IL COMMERCIALISTA MAROTTA: “LA CESSIONE DI BELFODIL ALL’INTER, CHE SEGUE QUELLA DI GIOVINCO ALLA JUVE, DIMOSTRA CHE LEONARDI SA IL FATTO SUO. CASSANO? UN RISCHIO CALCOLATO”

gmajo(gmajo) – Una richiesta del nostro lettore Daniele Ambroggi, postata nei giorni scorsi nello spazio commenti di stadiotardini.it, ci consente, ancora una volta, di avvalerci della preziosa collaborazione del dottore commercialista Luca Marotta, esperto di bilanci di società di calcio, da noi già più volte interpellato nel recente passato, per avere consulenze sulle scritture contabili del Parma FC, a puro scopo divulgativo, a beneficio di quegli sportivi consapevoli e desiderosi di saperne di più. La prima parte del suo intervento, contiene le risposte ai quesiti formulati, verso la conclusione non lesina complimenti all’AD crociato Pietro Leonardi: “La cessione di Belfodil all’Inter, che segue quella di Giovinco alla Juve, dimostra che sa il fatto suo”. E a proposito dell’acquisto di Antonio Cassano sostiene che si tratta di un “rischio calcolato perché punta sulla voglia dei mondiali del calciatore”.

DOMANDE DEL LETTORE DANIELE AMBROGGI A STADIOTARDINI.IT:

imageSi potrebbero conoscere i parametri di valutazione dei giocatori?
Mi spiego meglio, ho letto la nota integrativa del bilancio al 30/06/12 e nel costo lordo dei diritti pluriennali riferibili ai giocatori leggo di alcuni valori veramente elevati e vorrei sapere come vengono calcolati. Inoltre è evidente che ci vuole abilità ed ingegno per chiudere in utile o perdita non significativa i bilanci di una società di calcio quale può essere Parma Fc, tutto è legato ai proventi tv e alle plusvalenze reali e non, le altre voci di entrata sono veramente marginali mentre i costi degli ammortamenti e dei salari sono altissimi.
Vedo inoltre che qui non si è parlato degli altri rischi insiti nel bilancio cioè i contenziosi in essere e le altre passività aperte verso il fisco ecc.
Un plauso comunque va a Ghirardi e soci, fino al 30/06/12 mi sembra che abbiano investito circa 50 milioni di euro tra capitalizzazioni e finanziamenti vari, molti tifosi prima di criticare dovrebbero comprendere che il calcio è un’attività a perdere, si è spinti solo da passione ed entusiasmo (e un po’ da potere politico e pubblicità…)
Un saluto a tutti.
Daniele Ambroggi”

RISPONDE LUCA MAROTTA, DOTTORE COMMERCIALISTA, ESPERTO LETTORE DI BILANCI DI SOCIETA’ DI CALCIO:

marotta_luca(Luca Marotta) – Per quanto riguarda il primo quesito del lettore riguardante le modalità di calcolo in bilancio dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, per i club non quotati in Borsa e che si rifanno alle raccomandazioni contabili della FIGC, è esplicitato nella stessa nota integrativa che riporto:

“I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono iscritti al costo storico di acquisizione comprensivo degli eventuali oneri accessori di diretta imputazione. I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono esposti al netto delle quote di ammortamento che sono state calcolate in misura costante in relazione alla durata dei contratti stipulati con i singoli calciatori professionisti.

L’esercizio di decorrenza dell’ammortamento è quello in cui avviene il tesseramento del calciatore; per i diritti acquisiti in corso d’esercizio l’ammortamento ha inizio dalla data di disponibilità del giocatore utilizzando il metodo del pro-rata temporis.

Il piano di ammortamento originario subisce le modificazioni conseguenti al prolungamento del contratto a seguito dell’eventuale rinnovo anticipato dello stesso. Il nuovo piano di ammortamento, a quote costanti, tiene conto del valore netto contabile del diritto alla data del prolungamento del contratto e della nuova durata dello stesso.

I suddetti diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori vengono registrati in contabilità con data del contratto e dopo l’ottenimento del visto di esecutività dei contratti rilasciato dalla Lega Nazionale Professionisti seria A, per i trasferimenti nazionali, ed alla data del “transfert” rilasciato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio per i trasferimenti internazionali.

