DONADONI RIFIUTA IL CALICE DEI VELENI TELEVISIVI E MOTIVA L’ASSENZA DI GARGANO E LA SOSTITUZIONE DI CASSANO – La chiosa di Gabriele Majo e il video

(gmajo) – Innanzitutto una notizia che gratifica noi opinionisti del lunedì sera: Roberto Donadoni guarda i salotti televisivi locali. Lo ha ammesso lui stesso oggi, in apertura di conferenza stampa, allorché si è tolto un tot di sassolini nei confronti di coloro che, a suo dire, diffondono veleni. Veleni perniciosi per l’ambiente, e che inquinano il Mulino Bianco… Su questo punto io e il tecnico abbiamo due ricette opposte: a dire il vero anche dal punto di vista tattico non è che siamo molto in sintonia, giacché io propenderei per un 4-2-3-1 capace di valorizzare tutti i migliori talenti della squadra, ma, come abbiamo sentito oggi in conferenza, secondo lui cambiare modulo è solo “Smoke in your eyes”, fumo negli occhi, e dunque, salvo non si tratti appunto di cortine di fumo, anche contro l’Atalanta, domani sera, ci stropicceremo gli occhi con il familiare 3-5-2; ma, come dicevo, non ci troviamo neppure d’accordo su quello che è il ruolo della critica costruttiva, o propositiva, che dir si voglia, che, a mio modesto avviso, aiuta di più il processo di crescita dell’ambiente che non continuamente mettere la testa sotto la sabbia, scopare polvere sotto il tappetto o dire, e far dire che la va tutto bene, madama la marchesa. I telespettatori che ieri sera sono intervenuti a Calcio & Calcio, attraverso il telefono o le moderne tecnologie, mi pare che fossero piuttosto favorevoli ad una certa linea di trasparenza, con l’ammissione delle proprie colpe, più che non lo scaricabarile, la continua ricerca di alibi e l’ostinarsi nel vedere straboccare un bicchiere che è tutt’altro che mezzo pieno. Al di là del “colore” del Saltimbanco Boni, personaggio che se si conosce si sa che non va preso troppo sul serio, o di qualche messaggio di delusione da parte dei tifosi – che hanno tutto il diritto di esternarlo, magari rispettando i limiti della decenza – credo che la conduzione sia stata impeccabile nel prender la distanza da qualche eccesso di troppo (tipo lo spettatore che voleva strappare l’abbonamento in caso di mancata vittoria sull’Atalanta: e anche grazie al “vescovo” Manfredini gli è stato fatto capire che il tifoso dovrebbe star vicino alla squadra nel momento del bisogno, senza abbandonarla) e per quanto mi concerne ho cercato di tirare fuori con estrema onestà – e sempre nel rispetto della deontologia professionale giornalistica, che è la mia unica guida – qualche argomento che capisco possa averlo anche disturbato, ma che credo fosse onesto sviscerare.

Uno di questi, ad esempio, riguardava il non utilizzo di Gargano. Oggi, in conferenza stampa, mentre mi rispondeva con un tono piuttosto astioso – ben diverso, ma non sono geloso, da quello riservato subito dopo a Sandro Piovani, quando mi è stato chiesto di dargli la linea dalla capo ufficio stampa Maria Luisa Rancati, che aveva stilato il  warm up – il tecnico ha chiarito che l’uruguagio non si era allenato, o si era allenato a parte, per tutta la settimana, e dato che gli allenamenti erano a porte aperte lo si poteva vedere, anziché costruire poi dei casi dicendo delle cose incredibili in televisione. A parte che, in realtà, gli allenamenti sono stati anche a porte chiuse, fin dall’inizio della, come gli ho immediatamente replicato, lui stesso, in sede di conferenza stampa di vigilia aveva parlato di altri infortunati, Konè, Valdès e Paletta, senza appunto citare Gargano, per il quale nessuno di noi era in allarme, giacché il bollettino medico emesso dalla società lo aveva sempre omesso. Al che, stupendomi non poco, Donadoni, il propositivo Donadoni, quello che dice che non bisogna mai basarsi sulla squadra avversaria, quello che aveva definito squallido lo spionaggio industriale in mimetica prima del derby della Lanterna di un componente lo staff tecnico del Genoa sui campi di allenamento della Sampdoria, ha ammesso che la notizia era stata taciuta per non offrire un vantaggio all’avversario! Insomma, il moderno Donadoni, quello che ritiene archeologia del passato questo tipo di schermaglie, è, nei fatti, il primo che fa pretattica e nasconde al nemico di avere un soldato malato. “Se qualcuno di voi me lo avesse chiesto a Catania lo avrei spiegato senza costruire il caso e sprecare tutto questo tempo ieri e oggi”, ha aggiunto il tecnico, probabilmente a ragione, intanto, perché termina la battaglia il segreto militare poteva essere tranquillamente rivelato, e poi perché chi è stato pagato dal giornale per chiederglielo, in effetti avrebbe dovuto domandarlo. Comunque sia non è che si trattasse di chissà quale caso: io mi ero limitato a dire – dopo averlo scritto anche su stadiotardini.it – che mi sembrava contraddittorio da parte di Donadoni non aver schierato Gargano giacché poco tempo fa aveva benedetto la nazionale uruguagia, l’unica ad averlo impiegato recentemente con un po’ di continuità. In assenza di altre spiegazioni mi sono accontentato della logica (il turn over, visti gli impegni ravvicinati), interpretazione, peraltro avuta anche da Settore Crociato, che, nella nuova missione, appare piuttosto vicina, direi a contatto, con il club: e se loro stessi, incensando la ricca rosa, avevano motivato con il turn over quella decisione, noi che siamo un po’ più esterni e lontani dai prati di Collecchio non potevamo che crederci.

