L’AJAX DELLA VIA EMILIA? E’ DALL’ALTRA PARTE DELL’ENZA… editoriale di Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.it

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Era il 6 febbraio 2012, quando Andrea Schianchi, giornalista parmigiano della Gazzetta dello Sport – fino a luglio opinionista a Calcio & Calcio prima di saltare la staccionata ed approdare nella ricca squadra di Bar Sport – riciclò adattandola, ai tempi di Donadoni una definizione d’antan che risaliva ai tempi della grande utopia sacchiana, se non addirittura a quelli di Scala (che con i lancieri si misurò ad Amsterdam, nel ‘94, portando a casa un preziosissimo 0-0, senza vergognarsi di schierare quattro, dicesi, quattro stopper, ché a quei tempi non ci si facevano seghe mentali sulla propositività del calcio e si portavano a casa trofei…): e cioè “Parma, Ajax della Via Emilia”. Con tanto di titolo, a caratteri cubitali, messo in bocca a Donadoni: “Farò di Parma l’Ajax della Via Emilia”. Il pomeriggio del giorno imagesuccessivo, uscita l’intervista sulla Rosea, in sala stampa gli chiesi conto di quella dichiarazione e, sorridendo, Donadoni mi rispose così: “Quindi non è una cosa nuova? Bisogna crescere ogni volta: riuscire a mettere un mattoncino in più nella costruzione di questo progetto che io considero da qui fino alla fine dell’anno. Questo è l’importante, poi faremo tutte le valutazioni… Poi ci sono questo tipo di articoli che, diciamo così, riempiono le pagine…”. E che la Gaz-Sport sappia, diciamo così, elaborare bene la materia prima (alias monosillabi o frasi di senso più o meno compiuto dei propri donadoni-gds-prima-paginainterlocutori) a disposizione lo avrebbe appreso sulla sua pelle circa un anno e due mesi dopo, addì 9 aprile 2013, allorquando gli venne attribuita in una trionfalistica titolazione: “Pronto per una big. E’ la mia ora. E non punto solo al Milan”, con catenaccio: “Ho rinnovato col Parma ma di fronte a una chiamata potrei liberarmi. Sono un professionista, direi sì pure a Juve o Inter”. Frasi che per certi versi poteva anche aver pronunziato, cadendo nel trappolone della Rosea, poi brava ad imbastirle a proprio uso e costume, ma che si trovò a smentire nettamente – sempre dopo domanda di stadiotardini.it – in una conferenza stampa in cui affermò: “Ho detto delle cose, e ci sono i testimoni, completamente differenti dal titolo di quel giornale”. Anche un anno e due mesi prima, probabilmente, Donadoni non era andato di sua sponte su Parma modello Ajax, ma ce lo aveva imageaccompagnato Schianchi, affascinato da quel tipo di idea o progetto. In effetti, in quella che è stata la passata stagione un assaggio di modello Ajax il Parma di Donadoni lo aveva proposto dopo un calciomercato, quello dell’estate 2012, senza stelle affermate tra i nuovi arrivi (se si fa eccezione per Amauri), ma un discreto gruppo di talentuosi emergenti da lanciare, con alla fine qualche scommessa vinta (Belfodil, Sansone, che però è stata, a mio avviso, una sorpresa inaspettata più che programmata, giacché la sua schianchi-a-calcio-e-calcio-slide-08-04-20131mancata partenza per altri lidi era stata occasionale) e qualche d’un’altra persa (Pabon, Ninis). Era stato, quello di un anno fa, un calciomercato più virtuoso e di prospettiva, per usare due modi di dire cari a Leonardi, mentre l’attuale ha una filosofia di base del tutto differente, giacché si è preferito puntare decisamente su calciatori maturi, purché col passare del tempo non marciscano, in modo tale che non possano peccare di quei peccati di gioventù imageche nel recente passato possono esser costati qualche punto. Un mercato, insomma, fatto per cercare di vincere qualcosa e subito: e per vincere, quando sei il Parma, non si intende certo lo scudetto, ma il piazzamento in Europa. E non si intende il fatto di centrarlo (ché ai nastri di partenza ci sono squadre più forti), quanto di concorrere, partecipare, sino alla fine, senza andare in caduta libera come accaduto dallo scorso mese di gennaio, dopo che ci si era fatti la bocca su una stagione intera ad alto livello. Insomma, una decisa marcia indietro rispetto al manifesto leonardiano-donadoniano, che fino all’anno fa leonardi-slideconiugava – per lo meno nelle intenzioni, sulla riuscita meglio sorvolare –  la ricerca dei risultati al gioco propositivo e la valorizzazione di giovani. Non so se si poteva sintetizzare alla Schianchi, o Sacchi, o Scala “modello Ajax”, ma a qualcosa del genere poteva anche somigliare. L’Ajax della Via Emilia, però, sembra essersi trasferita dalla parte opposta (detto simpaticamente, quella “sbagliata”) dell’Enza, perché se da quella corretta (la nostra) abbiamo un imagemister che fino ad ora ci ha propinato Marchionni-Valdes-Parolo nella mediana, con la prospettiva immediata di vedere Gargano, il ventinovenne Gargano (perfino la GdP ieri, nel pezzo non firmato, ma dal vago spirito piovanoniano, ha fatto una punturina in apertura: “Ha ventinove anni, e questa è già una notizia per quello che è stato il mercato del Parma in quest’estate, rivolto quasi esclusivamente a over 30…”) al posto di Valdes (sempre ammesso che vada al Toro), dall’altra sponda, il “reggiano” Sassuolo (reggiano nel senso che gioca al fu Giglio), ha il coraggio di tentare la prima entusiasmante partecipazione con uno dei migliori prospetti, Chibash, dismesso dal Parma dei trentenni, e pare pure Marrone, quel Mister Brown (il copyright è del Saltimbanco) che le cronache mercatali avevano spesso indicato quale possibile obiettivo del Parma. Largo ai giovani? Miga tant… E intanto, come rimarcato anche da alcuni nostri lettori, nello spazio commenti, ci sono quotate formazioni iscritte alla Champions’ League che non disdegnano di dare fiducia agli emergenti. Il Parma avrà anche costruito una formazione stellare, ma più basata a chiudere un ciclo nell’immediato che non a guardare al futuro. Con le inevitabile conseguenze sia sul piano tecnico-sportivo, che economico. Ché la valorizzazione dei giovani, per l’opportuna rivendita con ricca plusvalenza, è indispensabile per le squadre della taglia del Parma (Leonardi dixit, e io concordo). Ieri il sito Parma Live proponeva il quesito Garga-Si, Garga-No, propendendo decisamente per la versione affermativa: io, viceversa, sono per quella negativa: perché a meno che non sia stato clamorosamente bocciato dal gerontofilo Donadoni (a imagemio avviso, nel caso, a torto), io tra Chibsah e Gargano avrei tenuto decisamente il primo. Con i vari Cassani, Munari, oltre ai già citati Cassano e Gargano, solo per fare qualche nome, viene da sorridere a ripensare alle dichiarazioni d’intenti di Donadoni del febbraio 2012: “Qui fabbricheremo talenti: è la dimensione ideale per fare calcio”. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

