E BIABIANY SU TWITTER LITIGA CON UN TIFOSO…

image(gmajo) – Capita di rado, anche se qualche volta succede, che allo stadio un calciatore si ribelli alle critiche dei tifosi ribattendo: ma sui social network, dove il rapporto, paradossalmente, è più diretto, evidentemente è più facile perder la pazienza e sbottare. E così oggi pomeriggio Jonathan Biabiany, “beccato” dal tifoso Andrea Iori che gli aveva scritto su imageTwitter: “Sveglia Biabia, dobbiamo vincere quest’anno!!! Fuori le palle!!!” e “Non farlo un gol ogni tanto… Da un anno imbarazzante… Pensa più a giocare biabia!!”, gli ha cinguettato indietro così: “E te pensa a fare il tuo… Pensare a me devi veramente annoiarti: triste la vita ”.  Iori, tuttavia, non ha incassato in silenzio: “No è che pago 150 euro all’anno per vedere te che non la butti dentro neanche da un metro!!! Rispetta i tifosi nador!”. Al che il Fulmine Nero lo ha fulminato così: “Allora stai a casa tua … I tifosi veri non sono come te…sono quelli che sostengono nel bene o nel male”. E Iori, di nuovo: “Si peccato che io ci sarò anche quando tu te ne andrai… Fa qualche gol va là…”. A questo punto a difesa di Biabiany è intervenuta tale La Sòra Camilla (Barbara Maniccia), 32enne, romana, imagepiuttosto avvenente, stando alla foto e “una figlia e un grande Amore chiamato FC PARMA . . Perchè ?!? Perché al ❤ nn si comanda !”, come scritto sul suo profilo, la quale ha eccepito: “Dai, peró, qui si confondono i ruoli !!! @jlbiabiany non è una prima punta… Quel che lui può darci, è tanta velocità alla imagemanovra… Poi se ogni tanto corona la prestazione con un goal, tanto meglio… Ma quelli aspettiamoceli da chi di ruolo !” Al che Iori: “Perché al di la dei gol sta dando un gran contributo… Meglio Sansone tutta la vita dai!!;). E la Sora: “Parli con una che stravede per Nik, che ne apprezza doti e potenziale… Ma il contributo di @jlbiabiany per me è fondamentale !”. Appunto Donadoni farà bene, come scritto nel pezzo precedente, a trovare una soluzione per utilizzarli assieme tutti quanti: così nessuno degli esclusi, e dei loro fan, perde la pazienza…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “E BIABIANY SU TWITTER LITIGA CON UN TIFOSO…

  • 9 Settembre 2013 in 08:59
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    Le risposte di Biabiany sono indecenti. E’ inaccettabile che giocatore professionista non accetti le legittime lamentele di uno che paga per vederlo. Se mi permettessi di rispondere così ad un cliente sarei licenziato in tronco, e il mio stipendio è di 1.100 – 1.300 euro/mese. Se la pazienza dovesse essere proporzionale allo stipendio, Biabiany dovrebbe stendere un tappeto rosso a chi paga per vederlo.
    “I tifosi sono quelli che sostengono nel bene e nel male” mi ricorda i ragionamenti dei Boys, per cui nessuno può avere un’opinione diversa dalla loro, altrimenti NON E’ UN TIFOSO. La stessa mentalità per cui se critichi un dirigente: sei nemico del Parma.
    D’ora in poi a chi criticherà il mio lavoro, risponderò che “i veri clienti sono quelli apprezzano il mio lavoro nel bene e nel male” (i sarison di cojò….).
    Biabiany prova ad andare a fare la campagna dei pomodori in fabbrica, poi vedi com’è l’andiamo fuori dal tuo mondo dorato.
    Leggere queste perle di lunedì mattina fa andare giù di testa.

  • 9 Settembre 2013 in 10:52
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    il suo rendimento non e’ proporzionato al suo stipendio.
    coglione chi glielo da.
    ps: lo scorso anno mi ero permesso di dire che la classifica finale rispecchia la classifica del monte ingaggi,qualcuno aveva obbiettato che erano solo barzellette,probabilmente chi lo ha detto non ha il senso ne della realta’ ne dell’humor…..

  • 9 Settembre 2013 in 11:44
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    Biabbia…zitto e pedala!

    • 9 Settembre 2013 in 12:12
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      Giova non sei un vero tifoso del Parma. I tifosi veri sono quelli che sostengono nel bene e nel male…

  • 9 Settembre 2013 in 11:56
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    @Majo scusa se non centra niente con l’articolo ma sai per caso come procede la campagna abbonamenti?