Anche se non avevamo affatto creduto, come argomentato da quelle parti, che anche la sostituzione di Cassano derivasse da ragioni di turnazione per via degli impegni ravvicinati. Come ho riferito all’allenatore, egli è troppo esperto del mondo del calcio per meravigliarsi delle domande dei colleghi circa la sostituzione di un top player come FantAntonio: oggi, infatti, il tecnico – ancora! – se ne era uscito, come già aveva fatto ai microfoni di Radio Rai, con la storia del chiedetemi della sostituzione di Parolo o di Biabiany. Io ho cercato di evidenziargli che si tratta di fattispecie un po’ diverse: anche perché Cassano è il calciatore vetrina di questa squadra, e non uno qualsiasi, e sostituirlo al 45’ equivaleva ad una clamorosa bocciatura. Cosa che fa notizia. Indubbiamente più dei cambi di routine, dietro i quali vorrebbe trincerarsi come foglia di fico. Io, ieri sera in televisione, avevo sostenuto che il tecnico aveva avuto le palle a togliere Cassano, e che ne avrebbe avute ancor di più se anziché glissare in modo anche offensivo della professionalità altrui,  avesse approfittato dei riflettori per rendere anche pubblica la sua delusione per la prova di Catania del suo giocatore più rappresentativo. Occasione mancata. Oggi, su questo tema, mi ha ribaltato la domanda, chiedendomi perché a mio avviso lo aveva sostituito. E io gli ho risposto: immagino perché fosse deluso come tutti quanti noi. E lui, serafico, appunto: e allora che bisogno c’era di dirlo… Direi disarmante. E per certi versi preoccupante.

Io penso, comunque, si trattasse di due argomenti di normale discussione in un dibattito televisivo: di veleno non mi pare proprio ne sia stato servito.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

16 pensieri riguardo “DONADONI RIFIUTA IL CALICE DEI VELENI TELEVISIVI E MOTIVA L’ASSENZA DI GARGANO E LA SOSTITUZIONE DI CASSANO – La chiosa di Gabriele Majo e il video

  • 24 Settembre 2013 in 18:05
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    Caro Majo stavo proprio leggendo sul sito della luce l’articolo:

    Mister Donadoni non ci sta e smonta i casi inesistenti di Gargano e Cassano, creati da chi non si documenta spargendo “controproducente veleno”

    e mi domandavo il suo stato d’animo……….

    Ok la nuova mission, vabe il contatto, ma che tipo di contatto è? Cioè ci sono degli emolumenti? No perchè qst servizi di solito nn si fanno a-macca. Tanto x capire, visto che è una testata giornalistica.

    • 24 Settembre 2013 in 23:31
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      Ri-buonasera Marcello.

      Ero per strada quando ero stato avvertito telefonicamente dell’ultima barzelletta.

      Va detto, a onore del vero, però, che la titolazione rispecchia – condiviso dall’autore del “servizio”, certo – il pensiero donadoniano: è lui, il mister, e non l’Enel ad aver parlato di supposti veleni.