38 pensieri riguardo “L’AJAX DELLA VIA EMILIA? E’ DALL’ALTRA PARTE DELL’ENZA… editoriale di Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.it

  • 30 Agosto 2013 in 17:23
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    E’ evidente che il Parma quest’anno punta ad ottenere risultati nell’immediato e se si rivedono alcune dichiarazioni del Mister lo scorso anno questi affermava che alla squadra mancavano elementi di provata esperienza. Beh ora li ha e vedremo di cosa sara’ capace. Adesso e’ lui ad essere messo in gioco. E il Saltimbanco pur nelle sue espressioni colorite ha detto una cosa vera: quest’anno il presidente vuole risultati e il mister e’ il primo ad essere osservato

  • 30 Agosto 2013 in 17:24
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    Se Cisbah è stato dato via in comproprietà, forse Donadoni lo ha ritenuto un po’ immaturo, no? Cosa ha fatto di così strabiliante, Cisbah, per ritenerlo inamovibile? Anche perché Gargano – se arriverà davvero come pare – di solo ingaggio costa parecchio, quindi non vedo un grandissimo guadagno economico in questa operazione. La quale si spiega benissimo così: Gargano arriva subito ed è già un centrocampista di valore fatto e finito (e chi lo ha visto giocare un po’ non può negarlo), Cisbah ci garantisce un po’ di soldini – quanto serve per pagare l’ingaggio a Gargano e un milioncino in più – poi se esploderà se ne parlerà il prossimo anno.
    Ma qui tutti pensano di capire di calcio più del mister, il quale Cisbah lo ha usato con parsimonia in tutto il precampionato. Si vede che è un incompetente gerontofilo che detesta i giovani e non vede i fenomeni. Quanto al modello Sassuolo, beh, vedremo se fra 25 anni sarà una realtà consolidata della serie A come il Parma (lasciamo stare l’Ajax, per favore). Ma come mai per il titolare di questo sito, tutte le piazze e tutte le società sono migliori del Parma?

    • 30 Agosto 2013 in 17:34
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      Solo con i suoi occhiali scuri (deve essere lo steso modello di Angioldo) può aver letto nel mio scritto, come asserisce, calunniandomi (come fa di solito, del resto) che tutte le piazze e tutte le società sono migliori del Parma.

      Io ho soltanto scritto che il Sassuolo sta tentando la sua prima esperienza in A perseguendo quella che era la lodevole idea del Parma, cioè la valorizzazione dei giovani, attraverso due giocatori, uno ricevuto dal Parma (che nel frattempo “sputtana” il ricavato in un giocatore fatto e finito come Gargano, appunto anziché tentare di valorizzare Chibsah, che aveva strappato alla Juve) e uno che il Parma si diceva avrebbe potuto prendere, cioè Mr Brown Marrone, altro elemento di prospettiva.

      Io ho scritto che Donadoni è gerontofilo, ché alla prova dei fatti è così, basti rivedere le formazioni e il mercato che si sta chiudendo.

      Se Donadoni ha ritenuto Chibsah immaturo a mio avviso ha commesso un errore: sarò pur libero di scriverlo, o per questo debbo essere bruciato sulla pubblica piazza?

      E se personalmente preferivo di gran lunga Chibsah a Gargano (condivido la sua osservazione sul fatto che solo di ingaggio costa parecchio e dunque non ci vede un grandissimo guadagno economico) sarò pur libero di scriverlo o debbo esser bruciato sulla pubblica piazza?

      Se Chibsah esploderà l’anno prossimo il Sassuolo ci darà un altro po’ di soldini, sai che goduria, però…

      Saluti

      gmajo

    • 30 Agosto 2013 in 17:59
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      Le viene mai il dubbio, caro Gustavo, che Gargano è diventato Gargano grazie al fatto che ha giocato a lungo in una squadra di ‘vertice’ come il Napoli? Ci son giocatori che fanno grande una squadra e squadre che fanno diventare buoni giocatori coloro che invece altrove sarebbero giocatori mediocri. Candreva, che ora è uno dei top player della Lazio e che l’anno prossimo dovrebbe partire alla volta del Brasile per disputare il mondiale, ai tempi del Parma veniva trattato come ora stiam trattando Valdes, e cioè come una scartina. Perfino Buffon, che non mi pare più il felino dei bei tempi (decisamente andati), può ancora definirsi Buffon solo perché gioca nella Juve e ha davanti a sé difensori che in Italia si portano a cena qualsiasi attaccante avversario. Ma se giocasse nel Parma, forse incasserebbe molti più gol dei venti che prende in bianconero…insomma, può succedere che Gargano arrivi al Parma e che ci mostri tutti quei difetti che il Napoli, in passato, gli ha permesso di camuffare.