    • 9 Settembre 2013 in 12:10
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      Ciao Claudio,

      no, non ne ho idea di come stia andando, anche perché l’ultima volta i miei “exit poll” hanno funzionato esattamente come gli “exit poll” veri alle ultime tornate elettorali. Cioè non ci ho beccato affatto: ci eravamo lasciati, poco tempo fa, con i 6.600 abbonati che a pochi giorni dalla chiusura della campagna aveva rivelato Settore Crociato (quando, a me, ne risultavano 5.800) e dopo pochi giorni la campagna si era chiusa, prima di esser riaperta, con i novemila e rotti ufficialmente sanciti dalla Società. E davanti a numeri dichiarati ufficialmente io non posso che genuflettermi, pur mantenendo molti dubbi e perplessità. Del tipo: se a fine prelazione eri attorno ai 5.000/6.000 possibile che ne hai fatti 3.000 di nuovi, specie con quei prezzi lì che indubbiamente non favoriscono il ricambio, giacché un abbonato nuovo (che poi potrebbe anche essere un vecchio di ritorno, ma non riconosciuto come tale) paga circa il 30% più degli abbonati dell’anno precedente?

      Io penso che anche quest’anno, del resto come in quello passato, il dato diffuso sia al lordo delle promozioni e delle tessere di servizio.

      Comunque vedremo se dopo la miracolosa moltiplicazione dei pani e dei pesci, o della trasformazione dell’acqua in vino, gli abbonati saranno più di 10.000…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 9 Settembre 2013 in 12:15
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    La critica ci sta sempre, se sostenuta da valide motivazioni, però farla in modo diretto su twitter no. Se ci teneva tanto a criticarlo, poteva andare a Collecchio (dietro alla tastiera siamo tutti bravi a scriverne di ogni, per poi l’unica cosa che diciamo di persona è “mi fai un autografo?”).
    Leggendo la “cronaca dello scontro” ho cominciato a pensare che Biabiany fosse “vittima” di qualcuno che non sapeva come passare la domenica pomeriggio. Però quando Biabiany ha scritto: “[…]I tifosi veri non sono come te…sono quelli che sostengono nel bene o nel male” Ho cambiato schieramento! Come è possibile? Se sono tifoso non posso criticare nessuno del Parma e devo accettare tutto? Quindi noi che ci siamo opposti al trasferimento di Sansone non siamo tifosi?
    Comunque la perla finale è qualcosa di grandioso che ha reso il tifoso vincitore: “Si peccato che io ci sarò anche quando tu te ne andrai… Fa qualche gol va là…” (però questa non sono riuscito a ritrovarla su twitter, avrei voluto re-twittarla).
    Che brutta caduta di stile per il secondo calciatore più pagato del Parma!

    Majo nell’altro articolo lei si chiedeva come mai il Parma fa le interviste in casa…..questo episodio secondo lei è una buona risposta?

    • 9 Settembre 2013 in 13:00
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      Buongiorno Filippo,

      direi di no: non metterei in correlazione la caduta di stile di Biabiany (un professionista profumatamente pagato non dovrebbe reagire, anche se è anche vero che un tifoso, solo perché paga 150 euro o giù di lì, non vanta, a prescindere, il diritto di offendere) su twitter con la decisione della società di farsi le interviste in casa.

      Certo la società avrebbe dovuto “prevenire” l’incidente diplomatico prevedendo un regolamento interno che appunto regolamenti l’utilizzo di Twitter da parte dei propri tesserati, giacché sono così attenti nel regolare i rapporti con la stampa, per cui chi parla non autorizzato viene punito con delle scudisciate…

      Il fatto che i calciatori non vengano mandati in conferenza stampa, ma rispondano solo ai professionisti della comunicazione ducale, credo dipenda da una precisa strategia che mira a produrre in casa i contenuti, già incellophanati e puliti.

      Alle volte, però, ho la sensazione che i media che producono informazione siano considerati dei “competitor” da parte del club, mentre, secondo me, è una concorrenza che non ha senso, anche perché non esiste, giacché si parla di prodotti differenti.

      Se l’anno scorso e ieri ho rimarcato l’anomalia non è perché se non vado a Collecchio tutti i giorni poi finisco in astinenza (anzi: non perdendo quel tempo posso rivolgere le mie energie ad altri approfondimenti che più mi stanno a cuore), quanto perché ancora credo, nonostante il processo di decadenza in atto, nel mestiere che amo, quello del giornalista, che ha il dovere di informare, non di comunicare (quello, semmai, quando si è al soldo del club).

      Cordialmente

      Gmajo

      • 9 Settembre 2013 in 18:43
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        Io vedo un collegamento per il fatto che se un calciatore non riesce a tener testa a un tifoso stando a casa e potendosi prendere tutto il tempo che vuole per rispondere, non vedo come possa uscir vivo da una conferenza stampa con dei giornalisti.

