PIZZAROTTI RIVORREBBE IL PARMA IN CITTADELLA. E A ME PIACEREBBE CHE IL SINDACO PENSASSE ANCHE AL MUSEO DEL TARDINI E ALLA COPERTURA DEL SETTORE DISABILI

un tetto per i disabili del tardini

Parma 26-70(gmajo) – C’è chi ha voluto leggere nell’invito di ieri sera – durante la presentazione della squadra e della maglia del Centenario – del Sindaco Federico Pizzarotti al Parma Calcio di tornare ad allenarsi (qualche volta) in Cittadella una sottile vena polemica, per l’allontanamento dei calciatori dalla città di cui portano il nome (ovviamente dopo il trasferimento della sede nel nuovo Centro Direzionale Parma FC, orgoglio di T. Ghirardi, in comune di Collecchio): più semplicemente, secondo me, la sua è stata una ricerca di facile consenso, ben sapendo, pur non essendo un appassionato della materia, quanto i tifosi crociati siano piuttosto attaccati alle proprie tradizioni e a quel luogo, dove nacquero le imprese della squadra che avrebbe portato il suo nome in ghirardi vignaligiro per il mondo (uno dei suoi predecessori, Elvio Ubaldi, coniò una definizione poi spesso utilizzata anche da Pietro Vignali, e pure dal Presidente dell’Amministrazione Provinciale, Vincenzo Bernazzoli – sconfitto a sorpresa alle ultime elezioni municipali nonostante Donadoni gli avesse tirato, più o meno consapevolmente, la volata – e cioè che il Parma Calcio era un ottimo strumento per il marketing territoriale). Romanticamente anche a me piacerebbe, venti e rotti anni dopo, rivedere GUIDOLIN-CITTADELLA2la squadra Crociata sgambettare tra i bastioni (al di là di quel paio di improvvisate volute da Francesco Guidolin, uno che ci aveva messo poco a capire i pensieri dei pramzàn ed entrare in sintonia con loro), ma razionalmente mi rendo conto che in era di iperprofessionismo applicato al calcio la proposta dal vago sapore populista – cambio le giunte ed i colori, ma sempre lì si va a cadere… – del primo cittadino grillino sia un po’ improponibile. Mi viene DEGRADO TARDINI REPORTAGEda chiedere, infatti, se Pizzarotti conosca lo stato in cui versa la Cittadella in generale e dei campi su cui svolgere attività sportiva in particolare. Non so se sia il caso che produca un reportage come quello pubblicato pochi giorni fa a proposito del degrado dello Stadio Ennio Tardini di Parma (c’è da dire, in verità, che per lo meno per le pulizie la società Parma FC avrebbe successivamente provveduto prima del match di Coppa Italia col Lecce), documento che dovrebbe richiamare chi di acqua area hospitalitydovere a precise responsabilità nei confronti della Comunità. E il messaggio non è rivolto solo a Ghirardi & C., a mio avviso tanto sensibili alle esigenze dell’Upper Class, quanto disattenti alle basilari esigenze dei popolari, ma anche allo stesso Sindaco, che del monumento Ennio è il proprietario, e dunque non dovrebbe venir meno a compiti di vigilanza e sprone all’indirizzo del “locatario”, che dispone di tale patrimonio a proprio piacere, in virtù di pregressi accordi scritti nella concessione siglata temporibus illis da Calisto Tanzi, che, di tasca sua, (vabbè lasciamo perdere fotocopiatrici e scanner della zecca di Collecchio) aveva speso somme ingenti per la precedente riqualificazione del Tardini, sì che potesse essere adeguato ad DSC00446ospitare la serie A. Ma da allora ad oggi il tempo, inesorabile, ha lasciato le sue evidenti tracce, complice anche una qual certa evidente mancanza di cure. Ieri sera Federico Pizzarotti, come da compito istituzionale, certo, ha fatto la sua bella passerella sul palco, davanti a oltre 3.000 persone (secondo me la stima della GdP è anche un po’ sottostimata), appunto riciclando il revival Cittadella, e poi, giù dal palco, ha intessuto relazioni con il presidente del sodalizio crociato e con i massimi dirigenti. C’era anche marani intervista stadiotardini it l’assessore allo sport Giovanni Marani (oltre al suo quasi pari grado in Provincia Walter Antonini), al quale Pizzarotti, poco tempo fa, demandò la patate bollente di rispondere a noi rompiscatole di stadiotardini.it  a proposito dell’appello – rivolto a lui, a Ghirardi, e perfino a Cassano – del tifoso in carrozzina Fabio Giarelli, il quale, con