DOMANI DONADONI COMPIE 50 ANNI E COME REGALO IL PARMA NON LO FA ANDARE IN SALA STAMPA. IN COMPENSO SULLA GAZZETTA DI PARMA DI OGGI IL TECNICO SPIEGA LE NOVITA’ DI AJACCIO

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Gli anomali rapporti del Parma FC con la stampa, oggetto di una serie di articoli di  stadiotardini.it della passata stagione, proseguono imperterriti anche nella presente: in sala stampa a Collecchio, finora, a parte le conferenze commerciali et similaria e qualche sporadica presentazione dei nuovi calciatori (la maggior parte sono stati presentati lontano da Parma), l’unico ad aver incontrato alla maniera “old style” i cronisti è stato Roberto Donadoni, soprattutto alla vigilia dei primi impegni ufficiali, ma la sala media del nuovo Centro Direzionale Parma FC di Collecchio non vede transitare quotidianamente i calciatori, come avveniva negli anni passati quando venivano messi a disposizione dei giornalisti. Adesso, più modernamente, si preferisce farli parlare solo attraverso il proprio imagecanale ufficiale, Parma Channel, come pomposamente viene definito il profilo su youtube che ospita i video griffati dal club. I media più o meno tradizionali, se vogliono, possono riprendere questa minestra pronta e prestarsi a propria volta a fare della “comunicazione aziendale”, ma, per favore, non chiamiamola “informazione” perché quella è un’altra cosa. E siccome a me piace, nel mio piccolo, continuare a fare “informazione maria luisa rancatiall’antica”, magari anche con qualche approfondimento, a meno che non trovi qualche frase proprio interessante, difficilmente riprenderò, tanto per riprenderlo, il prodotto indubbiamente ben confezionato ed incellophanato con tanta cura dalla struttura comunicazionale del club. Forse sarò fuori dal tempo e fuori dal mondo io, ma mi piacerebbe che i giocatori, del resto come tecnici e dirigenti, si prendessero le proprie responsabilità affrontando un dialogo costruttivo con i giornalisti esterni, anziché farsi coccolare da chi indossa la stessa divisa. Certo sarebbe bello se anche altri, anziché copia incollare la velina, si astenessero dal regalare acriticamente i propri spazi da riempire. Lo scorso anno, però, capitava che la società, avendo stretti rapporti di parentela con la Gazzetta di parma aderisce all'unione industrialiParma, essendo entrambi affiliati UPI, mettesse a disposizione i propri tesserati a quel gruppo (inclusa la tv), escludendo, di fatto, gli altri (pochi peraltro) operatori su piazza. Stamani il giornale confindustriale ha il privilegio di ospitare una intervista esclusiva all’allenatore Roberto Donadoni (neppure ripresa da fcparma.com, almeno mentre scrivo), il quale domani compie mezzo secolo di vita, anche se del traguardo dei suoi primi 50 anni non si parla nell’articolo firmato dal donadoni gdp 08 09 2013capo servizio sport Paolo Emilio Pacciani, il quale, concretamente, ha preferito articolare la conversazione su temi di natura tattica, alcuni dei quali anche a noi molto cari, e per i quali ci sarebbe piaciuto avere l’opportunità di confrontarci direttamente col mister, anziché ora trovarci a chiosare le sue parole per interposta persona. Diciamo che come regalo del mezzo secolo, la società centenaria gli avrà fatto quello, immagino da lui gradito, di esentarlo dal “question time” alla ripresa dei lavori.

