GARGANO E IL “PARMA MERDA” TWITTATO 2 ANNI FA: “AVEVO REAGITO ALLA PROVOCAZIONE DI UN RAGAZZO DI 13-14 ANNI. CHIEDO SCUSA A LUI E A TUTTA LA TIFOSERIA” (video)

image(gmajo) – Il primo tentativo di chiudere l’antipatico incidente diplomatico, dovuto a quel “Parma merda” infelicemente twittato da Walter Gargano due anni fa, appartiene a Parma Channel: al microfono di Maria Luisa Rancati, El Mota, prima di raggiungere la sua Nazionale, dalla quale è tornato ieri sera, ci aveva tenuto a spiegare che il destinatario dell’epiteto non era l’intera comunità crociata bensì una sola precisa persona. Oggi, anche perché lo dovevamo ai nostri affezionati lettori che ce lo avevano specificatamente richiesto, proprio noi di stadiotardini.it (che peraltro avevamo per primi ritwittato, diciamo così, quel cinguettìo, pubblicandolo sul nostro quotidiano on line) siamo tornati sull’argomento. E il centrocampista, ribadendo quando già detto una decina di giorni fa all’ house microphone, ha aggiunto un ulteriore inedito particolare circa quel parmigiano all’origine della sua molesta reazione sul social network: “Non era rivolto alla tifoseria, ma a un ragazzo che penso avrà 13-14 anni. Io ero un po’ arrabbiato, e quando le cose non vanno bene capita anche alle persone più tranquille di reagire. In quel imagemomento io ho sbagliato e chiedo scusa un’altra volta alla tifoseria del Parma e a quel ragazzo, che non c’entrava niente”. Non so se il fatto che si trattasse di un minorenne possa essere considerata propriamente una esimente, ma considerando anche la recente uscita di Biabiany, che a propria volta aveva risposto per le rime alle critiche di un tifoso crociato, viene da pensare che i calciatori abbiano un po’ di problemi a rapportarsi coi social network: “Io, dopo quell’episodio, DSC01046mi sono fermato, perché in effetti, per me, non va molto bene per i calciatori, perché alla fine della partita, ad esempio, ti può capitare di essere ferito da delle parole di qualcuno, o che ti scrivano delle cose non giuste, ma una persona pubblica deve restare tranquilla e non reagire”. Il vescovo dei tifosi Mons. Angelo Manfredini, assistito dai concelebranti Bruno Bia, Corradome Marvasi e Simone Burani, ha però assolto da ogni colpa il penitente ponendogli sulle spalle la stola gialloblù originale del CCPC.

Prima e dopo la rievocazione del fattaccio stadiotardini.it aveva posto altre due domande al centrocampista uruguagio, una relativa alla casacca numero 5, molto ambita in tutto il Sudamerica, e l’altra se si considera un calciatore determinante per il Parma (prendendo spunto da quanto dichiarato ieri, ai nostri microfoni, da Ivan Zazzaroni, secondo cui non è uno che faccia la differenza). Ecco la trascrizione delle sue risposte…

UNDER CONSTRUCTION – si prega di cliccare tra qualche istante per la trascrizione completa

 

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Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

7 pensieri riguardo “GARGANO E IL “PARMA MERDA” TWITTATO 2 ANNI FA: “AVEVO REAGITO ALLA PROVOCAZIONE DI UN RAGAZZO DI 13-14 ANNI. CHIEDO SCUSA A LUI E A TUTTA LA TIFOSERIA” (video)

  • 15 Settembre 2013 in 10:55
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    stendo un velo pietoso sulla sua giustificazione di merda

    e adesso godetevelo

    • 15 Settembre 2013 in 11:05
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      Dico la verità: penso che non sia giusto che per un errore uno vada lapidato in eterno e sarà giusto, d’ora in poi, giacché la società lo ha preso incurante dell’ostracismo di qualcuno per quella storia, giudicarlo sul campo.

      Io non lo avrei preso sia per l’episodio “di merda”, sia perché avrei preferito non scialare sul suo ingaggio, quanto investire su Chibsah.

      La sua giustificazione di ieri non mi aveva affatto convinto, e penso di averlo espresso nel pezzo: ché sarà un’aggravante il fatto che avesse reagito a un minorenne. Ma tant’è. Certo i social network, come ammesso dal centrocampista ieri benedetto da Mons. Manfredini, poco si addicono ai calciatori, specie se focosi. Speriamo che il temperamento positivo lo metta in campo.

      Dal perdonare una corbelleria di merda a vedere, come incredibilmente riesce a fare qualche illuminato scriba, la possibilità persino che sbocci l’amore (“ci sono le basi per una relazione duratura”), solo sulla scorta di qualche dichiarazione di ieri e della volontà di confermarlo al termine della stagione espresse da Leonardi, ce ne corre, però. Aggiungiamo questa ulteriore perla alle precedenti…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 15 Settembre 2013 in 11:18
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    Si comprano i giocatori incuranti dei tifosi, ok ma poi non ci si lamenti della conseguente freddezza dei tifosi.
    Quei teatrini qui fanno pena. All’amore dei giocatori non ci crede più nessuno. In tan gnan caghè. I dirigenti vogliono il calcio professionistico senza bandiere, comprando e vendendo chi vogliono come al mercato (del bestiame?), bene ma allora non parlino di perdono e di amore. Vai in campo e fai andare. Se fai bene pollice su, se fai male pollice verso e in pasto ai leoni. O come si dice qua: vatla a tor in tal cul.
    Sbocciare l’amore? Si come con le signorine della via Emilia……. lo stesso tipo di rapporto.

    • 15 Settembre 2013 in 14:47
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      Amore mercenario. Forse alla Luce si erano dimenticati l’aggettivo… Ma in società saranno così convinti della bontà di questo tipo di propaganda? Per me è un boomerang…

  • 15 Settembre 2013 in 11:41
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    be piu’ o meno quello espresso nella presentazione di chibsah,del resto quando parlavo di epoca del copiaincolla mi riferivo anche a questo,saluti

  • 15 Settembre 2013 in 12:51
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    Tanto rispetto x Manfredini, vero tifoso del Parma e gran brava persona. Però secondo me anke noi tifosi siamo confusi molto, dico tutti in generale.
    Tipo come fare i cori contro Cassano dandogli dell’analfabeta e poi accoglierlo a Parma come “Fantantonio” e Dio in terra. Secondo me abbiamo perso la bussola. Non dico mica di prenderlo a tomacate visto che viene a giocare nel Parma, ma neanche vederlo come un dio dopo averlo sempre preso per il culo. Io mi ricordo anche un suo dito medio alla nord….. Femà fenta ed gnenta???? Un pò di coerenza e di moderazione, senza esagerare x carità, ma almeno un pò.

  • 15 Settembre 2013 in 13:23
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    eh si Marcello la memoria corta e’ il peggior difetto della coerenza,ma si passeranno e si leveranno dai coglioni anche loro

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