PARMA-CHIEVO, QUEI METICOLOSI CONTROLLI ALLE BANDIERE DEI BOYS… (fotogallery amatoriale)

DSC00080(gmajo) – “Siam tifosi e con trombe e bandiere accompagniamo la squadra del cuore…”. Così il glorioso inno Forza Parma, ancor prima della rivisitazione della Benassi Band, risuona da decenni all’interno dello stadio Ennio Tardini di Parma. Lasciamo perdere le trombe ormai estinte (e sarebbe bello, come auspicato da un nostro vetusto lettore, che venissero riciclate nella stagione del Centenario, DSC00091riproponendo quel suono che, temporibus illis, usciva dalla Fossa dei Danè), ma ieri sera le bandiere – segnatamente quelle dei Boys – hanno avuto non poche difficoltà ad essere introdotte all’interno dell’amato impianto di Viale Partigiani d’Italia. Attentissima alle disposizioni vigenti la Questura di Parma, fino allo scorso anno decisamente più elastica in materia, ha disposto che il proprio solerte personale esercitasse un DSC00083controllo meticoloso, che prevedeva l’apertura e lo svolgimento di ogni singola bandiera, specie quelle giganti, prima del loro passaggio dai tornelli. A sentire le forze dell’ordine e il personale del servizio sicurezza del Parma FC così è previsto dalla Legge e così si deve fare. Senza chiudere un occhio. Soprattutto alla prima di campionato. Anche per dare un indirizzo preciso. Senza lassismi. E pazienza se l’avversario di turno era il Chievo, dalla tifoseria assai tranquilla, che manco possiede DSC00086una componente ultrà. I Boys hanno accettato la “vessazione” senza particolari proteste, se si fa eccezione per un normalissimo disappunto espresso, comunque, con molta civiltà e senza decibel elevati, nonostante serpeggiasse un malcontento, soprattutto tra i più anziani del Gruppo che ricordano come quelle bandiere siano le stesse in pratica dal 1977. “Meglio prevenire che combattere –  ci ha detto informalmente un graduato di truppa dei CC – dobbiamo DSC00101leggere cosa c’è scritto per evitare che vengano esposti, ad esempio, striscioni inneggianti al duce”. Intanto, però, all’esterno della gabbia di Viale Partigiani d’Italia (tornata in servizio con la prima di campionato. Con il Lecce, otto giorni fa in Coppa Italia, non era stata montata) si erano formate lunghe code, dovute alle accurate operazioni di controllo delle bandiere, creando ulteriore disagio. Durante l’intervallo, di fianco alle pedane centrali delle riprese tv, uno dei massimi dirigenti di Borgo della Posta si è informato, interrogando un agente, sulla DSC00089reazione da parte degli ultras: “Ci sono state proteste?”. “No tutto è filato liscio”. Direi anche grazie al buon senso dei Boys. Negli anni passati non si era creata la necessità di analoghi controlli probabilmente perché le bandiere potevano essere contenute all’interno del box-bus che da oltre 2 decenni era  posteggiato  dietro la Curva Nord, e che era stato fatto rimuovere la scorsa settimana dalla Questura, a seguito dei disordini occorsi in zona Bar Gianni in occasione dello scorso Parma-Bologna, giornata ad alta tensione nei rapporti tra DSC00114qualche supporter e la Polizia con qualcuno di loro, a seguito di quei fatti, perfino ristretto, e con qualche Daspo comminato. Ora il mezzo, come documentato nei giorni scorsi da  stadiotardin.it,  è stato delocalizzato dietro la Curva Sud, nella zona posteggio mezzi tv. Alcuni tifosi ci hanno poi segnalato di esser stati sottoposti perfino al controllo al metaldector, prassi che secondo il servizio sicurezza del Parma FC sarebbe abituale, ma che secondo queste persone era da tempo che non veniva attuata.

FOTOGALLERY AMATORIALE (cliccare su ogni singola immagine per ingrandirla)

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “PARMA-CHIEVO, QUEI METICOLOSI CONTROLLI ALLE BANDIERE DEI BOYS… (fotogallery amatoriale)

  • 26 Agosto 2013 in 16:00
    Permalink

    Se si facessero tutti questi controlli per i veri criminali l’Italia sarebbe un posto migliore.. ma in Italia si è bravi a colpire solo i deboli.