estrema dignità, dopo ben due anni dalla precedente richiesta, aveva di nuovo domandato che appello-giarellivenisse posta una tettoia che protegga i diversamente abili, ospitati dal club nell’apposito settore sotto i distinti, ma esposti alle intemperie, specie quando piove di straforo. Ovviamente, fino adesso, nessuna risposta concreta, nei fatti, al di là della proposta indecente di Marani, il quale suggeriva che fossero quei ricconi dei calciatori a pagare la copertura. Ma quello dei soldi penso, e spero, sia l’ultimo dei problemi, giacché ci sarebbero degli sponsor del Parma disposti ad occuparsi della struttura. Il problema tribuna stampa delocalizzata al tardiniprincipale è che questa struttura deve essere progettata ed approvata. Possibile che i G BOX per l’Upper Class nascano senza problemi come funghi (per creare nuovi spazi, in questa stagione perfino i giornalisti, che erano riusciti a mantenere una tribuna stampa vanto fino ad ora, sono stati dirottati lontano dalla linea equatoriale del campo, e ci sarà da vedere all’atto pratico se sarà stato mantenuto il medesimo numero di posti, ché nel nostro ambiente si paventa una riduzione) senza alcun intoppo tecnico-burocratico, mentre la protezione per i diversamente abili continua a latitare? GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007Confesso che ieri sera volevo appunto andare a romper le uova nel paniere a Pizzarotti, ricordandogli questa istanza – penso più importante del ritorno dei calciatori per uno pseudo-training in Cittadella – ma è stato fortunato che era sempre con qualcuno, e c’era la musica diffusa a decibel elevati dalle mega casse del palco che mi ha fatto desistere. Ciò non toglie che con questo scritto, ancora una volta, voglia indirizzargli un preciso monito, perché in una città civile quale Parma si vanta di essere non esiste che i disabili vengano lasciati sotto la pioggia, mentre nell’opposto versante c’è chi gozzoviglia. Non voglio passare per un Robin Hood, però se una piccola percentuale del ricavato dai proventi “della classe alta” fosse indirizzata alle migliorie delle Parma 26-69zone riservate ai meno abbienti, forse il Tardini sarebbe davvero più ospitale per tutti, e non solo per qualcuno. In questi anni le aree hospitality dell’Ennio si sono moltiplicate a dismisura: ciò vuol dire che c’è una certa richiesta al riguardo che giustamente il Parma – io sono per una gestione virtuosa del club che si autofinanzi, senza che debba essere il patron a sganciare i dobloni per coprire le perdite – provvede ad accontentare: e proprio per il proliferare di sale vip di ristoro dubito che si riesca a ricavare un degno spazio per un Museo del Parma all’interno del Tardini. Al di là dell’impegno popolare del Comitato per le Celebrazioni, che si era dato assai da fare in occasione della Festa di Ravadese, allestendo una mostra, (per altro non visitata da Ghirardi, solo autore di una rapida toccata e fuga) società e municipalità dovrebbero, finalmente, dare loro una risposta sulla definitiva DSC00449location del luogo che raccolga le memorie crociate. E, seguendo l’esempio dei maestri britannici, quel posto non potrebbe che essere nel ventre dello Stadio, trasformandolo, davvero anche in una opportunità. Perché sono tanti – sfruttando proprio i tanti bigliettini da visita disseminati per l’Europa durante la dominazione Calisto – i turisti, sia stranieri che italiani, che si presentano davanti al Tardini – considerandolo, giustamente, una attrazione come il Duomo e il DSC00439Battistero, o i Teatri Regio e Farnese – per visitarlo e lo trovano spesso chiuso, o abbandonato a sé stesso. Anche se c’è stato qualche fortunato che è persino riuscito a calpestare il manto erboso, prima di essere invitato ad uscire. Su queste priorità qualcosa si sarebbe dovuto fare anche prima del Centenario. Ma io continuo a sperare che qualcosa di buono accada almeno prima del termine della Stagione del Secolo. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

29 pensieri riguardo “PIZZAROTTI RIVORREBBE IL PARMA IN CITTADELLA. E A ME PIACEREBBE CHE IL SINDACO PENSASSE ANCHE AL MUSEO DEL TARDINI E ALLA COPERTURA DEL SETTORE DISABILI