      Lo scriba ha dato il meglio di sé (il meglio si fa per dire, of course) all’interno del dispaccio, allorché a proposito delle critiche sulle scelte di Donadoni egli ha vergato, ad esempio: “tanto criticate o tanto vivisezionate, senza approfondirle”. Beh, non mi pare che si possa bollare come superficiali le mie argomentazioni, appunto sviscerate e motivate nel merito. Ma credo che egli alludesse alla circostanza che nessun cronista locale – quorum ego – abbia seguito le sessioni di allenamento pre-Catania, per la verità non tutte svolte a porte aperte, come asserito da Donadoni (e la trascrizione sul sito ufficiale ha parzialmente corretto questo errore).

      Seguendo, infatti, i training, noi della stampa ci saremmo potuti accorgere di come Gargano avesse lavorato a parte. Peccato, tuttavia, che la società emetta un bollettino ufficiale in cui il nominativo dell’uruguagio non è mai apparso prima della sfida ai siculi: prima, dunque, di accusare di manchevolezze i cronisti (purtroppo sono anni che si è persa l’abitudine di tenere sul campo un cronista, anche per evidenti motivi di costi, e se non se lo possono permettere quelli della GdP che sono i più ricchi, pur nella nuova povertà, immaginarsi gli altri) si pensi alle proprie risibili strategie per non favorire il nemico. Cioè tener nascosto che Gargano è infortunato.

      Credo altrettanto risibile la successiva arrampicata sugli specchi del coach (ma al lunedì sera non ha niente di meglio che guardare la tv che fa andare di traverso la bile? Oppure qualche solerte osservatore, come al solito, anziché gettare acqua sul fuoco, come dovrebbe fare ogni buon diplomatico, ha ulteriormente acceso la miccia?) allorquando alla mia osservazione che comunque neppure lui lo aveva menzionato tra gli indisponibili, nella conferenza pre-gara, ha risposto dicendo che sperava di recuperarlo. Salvo, ammettere che non è che ci possa dire tutto, o aprire le porte agli osservatori del Catania. Comunque quando altri fanno spionaggio per lui sono squallidi o ridicoli, e fanno fare un salto indietro di 50 anni, quando, invece, la pretattica è di chi predica da anni il propositivismo, il non pensare all’avversario, cosa sarà mai?

      Comunque, nonostante questo il giornalista professionista Giuseppe Squarcia, ha bacchettato i colleghi, prendendo le difese del tecnico crociato, con le seguenti parole: “Tolti i sassolini dalla scarpe e scagliati verso l’obiettivo di coloro i quali spesso mostrano di essere prevenuti, senza informarsi e senza essere presenti agli allenamenti aperti al Centro Sportivo di Collecchio…”

      Comunque, egregio Squarcia, “prevenuti” un cazzo. Scusate il francesismo, ma per farsi capire meglio da determinati interlocutori, è bene usare termini, sia pure volgari, ma facilmente percepibili. L’accusa la respingo totalmente, perché è altamente infamante: è una calunnia. E siccome io, alla mia credibilità, ci tengo (magari più di chi la mette in gioco non si capisce bene per cosa) tanto come alla mia onorabilità, non accetto di esser fatto passare per quello che non sono. Del resto il giochino è vecchio, trito e ritrito. Io penso che il vero nemico del Parma sia chi è prone, chi, pur non essendo nella posizione di farlo, non fa capire ad altri che stanno sbagliando strada, ma ha il timore di farlo. E anche il “senza informarsi” se lo può risparmiare, visti i notiziari presa per il culo (per il francesismo vale la regola di cui sopra) che vengano dispensati. E sul fatto di non esser presenti agli allenamenti, parzialmente aperti, già ho riferito prima il mio pensiero.