  • 30 Agosto 2013 in 17:25
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    Come ho gia’ detto io preferisco l’Arsenal e il Psv forse mai vincenti ma pieni di ottimi giovani pedatori. Bisogna anche riconoscere che per acquisire giovani di elevato valore(vedi Rebic) ci vogliono i soldini tintinnanti e non solo la finanza creativa e se uno i soldi non li ha “nun ce sta niente a fa”

    • 30 Agosto 2013 in 17:41
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      Alfredo, la strategia mercatale del Parma 2013 rispetto a quella del Parma 2012 è diametralmente opposta, sostanzialmente a parità di condizione economica. Ora si è fatta una squadra matura, di quelle che potrebbero entusiasmare la piazza, la quale memore della grandeur di Calisto gode i calciatori già fatti e finiti (come Gustavo definisce Gargano), specie se sono dei campioni come Cassano, piuttosto che portare pazienza coi giovani e con le promesse (come fanno a Udine, ad esempio. Modello sempre più lontano). Un anno fa, invece, si fece un mercato di prospettiva, grazie al quale quest’anno hai potuto permetterti il passo più lungo della gamba prendendo Cassano. Tra un anno, ricavate, se faranno bene, le plusvalenze delle comproprietà rimaste, non avremo in mano un granché.

      Quindi il problema non è che non ci stanno i soldi se non con la finanza creativa, ma come questi soldi, veri o virtuali che siano, decidi di investirli. Certo quello del 2013 non è un mercato secondo la filosofia di Leonardi…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 30 Agosto 2013 in 17:51
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    Di seguito riporto le parole che lo scorso 12 luglio sono state pronunciate da Bruno Cufino, nuovo allenatore della squadra di pallanuoto del circolo nautico Posillipo. Le riporto qui, dove invece si parla di calcio ed in modo particolare di Parma, perché sono esattamente queste le idee che possono portare alla nascita, in una qualsiasi disciplina sportiva, di un modello che faccia proprio lo spirito gestionale dell’Ajax:

    “Il progetto che ho elaborato per il circolo si sintetizza come segue. Tre sono i livelli di intervento verso cui bisogna tendere. Il primo concerne una radicazione sul territorio del Posillipo attraverso la stipula di alleanze con altre realtà del territorio cittadino, provinciale e regionale. In questo ambito il circolo deve fornire il proprio know how, aiutare e promuovere la crescita di realtà minori nell’interesse più generale della pallanuoto. Pertanto, il Posillipo deve diventare un punto di riferimento anche culturale per i valori sociali ed educativi di cui la pallanuoto si fa portatrice. Il secondo piano d’intervento deve essere finalizzato ad un più razionale uso delle categorie giovanili, che vanno indirizzate alla produzione di giocatori di alto livello. Esse dovranno essere lo strumento attraverso il quale si formano pallanuotisti di qualità e non fini a se stesse. Anche in questo quadro vanno usate metodiche scientifiche, razionali e programmate e reperiti maggiori spazi e risorse. Il terzo piano di intervento riguarda la prima squadra che deve costantemente puntare all’alto livello. Ciò dovrà avvenire, soprattutto, attraverso l’utilizzo dei giocatori costruiti in casa; in questo quadro il ricorso al mercato nazionale o straniero ha un senso solo quando non è possibile ricoprire tutti i ruoli con giocatori di alto livello. Una prima squadra di qualità è indispensabile se si vuole che i più giovani migliorino: essi che devono sempre poter avere ambizioni e coltivare un sogno. Il Posillipo del futuro dovrà essere costituito da ragazzi che abbiamo dei valori importanti, che diano uno stile al club che guardi al valore sportivo. In un momento in cui in città diventano tre le realtà importanti, abbiamo l’obbligo di caratterizzarci per la qualità del lavoro, la progettualità e lo stile sportivo”.

    Punto primo: se il Parma invece di stringere ‘amicizie’ con club umbri, campani o sloveni, e dunque abbastanza lontani dal Ducato, avesse definito delle alleanze con realtà presenti sul territorio cittadino e quello della provincia, avrebbe potuto movimentare meglio i cento e passa giocatori che ha comprato e girato ai club satelliti. Per esempio, quelli più giovani avrebbe potuto ‘spedirli’ in piazze relativamente vicine, con la possibilità di curarne meglio la crescita. E una scelta simile avrebbe potuto farla anche per i talenti della Primavera che non vengono ancora ritenuti all’altezza della prima squadra, ma che si ha la necessità di far crescere facendogli giocare campionati agonisticamente credibili.

    Punto secondo: il vivaio non deve necessariamente produrre scudetti o coppe di categoria, ma sfornare giocatori, possibilmente di livello medio-alto, pronti per la prima squadra. Francamente, cosa ce ne facciamo dello scudetto vinto dagli Allievi quest’anno se poi diversi degli elementi che l’hanno conquistato tutt’al più vedranno la loro carriera arrampicarsi tra una Prima Divisione e i dilettanti? Al momento, quello scudetto è servito solo a Cristiano Lucarelli per accreditarsi agli occhi dell’opinione pubblica e degli addetti ai lavori come tecnico su cui val la pena puntare qualcosa (forse). Ergo: i giocatori facciamoceli in casa e sul mercato andiamoci solo quando non abbiamo altre alternative.