  • 23 Agosto 2013 in 13:10
    Permalink

    potrebbero allenarsi nella zona inceneritore. Tanto è chiuso e non è in funzionamento ma è diventato un parco salubre perché le promesse elettorali le ha rispettate. E’ così, no? Se sbaglio mi corigerete…

    • 23 Agosto 2013 in 17:02
      Permalink

      ottima idea bottazzi(speriamo sia il tuo vero nome) chiediamo a bernazzoli cosa ne pensa?magari ci farà pagare di meno le bollette?ciao compagno

  • 23 Agosto 2013 in 13:29
    Permalink

    ok, come se PIsapia chiedesse a Milan e Inter di allenarsi al Parco Sempione o se Fassino auspicasse che la Juve (e anche il Toro, perchè no?) si allenassero al Parco del Valentino.
    Ma stiamo certi che a quel punto Marino minaccerebbe di ritorsioni sia la Roma che la Lazio se non approfittassero dei prati di Villa Borghese o, ancor meglio, del Colosseo….
    Ma Pizzarotti perchè, ogni tanto, non pensa a quello che dice???

    • 23 Agosto 2013 in 13:42
      Permalink

      Salve Bella Gioia,

      secondo me ieri sera “il Pizza” voleva solo fare il simpatico, sapendo quanto i tifosi crociati siano affezionati alla Cittadella: insomma, un po’ di ricerca del consenso davanti ai 3.000 e rotti di Piazza Garibaldi. Non è che abbia minacciato ritorsioni.

      Però, secondo me, il consenso da un uomo nuovo come lui mi aspetterei che lo ricercasse attraverso l’azione – appunto prendendo anche a cuore le sorti del Tardini, ma capiamoci: non si tratta di spenderci dei soldi, ma di avere un po’ di idee e non fregarsene – e non attraverso boutade più o meno felici.

      Io ho buttato lì il problema dei disabili all’addiaccio e del Museo che non si sa dove fare, ma attorno all’Ennio (e alla Cittadella) di problematiche ce n’è a iosa…

      Cordialmente
      Gmajo

  • 23 Agosto 2013 in 13:40
    Permalink

    ah si ti “corigerei” subito se c’entrasse qualcosa,tel chi che spunta fuori un pdlmenoelle in un post che non deve avere nulla di politico,se vuoi ti faccio rispondere da Caroli.

    • 23 Agosto 2013 in 13:46
      Permalink

      Non buttiamola in politica. Specie nel senso dei perniciosi muro contro muro, che tanto senza peccato non c’è nessuno.

      L’articolo è teso a sensibilizzare Comune e Parma FC su alcune tematiche, come Museo e disabili, (ma ce nesarebbero diverse altre circa il Tardini) che mi pare passino in sottordine rispetto al facile guadagno garantito dall’espandersi dell’Upper Class…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 23 Agosto 2013 in 14:34
    Permalink

    tuladolsa, assioma, se sei felice così, va benissimo anche a me

  • 23 Agosto 2013 in 15:07
    Permalink

    Quando si raccoglievano le idee per il centenario fui io a proporre qualche allenamento in Cittadella, come si faceva una volta con Nevio Scala (visto il richiamo di pubblico sia con Guidolin sia prima di quel Parma Inter 3-1 di due anni fa). Sinceramente non mi sembra una brutta idea visto e considerato che avevo anche specificato che il campo centrale della Cittadella andasse riqualificato e sistemato per l’occasione. Se poi hanno ascoltato la mia idea oppure no, questo non glielo so dire. Saluti

    • 24 Agosto 2013 in 00:31
      Permalink

      Infatti, Crusader, l’idea, se presentata da un tifoso, è apprezzabile, proprio per quello spirito romantico di chi segue la sua squadra con passione. Ma Federico Pizzarotti non è un tifoso e del calcio se ne è sempre fregato, ma, ben istruito, sa che la Cittadella è nel cuore dei parmigiani e dunque l’altra sera, dovendosi esprimere dinnanzi ad oltre 3.000 spettatori, appassionati di Parma, sempre alla ricerca del consenso, un po’ come il suo predecessore, nella sua orazione ha cercato di toccare le corde dei parmigiani lanciando l’improponibile proposta della Cittadella. Improponibile perché non ci sono le strutture adeguate per poter svolgere un training da squadra di serie A. Specie perché se possibile lo stato di degrado dei bastioni è peggiore di quello dell’Ennio.

