena appena fosse un po’ più curato) fosse il secondo stadio più bello d’Italia. I sacchi dell’immondizia dell’attuale discarica Tardini siamo certi che spariranno prima del prossimo impegno ufficiale (17 agosto) in Coppa Italia o della prima di campionato col Chievo, così come immagino una pulizia/bonifica di seggiolini e altre strutture ricoperte di escrementi di piccioni e sporcizia DSC00226varia, così come immagino saranno “tosate” le piante che ricoprono con la propria chioma fluente i cartelloni pubblicitari, così come saranno rimossi e sostituiti quelli caduti per il vento; altre situazioni, invece, ho il timore che resteranno intoccate, tipo le aree cortilizie e le vie d’accesso che avrebbero bisogno di esser totalmente asfaltate, anziché solo, ed eternamente, rappezzate. Una di queste toppe d’asfalto, per esempio, è ben evidente proprio dove posteggia la sua lussuosa vettura il presidente Ghirardi, ma avvallamenti se non proprio DSC00274cedimenti del terreno ce ne sono un po’ dappertutto. Chiudo, ma non certo per ordine di importanza, con l’annosa questione della tettoia per i diversamente abili, da alcuni anni confinati sotto i distinti, ed esposti alle intemperie: per due volte abbiamo ospitato il dignitosissimo appello di Fabio Giarelli, tifoso crociato in carrozzina, affinché, finalmente, e almeno nell’anno del Centenario, possa arrivare l’attesa (e promessa) protezione.

un tetto per i disabili del tardini

IL REPORTAGE FOTOGRAFICO (cliccare su ogni singola immagine per ingrandirla)

IL MURO CROLLATO (INGRESSO CURVA SUD)

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CANCELLO ANTISFONDAMENTO (CON SPRANGA…)

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BAGNI SENZA PORTE (TRIBUNA CENTRALE PETITOT) E CON LUCE PERPETUA (TRIBUNA CENTRALE EST)

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FIL DI FERRO E TUBOLARI (TRIBUNA CENTRALE EST)

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DISABILI ALL’ADDIACCIO

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ESCREMENTI POCO UMANIDSC00269DSC00286DSC00303DSC00307DSC00239

RATTOPPI D’ASFALTO E BUCHE

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DSC00283DSC00284DSC00285DSC00287DSC00288DSC00289COMPOSTAGGIO E INDIFFERENZIATA

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CARTELLI CADUTI, SCADUTI, FUORVIANTI O COPERTI

DSC00227DSC00226DSC00311DSC00312DSC00257SEGGIOLINI E VIE D’ACCESSO

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

38 pensieri riguardo “DEGRADO TARDINI / REPORTAGE FOTOGRAFICO DAL “SECONDO STADIO PIU’ BELLO D’ITALIA”

  • 9 Agosto 2013 in 14:03
    Permalink

    Ottimo servizio. Ancora una volta è grazie a StadioTardini/Majo che certe situazioni arrivano alla pubblica opinione. Si parla tanto di Centenario e di copertura della Nord, ma dell’incuria del Tardini sembra che al tifo organizzato e al media di Settore non importi molto, timorosi, forse, di dir qualcosa che dia fastidio ai grandi capi.
    Vogliamo parlare di quando piove sotto la Nord?
    Relativamente a tutta questa storia vorrei capire alcune cose e giro le domande al Direttore:

    1. il Parma calcio, che ha in gestione il Tardini, paga un qualche affitto? Se si, a quanto ammonta?
    2. La manutenzione ORDINARIA spetta al Comune o al Parma calcio?
    3. Il Parma calcio, all’interno del Tardini, è autorizzato a svolgere qualsiasi tipo di attività?
    4. Le modifiche apportate dal Parma Calcio all’interno del Tardini devono essere autorizzate dal Comune?

    Grazie!

    • 9 Agosto 2013 in 17:53
      Permalink

      Salve Marcello e grazie per il gradimento mostrato al servizio che ha avuto la bontà di definire ottimo.
      Risponderò in maniera succinta alle domande, sperando di non sbagliare le risposte.
      1) Sì, è previsto un canone di locazione che il Parma Calcio dovrebbe versare alla Municipalità. Non so precisamente a quanto ammonti, ma non si tratta di cifre insormontabili, poiché si dovrebbe sempre trattare della stessa convenzione spuntata temporibus illis da Calisto Tanzi quando, in cambio , si accollò prima importante ristrutturazione dell’Ennio.
      2) Da come mi ricorda la manutenzione ordinaria dovrebbe spettare al Parma Calcio
      3) Che io sappia il Parma Calcio, all’interno del Tardini, può svolgere qualsiasi tipo di attività (in ambito sportivo e/o organizzazione eventi):
      4) Le modifiche strutturali immagino debbano essere autorizzate dal Comune, e non solo perché è il proprietario.
      Approfitto dalla quarta domanda/risposta per sottolineare ancora una volta un tema che mi sta a cuore: per le migliorie per l’Upper Class non ci sono mai ostacoli di sorta, anzi! Per una semplice tettoia pro-disabili ci troviamo di fronte a problemi insormontabili di progettazione/autorizzazione/realizzazione…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 9 Agosto 2013 in 14:17
    Permalink