    Terzo punto: lungi da me chiedere al Parma di competere per obiettivi di alto livello: è il sistema calcio che ce lo vieta, altrimenti da diversi anni a questa parte non vedremmo sempre le solite sei o sette squadre dividersi le posizioni di vertice. Però ci si può salvare o disputare bei campionati anche coi giocatori Made in Parma. Corriamo un po’ con la fantasia: uno arriva a Parma che è un pulcino, lo si forma, lo si segue, lo si cura con attenzione, lo si fa crescere, lo si prepara a diventare calciatore…e finisce in prima squadra: uomo e tecnicamente preparato ad affrontare la massima serie. Direte: serve anche il talento per affermarsi a certi livelli. È vero, ma non sempre in A ci arrivano quelli più dotati: talvolta c’è spazio anche per chi ha studiato meglio degli altri e non aveva del talento da vendere. O penserete che il PSV visto l’altra sera contro il Milan sia composto solo da futuri Van Basten?

    Probabilmente è inutile precisarlo, ma io mi allineo completamente alle parole e alle idee del sig. Cufino…e anzi non sarebbe male se un personaggio del genere, con queste idee e di questa levatura venisse a lavorare per conto del Parma.

    Molti degli sport minori del Bel Paese cercano, spesso, di imitare il calcio, e spesso ne prendono la parte peggiore. Forse è arrivato il momento di invertire la rotta: tocca al calcio copiare le buone idee provenienti da altre discipline. Nella pallanuoto, e specialmente in quella italiana, ne vengono fuori tantissime perché il movimento non attrae sponsor e televisioni: in sintesi, sposta pochi soldi. E dove non girano soldi, iniziano a circolare le idee…e soprattutto le buone idee. Se il Parma vuol veramente diventare l’Ajax della Via Emilia, faccia come se di soldi in cassa non ne avesse. Così magari cominceranno a venirgli delle buone idee…con le quali magari un giorno potrebbe darsi quell’autosufficienza che da tempo insegue.

  • 30 Agosto 2013 in 17:58
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    Più che l’Ajax, quest’anno il Parma pare il Montreal Impact della via Emilia.
    Sembriamo quella squadra canadese dove sono andati a chiudere la carriera i vari Di Vaio, Ferrari, Pisanu.

    Sono curioso di sentire cosa dirà Schianchi che è un sostenitore di quella definizione a tal punto da averla fatta indossare a Donadoni. Ma sicuramente troverà il modo per elogiare il lavoro dell’amministratore delegato. Scommettiamo?

  • 30 Agosto 2013 in 18:51
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    va be dai AJAX sta al sassuolo ,come il TIDE sta al parma.

    sicuramente l’impostazione di quest’anno e’ sicuramente da anti ajax.

    da come sto vedendo giocare il parma di donadoni (tic e toc )
    mi sembra che si voglia scimmiottare di piu’ il barcellona senza la cantera per giunta 🙂

  • 30 Agosto 2013 in 20:13
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    Majo si è capito che Chibsah (così come Saponara) ti stava proprio a cuore per la storia del 4-2-3-1 che ormai tiri fuori anche quando non parli di tattica. Però se Donadoni ha ritenuto che Marchionni, Parolo e compagnia bella fossero più adatti al suo gioco di quest’anno (tatticamente o psicologicamente) non vedo cosa devi dire tu, che non penso ti possa paragonare al Mister in nessun ambito della conoscenza calcistica. I voti al massimo li potrai dare da metà anno in poi, da giornalista e opinionista quale sei. Nessuno brucia nessuno in pubblica piazza (almeno Gustavo non l’aveva scritto), ma si può non condividere. O si viene bruciati in pubblica piazza? Inoltre come tu ben sai non penso che l’anno prossimo il Parma non avrà nessun giovane con cui fare plusvalenze o da innestare in prima squadra: semplicemente non sono ora in prima squadra ma in giro per l’Italia e qualcuno per l’Europa. Quindi vedremo, i giudizi li daremo dopo, da giornalisti o da opinionisti; non prima, come se fossimo chi ricopre il ruolo che si critica. Se no prova a fare tu il Plenipotenziario e vediamo come va a finire (sicuramente con il 4-2-3-1 se non ho capito male no?). Poi vorrei ricordare che gli Allievi l’anno scorso hanno vinto il titolo nazionale, e la Primavera di quest’anno sembra tutto fuorchè malvagia. Non capisco cosa ci sia da dire, proprio dopo lo scudetto Allievi e i vari giovani in rampa di lancio che abbiamo, sulle politiche del reclutamento e dello sviluppo dei giovani del Parma.
    In simpatia,
    Alessandro

    • 30 Agosto 2013 in 20:59
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      Buonasera Alessandro,

      le risponderò per punti.

      1. Non invertiamo i fattori. Io non è che sono un talebano del 4 2 3 1 “a prescindere”: semplicemente, quando a inizio estate lo proposi attraverso articoli su questo sito e interventi a Calcio & Calcio Estate, soppesati i vari elementi disponibili nel Parma, ho pensato che potesse essere il sistema di gioco migliore per valorizzare, tutti assieme, contemporaneamente, tutti i talenti offensivi del Parma: Biabiany-Cassano-Sansone alle spalle di Amauri. Per permetterci un simile poker, va da sé che servisse una certa copertura sommata ai piedi buoni: Chibsah, a mio modo di vedere, poteva garantire efficacemente questo tipo di calcio. Al suo fianco andava bene un qualsiasi altro centrocampista. Incluso Parolo. Corollario del mio teorema: l’esclusione del regista (Valdes).

      2. Nessuno mette in discussione il principio per cui l’allenatore sia quello che meglio conosce lo spogliatoio, ma la storia del pallone è ricca di “mister” che si innamorano delle proprie idee, andando a mettere a repentaglio l’interesse collettivo di chi sostiene la squadra per cui fa il tifo. Per esempio, a mio avviso, Donadoni si è innamorato dell’idea Valdes regista – solo perché per uno spezzone di campionato, dopo che lui era stato fuori, riposandosi, fino a quel punto, aveva fatto bene – e lo scorso anno abbiamo finito per pagare questo accanimento. La prova? Il fatto, per ammissione dello stesso cileno, di aver giocato un campionato intero con la pubalgia. Non c’erano alternative? Non aveva ordinato il medico di giocare per forza con il regista. Esistono altri sistemi di gioco grazie ai quali si può prescindere. Completa il discorso Valdes quello relativo a Marchionni: lo scorso anno la mediana sulla quale si era impuntato l’allenatore è stata all’origine, secondo la mia analisi, del pauroso calo della seconda parte di stagione.

