CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / “SI LAVORI PER EVITARE CHE RISULTINO DECISIVI EPISODI COME LA POSIZIONE DI TOTTI NEL RADDOPPIO GIALLOROSSO”

(Matteo Agoletti) – Con questo mio primo intervento desidero analizzare alcuni episodi che hanno visto protagonista la classe arbitrale, con scelte che nel bene o nel male possono aver condizionato l’esito delle gare del campionato di serie A. Non intendo riproporre l’ennesima moviola, o sentenziare giudizi sull’operato dei direttori di gara ed i loro collaboratori, mi limiterò a cercare di analizzare la logica delle decisioni al fine di meglio comprendere quali sono gli elementi che portano a prendere certi provvedimenti. Ovviamente quest’analisi parte dal presupposto che il fair play e l’etica sportiva stiano alla base dell’agire di ogni sportivo, con la consapevolezza che l’errore sia esso dei giocatori o della classe arbitrale è umano e come tale può condizionare l’esito di una gara. Mi soffermerò, tuttavia, sempre sulla gara del Parma, sull’analisi delle decisioni arbitrali qualora ve ne fosse la necessità e formulando anche un breve commento da tifoso.

imageL’ultima giornata di campionato ha visto il dibattito tra tifosi opinionisti e addetti ai lavori soprattutto per due episodi: la rimonta del Milan all’Olimpico di Torino e il mancato rigore concesso alla Fiorentina costato poi l’espulsione a Pizarro. In casa Parma nel posticipo del lunedì le rimostranze della società gialloblu hanno riguardato invece il gol di Totti in sospetta posizione di fuori gioco.

In Torino – Milan le polemiche hanno riguardato soprattutto il pareggio in pieno recupero con rigore realizzato da Balotelli concesso per fallo di Pasquale su Poli. La protesta granata non riguarda tanto il fallo quanto la solerzia con cui il Milan ha ripreso il gioco battendo una rimessa laterale con il giocatore del Toro Larrondo a terra, quando – era già pronta, fonte granata, si stava preparando, fonte rossonera – la sostituzione. Sugli sviluppi dell’azione è poi nato il pareggio del Milan. Effettivamente l’infortunio a Larrondo si è poi dimostrato serio. Diventa però difficile esprimere un giudizio univoco sulla vicenda. Evidentemente il direttore di gara, non valutando estremamente grave l’infortunio e, probabilmente su indicazione del quarto uomo, intuendo una certa “calma” nell’effettuare la sostituzione in pieno recupero ha deciso di far proseguire il gioco. Fatto sta che da quell’azione è scaturito il rigore che ricordiamo deve essere battuto anche se scaduto il tempo regolamentare ed eventuale recupero. Il direttore di gara avrebbe anche potuto interrompere il gioco, ma trattandosi dei minuti di recupero, abituati a molte “sceneggiate” che a tutti i livelli offre il calcio, al solo fine di perdere qualche secondo prezioso, io credo abbia ritenuto di proseguire. Comprensibili quindi le proteste granata, ma l’elemento oggettivo sul quale dibattere credo sia quello della mancata sostituzione in occasione della rimessa laterale.

In Fiorentina – Cagliari le proteste sono quelle viola a causa del mancato rigore concesso alla squadra di Montella per fallo di Murru su Pepito Rossi. La protesta viola cresce per la conseguente espulsione di Pizarro. Andiamo con ordine. Dalle immagini televisive il fallo di Murro pare netto e il rigore per la Fiorentina andava assegnato. Tuttavia le proteste di Montella si riferiscono in particolare all’espulsione di Pizarro. È chiaro che il giocatore è stato espulso perché, invocando il rigore, si deve essere rivolto in maniera offensiva e/o non rispettosa verso l’arbitro che di conseguenza l’ha mandato anzitempo negli spogliatoi. A tal proposito è bene affermare che l’errore tecnico di valutazione da parte della terna è parte del gioco, ciò che non può essere tollerato è il comportamento di chi, anche se alterato, manca di rispetto a chi dirige l’incontro. L’educazione è infatti la prima regola da rispettare anche in campo.

Parma-Roma e il Fuorigioco di Francesco TottiVenendo invece ai fatti di casa nostra, la dirigenza crociata si è fatta molto sentire, diffondendo anche un fermo immagine dove si mostra la posizione irregolare di Totti in occasione del secondo gol della Roma. Secondo il Parma infatti il romanista al momento del gol si trova in fuorigioco, secondo altri invece il numero 10 della Roma è tenuto in gioco da Gobbi. Obiettivamente la valutazione è molto complessa in quanto la velocità dell’azione e la linea immaginaria tra le posizioni di attaccante e difendente è molto vicina ai due. Sicuramente va sottolineata la posizione dell’assistente di linea che si trovava perfettamente allineato per poter dare una valutazione corretta.

Purtroppo il calcio è fatto di episodi e tante volte possono condizionare l’esito di una gara. Nel caso di Parma Roma il gol di Totti ha sicuramente segnato la partita. Ma per onestà intellettuale è giusto dire che al buon Parma del primo tempo ha fatto seguito un secondo tempo invece non all’altezza delle aspettative, che ha messo in luce diverse carenze della formazione di Donadoni. La difesa colpevole di avere lasciato Florenzi libero, in modo che Pianic potesse servirlo comodamente in occasione del pareggio romanista. L’ingenuità di Cassani che causa il rigore del 3-1 con l’attaccante romanista già sul fondo. L’attacco molto statico, con Amauri e Cassano ancora lontani dall’intesa migliore. Il centrocampo è migliorato con l’innesto di Gargano, ma deve ancora trovare la sua dimensione. Il mio auspicio è quindi quello che si possa mettere al più presto rimedio a queste situazioni di modo che gli episodi, come la posizione di Totti, non siano determinanti per l’esito della gara.

Non bisogna fare drammi, però, la situazione di classifica se pur all’inizio desta qualche preoccupazione e le sirene di radiomercato hanno già accostato il Parma a Saponara e Destro. L’obiettivo credo sia quello di lasciare sereno l’ambiente, senza alibi e facendo tesoro degli errori. Lavorando così sul gruppo, in modo da proporre soluzioni tattiche anche diverse da quelle fino ad ora proposte il Parma potrà tornare ai livelli da tutti sperati. Matteo Agoletti

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.