    Mayo,Mayo…..il Presidente si riferiva alla qualita’ del catering!( forse neanche li’) Non di certo all’ultimo modello di turca in curva…..mi sembra un reportage incompleto direttore. C’e’ andato sin troppo leggero!! La realta’ e’ peggio delle immagini.
    P.S.: e che dire dell’impianto audio, perlomeno per la parte dedicata alla curva Nord .
    … 100 anni e sentirli tutti!!
    Enzo Dallai

  • 9 Agosto 2013 in 14:57
    Permalink

    e il giglio lo ha gia’ comprato squinzi….

    faremo a turno col cagliari al nereo rocco 🙁

    a sema mis mel cme san violen , basterebbe uno un po integerrimo e col cacchio che ci fanno giocare, ocio ragass che siamo border line

  • 9 Agosto 2013 in 15:18
    Permalink

    ammetto che vi sono zone dello stadio, in questo reportage, che non avevo mai visto. Il Tardini è ridotto ad una piccola tribuna vip per paperoni bresciani. Il resto è uno schifo immondo (alcune cose le avevo viste anch’io, altre proprio no). L’importante è che di divertano l’imperatore e i buffoni di corte…

  • 9 Agosto 2013 in 17:34
    Permalink

    Complimenti a Gabriele Majo per il servizio e per far vedere che a Parma esiste e resiste una informazione diversa a quella edulcorata del gruppo Gazzetta-Tv Parma

    • 9 Agosto 2013 in 17:45
      Permalink

      Grazie Vladimiro. A onor del vero, però, ogni tanto anche il gruppo Gazzetta-TvParma pubblica (o pubblicava) servizi “scomodi”, prendendo ispirazione e riportando scritti e contributi multimediali correlati prodotti da stadiotardini.it. Nel 2011, gestione Andrea Gavazzoli, Tv Parma riprese ed ospitò alcuni miei reportage di allora, ad esempio la questione dei seggiolini del Tardini non a norma che impedirono la disputa di una gara ufficiale della Nazionale, oppure il montaggio-smontaggio dei G LUX in Tribuna Centrale Est, e anche il primo appello del tifoso in carrozzina Fabio Giarelli teso a ottenere una protezione dalle intemperie per il settore disabili del Tardini. Debbo anche dire che analoghe campagne del 2013, invece, sono passate bellamente sotto silenzio. Comunque credo che questa informazione di servizio e dalla base non possa che fare bene alla stessa società, magari più delle visioni edulcorate.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 9 Agosto 2013 in 19:13
    Permalink

    Lo Stadio Tardini ha quasi 100 anni ma non hanno 100 anni le strutture di oggi. La Nord, la Petitot e la Sud, hanno poco più di 20 anni. Le condizioni in cui versano indicano solo incuria e mancata manutenzione. Vediamo se questo servizio-denuncia richiamerà al proprio dovere chi dovrebbe fare la manutenzione ORDINARIA e chi, del Comune, dovrebbe VERIFICARE che la manutenzione venga fatta. Mi piacerebbe vedere i gruppi del tifo fare propria questa denuncia, per richiamare il Parma calcio al proprio dovere.

    • 9 Agosto 2013 in 19:31
      Permalink

      E’ più facile che venga considerato dai tifosi e dai para-tifosi (dove il prefisso para può anche esser seguito dalla desinenza culo) l’ennesima seminata di zizzania del nemico del Parma…