      3. A me non interessa dare voti, e men che meno “a posteriori” a frittata fatta. Io eseguo una critica propositiva e preventiva, individuando problematiche e cercando di porle all’attenzione. Non dico di avere la scienza infusa, ma una certa “maruga” e un certo intuito, mi perdoni l’immodestia, non mi mancano di certo. Ad esempio sul 4 2 3 1 e sul fatto che si possa rinunciare al regista, la Gazzetta di Parma ha proposto sondaggi e messo in campo la sua prima firma (nonché grande tattico, con tanto di patentino) Paolo Grossi circa due mesi dopo da quando io avevo iniziato a predicarlo. Così come Donadoni non avrà certo ascoltato il sottoscritto, ma chi si era battuto per fargli capire che con i calciatori che aveva a disposizione (Giovinco, in primis) doveva cambiare modulo rispetto a quello che aveva proposto nelle prime tre uscite post-Colomba, fui io. E dopo tre gare mi “diede retta”, facendo esattamente quello che suggerivo. Proporre considerazioni e suggerimenti, frutto di meditazione e dell’intelligenza, motivando le proprie convinzioni non è attaccare i signori Donadoni, Leonardi e Ghirardi come i loro fan credono.

      4. Gustavo, che non credo abbia bisogno di avvocati, nei confronti del sottoscritto è spesso prevenuto “a prescindere”. E la cosa mi dà fastidio, perché quando si mette in dubbio la mia buona fede e mi si viene a calunniare mi si fa un danno ingiustificato. Appunto uno può condividere o non condividere: ma non si può venire qui ad insinuare gratuitamente, sulla base di antipatie, e preconcetti. In tutto quello che faccio ci metto entusiasmo, buona fede, passione, amore e soprattutto onestà. Motivando sempre nel merito le mie argomentazioni, che non pretendono che siano condivisi dalla totalità dei lettori (in quanto sono il primo ad essere nemico del pensiero unico e compatisco chi lo pretende), ma non che si insinui – come fa Gustavo – la cattiva fede. Del resto come io rispetto chi non la pensa come me. Io arrivo ad avere male parole non contro chi non la pensa come me – ché saranno problemi suoi – ma contro chi, non pensandola come me, viene qui ad accusarmi ingiustamente di un qualche cosa. Appunto “bruciandomi in piazza”, metafora che ho utilizzato rispondendo a Gustavo.

      5. Le ricche plusvalenze, possibilmente reali, sul mercato è più facile farle con gli assi che con le scartine. E comunque dei tanti giovani arrivati negli ultimi quattro anni a Parma fatico a trovarne uno confermato nell’organico della prima squadra. E, sarò eretico, a parte Ampuero – e poi e poi – ho molti dubbi che possa saltar fuori un solo top player dai tanti calciatori che sono stati smistati a Gubbio, Nova Gorica e compagnia cantante. L’anno prossimo le plusvalenze che ci faranno campare saranno la seconda parte dei cartellini di Chibsah, Belfodil e appunto Saponara, del quale, è vero, ho il grande rammarico di non aver potuto goderne le prestazioni nel Parma, accontentatosi dell’uovo oggi in luogo della gallina domani.

      6. Il mio ruolo è quello di osservare i fatti e riportarli, offrendo una analisi di supporto. Come dicevo prima preferisco ante, che post. Specie se post-danni. A me non interessa essere al posto di Donadoni o di Leonardi, sebbene la loro dichiarazione dei redditi possa vantare molti più zeri della mia. A me basta fare il giornalista seriamente, come faccio. Anche se sono un morto di fame.

      7. Proprio il fatto che gli Allievi han vinto lo Scudetto e la Primavera non sembra male, che non capisco l’utilità – a parte per le scritture contabili – di questo vortice di movimenti con circa 300 operazioni al mercato. Leonardi dice che non possiamo permetterci la qualità e dunque facciamo la quantità. E’ una strategia che non mi convince affatto. E sarò pure libero di scriverlo sul mio sito?

      Cordialmente

      Gmajo

  • 30 Agosto 2013 in 20:32
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    ah si era tanto convinto che mancando 2 giorni alla fine del calciomercato stiamo rivoltando il centrocampo come un calzino sdrucito.

  • 30 Agosto 2013 in 21:29
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    Per Luca Russi: non condivido nulla.
    1. Il Parma ha stretto GIUSTAMENTE alleanze con squadre di livello. Che serve mandare a giocare giovani alla Fidentina o al San Prospero?
    2. Il Settore Giovanile e’ stato incredibilmente potenziato in questi anni dopo le macerie lasciate da Cinquini ( se vuoi posso aprire un capitolo apposito con nomi e cognomi di giovani buttati mare…a Livorno e Sassuolo ne trovi alcuni)
    3. La prima squadra e’ stata potenziata con giocatori di livello forse proprio nella speranza di arrivare in alto.
    Quindi i tre presupposti pallanuotisti sono stati perseguiti

    Per Majo:
    L’innamoramento per Valdes sembra finito. Le valigie sono pronte direzione curva Filadelfia

    • 30 Agosto 2013 in 22:26
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      Se stringi alleanze con squadre del tuo territorio, magari il territorio ricambia fornendoti quei giovani che un domani possono irrobustire il settore giovanile o addirittura la prima squadra. Il Fidenza mi pare che giochi in D. E, per quanto si tratti di squadre della provincia di Reggio e Modena, anche Correggese e Virtus Castelfranco giocano in D. Sembra poco, ma mandare i nostri ragazzi in città relativamente vicine ti permette di seguirli quasi sul posto, senza doversi affidare alle relazioni di tizio o caio.