      Ma la sua boutade populistica ci poteva anche stare. Il problema che ad ascoltarlo c’ero anch’io che notoriamente cerco di ragionare, scavare e approfondire. Per di più Pizzarotti non aveva risposto personalmente all’appello del tifoso in carrozzina Fabio Giarelli, che gli chiedeva di intercedere per la posa di una tettoia che protegga i portatori di handicap dalle intemperie, delegando a rispondere alla rottura di scatole di stadiotardini.it l’assessore allo sport Marani, che se ne uscì con la frase poco felice che fossero quei ricconi dei calciatori a finanziare la copertura.

      Ecco perché una frase innocua o che avrebbe dovuto portargli dei vantaggi, alla fine è diventato un assist involontario per il mio propositivo esercizio di critica.

      DIAMO UN TETTO AI DISABILI DEL TARDINI. e Pizzarotti deve fare la sua parte. Pur non essendo il solo…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 23 Agosto 2013 in 15:29
    Permalink

    per essere felici non e’ che bisogna sparare luoghi comuni alla santanche’ schifani o brunetta eh,at pol mighe dir che nal gapia mighe prove’,la colpa le sempor ed chietor anca se i gheron mighe valala’….
    se eri felice prima rivota vignali,sta be e forsa perma

    • 23 Agosto 2013 in 20:23
      Permalink

      ahah, quindi io avrei votato Vignali e Bernazzoli… dailà che sei forte, ho votato l’attuale ma la penso a modo mio mica come mi dicono di pensarla.
      Poi tornando nel merito, la proposta della Cittadella l’è na casada

      • 23 Agosto 2013 in 20:33
        Permalink

        Siamo un po’ tutti liberi di pensarla come vogliamo, e staremmo tutti meglio se ci fosse rispetto per chi non la pensa come noi.

        Detto questo: quella di Pizzarotti era una boutade populistica, secondo me, e non una proposta ragionevole.

        Saluti

        Gmajo

        • 23 Agosto 2013 in 20:39
          Permalink

          centrato il punto

  • 23 Agosto 2013 in 15:36
    Permalink

    Ma il marketing territoriale di Parma, il Parma, lo deve fare a Parma? Questo è onanismo provinciale allo stato puro. E il sindaco non ha capito assolutamente nulla: che il Parma se ne stia a Collecchio ad allenarsi e venga al Tardini a giocare. Che venga a fare qualche allenamento al Tardini magari, dove il Comune – se avesse un centesimo del senso del marketing dei vicini d’oltrenza – organizzerebbe delle sessioni di educazione SPORTIVA dedicate alle scuole. Allenamento dei crociati sul campo e lezione del mister ai bambini, con tutor specializzati, sui principi dello sport. Invece si parla sempre e soltanto delle iniziative spettacolo, ad uso e consumo di VECCHI tifosi, destinati purtroppo a diventare sempre più anziani. Mentre i giovani tifano altro. Non sarà un Cassano a cambiare le sorti di questa provinciale. Che il Parma porti il marketing territoriale nelle città dove si sposta, non nella città dove vive (o sopravvive?)

    • 24 Agosto 2013 in 00:19
      Permalink

      Condivido in parte. Nel senso che mi stimola positivamente l’idea dell’educazione sportiva da svolgersi al Tardini (posto che gli insegnanti siano all’altezza), ma il vero marketing territoriale parte da una consapevolezza interna che non possiamo definire provincialismo.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 23 Agosto 2013 in 16:18
    Permalink

    Il Sindaco secondo me è da tempo che non passa per la Cittadella, altrimenti non proporrebbe ad una squadra di serie A di allenarsi su un campo di patate pieno di bottiglie e di cartacce.
    Condivido pienamente con Lei Majo, il primo cittadino doverbbe occuparsi di altri problemi piu’ importanti e piu’ nobili come la copertura per i disabili o della copertura della NORD.
    é stata una sparata populista

    • 23 Agosto 2013 in 20:47
      Permalink

      Grazie Giova,

      sì, infatti, credo che quella affermazione, studiata a tavolino, fosse appunto indirizzata a strappare qualche applauso. Personalmente, però, mi attenderei qualcosa di diverso. Allora: prima sistemino la Cittadella, e poi chiamino il Parma ad inaugurarla…

      Io sono un appassionato del vintage (non a caso adoro l’Astra e il Cristallo e non metto piede nelle Multisala), però mi guarderei bene, di questi tempi, dal proporre a una squadra di serie A di allenarsi in Cittadella. A onor del vero il Sindaco aveva detto qualche volta, non, ovviamente, allenamenti sistematici.