  • 9 Agosto 2013 in 20:03
    Permalink

    Che vergogna! Roba da terzo mondo! ..e poi si lamentano dei pochi abbonati

  • 9 Agosto 2013 in 23:46
    Permalink

    Ciao Majo, non ho capito una cosa: se la manutenzione spetta al comune, come mai la Società può costruire tutte le zone VIP che vuole smantellando aree dello Stadio? Essendo il Comune il proprietario dell’impianto, mi risulta che solo il proprietario di un immobile può far eseguire dei lavori….ergo il Comune autorizza le aree VIP ma non le tettoie?
    C’è un’altra cosa che chiedo a te (ma anche a chi mi vorrà rispondere…): come mai nessuno, ma proprio nessuno, degli esponenti del tifo organizzato (non parlo dei Boys e nemmeno dell’Associazione Parma Club Petitot) che entrano allo Stadio con la pettorina, organizzano la gestione del pubblico durante le amichevoli ecc ecc (avete capito che parlo del Coordinamento…spero…) parla di queste cose? In Nord quando piove se si sta sui gradoni si prende la pioggia mentre se si sta sotto semrba di essere in una cascata, i bagni sono qualcosa di…boh…pittoresco…sarebbero quasi da far visitare ai turisti…Io sono uno dei più forti sostenitori del mantenimento del Tardini dov’è ora ma cavolo VA RIMESSO IN SESTO NON SOLO PER I VIP (CHE NON PAGANO UN EMERITO CAZZO!), VA RIMESSO IN SESTO PER CHI OGNI ANNO RINNOVA L’ABBONAMENTO ANCHE CON LA CRISI E CHI COMUNQUE PAGA IL BIGLIETTO OGNI DOMENICA!

    • 10 Agosto 2013 in 00:34
      Permalink

      Ciao Manno,

      la manutenzione, per quel che mi risulta, non spetta al Comune, ma al Parma Calcio. La costruzione di zone Vip, tuttavia, non credo possa essere considerata “manutenzione”, dal momento che, come giustamente dici tu, vengono smantellate intere aree dello stadio per migliorie, e a ma verrebbe pure da dire per “cambio destinazione d’uso”. Il tuo dubbio “ergo il Comune autorizza le aree Vip, ma non le tettoie”, è lo stesso che viene in mente a me. Ma bisogna anche vedere se sono stati presentati progetti (per esempio per la tettoia per i disabili l’assessore Marani, nella nostra video-intervista, ha asserito di no) al riguardo. Indubbiamente i progetti per l’Upper Class sono economicamente più interessanti per la società, dal momento che non è vero che “i vip non pagano un emerito cazzo”, come asserisci tu, poiché chi “acquista” i vari salottini dell’hospitality versa dei bei soldoni, mentre i poveri disabili no, e gli abbonati o chi acquista il biglietto versano un obolo che è più significativo per chi spende che non per chi riceve i quattrini (il gettito del botteghino è una piccolissima parte del bilancio di una società di calcio, i cui maggiori proventi sono i diritti tv).

      Ciao

      Gmajo

  • 10 Agosto 2013 in 08:54
    Permalink

    come pensavo tre o quattro anni fa quando e’ sorta la diatriba fra “orazi e curiazi” su chi si schierava a favore di un nuovo stadio (baganzola o dintorni) e chi diceva giu’ le mani dal tardini,alla fine fra i due litiganti la spuntera’ quel plotoncino di “residenti” che finalmente vedra’ la chiusura dello stadio per “prodromica ” inagibilita’.

    teniamoci il cerino in mano adesso.

    • 10 Agosto 2013 in 09:43
      Permalink

      Il reportage, assioma, ha documentato, in effetti, uno stato di degrado, quasi di abbandono, dell’Ennio che fa a botte con le ripetute dichiarazioni d’amore del management crociato per il Tardini. Lo scopo del viaggio fotografico tra le brutture è proprio quello di aprire loro gli occhi sul totale dello stadio e non solo sul parziale (aree hospitality varie) che li portano a fare esternazioni (tipo quella presidenziale: “Il Tardini è il secondo stadio più bello d’Italia dopo lo Juventus Stadium”) che possono sembrare oltremodo ridicole osservando, ad esempio, quel fotogramma con il fil di ferro sui tubolari.
      Da quel che mi risulta la società non ha alcuna intenzione di lasciare il Tardini: i progetti, più o meno teorici, di restauro (o meglio di abbattimento e totale rifacimento) non mancano: forse è proprio anche per questo che da qualche tempo a questa parte è vistosamente diminuita la manutenzione: cosa serve spender dei soldi su una struttura se prima o poi sarà demolita e rifatta? L’ipotesi della sola copertura della Nord, secondo me, non è mai stata presa seriamente in considerazione (al di là di proclami fatti con emotività dopo il diluvio dello scorso Parma-Roma, e poi rimangiati al Natale Gialloblù) proprio perché l’idea più razionale sarebbe quella di un intervento totale, che peraltro consentirebbe di superare alcune oggettive difficoltà che la copertura creerebbe nei rapporti con i vicini. Diverso, invece, rifare tutto secondo canoni più moderni e funzionali. E tutto sommato anche meno costosi. Il fatto gli è che per procedere ad interventi di tal fatta bisogna mettere mano al portafoglio piuttosto seriamente, giacché l’opera ha dei costi e col cavolo che un privato se li accolla al posto del “pubblico”, a fronte di niente. E qui entra in gioco l’alibi che Leonardi ha trovato per non mantenere quanto aveva solennemente affermato (direi persino promesso e cioè: faremo migliorie al Tardini per non far più piovere sui nostri tifosi a costo di prendere un giocatore in meno) appunto la mancata entrata in vigore della legge sugli stadi. Insomma se l’Ennio fosse del Ghiro questi – come ha fatto col Collecchio – potrebbe anche investire sulla patrimonialità, ma dal momento che lo stadio è comunale, ciccia… Come Valentini, neo AD del Padova e presidente di STS ed ex presidente del Credito Sportivo, ha più volte sostenuto parlando con stadiotardini.it, però esistono altri strumenti che, con buona volontà di ambo le parti (municipalità e società di calcio) potrebbero portare ad una soluzione anche in tempi brevi, ma da una parte, evidentemente, Ghirardi & C. non si accontenterebbero dell’alienazione del diritto di superficie per 99 anni e dall’altra lo stesso Comune non mi pari che stia smaniando per concederla. L’assessore Marani, ai nostri microfoni, ha parlato più da imprenditore (che non mi pare lo sia) che da amministratore comunale, allorquando, peraltro a ragione, si è chiesto se ci siano comunque i numeri per permettersi una nuova opera. In effetti la risposta potrebbe essere no. E in questa situazione di stallo il tempo, inesorabile, sta lasciando i suoi segni sulle strutture del Tardini. Il nostro lettore Enzo, ad esempio, ha scritto che sono stato anche troppo leggero nell’articolo di accompagnamento al documentario fotografico, e forse non ha tutti i torti, così come quanto immortalato è solo un piccolo esempio dello status quo, dal momento che di magagne ce ne sono altre, più volte segnalate dai nostri lettori, basti pensare a cosa succede in Nord quando piove, tra pozzanghere e tubi di scolo intasati, o i vetri che separano il campo dalla Curva Sud vistosamente crepati.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 10 Agosto 2013 in 10:03
    Permalink