      Solo il tempo ci dirà se e quanto il settore giovanile è stato potenziato. Per ora in prima ci è arrivato il solo Cerri, che peraltro era un allievi e non un primavera, e siam dovuti arrivare fino a Belgrado per scovare un altro giovane col quale rinforzare primavera e prima squadra. Ce ne fossero stati di buoni tra i nostri ragazzini, perché andare a prenderne uno in Serbia?

      Prima squadra potenziata con giocatori di livello? Felipe è uno scarto del retrocesso Siena e di Fiorentina e Udinese. Cassano è uno scarto dell’Inter. Cassani è un altro scarto dei Della Valle. Al massimo si tratta, eccezion fatta per Cassano, di giocatori di livello per il Parma e non in assoluto. Uno dei nostri giovani può imparare qualcosa da Paletta e Cassano. Stop. Cosa vuoi che imparino da un Felipe, da un Parolo e via dicendo?

      • 31 Agosto 2013 in 02:06
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        Mi dissocio dalle definizioni “scarto di…”, specie quando gli “scarti” sono di squadre dalle potenzialità maggiori del Parma. Quindi scrivere “Cassano è uno scarto dell’Inter” è una frase che in un articolo non ti avrei certo pubblicato, caro Luca: nei commenti fai un po’ quel che vuoi…

        E comunque un nostro giovane può imparare benissimo anche da un Felipe e un Parolo e via dicendo. Echeccazzo: mica si può imparare solo da Cassano e Paletta!

        Ciao gmajo

        • 31 Agosto 2013 in 05:11
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          Ah, certo…magari avrebbero avuto da imparare qualcosa anche da un Castellini qualunque…

    • 31 Agosto 2013 in 02:13
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      Salve Alfredo,

      prima di “illuderci” su Valdes assicuriamoci che sia arrivato almeno a Porta Susa…

      Sul discorso del settore giovanile mica sono tanto d’accordo, da? Con Cinquini a suo tempo avevo fatto litigate da urlo, ché non è che ci fosse chissà quale feeling tra noi, ma trovo ingiusto accusarlo delle macerie del settore giovanile: Le rammento, infatti, che eravamo in pieno crac Parmalat, e le assicuro che il lavoro fatto per mantenere la squadra in A senza mezzi è stato enorme. E nell’anno del 10° posto di Beretta, poi tradottosi in un 7° posto con un incredibile ritorno in Europa, i meriti principali non furono del tecnico, quanto del DS da lei menzionato, del quale non condividevo i metodi, ma che è stato efficace nel toccare le corde di quei calciatori facendo loro tirare fuori il massimo.

      Sulle alleanze avrei da eccepire sulle “squadre di livello”. E comunque mi trovavo più in linea su sue precedenti considerazioni su questo tipo di manovra, che personalmente non benedico.

      Sul fatto che la squadra si sia potenziata con giocatori di livello nella speranza di arrivare in alto, sicuramente sarà così: ma personalmente preferivo il precedente progetto, poiché di più ampio respiro per il futuro. Questo mi puzza parecchio di “o la va o la spacca”….

      Cordialmente

      gmajo

  • 30 Agosto 2013 in 21:42
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    Buonasera Majo,
    le risponderò per punti anch’io allordunque.

    1. Si era già capita la storia del 4-2-3-1, l’aveva già spiegata svariate volte, non c’era bisogno di spiegarla un’ennesima volta. Facevo appunto ironia su questo (e lei me l’ha rispiegata come a sottolineare il bersaglio dell’ironia).

    2. Cosa ne sa lei che Valdès con la pubalgia sarebbe stato peggio del rincalzo di Valdès sano? E’ anche questa una valutazione che Donadoni avrà fatto, non credo sia così incosciente da non averne tenuto conto. Se ha deciso in quel senso avrà avuto le sue motivazioni.

    3. Il fatto che lei pensa che Donadoni le abbia ‘dato retta’ mi fa sorridere, così come il fatto che continua a ribadire che Sansone non se n’è andato per i commenti sul suo sito. Non mi fraintenda, sono certo che Leonardi e company tengono in considerazione la pubblica opinione. Quello che non penso è che le loro azioni dipendano da questa. Semplicemente un professionista fa le sue valutazioni, fa dei tentativi e arriva a delle conclusioni, che casualmente ogni tanto potrebbero coincidere con le conclusioni che trae lei, come ogni tanto con quelle di qualsiasi altra persona.

    4. Non conosco la sua relazione precedente con Gustavo e non volevo entrare in una situazione che non conosco. Dicevo solo che il suo commento in questo post non era per niente offensivo o minatorio.

    5. Non abbiamo solo Nova Gorica e Gubbio, ma anche tanti giovinotti in Serie B e all’estero, vedi Crisetig, Mastriani, Ishak, Ninis (PAOK? non è ancora ufficiale ma va beh), Saric, Pigliacelli, Ampuero, eccetera.

    6. Apprezzo il suo lavoro e seguo il suo sito, anche se ogni tanto non condivido per nulla le sue valutazioni (come è normale che sia).

    7. Il fatto che lei non ne sia convinto non vuol dire che non ce ne sia bisogno. Secondo le valutazioni di Leonardi (che non è l’ultimo arrivato) questa strategia è probabilmente quella giusta. Come si fa a valutare a priori una strategia del genere? Vedremo i frutti che darà fra qualche tempo. Finora ci sono stati così tanti movimenti che sfido chiunque a capire la strategia (o il ‘progetto tecnico’) nei dettagli relativa a ogni giocatore acquistato dal Parma e girato altrove. Sicuramente l’avranno studiata bene (spero..), ma preferisco (e secondo me dovrebbe farlo anche lei) valutare a frutti più maturi, perchè ora come ora non si ha un’idea di dove si andrà a parare.
    Lei è libero di scrivere quello che vuole. Io sarò libero di risponderle, nei limiti del rispetto reciproco?

