CARMINA PARMA / “CASSANO ANTONIO, TRA UN ALBATROS E UN PACHIDERMA. SANSONE RIMASTO IN PANCA: IL MISTERO CHE HA ACCOMPAGNATO LA MIA NOTTE”

(Luca Savarese) – Rudi Garcia, nuovo e per ora vincente tecnico della Roma, ieri, nella gioia per aver fatto fuori anche i rivali storici della Lazio, ha detto abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio, espressione probabilmente presa dalla sua nativa Nemours. Ieri invece il Parma ha frequentato il sottoscala di un villaggio, dove tutto è stretto e pesante e, ad un certo punto, ha creato un esile pontile, quanto bastava, niente di più, per tornare in superficie. Il poeta maledetto Charles Baudelaire, ha scritto una poesia dal titolo l’Albatros. Racconta di un grande uccello impossibilitato a volare perché catturato dai pescatori. Il volatile plana sul ponte della nave da dove non riesce più a spiccare il suo volo come vorrebbe. “Com’è goffo e maldestro l’alato viaggiatore! Lui, prima così bello, com’è comico e brutto!”, scrive il poeta francese. Questo albatros ci ricorda molto da vicino Cassano Antonio, apparso oltre che appesantito, macilento, svogliato, quasi legato a quei due, tre movimenti ormai scontati per le difese avversarie. Questo affanno del giocatore barese, fiore all’occhiello del mercato crociato, fiore del male (per restare in sintonia con Baudelaire) in quel di Sicilia, fonte di bene quando gira a mille e fontana di depressione quando colleziona una bruttura dietro l’altra, ha come trasmesso inizialmente ai propri compagni un mesto e trasversale vorrei ma non posso più di tanto, che ne ha logorato le potenzialità ed abbassato i desideri. Sul dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti alla definizione di pachiderma troviamo come primo significato: “Ogni mammifero erbivoro non ruminante, fornito di unghia a zoccolo e con pelle molto spessa, come l’elefante, l’ippopotamo, il rinoceronte”. Al significato in senso figurato compare invece: “Persona grossa, impacciata e goffa nei movimenti”. Sembra la cartolina esatta della prestazione del numero 99 di ieri pomeriggio che ha finito per condizionare tutta la combriccola, e non sia un’attenuante il terreno piovoso del Massimino fu Cibali di Catania; in queste condizioni ed in questo momento anche su un green da golf, FantAntonio sarebbe andato in difficoltà. Non tanto per il fisico, ma per il morale, esageratamente sparagnino. Egli è un trascinatore, nel bene e nel male e ieri ha trascinato i suoi all’indolenza, o meglio ha non trascinato la sua nuova squadra, sembrando davvero uno di quei giocatori che, dopo aver appeso le scarpe al chiodo, ritornano per una partita benefica palesemente goffi rispetto a quando giocavano settimanalmente. Donadoni, che certo sfoggia sempre la sua laurea in diplomazia, che nello spiegare il cambio di Cassano, non è andato in profondità, sembrando più pigro del suo calciatore, ieri ha fatto la mossa più giusta o meno sbagliata che potesse fare: lo ha tolto, capendo che continuare a giocare con quel Cassano in campo era come regalare il fianco al Catania, che non riesce ancora a cogliere il bandolo di quella preziosa matassa dorata dello scorso torneo, ma che non ha però rinunciato a delle fiammate di vivacità (vedi il tiro di Plasil finito pochissimo a lato di Mirante). In un pomeriggio uggioso e avaro di gol, la mossa più apprezzabile è stata proprio l’esclusione del fantasista nell’intervallo. Il poeta duecentesco Jacopone da Todi, diceva che quando la teologia arzigogola troppo, diventa inutile sofisma. Vale anche per la fantasia calcistica: quando arzigogola e senza verve, risulta poco funzionale alla causa collettiva. I secondi quarantacinque minuti, hanno ricordato i primi al cospetto della Roma. Tra le note positive, un’unità d’intenti, un constante spirito volitivo che ha cercato di superare la metà campo e di avvicinarsi alla porta difesa da Andujar. Con Cassano fuori i crociati si sono si distesi meglio in campo, ma l’effetto-albatros è rimasto, non concedendo alle giocate che pur sono sorte, la convinzione lucida e decisa. Come al 57′ quando in un  contropiede smorto Biabiany, la dà tardi ad un Palladino in off-side. A proposito di Swarovski; ha rilevato Cassano, ma non è parso poi così sul pezzo, di sicuro Aladino è risultato meno apatico del sostituito, ma non ha dato la graffiata (tipo il millesimo gol al Friuli) che ci si attende sempre da uno come lui appena entra in campo. Gli spunti, almeno quelli, si sono creati, ma se poi hanno come scopo unico quello di far dire ai media che il Parma ha giocato meglio, contano come i quattrini del sale. Lì davanti, tra quando uno va a crossare e l’ altro in area si prepara a ricevere, occorre più giustezza, un tuono e via, lo scalpello deciso di uno scultore piuttosto che la vaga e platonica idea di un pittore. Sansone rimasto in panchina in una tenzone così in equilibrio, è stato il mistero che ha accompagnato la mia notte. Amauri con il trasferimento di Belfodil all’Inter, ha conquistato titolarità e responsabilità, ma deve anche segnare ogni tanto. In prima e seconda divisione ci sono bomber affamati: perché non dare un’occhiatina? Va bene che in panchina si ha Okaka, ma occorre anche un bomber non quotato, ma innamorato dei gol, che a costo di nutrirsi di prato e tacchetti, almeno un centro te lo piazza. Non per fare lode al passato, ma per pura cronaca, la voce di Hernan Crespo ieri commentava su Sky il derby di Manchester stravinto dal City. Come sarebbero serviti i suoi piedi. Parma, togliti dal groppone quei cestelli di ferro che ieri hanno bloccato i tuoi passi. Mercoledì, contro la Dea bergamasca che ti verrà a far visita, prova, per favore, ad essere un usignolo, un pettirosso, ma non più questo impotente albatros che, “esiliato sulla terra tra gli scherni, non riesce a camminare per le sue ali di gigante”. In queste prime gare abbiamo visto lo spleen, ora vogliamo iniziare a vedere l’ideal. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.