    Complimenti Majo ! Un lavoro veramente ben fatto !!! Presentare uno stadio in simili condizioni alla città di Parma all’ Italia e a tanti visitatori esteri ti fa mettere le mani a megafono ed urlare. VARGOGNIV !!! VERGOGNATEVI per chi chiama da fuori Parma !!!
    P.s. Nei pressi dello stadio la settimana scorsa un gruppo di turisti mi avrebbe chiesto informazioni per visitare lo stadio (vedendomi indossare una t-shirt del Parma calcio) Stavo per indicare la strada… poi d’improvviso venivo dal dubbio rapito e in un inglese maccheronico li ho falsamente informati: CLOSED FOR HOLIDAYS !!! Risparmiando alla città di Parma l’ennesima onta , i sorrisini ironici e la molto probabile frase : ITALIANS…. con tanti puntini di sospensione !!!
    Saluti.
    Luca

    • 10 Agosto 2013 in 10:13
      Permalink

      Grazie Luca,

      come scrivevo prima in risposta ad Assioma si è trattato solo di un piccolo documentario molto parziale, perché di magagne ce ne sarebbero tante altre. Sul discorso degli stranieri in visita all’Ennio penso che farò un articoletto di approfondimento, sul fatto che lo stadio dovrebbe rappresentare anche per Parma una sorta di biglietto da visita. Leggevo ieri dell’incremento turistico di stranieri: se il Tardini fosse un po’ più presentabile potrebbe rappresentare una meta per loro, anche in virtù dei 100 anni. a proposito: non mi pare che sia stato ancora fatto il tanto anelato museo. Non so se sottolinearlo possa essere additato quale “pratica ed esempio di giornalismo corretto, onesto ed equilibrato”…

      Cordialmente
      Gmajo

  • 10 Agosto 2013 in 11:02
    Permalink

    Faccio solo presente una cosa: a Modena in nemmeno troppo tempo hanno fatto ex novo 3/4 dello stadio (salvarono solo la tribuna centrale, che credo fosse vincolata e infatti fa abbastanza schifo rispetto al resto) e così, fra tribuna lato est e curve (e quella dei tifosi di casa è coperta), il Braglia vale 3 volte il Tardini. I miglioramenti, lì, sono stati per i settori popolari, e parliamo di una squadra che ha fatto un paio di anni di A ultimamente, non di più…
    Una sensibilità proprio opposta. Ma qui applaudiamo ancora i Tanzi e i Cambi, cosa vogliamo, che i miglioramenti siano per quei poveracci dei tifosi? Suvvia!

