I METEORismi di Lorenzo Fava / QUEL ‘MORDI E FUGGI’ DI PANUCCI IN MAGLIA CROCIATA

clip_image001[10](Lorenzo Fava) – Che il presidente del Parma Tommaso Ghirardi abbia il palato fino e la predilezione per i botti di mercato last minute lo si è capito fin dal suo primo acquisto, quando riportò in Italia nel gennaio 2008 il bomber Cristiano Lucarelli, strappandolo al lussuoso contratto degli ucraini dello Shakhtar. Il colpaccio, tuttavia, non riuscì a salvare i crociati da una infausta retrocessione in B. Dopo un solo anno di purgatorio nell’estate 2009 il presidentissimo era già pronto a infiammare la piazza con due colpi da novanta per una neopromossa: uno era quello del centravanti bulgaro Bojinov, l’altro portava il nome del navigato libero difensivo Christian Panucci. Due lussi per una piazza provinciale , sia pure di lusso, come suole ripetere Tom, quale la nostra.

clip_image001[12]Ricordo che la trattativa per l’ex difensore della Nazionale, nata come un fulmine a ciel sereno, si era protratta per oltre un mese, diventando poi un’estenuante rincorsa contro il tempo: i tira e molla del procuratore Oscar Damiani, che tendeva a non abbassare la richiesta d’ingaggio del suo assistito, le resistenze dei dirigenti del Parma, che volevano regalare alla piazza un colpo in grade stile, senza doversi però accollare uno stipendio faraonico per un giocatore comunque svincolato, clip_image001[14]l’inserimento fastidioso del Genoa di Preziosi, che avrebbe voluto riportare sotto la Lanterna – lì dove aveva iniziato – il corteggiatissimo 36enne. Quando gli esperti di mercato diedero la notizia in quegli afosi giorni di fine giugno e inizio luglio chi vi scrive – ancora un giovane adolescente alle prime armi – rimase incredulo. Insomma, non si era mai visto, dal crack Parmalat in poi, un difensore così importante, conosciuto, stimato a livello nazionale nel Ducato. Christian Panucci, nato a Savona il 12 aprile del 1973, si era fatto conoscere sui grandi palcoscenici della Serie A nel clip_image001[16]lontano 1991, quando si impose nel Genoa, in cui militò per due stagioni, prima di passare al Milan nel ’93 per la faraonica somma di 11,5 miliardi di lire (si pensi, che in questi giorni si sta concludendo l’affare Bale, che dal Tottenham approderà ai Galacticos di Madrid per una cifra intorno ai 120 milioni di euro): Panucci, uno dei difensori più promettenti del panorama italiano non deluse le attese e giocò 89 gare in rossonero in cui andò a segno per 9 volte. Nel ’96 divenne il primo italiano a vestire la maglia del Real Madrid: con le Merengues, guidate da don Fabio Capello clip_image001[18](che già era stato suo mentore in rossonero), in 3 anni vinse Liga e Champions League (1998). Le 73 partite disputate, impreziosite da 3 marcature, dimostrarono che quella di Panucci in Spagna non fu una scappatella. Finita l’esperienza con la camiseta blanca, il difensore trovò ingaggiò nell’Inter di Marcello Lippi, ma il rapporto tra i due terminò bruscamente dopo che l’allenatore gli chiese di svestire la tuta di riscaldamento per entrare in campo, ma poi non clip_image001[20]lo fece entrare in campo. L’avventura londinese, sponda Chelsea, tentata nel 2000 durò l’arco di 8 ingloriose partite; dal gennaio 2001 fino a fine stagione giocò 14 partite (e segno 3 gol) con la maglia del Monaco, squadra del campionato francese di Ligue 1. Poi la lunghissima parentesi con la maglia della Roma, dal 2001 al 2009, dove aveva ritrovato persino il suo padre calcistico Fabio Capello. Dopo 229 presenze e 20 reti (non male per un difensore), Panucci non si vide rinnovare il contratto in scadenza. E così il 30 luglio l’esperto Christian accettò l’avventura del neo-promosso Parma. Tra gli entusiasmi generali qualcuno di buona memoria, però, rammentava il carattere burrascoso del giocatore. Ma nessuno aveva voluto clip_image001[8]credere a questa teoria: in fondo, cosa sarebbe mai potuto accadere in posticino tranquillo come Parma? Dopo 19 match di campionato, in cui la banda di Guidolin si era affermata come una delle migliori formazioni del girone d’andata, in modo assai burrascoso e inaspettato il matrimonio tra Panucci e il Parma FC si interruppe. I maligni asserivano che tra il numero 2 e il tecnico non correva buon sangue e che i due avessero avuto qualcosa da dirsi; Panucci, più semplicemente, spiegò che l’avventura non sarebbe potuta proseguire per “problemi strettamente personali”. Unico ricordo in crociato del difensore ex Roma è il gol segnato nel derby casalingo contro il Bologna, allenato da Franco Colomba, vinto per 2-1 proprio grazie alla clip_image001sua inzuccata. Fu anche l’ultimo ricordo del Panucci giocatore. Poi, l’istrionico libero scelse Sky Sport 24 per dare il suo addio al calcio giocato il 22 agosto 2010. Lo aspettava un mondo tutto nuovo, quello dello spettacolo: nel 2011 Christian si dà alle danze nel programma di Milly Carlucci “Ballando con le stelle”, talent di punta del sabato sera su Rai 1, classificandosi al 5° piazzamento al termine della competizione; poi diventa opinionista, presentatore e commentatore tecnico per la pay tv Sky nel palinsesto sportivo.