    Cordialmente,
    Alessandro

    • 31 Agosto 2013 in 02:02
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      Io, Alessandro, non avrò capito la sua ironia sul “mio” 4 2 3 1, ma lei ha frainteso il mio passaggio dove dicevo che Donadoni mi aveva “dato retta” su alcuni suggerimenti: tanto è vero che se lei rilegge con attenzione la seconda parte del paragrafo 3 della mia precedente risposta, noterà che iniziava con la premessa: “Così come Donadoni non avrà certo ascoltato il sottoscritto…”. Dunque è palese che non sono illuso che Donadoni pigli ispirazione da me. Anche se lo stesso Donadoni l’anno scorso ringraziava chi faceva critica propositiva con consigli e idee.

      E non ho mai scritto, come lei afferma erroneamente, che Sansone se n’è andato per i commenti sul mio sito. Semmai ho parlato di rivolta del popolo crociato del web, che comprende in piccola parte il mio sito, e in gran parte altre piazze virtuali, tra cui la Gazzetta di Parma, il cui sondaggio sul tema vide una percentuale bulgara di NO (97%) alla cessione di Niki. Avevo ribadito, piuttosto, che io non avevo in alcun modo influenzato il pubblico di stadiotardini.it, non avendo dedicato neppure un articolo (e di conseguenza un titolo) alla vicenda, fino a quando non è stato tolto dal mercato, a parte qualche commento in risposta ai lettori.

      Sugli altri punti, pur non trovandomi d’accordo, non sto qui a replicare, giacché riguardano sue convinzioni che è liberissimo di esporre.7

      Cordialmente

      Gmajo

  • 31 Agosto 2013 in 02:55
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    Per Luca Russo:
    Pensare di poter fare un grande settore giovanile setacciando solo la provincia o quelle limitrofe e’ una utopia anni 30. Basti vedere che fa l’Udinese che prende giovani sconosciuti da tutto il mondo e li spedisce a farsi le ossa in squadre in tutto il mondo, alcune anche di sua proprieta’ (Granada, Watford e similari)
    Per Majo: il mio pensiero su Cinquini rimane legato alla distruzione del settore giovanile. Capisco che eravamo in pieno crac ma salutare gratis gente come Gazzola,Longhi,Bernardini (tutti giovani dell’allora Primavera con ingaggi sicuramente bassi) e oggi tutti in serie A, o “regalare” per 2 spiccioli Rosina al Torino rimangono a mio avviso operazioni scellerate

    • 31 Agosto 2013 in 14:32
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      E io che credevo che a Bilbao, quanto a gestione del vivaio e della prima squadra, fossero avanti, e non indietro, di ottanta anni…

  • 31 Agosto 2013 in 09:19
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    chiamiamoli pure scarti che e’ la definizione giusta.
    poi sta nella mente di ognuno valutarne il significato.
    diciamo che e’ una sintesi oggettiva e lucida di un periodo che fa piu’ o meno cosi’:
    calciatori arrivati a zero da club di pari categoria che se ne sono liberati per “incompatibilita’ tecnica ed onerosa” e per lo piu’ a fine carriera e atleticamente agli sgoccioli.
    ma visto che qualcuno potrebbe aversene a male diciamo che sono diversamente incartati.

  • 31 Agosto 2013 in 09:26
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    ps: l’importante (parola cara a chissoio) e’ salvarsi scarti o no
    diciamo che a scarti siamo in buona compagnia a me preoccupa non poco l’invecchiamento precoce della rosa

  • 31 Agosto 2013 in 12:28
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    Per Assioma:
    La rosa e’ stata fatta, anche su indicazione dell’allenatore, per avere buoni risultati oggi. Del doman non c’e’ certezza ma ricorda che a livello giovanile ne abbiamo alcuni tra i migliori in prospettiva (Cerri, Jankovic, Mauri, Lombardi, Espisito, Svonja) tanto per citarne alcuni.
    In giro abbiamo poi gente come Mungo, Marocco, Defrel che sono di ottima qualita’.
    Ed anche in Slovenia ti consiglio di seguire Coda (gia’ 4 goal in sette partite) e Bernadocco. Tieni presente che quest’ultimo, prima di incidenti vari al ginocchio, era preferito dall’attuale mister del Sassuolo,come regista, nientemeno che a Verratti

  • 31 Agosto 2013 in 12:31
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    Dico sinceramente che anch’io sarei entusiasta a veder giocare in maglia crociata una gran quantita’ di questi ragazzi ma il campionato di A e’ molto, molto difficile e si rischierebbe troppo di bruciare categoria, squadra e giovincelli

  • 31 Agosto 2013 in 13:21
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    alfredo allora giochiamo con quelli gia’ bruciati si fa prima a raccoglierne le ceneri,per quanto riguarda i giovani mi hai fatto un elenco di nomi che attualmente giocano nelle categorie opportune a parte il nostrano cerri,se poi dici che sono ottimi elementi evidentemente li conocerai tutti ,piu’ o meno e’ quello che dicono tutti i dirigenti e tecnici di qualsiasi club salvo poi i nostri
    non vederli mai passare dal via come quando peschi la cartella probabilita’ a monopoli.
    Dulcis in fundo se la rosa e’ stata costruita in base alle esigenze del mister vuol dire che c’erano poche idee e confuse oppure che donadoni e’ piu’ fortunato di conte allora tace

  • 31 Agosto 2013 in 13:30
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    per tutti: non era meglio aspettare lunedi’ per preparare le valige a qualcuno ? salvo poi trovarselo in campo per la partita di addio ? io al professionismo psicologico non credo

