L’ARGENTINA BATTE L’ITALIA 1-2. PER LA GIOIA DI PAPA FRANCESCO

buffon papa bergoglio(Luca Savarese) – Nella partita amichevole, voluta da Cesare Prandelli e dalla Federazione Italiana per omaggiare papa Bergoglio, nuovo pontefice argentino di Santa Romana Chiesa dal 13 marzo scorso, ed appassionatissimo di calcio, gli azzurri contro un’ottima Argentina di Alejandro Sabella (come ricordato da Stefano Bizzotto in telecronaca, vice di Passarella anche a Parma nella fine del 2001) perdono, soffrendo per lunghi tratti e dando segnali di ripresa con i piedi di Lorenzo Insigne, entrato in corso d’opera ed autore di un gol di destro a giro di rara bellezza e con le mani di Federico Marchetti, (subentrato a Gigi Buffon, perché il nostro cittì ha voluto utilizzare entrambi gli estremi difensori per non farli stancare troppo in vista dell’imminente sfida di Supercoppa Italiana in programma domenica 18 agosto), apparso fresco e molto reattivo. Senza Andrea Pirlo, in panchina tutta la partita e mai entrato per gli stessi motivi precauzionali, con Marco Verratti non ancora in grado di sostituirlo pienamente e piuttosto lento nella manovra, i poderosi argentini hanno avuto spazio e vita facile. Così è bravo il neo napoletano Gonzalo Higuain, ad aprire le danze con un gol di destro che fa secco Buffon. Modo migliore non c’era per presentarsi al calcio italiano per El pipita. Nel secondo tempo girandola di cambi liberi, con Florenzi, Aquilani e Insigne per Marchisio, Montolivo (apparso molto sottotono) e Candreva. Poi Cerci e Diamanti per Maggio e Giaccherini. Osvaldo invece ha giocato tutta la partita senza colpo ferire, un po’ eccessivo forse il suo minutaggio quando in panchina c’era anche El Shaarawy. Ever Banega con una rasoiata di destro legittima la superiorità argentina, poi arginata, ma non fermata del tutto dalla prodezza di Insigne, che con il gioiello di Higuain fa felici i tifosi del Napoli. Al di là del risultato, però, è da lodare l’organizzazione e la riuscita della partita per il papa argentino, innamorato del pallone. Alla vigilia di Ferragosto infatti l’ Olimpico di Roma è riuscito a fare 41 mila spettatori. Ancora tanto da lavorare per l’Italia che però quando decide di reagire mostra di saperlo far bene, mentre l’Argentina al prossimo mondiale sarà una delle favorite anche perché, rispetto a questa formazione, ci sarà anche un certo Leo Messi, costretto a dare forfait nella sfida per il papa. Certo la vita è un po’ più facile, quando il successore di Pietro tifa per te. Ma subito dopo che argentino, il suo cuore calcistico è italico. Mentre quello spirituale è tifoso per la vita di ogni uomo, come fa ogni giorno e come ha dimostrato grandemente nella recente giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro, dove abbracciava qualsiasi persona per svelare il valore unico ed irripetibile di ogni essere umano. E chissà che prossimamente non faccia magari anch’egli una sorpresa in tribuna. Molti giocatori della nostra nazionale, tra i quali anche il solitamente corazzato Mario Balotelli, nella loro visita al pontefice di martedì 13 agosto, sono stati colpiti dalla semplicità della persona di papa Francesco, che li ha invitati a non perdere mai lo spirito amatoriale anche se giocano per grandi squadre. E di semplicità in un calcio sempre più complicato, ce n’è davvero tanto bisogno. Luca Savarese

ITALIA-ARGENTINA 1-2 / il tabellino

Italia (4-3-2-1): Buffon (54′ Marchetti); Maggio (72′ Cerci), De Rossi, Chiellini, Antonelli; Montolivo (46′ Florenzi), Verratti, Marchisio (46′ Aquilani); Candreva (46′ Insigne), Giaccherini (54′ Diamanti); Osvaldo. A disp.: Sirigu, Bonucci, Astori, De Silvestri, Ranocchia, Cerci, Gilardino, El Shaarawy. All.: Prandelli

Argentina (4-4-2): Andujar; Campagnaro, Garay (72′ Coloccini), F. Fernandez, Basanta; Di Maria (83′ Alvarez), Mascherano (75′ Maxi Rodriguez), Biglia, Lamela (46′ Banega); Palacio (88′ A. Fernandez), Higuain (61′ Lavezzi). A disp.: Ustari, Ansaldi, Basanta. All.: Sabella

Arbito: Sig. Stark

Marcatori: 20′ Higuain, 49′ Banega (A), 76′ Insigne (I)

Ammoniti: Campagnaro (A)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.