  • 26 Agosto 2013 in 17:06
    Permalink

    Si critica quando NON SI FANNO i controlli, si critica quando SI FANNO i controlli. Purtroppo non si possono fare entrambe le cose contemporaneamente. Controllare le persone che entrano allo stadio non credo si possa definire colpire i deboli.
    Da quello che so io i bandieroni non potrebbero neppure entrare, per cui i controlli saranno stati meticolosi ma non troppo intransigenti, visto che in curva qualche bandierone di questi c’era.
    I bandieroni sono davvero molto belli ma soprattutto x chi non se li vede sventolare davanti mentre la partita è in corso.
    Le trombe non credo possano più entrare, almeno quelle a bomboletta (a volte ho visto che le fermavano all’ingresso).

    • 26 Agosto 2013 in 17:39
      Permalink

      Quando devo cantargliele ai Boys non mi faccio certo pregare – ché con un estremo senso di giustizia, il mio ruolo di grillo parlante cerco d’interpretarlo con tutti, indistintamente, sia pure con sprezzo del pericolo e certo con grande abnegazione – ma della battaglia ideologica del movimento ultrà avverso TdT e leggi speciali (pur sottolineando sempre che se si è arrivati a determinati punti è perché ci sono stati comportamenti piuttosto negativi, ben presenti nella memoria collettiva, che li hanno cagionati) condivido la sottolineatura di mancanza di buon senso di determinati provvedimenti. Tipo quelli contro gli striscioni (anche se c’era chi eccedeva, ed era stucchevole che i miei colleghi giornalisti li amplificassero) e di conseguenza le bandiere (purché quelle mega aste non servano come oggetto contundente per percuotere qualche malcapitato) o le trombe o i tamburi. Io legalizzerei anche i fumogeni, ma condannerei più severamente le bombe carta.

      Ora dentro il Tardini non dovrà più passare uno spillo – né da una parte né dall’altra – che se sento esplodere una bomba carta (cosa tutt’altro che inusuale) chiederò conto allo zelante ideatore del controllo a tappeto di ieri come mai non ci sarà stata altrettanto solerzia nel prevenire quel tipo di botti. Ma è solo per fare un esempio.

      Comunque sia, assieme alla legge esiste il buon senso. Si può forse sostenere che fino a ieri si fosse deciso di seguire più una scelta di buon senso che non “legale” in senso stretto nel chiudere uno se non tutti e due gli occhi sulle piccole cose, poi adesso se la legalità viene ripristinata i “forcaioli” finiscono nel mirino… Insomma: secondo me, prima, c’era un po’ troppo consociativismo, mentre ora troppo rigore, su robe inutili, tipo i controlli meticolosi di ieri, o tipo il pullman fatto sloggiare, ché agli occhi di tutti sembra una ripicca. Un po’ come la cervellotica decisione di due o tre anni fa di negare, sempre per ripicca (per via di precedenti disordini) la trasferta a Parma dei cugini doriani. Insomma: il rigore lo vedrei bene su cose più importanti, su altre avrei continuato a far finta di niente, come prima (ché l’errore, se c’è, è a monte), anziché questo cambio così radicale dopo i fatti – deprecabili e già da me deprecati – del pre-derby Parma-Bologna. Anche se non va mai dimenticato che una concessione non può trasformarsi in un diritto. E per mantenere le concessioni avute sarebbe necessario mantenere sempre e dovunque atteggiamenti consoni, per non poi doversela prendere col vendicatore cattivo che la toglie.

      Alla fine della fiera, poi, il disagio, nello specifico, ieri è stato per un po’ tutti i fruitori della Nord, viste le code e i ritardi agli accessi generalizzati per tutti e non solo per gli sbandieratori, i quali, sottolineo ancora una volta, quanto hanno mantenuto un comportamento civile e corretto, malgrado avessero interpretato provocatoria questa nuova ravvicinata vessazione, conseguenza diretta della delocalizzazione del box-bus.

      Cordialmente

      Gmajo

      Gmajo

  • 26 Agosto 2013 in 20:07
    Permalink

    Vorrei informare il sig. Marcello che in curva Nord ci sono tanti seggiolini e volendo può andare anche dove non ci sono bandiere.

    Saluti

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