imageNostro malgrado, dunque, ci tocca di “spigolare” dal lavoro di PeP, il quale, va riconosciuto, ha saputo ben torchiare (pur non avendo visto il test di Ajaccio dal vivo, giacché il suo giornale, per la prima volta in 100 anni, non ha mandato nessun proprio giornalista al seguito dei crociati) il proprio interlocutore sulla materia “tattica” che, come dicevo prima, mi sta particolarmente a cuore poiché sono convinto che la stagione del Parma 2013-14 si fondi sul valdesruolo che avrà il cileno Valdes, a suo tempo reinventato regista dall’attuale guida tecnica del Parma. Continuerà ad esserci il Pajarito dietro la macchina da presa, così come da prime uscite stagionali, oppure le evidenti difficoltà di quest’ultimo – che sembrano proseguire, senza soluzione di continuità, quelle dell’anno passato –porteranno all’epilogo di questa sua singolare esperienza? E qualora dovesse rientrare nei ranghi Valdes, ci sarà la rinunzia tout court al donadoni slide 1 regista, con contemporaneo cambiamento del sistema di gioco, oppure sarà soltanto “rimpiazzato” e resterà inalterato quel 3-5-2 che è il modulo di base del Parma donadoniano? La sensazione che io ho, e che ho già avuto modo di esprimere su queste colonne, è che Donadoni proseguirà imperterrito col “suo” Valdes davanti alla difesa, protetta da Gargano che si campetto nuovo parma con cassanoaggiungerà a Parolo nella mediana che resterà a tre. E trovo ulteriore conforto (pur non essendo una cosa molto confortante, per chi, come me, pensa che Valdes in particolare e un regista in generale, non si addica a una formazione Cassano-centrica) proprio da quanto asserito da Donadoni nella sua conversazione con Pacciani. Alla domanda del giornalista “Con questo Cassano in posizione più arretrata si può fare a meno di un FaseDifensivaregista?” la risposta del tecnico è stata «No, direi di no…», anche se, anziché motivare il perché di questa sua convinzione si è dilungato ad illustrare l’apporto che si aspetta in più da FantAntonio. PeP gli ha anche chiesto: “Il fatto che Valdes non abbia giocato il primo tempo era per vedere come reagiva la squadra senza di lui?”, ma il coach si è guardato bene dall’ammettere che in qualche modo Valdes sia in discussione («No, no, era solo per dare più minutaggio a chi aveva giocato meno di lui. FaseOffensivaNessuna altra logica particolare»), nonostante la società lo abbia trattato fino all’ultimo minuto del mercato: del resto mi era parso di cogliere chiaramente il suo segnale di fiducia illimitata nel pupillo, avendolo schierato dall’inizio a Udine, pur sapendo che la dirigenza non aveva ancora detto di no alla proposta, evidentemente poi ritenuta insufficiente, del Torino. Eppure, nonostante la fiducia illimitata in Valdes, ergo nel regista, ergo nel 3-5-2, ad Ajaccio il mister del Parma ha dato seguito agli imageesperimenti che il Mister (quello di stadiotardini.it) aveva visto provare sui campi del Centro Sportivo di Collecchio, riferendone alla nostra community, con nuove espressioni di gioco, delle quali, però, Donadoni, alla prova dei fati, non pare essere rimasto particolarmente contento, dal momento che, a gara in corso, ha ripristinato una più tradizionale divisa. Ecco cosa ha spiegato, in proposito, a Pacciani: «Inizialmente ci siamo messi con il 3-4-2-1, con Cassano e Sansone dietro a Okaka (e dunque non il 3-4-1-2 come era stato riportato a caldo dalla prime cronache da Ajaccio, secondo le quali sembrava che Cassano agisse alle spalle di Okaka e Sansone, nda). Era la prima volta che giocavamo con il centrocampo a quattro (cioè con due centrocampisti centrali appaiati, Acquah e Marchionni «per avere un giocatore di qualità al fianco di uno di quantità», nda) e mi interessava vedere che tipo di risposta poteva darmi la squadra. In effetti abbiamo faticato un po’. Gli ultimi dieci, quindici minuti del primo tempo li ho quindi fatti giocare con il 4-3-3 riportando il centrocampo a tre e si sono visti subito dei miglioramenti. Abbiamo anche imagesegnato il primo gol con Okaka». Proprio ad Okaka era stata dedicata la foto gigante a corredo del servizio “per procura” della GdP dallo “Stade Francois Coty”: certo che dall’archivio la potevano scegliere un po’ più attuale, giacché quella selezionata risulta piuttosto datata, dal momento che sulla casacca come main sponsor appare ancora Navigare e come “jersey sponsor”  Banca Monte Parma, mentre da due campionati a questa parte quelle posizioni appartengono a Folletto e Navigare (ma come image“second”, non come “first”). Ma torniamo all’intervista odierna a Donadoni. PeP, che durante il match era in redazione e non sull’isola come magari avrebbe preferito (si consolerà andando a Catania tra qualche settimana…) gli chiede: “Nella ripresa è tornato al 3-5-2?”. Affermativa la risposta del Dona. «Sì, sono entrati quelli che non avevano giocato il primo tempo e sicuramente si sono trovati meglio dal punto di vista dell’atteggiamento in campo perché erano più abituati a questo modulo. E sono venuti altri due gol senza rischiare nulla». donadoni slide Noi abbiamo preferito focalizzare la nostra attenzione sulle novità in mezzo al campo: la Gazzetta di Parma, invece, ha inquadrato le novità in attacco – significativa la titolazione con il virgolettato attribuito all’allenatore: «Cassano con due punte? Si può fare» – laddove Cassano anziché avere solo una punta con cui dialogare se ne è trovate due. Chiede PeP al mister: “Cassano e Sansone dietro Okaka come si sono comportati?”. E imageDonadoni:  «Abbastanza bene. Meglio però quando ci siamo messi con il 4-3-3, dove Antonio partiva dalla sinistra e Nicola dalla destra; però si muovevano e si incrociavano. Hanno così dato meno riferimenti alla difesa e soprattutto in fase di copertura eravamo più ordinati». Questo secondo assetto l’ha convinta di più rispetto al 3-4-2-1 iniziale quindi? «Beh sì, direi di sì». Quindi Pacciani imagearriva al punto dove voleva arrivare: “C’è la possibilità di vedere in campionato Cassano, Sansone e Amauri insieme? «Beh, certo. Possono giocare insieme, questo è sicuro. Però il lavoro tattico contro la Roma non l’ho ancora iniziato, perché devo vedere come torna dal Sud America Gargano e come stanno tutti gli altri». Che Donadoni stia cercando di “sdoganare”  Sansone – sperimentando nuove disposizioni tattiche – è cosa buona e giusta,specie dopo che il CdA, Tommaso Ghirardi in testa, ha deciso di rinunziare a una ricca plusvalenza già fatta per trattenerlo. Però, al di là delle CONTRORDINE SANSONE RESTAcoperte più o meno corte, egli si dovrà sforzare di fare coesistere tutte e quattro le migliori risorse offensive dell’organico del Parma del Secolo, senza lasciar fuori Biabiany: ad Ajaccio il Fulmine Nero è stato l’unico dei 22 calciatori non impiegato (a parte Mirante) poiché – come ha spiegato l’allenatore a PeP «aveva un piccolo problema e ho preferito tenerlo a riposo» – ma l’obiettivo cui il tecnico non può sottrarsi è quello di far coesistere insieme Biabiany, Cassano, Sansone e Amauri. Da mesi predico, inascoltato, che il 4-2-3-1, a mio avviso, è il modulo che meglio si adatta a questo tipo di bisogna. Ma è chiaro che fin quando Donadoni avrà in testa Valdes o un qualsiasi altro regista, difficilmente si potrà arrivare a quella meta. Senza dimenticare che Cassano ha dichiarato fin dal suo arrivo che preferisce essere una seconda punta che non un trequartista: nel 4-2-3-1 continuerebbe, di fatto, ad essere quello più vicino ad Amauri: a me l’albero di Natale, che Donadoni ha tentato di accendere ad Ajaccio, non convince perché non ritengo talmente commensurabili Sansone e Cassano da tenerli entrambi nello spazio tra le due linee di centrocampo e attacco. Secondo me anziché raddoppiare le loro potenzialità le si dimezzano. E forse Donadoni stesso se ne deve essere accorto quando ha preferito avanzarli in un 4-3-3, con un centrocampista in più (e il “solito” regista) e un difensore in meno nella fase finale del primo tempo, senza neppure attendere che finissero i primi 45’ per ritenere concluso un esperimento in una gara amichevole. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “DOMANI DONADONI COMPIE 50 ANNI E COME REGALO IL PARMA NON LO FA ANDARE IN SALA STAMPA. IN COMPENSO SULLA GAZZETTA DI PARMA DI OGGI IL TECNICO SPIEGA LE NOVITA’ DI AJACCIO