    • 10 Agosto 2013 in 11:35
      Permalink

      A onor del vero le uniche migliorie apportate per i settori popolari al Tardini sono state sponsorizzate da Calisto. Che sappiamo bene averne combinate più di Bertoldo, ma che indubbiamente ha trattato bene i suoi tifosi, che appunto ancora lo applaudono nonostante il crac.
      Su Cambi (e sui dibattiti dell’esimio Pizzarotti, che ha tempo per andarci, mentre per rispondere alla questione seria della tettoia per i disabili del Tardini, su cui continua a piovere, preferisce delegare a risponderci l’assessore allo Sport Marani, e peraltro non so se la competenza, a questo punto, sia più dei lavori pubblici…) preferisco stendere un velo pietoso.
      Il Braglia non a caso ci soffiò l’Italia due anni fa. Anche se poi come consolazione ci avrebbero dato qualche mese dopo un match di prestigio, sia pure amichevole, come quello con la Francia. Per quello andavano bene anche i seggiolini non a norma…. (Oltre alle altre varie magagne…)
      Cordialmente
      Gmajo

  • 10 Agosto 2013 in 11:58
    Permalink

    a questo punto butto li una domanda:

    a quanto la danno i bookmakers l’agibilta’ per il prossimo campionato ?

    varrebbe la pena giocarci 5 euro ?

  • 10 Agosto 2013 in 14:06
    Permalink

    Majo le garantisco che méta di molti turisti (basta sostare qualche minuto in piazzale Risorgimento per constatare il continuo viavai) è lo stadio Tardini. La visita è compresa nel pacchetto dopo Battistero , Duomo ,Parco Ducale ecc. Il problema oltre alle magagne è anche trovarlo aperto e disponibile alla visita !!!
    Augurandole un buon ferragosto la lascio con una battuta sentita oggi in centro da un ottuagenario tifoso del Parma che sapendo della nostra fede in comune mi ha “catturato” mentre bevevo il caffè …..
    Di veh mo è vero che l’ordinanza del sindaco Pisarot vale anche per il Tardini ? Vietato sedersi e bivaccare allo stadio proprio come i monumenti storici?
    In effetti vedendo lo stadio come monumento storico cambia la prospettiva !!! Direi che come “rudere” siamo sulla strada buona !
    Il tutto in rigoroso parmigiano con quel “di veh” ad inizio frase che è già tutto un programma condito da simpatia ed ironia.
    Quanto amo la gente dei nostri borghi !!!
    Saluti.
    Luca

    • 11 Agosto 2013 in 00:28
      Permalink

      Salve Luca,

      intanto grazie per averci esternato il simpatico aneddoto pramzàn che ci ha riferito.

      Sul fatto che il monumento Tardini dovrebbe essere una attrattive della città, inserita negli itinerari turistici, non posso che essere d’accordo: ed è uno dei motivi per cui reputo il Comune “latitante”. Se, infatti, il concessionario non rispetta un minimo di decenza e decoro nel manutenere il bene concesso, dovrebbe intervenire, con eventuali repressioni dopo opportuna vigilanza.

      La ringrazio per gli auguri di Buon Ferragosto: ma invito sia Lei che gli altri lettori a continuare a rimanere sintonizzati “su queste frequenze”, in quanto gli aggiornamenti di http://www.stadiotardini.it proseguiranno anche nei giorni festivi.

      Cordialmente
      Gmajo

  • 10 Agosto 2013 in 15:01
    Permalink

    Cercando sulla rete in merito alla manutenzione del Tardini mi è saltato fuori un articolo dei Boys del 2009. Tralasciando tutte le loro solite critiche all’operato delle forze dell’ordine e in materia di sicurezza, si legge anche che il “Tardini è lasciato (appositamente?) andare in malora, evitando accuratamente di fargli manutenzione”
    http://www.boysparma1977.it/nord/vita/0910/vita_0910_081709001.php
    C’è poi una intera sezione dedicata allo stadio, con una lunga lista di articoli, anche se l’ultimo è del 2010.
    http://www.boysparma1977.it/nord/tardini/tardini.php
    Sul nuovo sito non sembra esserci una sezione apposta comunque la posizione è ribadita in questo articolo:
    http://www.boysparma1977.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2052:la-legge-sugli-stadi-privati-una-scelta-di-campo&catid=105:repressionecalciomoderno&Itemid=136
    Se i Boys tengono tanto allo stadio, spero saranno proprio loro, insieme al CCPC, a condurre questa battaglia, di recente ben documentata dal servizio-denuncia di un giornalista (Majo).

    • 11 Agosto 2013 in 00:17
      Permalink

      Salve Marcello,

      il fatto che gli aggiornamenti dei Boys sullo stato (di degrado) dello stadio Ennio Tardini di Parma siano fermi al 2010 secondo me va ricondotto alle seguenti circostanze.

      * Verso metà 2010 l’emergenza per una possibile delocalizzazione dello Stadio Tardini in zone Nord della città venne superata dall’incipiente crisi economica del Comune di Parma che giustamente ha ben altre priorità rispetto a quello di rendere confortevole (basterebbe accettabile) il principale impianto sportivo cittadino. Tant’è che gli stessi Tardini Boys, simpatizzanti degli ultrà cittadini e progenitori del fu stadiotardini.com, mi chiesero di occuparmi della loro creatura dandole un futuro.

