IL COLUMNIST / SE PABON FOSSE UN BIDONE NON LO CERCHEREBBE IL VALENCIA…

il columnist luca russo(Luca Russo) – Lo chiamano calciomercato. È quel luogo, astratto, in cui si consumano, ad un ritmo tambureggiante, trattative serrate e affari tanto improbabili quanto improponibili, approcci alla luce del sole e incontri protetti dal segreto di stato, depistaggi a misura di ‘pollo’ e soffiate confezionate apposta per quella testata ‘amica’, conferme date in pasto alle tv e smentite distribuite a mezzo dispaccio Ansa. È il calciomercato, appunto. Una roba da vecchi lupi di mare, da professionisti navigati e naviganti in acque che non risparmiano né insidie né piacevoli sorprese. C’è di tutto al calciomercato: uomini disposti al bluff e pure all’azzardo, affari indovinati, alcuni indovinatissimi, e sviste clamorose. Il Parma, l’anno passato, di colpi ne ha messi a segno almeno un paio: Belfodil e Sansone su tutti. Ma ha preso anche qualche abbaglio: con Pabon, tanto per fare un nome. E non perché abbia deciso, la scorsa estate, di acquisirne le prestazioni sportive, ma perché se ne è privato a metà dell’opera, scaricandolo agli spagnoli del Betis in attesa del suo passaggio a titolo definitivo ai messicani del Monterrey. Prima che venisse messo alla porta, ho ripetuto fino alla noia che il club Crociato avrebbe dovuto metterlo sotto esame; delle due, l’una: o Pabon sarebbe definitivamente esploso, liberando il Parma da certi problemucci col gol e con la classifica, oppure, se avesse steccato ancora, sarebbe stato il club a liberarsi dell’attaccante colombiano. Ghirardi e Leonardi, con la necessaria collaborazione di Donadoni, hanno optato per una via di mezzo: non l’hanno messo alla prova, ma se ne sono ugualmente liberati, ricavandone però bei soldini (dicono addirittura qualcuno in più rispetto a quelli spesi per ingaggiarlo). Un’operazione eccellente da un punto di vista economico, ma da bocciare sotto l’aspetto tecnico. E non tanto per il poco di buono che Pabon ha combinato con la casacca Crociata, quanto per le belle cose che ha mostrato in Spagna (8 reti in 17 presenze col Betis) e in Messico (debutto con doppietta con la maglia del Monterrey) e per le voci di mercato che lo vorrebbero di nuovo nella penisola iberica e tmw pabonnella Liga. Lo ‘spiffero’ giunge direttamente dalla Spagna e ieri è stato rilanciato da Tuttomercatoweb.com: "Dorlan Pabon sarà il giocatore che dovrà far dimenticare Roberto Soldado ai tifosi del Valencia. Secondo quanto riporta Cadena SER infatti l’attaccante colombiano ex Parma firmerà nelle prossime ore col club spagnolo: una delegazione del Valencia è già in Messico per trattare col Monterrey, che fino al 21 di agosto lascerà partire il giocatore per una cifra di circa 7 milioni di euro". Un’indiscrezione, questa, da cui sorgono un interrogativo ed una (amara) riflessione. Se Pabon fosse stato così scarso, e per il Parma evidentemente lo era visto che Ghirardi e Leonardi se ne sono liberati alla prima occasione buona, perché mai il Valencia, e cioè un club di spessore, anche se dal blasone un po’ annacquato, dovrebbe prenderlo in considerazione e affidargli la maglia che è stata di Soldado? Vorremmo mica credere che il colombiano sia ‘pronto’ per un campionato come la Liga, monopolizzato da due delle squadre più forti del globo terracqueo, e che, al contrario, sia inadatto alla mediocre, e a tratti oscena, massima serie italiana, in cui, tolte Juve e Milan, nessuna delle partecipanti gode di rilievo internazionale? Forse Pabon non è un fulmine di guerra come l’anno passato volevano farci credere Ghirardi e Leonardi, ma non si tratta nemmeno di un bidone: insomma, tra lui e un Luis Silvio, il ‘pacco’ brasiliano che all’inizio degli anni ottanta il Ponte Preta rifilò alla malcapitata Pistoiese, di differenze ce ne sono. E se poi il Parma non fosse stato tentato e tradito dalla voglia di disfarsene per ricavarne un po’ di liquidità, forse a quest’ora Pabon sarebbe ancora dei nostri. E Donadoni non dovrebbe cercare altrove la controfigura di Amauri. Luca Russo

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8 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / SE PABON FOSSE UN BIDONE NON LO CERCHEREBBE IL VALENCIA…