  • 8 Settembre 2013 in 18:24
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    Una società affiliata all Upi che é ricorsa alla Cassa Integrazione pagata da noi cittadini Bello i calcio di oggi e i suoi dirigenti. VIVI COMPLIMENTI

  • 9 Settembre 2013 in 20:00
    Permalink

    Poco fa ho ricevuto la e-mail dall’ufficio stampa del Parma FC che informa che il tecnico Roberto Donadoni domani, martedì 10 settembre 2013, sarà a disposizione dei giornalisti in sala stampa a Collecchio.

    Situazione che viene a “invalidare” il titolo che provocatoriamente avevo proposto in cima a questo articolo, secondo cui il Parma non lo avrebbe fatto andare in sala stampa come regalo di compleanno.

    Io non ho difficoltà ad ammettere che mi fosse sfuggito il dettaglio che l’allenatore neo-cinquantenne potesse oggi essere impegnato alla consueta riunione di inizio campionato: del resto sia GdP che fcparma.com, soprattutto questi ultimi, hanno riferito dell’evenienza solo oggi, e non prima.

    Comunque sia il mio desiderio era quello di stimolare una normalizzazione del rapporto con l’intera stampa, con il ripristino di conferenze anche degli altri tesserati e non del solo allenatore.

    Inoltre avrei preferito che dopo Ajaccio il tecnico potesse rispondere a tutti quanti i media e non solo alla GdP, pur con tutto il rispetto per il maggior organo di informazione cittadino.

    Gabriele Majo

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