      * Più o meno in quel periodo ci fu un cambio alla guida del gruppo Ultrà cittadino: alla gestione del “Maccio” (che intendendosi anche di web curava in prima persona il sito boysparma1977.it prima dell’ultimo restyling) seguì quella collegiale attuale. Maccini, pur avendo qualche difettuccio – del resto chi non ne ha – aveva piuttosto a cuore le sorti del Taridni: ricordo, ad esempio, il video ironico in cui prendeva per i fondelli il fu vice sindaco Buzzi, proprio a proposito della delocalizzione dello Stadio. I suoi successori, evidentemente, sono un po’ meno radicali di lui (lo si vede anche su altri argomenti) per cui anche per questo, oltre che per il motivo illustrato nel precedente turno, si è abbassata la guardia sui destini dell’Ennio.

      Sul fatto che il Tardini sia lasciato appositamente andare in malora io non ci credo: piuttosto, mi pare che Ghirardi intenda risparmiare il più possibile, ma senza un preciso disegno, sulla manutenzione.

      Infine che Boys e CCPC possano in un qualche modo appoggiare la battaglia sociale per un Tardini migliore non mi farei illusioni: c’è troppo “consociativismo” e ossequio.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 10 Agosto 2013 in 21:39
    Permalink

    Stavolta la segnalazione di Majo non è pretestuosa ma fondata e utile. Il Tardini è davvero mal tenuto, urgono interventi e una dimostrazione concreta della società di tenere ai suoi tifosi e non solo alle aziende e ai vip della tribuna. Inviterei però i tifosi (tifosi?) che parlano da poveri parmigiani colonizzati da un manipoli di arroganti e riccastri bresciani a dirmi – oltre Calisto – quale altro presidente parmigiano abbia tenuto tanto all’aspetto del Tardini e quale illuminato imprenditore della città degni di attenzione il Parma. Magari costoro possono pure accomodarsi al Braglia, dove vedranno dell’ottima serie B, e magari fra qualche anno anche l’esaltante Lega Pro, mentre io resterò in un mal tenuto Tardini a vedere la serie A . Pazienza, preferisco così. Ovvio che questa è solo una provocazione verso quel drappello di simpaticoni che ha sempre da ridire su Ghirardi, che invece io – e tanti con me – stimano. Ciò detto, Ghirardi e Comune, svegliatevi e rimettete in sesto il Tardini!

    • 10 Agosto 2013 in 23:58
      Permalink

      Salve Gustavo,

      La ringrazio perché stavolta ritiene la mia segnalazione non pretestuosa, ma fondata e utile. La differenza, tuttavia, rispetto ad altre mie segnalazioni del passato, parimenti, per lo meno nelle mie intenzioni, fondate e utili e non pretestuose, sta nei suoi occhi, nella sua lettura. Mi spiego: siccome, stavolta, ho toccato un tema che le sta particolarmente a cuore, il degrado dello stadio Tardini, allora il mio operato non è vituperabile, ma anzi lodevole. Le posso assicurare che la medesima buona fede, che mi ha spinto ad entrare nell’amato Ennio a documentare le varie magagne che lo affliggono, è la medesima che guida ogni mia azione.

      Al di là di questo: tolto Calisto nessun altro imprenditore parmigiano – di alto bordo – si è preso a cuore le sorti del Parma, tant’è che ci siamo dovuti far colonizzare da un bresciano ed amministrare da un basso-laziale. Ghirardi, che lei tanto stima, è comunque l’imprenditore a capo del Parma FC che gestisce, per concessione comunale, lo Stadio Ennio Tardini, la cui gestione/cura/manutenzione negli ultimi anni ha lasciato piuttosto a desiderare. Capisco il dover fare profitto e la gestione aziendale di una società di calcio, però questo non dovrebbe andare a discapito della tifoseria che dovrebbe usufruire di spazi dignitosi, e non abbandonati a se stessi.

      Il Comune stesso, poi, a mio avviso ha delle precise responsabilità, per lo meno di omesso controllo: se il Parma Calcio ha in gestione un bene collettivo, quale lo stadio cittadino, dovrebbe far sì che il concessionario rispetti quel minimo di manutenzione previsto. Non si possono creare continuamente nuovi spazi per l’upper class e continuare a fottersene – mi scusi il francesismo – dei popolari e di quei poveri disabili lasciati non protetti dalle precipitazioni.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 10 Agosto 2013 in 23:20
    Permalink

    e’ proprio per quelli che ragionano come lei che ci tocchera’ andare al braglia a seguire il parma complimenti !