  • 17 Agosto 2013 in 11:03
    Permalink

    Nel suo pezzo, il Columnist argomenta “Un’operazione eccellente da un punto di vista economico, ma da bocciare sotto l’aspetto tecnico”. Chi lo ha letto sa che si riferisce alla cessione definitiva stabilita già a Gennaio di Pabon al Monterrey, che Luca Russo, con alcuni suoi scritti, già all’epoca aveva dichiarato di non condividere, spiegandone pure il perché.
    Quale direttore di testata mi corre l’obbligo di intervenire ricordando anche la versione della società, pronunziata dallo stesso AD Leonardi, proprio in risposta alle interpellanze in proposito di stadiotardini.it. E cioè che era meglio l’uovo oggi, piuttosto che la gallina domani (tradotto: il disinvestimento su un calciatore su cui si era puntato, ma che non aveva avuto la stessa resa degli altri su cui si era scommesso, e quindi, avendo trovato chi ripagava sull’unghia, esattamente o poco più di quanto si era investito c’era da approfittarne) o la domanda retorica: preferivate che cedessimo Paletta o Amauri? Insomma, per la ragion di stato, ergo le impellenti esigenze di liquidità di gennaio, una cessione pesante andava sostenuta: a quel punto era meglio disfarsi di Pabon, che a Parma non aveva reso, piuttosto che dismettere un pezzo portante dell’ossatura della squadra di Donadoni. E direi che il ragionamento non fa una grinza. Il mercato di dodici mesi fa verteva, appunto, su alcune scommesse: come argomentavamo allora era inevitabile che qualcuna si vincesse e qualcuna la si perdesse. Non si possono vincere tutte. Vinta quella di Belfodil, oltre alla sorpresa Sansone (la cui esplosione non era certo stata preparata), a quel punto ci si poteva disfare di Pabon senza rammarico. Questo, perché, non va mai dimenticato, bisogna far quadrare i conti. E possibilmente non solo sulla carta, dove sembrano splendidi, ma anche nella realtà, perché a un certo punto la pila la devi cacciare. Se non ci fossero state impellenze di liquidità la repentina cessione definitiva di Pabon allo stesso prezzo di quanto lo si era pagato non sarebbe stata una operazione eccellente neppure dal punto di vista economico. Dal punto di vista tecnico il prestito di Pabon all’estero – al di là della definizione di “terroristi” che Leonardi aveva riservato a Michele Angella e al sottoscritto che l’avevamo teorizzato – sarebbe stato l’optimum, e il Plenipotenziario ben lo sapeva. I fatti hanno dimostrato che avremmo avuto ragione, giacché al Betis Siviglia è rinato, e vediamo pure ora che si è ri-valorizzato, giacché il Valencia pare propenso a spendere quasi il doppio della cifra spesa un anno fa dal Ghiro, per strapparlo al Monterrey. Monterrey, che a questo punto, cedendolo, farebbe una sorta di operazione Borini, cioè una bella plusvalenza, senza averlo molto sfruttato in gare ufficiali.
    Gabriele Majo

    • 17 Agosto 2013 in 11:25
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      Sarebbe interessante sapere se il Parma, nel momento in cui ha ceduto il colombiano al Monterrey, è riuscito ad assicurarsi una percentuale sulla prossima cessione del giocatore. Di solito, quando un giocatore è giovane oppure non lo è più ma non ha reso come ci si aspettava, questo è un paracadute a cui le società cedenti ricorrono spesso.

      Aldilà di questo, spero per Pabon che il suo futuro professionale lontano dal Parma sia simile a quello di Candreva, che, una volta passato al Cesena e poi alla Lazio, è rinato. Lo spero per il giocatore, ma, egoisticamente, da tifoso mi auguro che Leonardi e Ghirardi abbiano avuto l’occhio lungo nel cedere l’attaccante colombiano prima che il suo valore scendesse al di sotto di una certa soglia.

  • 17 Agosto 2013 in 12:24
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    in serie b ce ne sono 18 meglio di lui

    sarebbe meglio andare oltre se no si rischia di passare dal serio al faceto,ed io nel faceto ci sguazzo 🙂

  • 17 Agosto 2013 in 14:51
    Permalink

    Sicuramente era meglio cedere Pabon anzichè un titolarissimo di Donadoni, però stiamo parlando del Parma una squadra di seria A, mica della “Longobarda”, se per un anno non chiudi in attivo di certo non fallisce la società, in Spagna le difese sono ballerine e un calciatore come Pabon avrebbe fatto la differenza, quindi era meglio darlo in prestito senza cederlo, comunque sono sicuro che il Parma perderà anche Ninis che in Grecia era un talento.. impossibile che sia diventato brocco in pochi mesi, almeno questa volta era stato preso a parametro zero, però mica si può andare avanti a tentativi? Se su un calciatore ci credi davvero al massimo lo dai in prestito, mica lo cedi.

  • 17 Agosto 2013 in 15:54
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    Qui a Parma ha fallito c’e’ poco da dire; in Spagna onestamente meno tatticismi e schemi a cui il buon Pabon era completamente estraneo

  • 17 Agosto 2013 in 17:50
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    Non è un bidone… è solo un pacco MONDIALE

  • 17 Agosto 2013 in 18:15
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    Pabon più che un calciatore mi sembra una speculazione finanziaria… gli han fatto girare il mondo come un titolo di borsa

  • 17 Agosto 2013 in 19:43
    Permalink

    In spagna erano titolari gente come Contini e Lanzaro..ho detto tutto..

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