      Sulla mercede eventualmente percepita per la nuova missione non ho prove o elementi di giudizio per potermi esporre, per cui evito di farlo, e la prego di fare altrettanto (già qualche giorno fa dovetti “censurarle” simili allusioni). Anche se certi movimenti sono sotto gli occhi di tutti, o basta vedere determinate interessantissime esclusive o certe foto per capire certi privilegi, o per arguire che le porte di Collecchio, per loro, sono aperte anche quando per gli altri sono chiusi. Magari potevano scriverlo loro, visto che presenziano a tutti gli allenamenti, che Gargano era infortunato…

      Lei, infine, definisce “quella cosa” testata giornalistica: a me non mi risulta affatto che la sia, non essendo registrata in Tribunale come quotidiano on line, magari sarà iscritto al Roc, anche se non mi pare sia da qualche parte menzionato il relativo numero di iscrizione. Certo non è più un sito di tifosi, questo no…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 25 Settembre 2013 in 14:41
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        Buongiorno Majo, mi scusi l’ho letta solo ora. Grazie 1000 x la risposta. Relativamente al sito Settore Crociato la mia domanda nn voleva essere offensiva, vorrei sl capire meglio la situazione.
        Sul sito di Settore nella “new mission” c’è scritto ke:
        …. Settorecrociatoparma.it diventa un giornale vero e proprio, …..
        io l’ho inteso km: siamo un giornale (o testata giornalista, nn so se tecnicamente ci siano delle differenze). Se sono un giornale, con tanto di sponsor, credo sia importante e interessante sapere in ke rapporti sono esattamente kn il Parma, sia loro km giornale vero e proprio che a livello personale km giornalisti professionisti. La collaborazione sembra evidente, ma bisognerebbe anke sapere di ke natura.
        Credo di nn essere il solo ad avere qst dubbi. Interrogativi sulla questione erano già stati posti da un giornalista mesi fa (il tipo ‘accusato’ di essere un reggiano) ma sono rimasti tali. Forse dovrebbero kiarire loro qst cosa, cn un semplice articolo. Di solito i giornalisti amano sottolineare la propria indipendeza…. o no? Visto che la Luce nn fa luce ho kiesto a lei, che è solito mettere il naso dappertutto. Lo so è meglio la Goni, ma le miga sempor lundì.

  • 24 Settembre 2013 in 18:37
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    Donadoni è sempre più presentuoso e non conosce la parola autocritica. Se dopo aver allenato (per quali meriti scusate?) la Nazionale e il Napoli ti ritrovi a Cagliari e Parma un motivo ci deve pur essere. Da un certo punto di vista è da capire, si sta rendendo conto che non è in grado da tecnico di ripercorrere la carriera che ha avuto da calciatore. Anche Maradona come mister è un bidone, però almeno è divertente. Questo è triste e noiso

  • 24 Settembre 2013 in 18:47
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    Majo però per un allenatore non esistono cambi di routine, e Cassano è un giocatore come gli altri. Ha ragione Donadoni a definire poco rispettose nei confronti di tutti gli altri giocatori l’attenzione particolare che avete nei riguardi di alcuni. Come ad esempio per Sansone. Come mai tutte ste campagne pro Sansone adesso e mai una parola per i vari Mesbah, Benalouane, Munari? Cos’è, Sansone merita più rispetto e considerazione di tutti gli altri panchinari da dover chiedere perchè lui in particolare non è salito? Stavolta secondo me hai un po’ toppato, ed avresti fatto bene a non rispondere a Donadoni e a non dire niente anzichè fare quest’intervento.
    Mi spiace. Rispetto la tua professione, ma ieri un po’ di veleno sputato ingiustificatamente c’era. E se Acquah avesse segnato e avessimo vinto le cosiderazioni non sarebbero state le stesse. Quindi di che parliamo? Di come gioca e di cosa costruisce la squadra o degli episodi favorevoli o sfavorevoli che condizionano inevitabilmente il risultato?
    Mi piacerebbe sentire un po’ di critica costruttiva (come sai fare quando vuoi), anzichè creare delle polemiche che non hanno senso e che infatti svaniscono come bolle di sapone.
    In simpatia,
    Alessandro

    • 24 Settembre 2013 in 21:47
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      Salve Alessandro,

      pur rispettando il suo punto di vista e le sue impressioni, mi consenta un commento in replica in cui le motivo, punto per punto, come la vedo io, anche perché non sono affatto convinto di “avere toppato”, come lei asserisce. Né ritengo, come lei sostiene che avrei dovuto rimanere in silenzio dinnanzi alle odierne affermazioni – che mi hanno, invero, lasciato piuttosto esterrefatto – di Donadoni: tacendo e non controbattendo, infatti, gli avrei dato ragione, mentre io reputo la sua prestazione oratoria decisamente censurabile. E pensandola così ho ritenuto opportuno replicare de visu e poi esprimere sul sito il mio punto di vista, che non pretendo sia condiviso da tutti, ma che ho il diritto (e pure il dovere) di formulare.