  • 11 Agosto 2013 in 06:40
    Permalink

    A me ‘sta storia della copertura della curva nord incomincia a stare sulle palle. Penso che il Comune abbia problemi più importanti su cui investire denaro, ad esempio la ristrutturazione del complesso dell’Ospedale Vecchio emblema dell’Oltretorrente abbandonato a se stesso da parecchi anni. Come fruitore della Curva Nord e Sud mi accontenterei di non trovare le gradinate allagate ogni volta che piove o è piovuto poichè è sotto gli occhi di tutti che gli scarichi degli effluvi non funzionano, e poi vorrei dei seggiolini nuovi poiché quegli attuali oltre a non essere a norma col passare degli anni la plastica si è squamata e sedendoci macchiano gli abiti di bianco rendendo necessario ogni volta portarsi da casa un cuscino o dei foglii di carta per non macchiare gli abiti. E poi tutta quella merda di piccione che sporca gradini e sedili, accidenti!!!

    • 11 Agosto 2013 in 11:00
      Permalink

      Buondì Enzo,

      mi spiace che la storia della copertura della Nord inizi a starle sulle palle, tuttavia è mio dovere ricordare che era stato Pietro Leonardi a prometterla ai tifosi dopo il diluvio dell’ultimo Parma-Roma, salvo poi cambiare idea, in occasione del Natale Gialloblù, trincerandosi dietro la motivazione della mancata entrata in vigore della legge sugli stadi. Nessuno gliela aveva chiesta, ben sapendo che lo stadio è comunale, ma dal momento che sentenzi che nel 2012 è una vergogna che piova in testa ai tifosi (e io aggiungo ancor di più in testa ai diversamente abili, cui non si dà una tettoia, mentre si moltiplicano ogni anno gli spazi a disposizione per l’upper class!) e affermi che magari a scapito di prendere un giocatore importante si provvederà a ristrutturare lo stadio, vai a creare delle aspettative.

      Sono d’accordo con lei che per il Comune ci siano altre priorità, inclusa la riqualificazione del mio amato ospedale Vecchio (dall’81 all’83 lì ebbe sede la mia “Radio Pilotta – Eco Radio”), però la stessa municipalità dovrebbe vigilare affinché almeno le opere di ordinaria amministrazione non vengano eluse. Beninteso: in questi anni qualcosa la società Parma FC ha anche fatto, e qualcosa speso, non lo metto in dubbio, ma il pessimo stato di conservazione, parzialmente documentato dal nostro reportage, e le varie testimonianze dei tifosi, incluse la sua, sottolineano come gli interventi siano stati insufficienti. Il dubbio è che si possa aver rallentato proprio in vista di un totale abbattimento e rifacimento dell’Ennio (si narra di progetti in questo senso).

      Purtroppo il proliferare delle varie hospitality, ristorantini vista campo etc. etc., sono lo specchio delle attenzioni che il Parma ha per i vips, molto meno per i popolari. Ecco, nonostante le ripetizioni che qualcuno sensibile al tema sta impartendo a domicilio, i vertici societari continuano, erroneamente, a ritenere che la “nostra gente” sia solo nell’upper class, dimenticandosi della base…

      Cordialmente
      Gmajo

  • 11 Agosto 2013 in 09:07
    Permalink

    che altro aggiungere Enzo,ma finche’ ci sara’ qualcuno che l’unico pensiero che riesce ad elucubrare sara’ “andate a vedere la reggiana” mi sa che ci vedremo in curva nord a schivare le cacchine dei piccioni e i fontanazzi (nella migliore delle ipotesi) mentre “lui” si guarda la regia su sky,malgrado noi

  • 11 Agosto 2013 in 21:10
    Permalink

    Majo la ringrazio per la risposta.
    I tanti commenti che hanno seguito il suo servizio-denuncia arricchendolo, dimostrano l’importanza del suo lavoro e l’interesse che c’è sull’argomento.
    Interessante anche la lettera di Francesco Mannella.
    Rimangono alcune importanti domande senza risposta: quanto paga il Parma per l’affitto del Tardini (credo che come contribuenti di Parma abbiamo tutto il diritto di saperlo); a chi spetta la manutenzione del Tardini (che immagino OBBLIGATORIA) e chi ha il dovere di verificare che venga fatta; se il Parma dentro allo stadio ha il diritto di apportare modifiche sostanziali senza il consenso del Comune o se il consenso gli è stato dato (se così fosse mi piacerebbe sapere esattamente da chi e perchè).
    Un caro saluto

    • 11 Agosto 2013 in 21:14
      Permalink

      Beh una serie di risposte parziali gliele ho date, Marcello. Più precisi di me potrebbero essere i diretti interessati. Io ricordo qualcosa a spanne: ma bisogna essere precisi…

      Cordialmente
      gmajo

  • 12 Agosto 2013 in 12:08
    Permalink

    Quoto Assioma. Fino a quando reggerà l’impostazione del “a noi basta vedere la A e fottiamocene del resto che tanto gli altri hanno stadi migliori ma stanno peggio” non si farà molta strada.
    Scriver Gustavo <>