In tale voce sono ricompresi, altresì, i costi pluriennali sostenuti dalla società per il tesseramento quale professionisti di calciatori provenienti da società dilettantistiche, o società estere che hanno contribuito alla formazione tecnica dei calciatori stessi.

In particolare sono iscritti:

a) i premi di addestramento e formazione tecnica corrisposti, ai sensi dell’art. 99 N.O.I.F., alle società dilettantistiche a seguito di stipulazione del primo contratto da “professionista” di calciatori da queste provenienti. Tali costi sono ammortizzati in quote costanti in relazione alla durata dei contratti stipulati con i singoli calciatori;

b) le indennità di formazione corrisposte, in base alla normativa F.I.F.A., alle società estere a seguito di stipulazione di un contratto da “professionista” di calciatori da queste provenienti. Tali costi sono ammortizzati in quote costanti in relazione alla durata dei contratti stipulati con i singoli calciatori.”

In parole povere, dovrebbero essere  valori reali frutto dell’incontro tra domanda e offerta.

Tuttavia bisogna evidenziare il regime dei calciatori in compartecipazione.

Per quanto riguarda i calciatori in compartecipazione, l’operazione comporta 2 contratti simultanei la compravendita del calciatore (acquisizione/cessione) e la compartecipazione.

La prima operazione determina nel caso di acquisizione l’aumento del valore dei diritti pluriennali, nel caso di cessione può determinare o una plusvalenza (caso più frequente) o una minusvalenza (caso più raro).

La seconda operazione determina un credito da compartecipazione nel caso di cessione del calciatore o un debito in caso di acquisizione del calciatore in regime di compartecipazione.

La risoluzione della compartecipazione può determinare o un onere da compartecipazione  o un provento da compartecipazione.

A proposito dei Crediti da compartecipazioni ex art. 102 bis N.O.I.F., nella nota integrativa è scritto:

“Sono iscritte al costo sostenuto per l’acquisto, dalla società titolare del tesseramento, del diritto di partecipazione, nella misura del 50%, agli effetti patrimoniali a seguito di cessione definitiva di un contratto avente come oggetto il diritto alle prestazioni di un calciatore professionista.

Le passività finanziarie relative alle cessioni di diritti di comproprietà, parimenti iscritte al valore nominale, sono esposte nei debiti per compartecipazioni.

Tali attività e passività finanziarie, salvo un eventuale rinnovo o risoluzione anticipata, si definiscono alla fine dell’esercizio di acquisizione, e possono determinare il realizzo di proventi ed oneri da compartecipazione (classificati in bilancio tra i Proventi ed Oneri finanziari), a seconda che il prezzo pagato dal compartecipante sia inferiore o superiore al 50% del prezzo di cessione del contratto da parte del titolare del diritto.”

A proposito dei debiti per compartecipazioni ex art. 102/bis Noif, nella nota integrativa è scritto:

“Le compartecipazioni passive rappresentano i contratti in cui la società cedente titolare del contratto relativo alle prestazioni di un giocatore, voglia permettere ad un’altra società di avere una partecipazione sul giocatore stesso. Sono iscritte al valore ricevuto per la cessione della compartecipazione.”

Altro passaggio di rilievo è il seguente:

“I proventi e gli oneri finanziari sono imputati al conto economico per competenza. Tra di essi sono contabilizzati i proventi e/o gli oneri derivanti dalla risoluzione delle compartecipazioni ex art. 102 bis N.O.I.F., con riferimento alla data di rilascio del visto di esecutività del relativo contratto da parte della Lega Nazionale Professionisti seria A.

Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti da cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono classificate nei ricavi e costi della gestione caratteristica.

Le plusvalenze/minusvalenze sono determinate come differenza tra il prezzo concordato ed il valore contabile netto alla data di cessione.”

Concordo con quanto affermato dal lettore nel seguente passaggio: “Inoltre è evidente che ci vuole abilità ed ingegno per chiudere in utile o perdita non significativa i bilanci di una società di calcio quale può essere Parma Fc, tutto è legato ai proventi tv leonardi-slide (1)e alle plusvalenze reali e non, le altre voci di entrata sono veramente marginali mentre i costi degli ammortamenti e dei salari sono altissimi.” L’operazione relativa alla cessione di Belfodil all’Inter che segue quella di Giovinco alla Juventus, dimostra che Leonardi sa il fatto suo. Secondo me l’operazione Cassano è un rischio calcolato, perché punta sulla voglia dei mondiali del calciatore.