      1. “Non esistono cambi di routine per un allenatore e Cassano è un giocatore come gli altri. Donadoni ha ragione nel definire poco rispettose nei confronti di tutti gli altri giocatori l’attenzione particolare per uno” – Per un allenatore sarà anche così, ma per i giornalisti e per i lettori no. Il calciatore più pagato dal Parma, il giocatore dal maggiore talento, il regalo del Centenario non è un calciatore come tutti gli altri, e una persona di calcio come Donadoni, che ha vinto tutto da calciatore, un po’ meno come tecnico, dovrebbe saperlo alla perfezione. La risposta che ha dato è irrispettosa del lavoro altrui. Agli altri cambi ci si sarebbe anche arrivati: ma non è assolutamente una cosa usuale il cambio di Cassano. Men che meno al 45′. La domanda era lecitissima, la risposta offerta da Donadoni decisamente poco professionale.
      Aggiungo che quello di Donadoni di attaccarsi agli altri cambi che ha effettuato (sui quali, peraltro, si potrebbe pure disquisire) è solo un arrampicarsi sugli specchi. Così come la sua risposta di oggi a proposito di Palladino, che peraltro era stato anche piuttosto ben trattato dagli organi di stampa, che non avevano esitato a rimarcare come il Parma senza Cassano e con Palladino funzionasse meglio.

      2. Le campagne pro Sansone e non quelle pro Mesbah, Benalouane e Munari – Quando lor signori saranno autori di prestazioni come quelli del talentino torto dal mercato, probabilmente beneficeranno dello stesso trattamento da parte dei media (che poi rispecchiano il pensiero dei tifosi). A parte che il Saltimbanco la volata a Mesbah, Munari e Benalouane l’ha tirata mille volte. Io penso che anche nel calcio debba vare la meritocrazia e non la gestione “comunista” dello spogliatoio. Se Cassano è uguale a tutti gli altri, perché guadagna di più? Perché il suo cartellino vale di più? Suvvia: cerchiamo di non fare ragionamenti semplicistici, superficiali e poco realistici!

      3. Ieri io non ho fatto sputato veleno, come lei asserisce (e come ha asserito pure Donadoni), ma fatto delle semplici valutazioni o deduzioni, magari confutabili, ma comunque argomentate e approfondite, non certo frutto di malafede, bensì di ragionamenti e basate su fatti. Non mi piace l’aria fritta e cerco sempre di arricchire il dibattito, entrando nel merito delle mie argomentazioni. E non trovo neppure azzeccato l’avverbio “ingiustificatamente”, perché le ricordo che dopo un calendario piuttosto morbido il Parma ha appena due punti in classifica, uno dei quali “conquistato” – come scritto dal sito ufficiale fcparma.com, manco si trattasse di un trofeo internazionale, o semplicemente di una vittoria – sul terreno del’ultima in classifica, che ha pure palesato sul campo non pochi problemi,

      4. Acquah non ha segnato, e mia nonna non aveva le ruote. Però il Parma, nello specchio, quanti tiri ha indirizzato? O forse è stato fermato dall’arbitro nella propria età campo? Comunque sia scopre l’acqua calda: al fine della valutazione di una partita conta anche, direi soprattutto, non nascondiamoci dietro un dito, i risultati, e poi le prestazioni. Per quanto mi riguarda il risultato non mi pare dei più storici, e la prestazione è stata a sprazzi come al solito. Gli episodi favorevoli e/o sfavorevoli che incidono sul risultato non vanno ricondotti alla sola direzione arbitrale, ma considerati nel suo insieme. Comunque, per me, il Parma ha i punti che si merita in classifica e per quello che ha espresso. Non mi pare proprio gli manchi nulla, indipendentemente da qualche errore arbitrale.

      5. La mia critica in questa occasione è stata costruttiva come sempre. Non ho affatto creato una polemica senza senso (vorrei poi sapere quale sarebbe questa polemica, di grazia!) e non svaniscono affatto come bolle di sapone, essendo argomenti di discussione.

      Grazie per la simpatia.

      Cordialmente

      Gabriele Majo

  • 24 Settembre 2013 in 18:57
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    tic tac tic tac ……vivere con una bomba ad orologeria sotto “alcool”

  • 24 Settembre 2013 in 20:40
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    e sperema cla sciopa, Assio.