    Perché il giorno che non ci sarà più la A (ultimamente è già accaduto, e con questo presidente, proprio quando comprò un colpo come C.Lucarelli) e/o che Ghirardi si stancherà, di certo a salvarci non verranno i signori degli skybox e il rischio sarà quello di avere una squadra mediocre con uno stadio fatiscente e, anche per questo, vuoto. La A a Parma non c’è per diritto divino, il Parma al grande calcio interessa fin lì (esempio: abbiamo preso Cassano, non ci caga comunque nessuno) ahinoi, e i fasti di Tanzi sono finiti da un pezzo

  • 12 Agosto 2013 in 12:09
    Permalink

    non so perché mi si è persa lòa citazione di Gustavo, mi scuso, altrimenti il mio discorso non fila. Era questa: “Magari costoro possono pure accomodarsi al Braglia, dove vedranno dell’ottima serie B, e magari fra qualche anno anche l’esaltante Lega Pro, mentre io resterò in un mal tenuto Tardini a vedere la serie A “

  • 12 Agosto 2013 in 20:33
    Permalink

    Complimenti Majo Le i è un bravo giornalista e molti ragazzini che ambiscono a fare il vostro lavoro dovrebbero prendere esempio e invece cercano solo di emulare quelli che hanno messo da tempo il sedere al coperto con contratti molto doversi dai loro. Bravo. Lei ha dimostrato che questa società pensa molto all’estetica e ai danè mentre l’amministrazione non ha un progetto serio per il nostro Tardini. Lo stadio è la nostra casa e questi lo trattano cosi o forse si aspettano che andiamo a pulirlo noi oltre a pagare l abbonamento? É Ghirardi o Leonardi se volete veniamo a pulirvi anche il SUV con la vasellina….che corag chilor!!!!

    • 12 Agosto 2013 in 22:30
      Permalink

      Ringrazio Alessio (che si è firmato “Bravo Majo”) per avermi definito bravo giornalista. Sul fatto che i ragazzini che ambiscono a fare questo mestiere debbano prendere esempio da me sono onorato dalle sue parole, ma, di questi tempi, non so quanto sia consigliabile (quelli come me non sono di moda…), anche perché questa professione è piuttosto in crisi, e se Sparta piange (i collaboratori free lance) anche Atene (i contrattualizzati) non ride…

      Che la società pensi all’estetica, alla forma, mi pare comprovato dai fatti, visto il proliferare di hospitality e spazi vip per l’upper class al Tardini, ad onta del degrado regnante nei popolari, ma non mi pare pensino molto ai Danè, che lei ha citato nel suo commento.

      D’accordo gli investimenti su Alcatraz Collecchio, che aumentano la patrimonialità (della controllante, più che della controllata), ma non credo siano ulteriormente procrastinabili investimenti su pulizia/sicurezza/adeguamento dei settori popolari dello Stadio Ennio Tardini di Parma.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 12 Agosto 2013 in 21:07
    Permalink

    Intervengo sul tema per esprime un concetto. Che le tribune e le curve siano in uno stato di abbandono è evidente, confesso che quando mi accade di portare amici tifosi del Parma stranieri (ultimamente mi è capitato con un amico del Galles) mi vergogno un po’ da parmigiano e da tifoso del Parma. Però credo che per interventi “pesanti” in curva nord come può essere la copertura è meglio aspettare una ristrutturazione completa del Tardini piuttosto che fare un lavoro tampone che risulterebbe fra qualche anno come una “toppa”. Penso che una copertura della Nord dovrà essere fatta in armonia con il resto dello stadio al momento della ristrutturazione definitiva dello stadio. Che senso avrebbe coprire la curva nord quando rimarrebbero poi dei buchi aperti in corrispondenza delle curvette che sono più basse? Che senso avrebbe una copertura senza aver studiato bene cosa fare sotto la curva nord? Serve, e qui concordo con Marani, un piano industriale dello stadio in generale (e anche della zona stadio) prima di pensare ad un copertura. Mentre invece un’ordinaria manutenzione è urgente per garantire un minimo di decoro.

    • 12 Agosto 2013 in 22:17
      Permalink

      “Quoto” Stefano, nel senso che anch’io vedrei meglio una ristrutturazione totale del Tardini, che non l’ennesima toppa. Ma nello stesso tempo dovrebbe esser maggiormente curata la manutenzione. So per certo che il Parma, anche negli ultimi anni, ha speso dei quattrini per questa voce, ma i risultati, sinceramente, non sono confortanti. Davvero si è diffusa la sensazione che si sia voluto risparmiare in vista di interventi di riqualificazione, che però al momento mi paiono per lontani da poter essere perseguiti.

      Cordialmente

      Gmajo

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