      D’accordissimo – ovviamente non potrebbe essere diversamente quale promotore della campagna di sensibilizzazione: UN TETTO PER I DISABILI DEL TARDINI – sulla evidenziata priorità di coprire finalmente il settore disabili, opera che non si capisce perché debba essere considerata complicatissima, quando, forse, è più semplice che non cambiare i connotati della Petitot per disseminarla di Sky Box o poltrone per i Vip (peraltro mi hanno anche segnalato di qualche errore sulle sedute dei nuovi posti vip che hanno rimpiazzato i banchi di lavoro della tribuna stampa, ma saranno problemi loro…).

      Il discorso della Copertura della Nord è decisamente più complesso: ma quando si fanno promesse, sull’onda della emotività, bisognerebbe poi anche mantenerle. Non tirarsi indietro, trincerandosi dietro la mancata applicazione della legge sugli stadi di proprietà.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 23 Agosto 2013 in 18:40
    Permalink

    Che senso ha per una società che ha investito tanto per realizzare un centro sportivo moderno e funzionale allenarsi in Cittadella ? La società troverà sicuramente il modo di dimostrare i legami col territorio con altre iniziative.

    • 23 Agosto 2013 in 20:39
      Permalink

      Infatti la proposta del Sindaco, secondo me, era solo tesa a guadagnar consensi, sapendo quanto la tifoseria crociata apprezzi la Cittadella.

      Però il tema principe dell’articolo è: d’accordo la Cittadella, caro Sindaco, ma si rende conto di come è ridotta e di come è ridotto il Tardini, di cui è proprietario? Indicando due assolute priorità: la tettoia per i disabili (che è uno schifo che non ci sia, malgrado il doppio appello di un tifosissimo in carrozzina nelle caldi estate del 2011 e 2013) e il museo. Tra l’altro, ma penso ci farò su un pezzo, mi ha spiegato che vorrebbero allestire una mostra temporanea e non un museo definitivo. Non mi sembrava, all’alba di un’idea, che ci si volesse accontentare di qualcosa di temporaneo. Ma con la nuova missione in essere sembra si vogliano accontentare del “piuttosto che niente è meglio piuttosto”. Ma piuttosto che perder di dignità non sarebbe niente?

      Per quanto mi riguarda: NO ALLA MOSTRA TEMPORANEA, SI’ AL MUSEO DELLA MEMORIA. ALL’INTERNO DEL TARDINI.

      MA PRIMA DI TUTTO SI PROTEGGANO I DIVERSAMENTE ABILI DALLE INTEMPERIE!

      cordialmente

      gmajo

  • 23 Agosto 2013 in 23:33
    Permalink

    pensa ermete che io non l’ho votato,vedi un po come va il mondo,per quanto riguarda La cittadella concordo con te,se vogliamo dirla tutta io la vedo cosi’ ,il pizza delle vicende calcistiche del parma non conosce nulla (sara’ anche questo colpa di grillo) 😀

  • 24 Agosto 2013 in 01:42
    Permalink

    Come tutti i grillini cerca consensi popolari con sparate, senza portare proposte reali. Possibile che nn abbia neppure accennato alla copertura del settore destinato ai diversamente abili? …questa per me è la vera nota dolente che coinvolge comune e Parma fc. Ma veramente nn si può fare nulla?? Svegliatevi x favore!!!
    Luca

  • 24 Agosto 2013 in 09:19
    Permalink

    come si dice di la dall’acqua e dintorni

    in cmo an gani mighe gnan i oc par crider

    in cmo an gani mighe i du’ da fer baler na simmie

    (maletti perdonami ma a son fiol d’un capano’)

    • 24 Agosto 2013 in 10:42
      Permalink

      Ciao Assioma,

      a scanso di equivoci ribadisco ancora una volta che, a proposito della copertura del settore disabili dello stadio Ennio Tardini, non si richiede alla municipalità di sganciare dei danè, quanto di snellire al massimo le procedure burocratiche legate alla progettazione, magari impegnando il proprio ufficio tecnico (anziché dire, come ha fatto Marani, che le priorità sono altre). Le risorse economiche, infatti, potrebbero essere garantite da un pool di sponsor del Parma, uno dei quali mi ha ribadito ancora ieri, per l’ennesima volta, che lui e altri ci sono.