clip_image001[6]Di qui la drastica e definitiva decisione: tornare da protagonista nel mondo del pallone. Nella primavera 2012, Zamparini lo assume come responsabile dell’area tecnica del suo Palermo e gli fa sottoscrivere un contratto da 400.000 euro. Si dice che i due, per l’incompatibilità dei loro burrascosi caratteri, non possano coesistere: dopo un mese l’ex numero 2 del Parma rassegna le dimissioni (esattamente correva il 24 aprile) «a causa di un’incomprensione dovuta a dichiarazioni del presidente Maurizio Zamparini»: in altre parole già si mormorava l’avvento di Giorgio Perinetti come direttore sportivo per la stagione successiva (e i fatti storici confermano).
Vi starete chiedendo che fine ha fatto questo personaggio? Ebbene Panucci non ha resistito alle lusinghe di Fabio Capello che lo ha voluto nel suo staff personale alla guida della Nazionale russa e all’idea di tornare con il suo mentore calcistico.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “I METEORismi di Lorenzo Fava / QUEL ‘MORDI E FUGGI’ DI PANUCCI IN MAGLIA CROCIATA

  • 4 Agosto 2013 in 07:43
    Permalink

    Io di Panucci ricordo alla perfezione il passaggio al bacio col quale, pur essendo poco oltre la sua area di rigore e quindi assai distante dalle ‘zolle d’attacco’, al Franchi di Firenze riuscì a lanciare in contropiede Lanzafame, permettendogli di trovare il gol e di regalare al Parma un’insperata vittoria esterna contro la corazzata Fiorentina. Ero nel settore ospiti, quel sabato sera, e, dal mio punto di osservazione, pareva che l’assist confezionato da Panucci avesse le coordinate GPS, tanto fu l’effetto che l’ex difensore genoano e milanista seppe dare alla sfera. Che partita, quella. Dopo quei novanta minuti, se non ricordo male, ci piazzammo momentaneamente al terzo posto in classifica. Con tanto di vista sulla Champions.

  • 4 Agosto 2013 in 10:37
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    I ricordo invece il gol preso con la Roma a Roma dove Panucci si distrae per salutare con la mano “un amico” (ho anche testimoni al riguardo) e noi prendiamo la “pappina”. Ne prenderemo un’altra e torneremo a casa come al solito cornuti e mazziati. E’ proprio vero: C’è chi vede sempre il bicchiere mezzo pieno (Luca Russo) e chi mezzo vuoto (il sottoscritto). Per me Panucci a Parma non ha fatto una gran figura. O meglio : quella del mercenario a fine carriera l’ha fatta benissimo !!!
    Luca

    • 4 Agosto 2013 in 14:51
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      È strano: in passato sono stato ‘criticato’ perché lo vedevo sempre mezzo vuoto, il bicchiere. Ora mi si fa notare che sono/sarei passato dall’altra parte della barricata. Forse è il caso che io inizi a preoccuparmi. Aldilà di questo, il mio era il parere di un tifoso, di un tifoso al quale il sig. Panucci, durante un sabato sera di quattro anni fa, ha regalato, sia pure solo per poche ore, l’ebrezza di un piazzamento Champions. Per il resto, tutti i giocatori commettono errori e, soprattutto, tutti i giocatori si muovono solo quando vedono banconote di grosso taglio. Se Panucci è stato un mercenario, i suoi colleghi cosa sono? Meretrici coi tacchetti al posto dei tacchi?

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