    Cmq qui se uno dice bau: Nemico del Parma. Se dice la sua: veleno. E’ veleno esprimere propri dubbi e perplessità??? Ma co sema fora???? Quindi sarebbero velenosi anke i tifosi se potessero parlare???
    Qst attacchi dovrebbero indignare tt la categoria, xkè è anke un attacco alla libertà d’informazione ed espressione, invece i colleghi sono i primi a far finta di niente o a dar man forte (o lingua forte) a ki fa questi attacchi.
    Qst nn significa ke Majo ha sempre ragione, ma ke x essere graditi al Parma bisogna sempre dire che tt va bene, ke la colpa è degli arbitri, ke stiamo giocando bene, tt il contrario di ql ke pensano generalmente i tifosi.
    Poi nn parliamo del caso Sansone. Ma dai la colpa è sempre degli altri, dai tempi di Guidolin. Qui prima di darti via devono sputtanarti.

    • 24 Settembre 2013 in 22:05
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      Lei sbaglia, Marcello: io ho sempre ragione… 🙂

      Comunque la cosa grave è proprio questa: che dei professionisti navigati, con anni di gloriosa carriera sulle spalle e, nel caso dell’allenatore, una miriade di trofei vinti, si meraviglino della critica costruttiva che viene espressa da alcuni degli organi di informazione di questa città, tacciati vilmente di spargere del veleno, quando lo stile, la qualità delle argomentazioni, e il modo di porle è decisamente più apprezzabile rispetto al “giornalismo ultrà” così di moda nelle piazze di Milano e Roma che dovrebbero ben conoscere.

      Ma davvero il signor Donadoni ha la pelle così sottile da non accettare che si parli del mistero Gargano (peraltro alimentato dalla solita mancanza di “glasnost” della società, che diffonde bollettini incompleti – lo ha svelato oggi il mister – per non avvantaggiare gli avversari) o del cambio di Cassano dopo 45′ di gioco? Ci voleva così tanto ad ammettere, onestamente, che lo stava deludendo e che lo aveva sostituito per quello, magari trovando anche il modo di colpirlo propositivamente nell’orgoglio?

      Quali altri erano i veleni?

      Forse il fatto che, con una certa decisione, ho rimarcato la sua mancanza di rispetto nei confronti dei giornalisti di Radio Rai, allorché gli ha risposto, in modo evidentemente provocatorio, “semmai vi parlo del cambio di Obi e Ale”, entrati per Parolo e Biabiany sul finale di tempo? Come se l’uscita di Cassano fosse una cosa da nulla? Io, fossi in FantAntonio, mi incavolerei per questa mancanza di considerazione da parte del suo allenatore, che paragona la sua fuoriuscita dopo un tempo ai cambi fisiologici successivi degli altri due suoi compagni!

      Il caso Sansone, per esempio, esiste. E interessa anche i tifosi, con buona pace di Boni e di chi pensa che sia un cavallo di battaglia di Angella o mio. Io, peraltro, mi ero accodato, giacché anche quando tutti si stracciarono le vesti per impedirne il trasferimento, io fui tra i pochi, se non l’unico, a dire che era stato un errore tenerlo. Ma dopo che era rimasto l’allenatore avrebbe dovuto valorizzarlo, perché è uno dei talenti principali della squadra, un patrimonio da non sminuire, specie dopo questo mercato da cicale!

      Sui colleghi non mi esprimo: ognuno è libero di scegliere le strade che preferisce. Io, personalmente, penso di metterci anima, cuore, passione, professionalità e soldi per mandare avanti un organo di informazione pulito, onesto e indipendente. Poi altri faranno più fatica di me a guardarsi allo specchio. O forse la faccia è talmente di bronzo che ci riusciranno lo stesso. Ché il viscido e l’uomo di merda, cui spaccare la faccia se si avvicina di più di 50 cm sono io…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 25 Settembre 2013 in 15:36
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    Chi mi conosce mi definisce “aziendalista” definizione approssimativa ma che accetto come sinonimo di attaccamento a questa società in tutti i suoi aspetti, detto ciò noto con rammarico , che a parte la delusione per i risultati, c’è stata una involuzione tattica di Donadoni che oltre ad arroccarsi nel suo modulo di gioco ed escludere quello che ad oggi è il VERO beniamino dei tifosi del Parma ( e fin qui nulla da eccepire in quanto fa parte della sua assoluta discrezionalità),noto in occasione dei contatti con la stampa atteggiamenti supponenti e risposte stizzite a domande più che legittime….l’esperienza mi dice che sono atteggiamenti che precedono l’esonero…..Ovviamente essendo aziendalista è l’ultima cosa che mi auguro, ma i risultati devono arrivare e certi atteggiamenti devono essere rivisti sia in campo che ….in sala stampa!! PS: per immaginare la prestazione di Okaka contro la Roma non occorreva la sfera di cristallo …..e pure se avesse segnato il giudizio sulla ragionevolezza del cambio sarebbe stato negativo (almeno per quel che mi riguarda).

