CARMINA PARMA / LE DISCESE ARDITE E LE RISALITE. MA URGE UN ALTRO SPARTITO

(Luca Savarese) – Nel primo tempo il Parma, tirato a lucido, sembra un bob che scende veloce su una discesa di neve neanche troppo spessa, la dolce katabasi nel cuore della difesa romanista dopo varie avvisaglie, si compie suprema quando Mattia Cassani lascia partire un cross preciso come la ragione sulla testa di Jonathan Biabiany, che con la sua cabeza ossigenata probabilmente dà alla sfera quel quid in più per capitalizzare al massimo, con una torsione alla Barbuti style, lo spiovente. Parma, come Cartagine tanti anni fa, mette a repentaglio la difesa dell’impero romano, pardon romanista, imbattuta fin qui. Dopo la C di Cassano, bomber nello scempio del Friuli, la B di Biaby, nel tempio del Tardini, che si gode la prima perla domestica di stagione. A quando la A di Amauri? I crociati desiderano imprimere alla gara ritmo e verve e si cerca di imbrigliare la lupa. Questo nei primi 45 minuti, come se al fischio del signor Guida che chiude il primo tempo, dove finisce il venti euro di benza emiliana ed inizia il diesel romano, si estraesse anzi tempo dal decoder della partita la tesserina che nella prima frazione di gioco aveva garantito un giusto equilibrio tra distruzione (un plauso all’applauditissimo Gargano, capace nella prima parte di gara di recuperare molti palloni quasi giostrasse da centrale difensivo) e costruzione sia dalle fasce che per vie verticali con Parolo e Marchionni partecipi della manovra e ricercatori del duo Ama-Cassa, che però dalla prima partita casalinga di Coppa Italia contro il Lecce (17 agosto), sembra aver perso per strada la vita di coppia. Il Parma nel secondo tempo non entra nemmeno sul terreno di gioco, pago di un esile vantaggio e separatista a priori, manicheo in un’anima deboluccia. Dopo 45′ degni e col coltello tra i denti, dove siamo stati capaci di segnare un gol e prenderne zero, il secondo tempo, già ai suoi albori, cambia drasticamente rotta sull’asse Pjanic (che è fortissimo, dopo il cucchiaio affossa Verona ora l’assist al miele e si capisce perché anche il Real Madrid avesse messo gli occhi su di lui)-Florenzi; il primo preme il grilletto ed il secondo spara a freddo. Il Parma muore qui. Tutto inizia troppo presto a saltare e noi scricchioliamo mestamente perdendo la nostra identità che ci aveva permesso certo non di fare un primo tempo da campeones, ma dicendo allo spartito del match tutta la nostra voglia di fare una buona musica casalinga. Non dico il meglio, ma il bene ed il male, non sono mai stati così vicini ed i ducali si scoprivano così pavidamente manichei, separatori estremi tra le piccole buone cose del primo tempo e le grandi pessime cose del secondo. Per definire una squadra un insieme di undici elementi, è indispensabile un’unità di fondo, un canovaccio non sfilacciato ma serio e che sappia trovar giovamento e non spavento dalle situazioni favorevoli come il vantaggio iniziale. Crociati che anzicé metter su Mi ritorni in mente di Lucio Battisti, quella del bella come sei, scelgono (anzi nemmeno scelgono ma si trovano addosso) Io vorrei… Non vorrei… Ma se vuoi…! dello stesso cantautore reatino, si scende troppo velocemente nell’ardore di essere a posto, e si sale amaramente a recuperare i cocci di una labile illusione, mentre la Roma non fa la stupida, ma si mostra intelligentissima ieri sera. Ed ecco lo sfacelo crociato, senza alcuna croce di pietà: 3 gol presi nel secondo tempo e nessun fatto. I ghirigori di Cassano,non bastano. In casa ( lo aveva fatto anche contro il Chievo alla prima) continua ad andare sulla fascia sinistra e metter in mezzo una cosa si luccicante, ma non luminosa che non ha né la concretezza di un cross, né la giustezza di un tiro. FantAntonio, non ti abbiamo preso per questi giochini ma per molto di più. Al di là del gol del solito Totti-castiga Parma, bisogna essere più rigorosi nell’atteggiamento e giocarsela fino in fondo, senza staccar la spina quando ancora non è arrivata la corrente giusta, consegnando di fatto così la sorte dei minuti ad un dualismo tra il buono ed il pessimo, tra la volontà e l’apatia, tra la voglia di stelle e le brutte stalle. Dopo il tonfo in terra udinese, la sosta per gli impegni della nazionale cascava a fagiolo, per rivedere qualcosa, riunirsi e ritrovarsi. Dopo due settimane, arriva all’Ennio la Roma, e cosa accade? La malattia continua.Stesso risultato friulano, medesimo punteggio, con adesso 6 gol sul groppone e 2 soli all’attivo. No, questo non è il Parma,no questo non può essere il Parma che tutti desideriamo per onorare il centenario, ma prima di tutto per vivere senza subirlo questo nuovo campionato.  Finora si è detto che questo Parma può essere una buona squadra, ora vogliamo vederlo sul campo. Perché incominciamo ad esser un po’ stufi di andare alle mostre ed accorgerci che il nostro dipinto, non è ancora pervenuto. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.