MAROTTA SASSUOLOPer quanto riguarda i contenziosi esistenti essendo numerosi, nel mio articolo sul Parma ho fatto un accenno.In riferimento all’apprezzamento finale su Ghirardi, che si può anche condividere, avendo scritto da poco un articolo sul Sassuolo (CLICCA QUI PER LEGGERLO), che ha come introito principale la sponsorizzazione Mapei, che è parte correlata, sarà interessante confrontare i bilanci della prossima stagione sportiva, ossia quella relativa al 2013/14, militando le due squadre in serie A. Luca Marotta

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “IL COMMERCIALISTA MAROTTA: “LA CESSIONE DI BELFODIL ALL’INTER, CHE SEGUE QUELLA DI GIOVINCO ALLA JUVE, DIMOSTRA CHE LEONARDI SA IL FATTO SUO. CASSANO? UN RISCHIO CALCOLATO”

  • 21 Agosto 2013 in 09:29
    Permalink

    Salve Majo, mi incuriosisce una cosa che le chiederei di sottoporre all’eccellente Marotta: sotto l’aspetto puramente bilancistico, al di là dei vantaggi per il Parma, c’è (e se c’è, come si sviluppa) un vantaggio di bilancio anche per l’Inter nell’operazioen Belfodil-Cassano?Considerando come lavora l’Inter in questo mercato, non posso pensare sia stata solo una operazione tecnica… Grazie

  • 22 Agosto 2013 in 00:34
    Permalink

    Ringrazio il dott. Marotta per le risposte ma non volevo un riepilogo delle norme che regolano la contabilizzazione dei diritti pluriennali. Nel concreto, prendendo come spunto la nota al bilancio chiuso al 30/06/12 e portando ad esempio le operazioni di acquisto e cessioni calciatori avvenute tra Parma e Siena leggo che il Parma avrebbe acquistato:
    – Rossi Andrea con una valutazione del diritto pari ad Euro 3.600.000
    – Iacobucci Alessandro con una valutazione pari ad Euro 3.400.000
    – Pacini Giuseppe con una valutazione pari ad Euro 1.000.000

    ed avrebbe ceduto al Siena
    – Coppola Manuel per un valore del diritto pari ad Euro 3.200.000 (plusvalenza 1.311.000 euro)
    – Abdou Doumbia per un valore del diritto pari ad Euro 1.000.000 (plusvalenza 969.000 euro)
    – Galuppo Alberto per un valore del diritto pari ad Euro 3.400.000 (plusvalenza 2.400.000 euro)

    Ora, non credo sia un caso che il valore assoluto totale dei diritti acquistati e ceduti tra Parma e Siena siano simili (circa 8 ML di euro), immagino che la logica sia “scambiamoci giocatori con diritti simili ma con valori netti contabili residui bassi in modo che facciamo entrambi plusvalenze, tanto soldi non ne escono perché il tutto viene compensato”, ma con tutto il rispetto come è possibile che siano così alti i valori attribuiti a questi giocatori?? Galuppo varrebbe solo 1.2 milioni di euro in meno di Borini???
    Cordiali saluti

    Daniele

  • 22 Agosto 2013 in 15:15
    Permalink

    Ma poi non scherziamo: il valore di Galuppo sarebbe di 3.400.000 euro? Andrea Rossi 3.600.000? E su quale pianeta? Se per la legge questi sono valori reali m’inchino, ma se la azienda in cui lavoro facesse valutazioni così spropositate su costo dei macchinari e ammortamento probabilmente sarebbe sotto processo…

  • 22 Agosto 2013 in 18:12
    Permalink

    Caro Ermete,
    considera poi che Galuppo è stato preso dal Cesena e valutato 2.000.000 di Euro e nello stesso esercizio sociale venduto al Siena e valutato per 3.400.000 di Euro. In pochi mesi si è valorizzato per 1.400.000 di Euro. Mah..

  • 22 Agosto 2013 in 19:25
    Permalink

    Forse solo cosi si spiegano i quasi 100 acquisti del parma in questa sessione di mercato (e non solo di giovani di belle speranze)

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