    • 25 Settembre 2013 in 16:12
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      Caro Angioldo,

      non esiste migliore aziendalista di chi, con un sano spirito critico, aiuta l’azienda a crescere e a migliorarsi. In questo senso, e non solo, quando lavoravo al Parma, ero molto “aziendalista”, cosa che è stata riconosciuta dallo stesso Ghirardi e pure da altri, ma è un certo tipo di aziendalismo che talvolta non paga, perché c’è un altro tipo di aziendalismo, quello della difesa ostinata dei propri colori, o peggio quello di dare sempre ragione ai caporioni che indubbiamente paga di più. Alla faccia della meritocrazia.

      Anche adesso, fuori dall’azienda, sto proseguendo a fare l’aziendalista, in quanto il mio esser Grillo Parlante – spesso confuso, anche da te, come astio o dente avvelenato – mira unicamente al bene collettivo della comunità crociata. E in questo ci stanno le critiche mosse, sempre con molta onestà e rispetto, a coloro che ritengo doveroso punzecchiare, dal presidente all’Ad, al mister, qualche volta i calciatori (anche se con loro sono sempre molto benevolo, mi si dimostri il contrario…), i Boys, il Sindaco, Settore Crociato e così via.

      Dunque il tuo essere aziendalista in questo caso neanche tanto critico, ma oggettivo, nei confronti di Donadoni ci sta tutto. Mi fa piacere, infatti, che tu abbia condiviso la mia presa di distanze dal tecnico per l’atteggiamento a mio modo di vedere poco professionale nelle risposte agli organi di stampa. Lasciamo perdere le cose personali, anche se il tono che ha usato nel rispondere a me e a quello riservato a Piovani nell’ultima conferenza mi pare più significativo persino dei contenuti, ma, ad esempio, nel replicare a quelli di Radio Rai sulla lecitissima domanda su Cassano. A parte che, secondo me, Donadoni ha anche gettato al vento l’opportunità di stimolare e colpire nell’orgoglio il Discolo, spiegando come potesse essere deluso dalla sua prova, anziché tirare a mano le altre sostituzioni che non c’entravano un fico secco con l’oggetto del contendere, e che solo un becero buonismo di maniera o di facciata può plaudire come difesa degli altri calciatori. Mo per piaser!

      Dici che da aziendalista l’esonero è l’ultima cosa che ti auguri: io dico, da aziendalista, che in certi casi l’esonero – provvedimento piuttosto becero ed abusato – è servito a raddrizzare situazioni nate storte, vedi Cagni, sempre dopo una preparazione a Collecchio, oppure Marino quando ormai la situazione sembrava compromessa. Altri esoneri non sono stati altrettanto felici, tipo quello di Di Carlo, quando forse era un po’ tardivo, e per certi versi, alla lunga, mi sa che anche l’avvicendamento tra Colomba e Donadoni non è che abbia portato a chissà quali risultati concreti. Io tutta sta differenza non ce l’avevo vista allora, a parte quella serie di 7 gare consecutive vinte, ma fini a loro stesse, né ce la vedo ora. Anzi, mi pare che il buon Franco avesse un certo buon senso e anche certi attributi (non scordiamoci che fu decisiva alla cacciata l’aver detto fuori dai denti che certi giovani che si voleva venissero lanciati non erano all’altezza, e mi pare, alla prova dei fatti, che fosse proprio così, giacché nessuno di loro è esploso. Anzi…).