        • 9 Settembre 2013 in 18:47
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          Non è che la nostra stampa possa essere raffigurata come un duro plotone d’esecuzione…

          • 9 Settembre 2013 in 18:57
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            Questo è vero, ma se su 100 giornalisti onesti c’è ne uno fetente i calciatori devono essere pronti a fronteggiarne 10 di quest’ultimo tipo.

          • 9 Settembre 2013 in 19:43
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            Io, notoriamente, passo per essere il più fetente della piazza, ma se uno analizzasse il mio operato con un pizzico di buon senso si accorgerebbe della mia onestà intellettuale. Ed auguro, a chi mi considera un suo nemico, di trovarne di avversari così. Ché da parte mia di colpi sotto la cintura non ne sono mai arrivati. Ma a parte questo: non credo che dietro il disegno di non far parlare i calciatori ci sia il timore di far avere loro un confronto con me o con altri fetenti (che poi, intendiamoci, è fetente chi fa il proprio lavoro con rigore?), quanto il desiderio di valorizzare i propri canali di comunicazione diretta.

            Quindi, a maggior ragione, non ci vedo il nesso con la cinguettata di Biabiany…

            Certo che è ridicolo quanta attenzione venga posta alle conferenze preconfezionate e incellophanate e poi si cade su bucce di banana tipo questa.

            Io sarei dell’idea di porre dei vincoli all’utilizzo dei social network da parte dei calciatori, o al contrario liberalizzerei tutto, responsabilizzandoli, incluso le interviste dei giornalisti non programmate, ma all’impronta come si faceva negli anni ’90…

            Cordialmente

            Gmajo

  • 9 Settembre 2013 in 12:36
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    è il secondo più pagato della rosa del parma sto scarpone qua ? Ussignur… e poi mi dicono che è velocissimo ed è bravo in velocità…. ma c’è l’atletica apposta…. povra italia

  • 9 Settembre 2013 in 20:53
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    Sig Majo,
    Io non la considero minimamente un giornalista fetente, ma competente. Il fetente, a mio modo di pensare, è colui che si muove per mettere in difficoltà quello che sta intervistando con il solo scopo di ridicolizzarlo. Lei invece è uno competente e come tale cerca di capire le situazioni a 360° andando a vedere anche cosa c’è dietro, il che a molti non va bene perché lei va a far luce dove gli altri vogliono il buio.

    Sul controllare twitter, secondo me basterebbe il buon senso dei calciatore. Se manca, regolamento!

    Grazie per le sue risposte

    • 10 Settembre 2013 in 09:00
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      Grazie Filippo,

      io non intendevo certo dire che lei mi avesse dato del fetente, solo che io passo – direi ingiustamente – per esserlo, quando, invece, come Lei ha la bontà di riconoscermi, cerco di capire e far capire le situazioni a 360°, toccando quindi, gioco forza, dei tasti che possono anche dare fastidio a qualcuno. Ieri sera, ad esempio, nel dibattito a Teleducato, non ho certo taciuto domande “scomode” (e inedite, con buona pace di qualche “fetente” secondo cui Leonardi avrebbe ripetuto per la terza volta di fila gli stessi concetti, valutazione non corrispondente alla realtà) alle quali Leonardi ha risposto – e questa è stata una lieta sorpresa – senza quella tracotanza che mi aveva riservato in passato in occasioni analoghe, accettando il dialogo e sforzandosi di spiegare al meglio le situazioni.

      Sul discorso di Twitter: io sono un po’ combattuto, da un lato, fossi al Parma, sapendo come funzionano le cose in una società di calcio, avendone avuto l’esperienza diretta, inserirei nel regolamento il veto all’utilizzo dei social network (anche situazioni simpatiche, tipo le foto twittate dall’aereo io cercherei di evitarle); da giornalista, invece, liberalizzerei il tutto, rapporti con la stampa inclusi. Ma il rischio, mi rendo conto, è alto.

      Ieri sera – secondo me nel caso specifico sbagliando – Leonardi non solo ha assolto, ma di fatto giustificato Biabiany, dicendo che lui è contento, perché lo aveva sempre visto apatico, e quindi una reazione gli è piaciuta. Sarà: io penso che un calciatore debba sempre mantenere il self control nei confronti dei propri tifosi. Certo questi ultimi potrebbero evitare di sfruttare a propria volta i social network “disturbandoli” con critiche e per certi versi offese. Sarebbe meglio che le cose le dicessero direttamente nelle sedi opportune (allo stadio, al campo di allenamento, alle feste dei club) che non fare i leoni da tastiera. Per me “Biabia” ha sbagliato a reagire e “il Leo” a difendere a “Biabia”.

      Grazie a lei per il contributo al dialogo costruttivo del nostro forum.

      Cordialmente

      Gmajo

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