  • 31 Agosto 2013 in 17:06
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    Per Luca Russo: Pensavo male; a Bilbao sono peggio della Lega quindi sono indietro di 400 anni. Il mondo in tutti i suoi aspetti e’ globale: non inizia all’Oltretorrente per finire a San Lazzaro e per fortuna
    Per Assioma: ti dico il vero; io li seguo da anni e annorum i giovani dai giovanissi in su quindi parlo conoscendo non a vanvera. E proprio perche’ seguo i giovani sarei piu’ invigliato a vederli in prima squadra ma capisco le esigenze delle nostre societa’. Il Parma, con i mezzi a disposizione chiaramente, ha fatto un lavoro esagerato in questi 3-4 anni a livello giovanile

    • 31 Agosto 2013 in 17:50
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      Caro Frank, se ne avesse voglia potrei assegnarle (gratis, of course) una rubrica settimanale sul settore giovanile, in cui potrebbe mettere in comune le sue esperienze e le sue valutazioni su come sta andando. Di solito ci si accontenta dei risultati e poco altro. Invece qualche approfondimento potrebbe non essere male e se sono anni che lo segue potrebbe essere la persona giusta…

    • 31 Agosto 2013 in 19:04
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      Visto che mi sembri un conoscitore della materia, ti chiedo: costa di più portare un giovane del vivaio in prima squadra o andare a pescare uno buono, quando riesci a pescarne uno buono, in Sudamerica? Così almeno si capisce in che modo il Parma coniuga l’esigenza di crescere con quella di tenere il bilancio in ordine.

  • 31 Agosto 2013 in 18:42
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    alfredo ,io invece tutte queste esigenze delle societa’ le vedo solo a parma

  • 31 Agosto 2013 in 19:40
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    Per Luca Russo: fino a qlc anno fa costava molto meno in Sudamerica oggi no. Oggi costano molto neno nei paesi dell’est europeo se sei abbastanza sveglio a beccarli giovanissimi. E il costo non e’ il giocatore di per se ma tutto quello che c’e’ dietro a cominciare dal procuratore. E poi non e’ solo una questione di costi del calciatore di per se ma anche du qualita’ complessiva e qui di di costo/beneficio. Se io ho 100 giovani di San Lazzaro che anche mi costano nulla ( ma non e’ mai cosi) e nessuno arriva nemmeno in lega Pro ho fatto un’operazione da derelitto. Se be prendo uno che mi costa 800000€ ma nel giro di due-tre anni arriva tra A e B ci ho gia’ guadagnato anche se arriva dal Polo Sud

  • 31 Agosto 2013 in 19:42
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    Per Assioma: dai non e’ vero tutte ke societa’ hanno di questi problemi. Pensa il Milan deve ricomprare a 12mln dalla Juve Matri che proviene dal suo settore giovanile

  • 31 Agosto 2013 in 19:43
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    Per Majo: non mi dispiacerebbe ma andrei diciamo cosi un po’ in conflitto di interessi. Se vuole via mail in priv potro’ essere piu’ esplicito

  • 31 Agosto 2013 in 20:13
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    alfredo ti ho detto che le vedo solo a parma……co ghentra matri e il milan po 🙂
    di ve la nostra primavera di campioni di prospetto che solo noi abbiamo ne ha presi 2 anche oggi a sassuolo

  • 1 Settembre 2013 in 12:56
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    Per Assioma:
    Di ve se conta solo il risultato nei giovani allora ieri i canterani del Barcellona ne han presi 4. I saran balord anca lor

  • 1 Settembre 2013 in 12:57
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    Per Assioma: se secondo te queste esigenze ce le hanno solo a Parma allora sta ben e buonata

  • 1 Settembre 2013 in 15:54
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    Dato che rispondere per punti va di moda…..seguiamo la moda.
    1) Sono d’accordo con Majo, l’Ajax della Via Emilia è il Sassuolo. Perché è lì che stanno (uso “stanno” dato che il mercato non è ancora finito) facendo una squadra che possa produrre talenti. E penso che questo non possa essere messo in discussione: la media età della rosa e i giocatori schierati dalle due squadre penso che lo confermino (noi con Cassano e Amauri, loro con Zazza e Berardi).
    2) Meglio squadra “giovane” o meglio squadra “vecchia”? è una cosa soggettiva, io personalmente preferisco averla giovane e di prospettiva. Infatti non avrei preso Cassano (come scrissi un po’ di tempo fa, avrei preferito come regalo per il Centenario un giovane in rampa di lancio come Immobile o Gabbiadini), come non avrei ceduto Chibsah (ma Valdes) e non comprato Gargano. Però dobbiamo ricordarci che a schierare la squadra c’è Donadoni che non è molto bravo a lanciare i giovani (ma è bravo a reinventarsi i giocatori), quindi Leonardi si muove di conseguenza cercando di andare a piazzare i giovani che Donadoni non saprebbe valorizzare per poi poterne ricavare profumate plusvalenze. Se non avesse fatto così Leonardi noi non avremmo guadagnato un euro né con Borini e nemmeno con Saponara (Danilo Pereira dice qualcosa? Rifiutati 5 M, come se fosse un gesto eroico da parte della dirigenza, e poi dato via per). Quindi se non cambia l’allenatore meglio muoversi in questo modo mandando in comproprietà i talenti.
    3) Riguardo a quanto scritto da Russo, di prendere a esempio il Posillipo, penso che ci sia un “errore” iniziale. In Campania la pallanuoto è molto diffusa, la città di Napoli può vantare 3 squadre in A1, e si possono permettere di ”pescare” solo nelle squadre vicine perché la scuola pallanuotistica campana per quantità e qualità è una delle migliori in Italia. Portandoci nel calcio, non possiamo dire che la scuola calcistica emiliana ha la stessa importanza nel calcio che quella campana ha nella pallanuoto e per questo il Parma non può basarsi solo sui giocatori locali. Detto questo concordo invece nel fatto che il Parma dovrebbe anche, ripeto ANCHE e non SOLO, collaborare con le società vicine a se (per esempio mandando qualche ragazzo in prestito al Fidenza, Piacenza, Castelfanco….).

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