      Cordialmente

      Gmajo

    • 25 Settembre 2013 in 16:41
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      Concordo praticamente su tutto. Ma avrà deciso proprio lui di escludere il ns beniamino?
      Nn credo cmq ke Donandoni possa temere l’esonero, almeno x ora. E’ ancora molto presto. Questi atteggiamenti mi sa ke ormai sino abituali qui a Parma, da isola felice a isola dove devi essere felice cmq vada, anche qnd va male.

  • 25 Settembre 2013 in 17:05
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    Lungi dal voler entrare in contrasto con te su meriti e demeriti dei precedenti allenatori ti dico solo che sono davccordo con te per quel che riguarda Cagni, parzialmente per DiCarlo e Marino ed in totale disaccordo per Colomba, (andava sostituito perchè ormai utilizzava le partite “battezzate” perse per far giocare senza alcun criterio tattico il resto della rosa, quella fuori dal cerchio dei 13-14 eletti). Poi sui modi di condurre la tua “terapia d’urto” per fini aziendalisti….consentimi qualche perplessità e non sorprenderti più di tanto se i bersagli dei tuoi strali reagiscono con altrettanta asprezza….Temo che dai tuoi articoli trasudi qualche motivo di risentimento o di pregiudizio, se come tu ti accalori sempre a negare, non è così( e son qui per crederti) tanto meglio per tutti, ma a questo punto credo che la tua prosa e la tua, arte oratoria debbano essere addolcite nella forma, e pure alcuni tuoi giudizi espressi in termini meno perentori. Da tempo cerco di farti capire queste mie considerazioni che ti appaiono ostili mentre al contrario sono alla ricerca di un punto di equilibrio tra sacrosanto diritto alla critica ed oggettivo riconoscimento della altrui professionalità in una materia tanto opinabile ed accattivante qual’è il calcio. Spero che la mia relativa padronanza della lingua italiana sia sufficiente per evitare ulteriori equivoci, con simpatia, rispetto , ti leggo sempre con attenzione nella speranza di cogliere anche qualche segnale di distensione….ahahhahahha

    • 25 Settembre 2013 in 17:11
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      A sentir te sarei peggio di Crudeli o del Saltimbanco… Non mi pare di avere eccessi di questo tipo. E anche quando mi accaloro non credo di essere uno esagerato – anzi, sono spesso apprezzato per esser misurato. Evidentemente, però, anche il sottoscritto come il calcio è materia opinabile. Risentimento e pregiudizio non fanno parte del mio essere o del mio modus operandi: appunto mi ci accaloro perché è il solo argomento, peraltro sterile e non provato nel merito, del quale si servono i miei detrattori per delegittimarmi. Ed è per quello che mi dà fastidio, perché è un motivetto che dai e dai attecchisce. Basta vedere come ha attecchito su di te…

      Saluti

      Gmajo

  • 26 Settembre 2013 in 10:26
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    No tutt’altro, ma forse non riesc a farmi capire, pazienza…….ma anche rileggendo il miopost precedente non vedo nessuna frase che ti accomuni ai due personaggi da te citati….e nessuna affermazione ostile nei tuoi confronti……tu invece…continui a punzecchiare. Ben consapevole che l’ultima parola è sempre la tua (giustamente), continuo a non capire come tu non possa accettare serenamente punti di vista differenti dalla tua linea editoriale anche se espressi con garbo ed educazione….Forse è un escamotage mediatico per tenere alta la tensione e la vivacità del forum? Non riesco a darmi alre spiegazioni

    • 26 Settembre 2013 in 10:33
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      No, Angelo, è molto semplice il discorso: io accetto perfettamente il dissenso sulle mie opinioni, ci mancherebbe altro, ma non mi va che la mia opera venga contrabbandata come astiosa, prevenuta, o espressa con toni esagerati. Perché non è così. Poi se a me piace il 4 2 3 1 e a te il 3 5 2 (dico per dire) o se per me Colomba è più bravo di Mourinho (dico per dire) e per te Donadoni è più forte di Capello (dico per dire), non me ne cala niente.

      Quindi espressioni velate, sottintese, o espresse chiaramente – come spesso hai fatto – tesa ad indicare che io avrei il dente avvelenato mi danno fastidio, perché mi pitturano diverso da quello che sono in realtà. Ed è un esercizio di delegittimazione che ad arte fanno i miei detrattori. Non ho bisogno di escamotage mediatici per tenere alta la tensione e la vivacità del forum, che, grazie a Dio, è già vivace di suo, senza mezzucci.

      Saluti

      Gmajo

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