      Quella che sembra mancare è dunque la volontà, non i soldi.

      Quindi il non avere i due soldi per far cantare la scimmia o gli occhi per piangere non c’entrano nulla con l’opera di civiltà che stiamo caldeggiando. Che per altro penso costi di meno che certi G Box (anche se, ovviamente, rendono di me).

      Cordialmente

      Gmajo

  • 24 Agosto 2013 in 13:19
    Permalink

    mi stupisco che ci sia qualcuno che pensi che non c’entri il vil denaro come se vivessimo in una societa’ di barattatori.

    pecunia non olet ,ma nessuno la sganciat

    problemi burocratici ? mi sembra una frase del tipo “prodromica al passaggio di proprieta’” che mi rimbalza ancora nella mente senza trovare risposta 😉

    • 24 Agosto 2013 in 15:17
      Permalink

      Non sono così ingenuo da credere che il vil denaro non condizioni ogni condotta della nostra vita (che per inseguir l’idea, senza scopo di lucro, ci siamo ben in pochi ormai, sia pure derisi dal cervello e cuore della Banda della Magliana), ma nel caso specifico della copertura del settore disabili dello Stadio Ennio Tardini di Parma dubito che il problema sia economico, o solo economico, o principalmente economico. Stiamo parlando di un’opera relativamente poco costosa, ma che evidentemente comporta effetti collaterali (tipo il dover spostare degli abbonati delle file superiori) che possono sembrare insormontabili agli stessi, però, che non hanno avuto alcun tipo di intoppo nello stravolgere la Tribuna Petitot per farla diventare un insieme di salotti vip. E comunque il problema principe è che pare che non si trovi qualcuno disposto a firmare il progetto. Ma, dico io, lo stesso professionista che garantisce per i G BOX non può prestarsi per quest’opera buona?

      Il “prodromico”, azzeccatamente scelto da Angiolini e da me amplificato nel comunicato stampa che le rimbalza ancora nella mente, che c’azzecca con i problemi burocratici inerenti la copertura del Settore Disabili?

      E comunque se per mettere una modesta tettoia non ci si è ancora saltati fuori a due anni di distanza dalla interpellanza del tifoso in carrozzina Giarelli, mi immagino io come possano andare le cose per quella decisamente più complessa della Nord, al di là della promessa a caldo di Leonardi, poi riformulata qualche settimana dopo. usando come foglia di fico la mancata entrata in vigore della legge sugli stadi di proprietà.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 24 Agosto 2013 in 20:40
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    c’azzecca nella misura in cui entrambe non vogliono dire “nulla”

  • 24 Agosto 2013 in 21:09
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    N’etra cosa… il Parma in Cittadella e la sede del Parma a Collecchio?
    Perchè il Parma ha la sede a Collecchio? Non gli era più comodo avere la sede in centro città, invece che in provincia? Ok Collecchio non è Neviano Arduini, ma neanche Parma.
    Hanno liberato un sacco di spazio al Tardini, ma per farci cosa? Il museo per ora no, quindi?

    • 24 Agosto 2013 in 21:34
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      Anche a me fa abbastanza specie che la sede sociale e operativa del Parma FC, per la prima volta in 100 anni, sia finita fuori dal Comune di Parma, tuttavia è capibile che abbiano investito lì essendo di proprietà. Ciò non toglie che, essendo il calcio una attività sociale e non solo imprenditoriale, ci sarebbe dovuta essere una maggiore attenzione nei confronti della comunità, non solo a parole, ma anche nei fatti, appunto con una migliore manutenzione dell’Ennio, la riqualificazione del settore disabili senza lasciarli all’addiaccio e un museo in una delle parti liberate dai vecchi uffici della sede e dello stesso Emporium. Fino a prova contraria, invece, al lor posto, finora, si sono moltiplicati gli spazi per l’upper class.

      Ci sono alcuni priorità su cui mi piacerebbe che il popolo del web e dei tifosi si mobilitassero come hanno saputo fare per Sansone: tettoia disabili, museo all’interno dell’Ennio e pulizia/sistemazione con una manutenzione ordinaria da persone civili per gli spazi comuni.

      Cordialmente

      Gmajo
      Cordialmente

      Gmajo

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