I METEORismi di Lorenzo Fava / PARMA, LA MACCHIA NERA NELLA CARRIERA DI “BIG MAC” MACCARONE

clip_image001(Lorenzo Fava) – L’odierna è l’ultima puntata estiva dell’edizione 2013 de “I METEORismi di Lorenzo Fava”, rubrica che tornerà regolarmente a farvi compagnia nelle letture estive domenicali del 2014, salvo edizioni straordinarie prima, magari attorno a Natale. Il personaggio di oggi è un attaccante che io ammiro molto (tra l’altro compiamo entrambi gli anni insieme, il 6 settembre, quindi, tutti e due siamo invecchiati da poche ore) ed entra di diritto nella nostra galleria poiché la sua esperienza parmigiana non fu particolarmente positiva, anche se altrove si sarebbe potuto riprendere e in serie B sta vivendo il suo momento di gloria. Classe ’79 (e sono 34 primavere da poche ore…), il destino del bomber di Galliate appariva già ben delineato fin dall‘estate del 1994, quando il quindicenne Massimo, allora fruttivendolo, si fece licenziare dalla sua attività per poter seguire sul piccolo schermo i mondiali statunitensi degli Azzurri.

clip_image001[4]Impara a dare i primi calci al pallone con gli amici nell’Oleggio, squadretta dilettantistica della provincia novarese; all’età di otto anni, dopo essersi messo in luce nel torneo “Fortina e Zanolli” per la categoria “Pulcini”, viene acquistato dal Soccer Boys Turbigo, dove, da centrocampista qual era, si forma come attaccante. Impara tutti i ruoli del reparto avanzato: dal centravanti alla seconda punta di movimento, fino a vestire i panni dell’ala (principalmente sinistra). Il Milan ben presto mette gli occhi su di lui e nel ’93 lo tessera. Dopo aver trascorso tutte il settore giovanile nelle file rossonere, la prima vera esperienza arriva nel ’98, quando viene mandato in prestito in C2 al Prato per farsi le ossa. E segna i sui primi 4 gol da professionista in 21 gare: non male per un fresco diciannovenne!

clip_image001[10]Il 5 settembre 1999 la sua avventura riparte da Varese, ma nell’arco di poco meno di un mese (equivalente a 4 partite giocate) torna a Prato, dove s’impone segnando una caterva dii reti, addirittura 20 in 28 gare. Il ragazzo ha dei numeri. Ma ancora una volta, per il secondo anno consecutivo, l’obiettivo promozione sfuma nella finale play off.
Al giovane talento la C2 va davvero troppo stretta, è pronto per il doppio salto di categoria: approda ad Empoli in comproprietà nella stagione 2000-20001, dove incontra un altro giovincello di nome Antonio Di Natale. I due insieme fanno scintille e segnano 26 gol, di cui ben 16 il nostro Big Mac. In estate la sua compartecipazione si risolve incredibilmente in favore dell’Empoli, che ottiene la seconda metà del cartellino; resta ancora in terra toscana e segna 10 reti (Di Natale, invece, buca la rete 16 volte) preziose per il primo storico approdo in serie A della squadra empolese.
clip_image001[14]Dopo 26 reti e 68 presenze, grazie anche alla guida tecnica di quel bonaccione di Silvio Baldini, nella Serie B italiana, Macca diventa un pezzo pregiato del mercato estivo 2002. L’Empoli non può dire no all’offerta ‘monstre’ che arriva dall’oltre Manica: il Middlesbrough (o più semplicemente detto Boro), allenato da Steve McClaren, ne annuncia l’acquisto per 13 milioni di euro, la cifra più alta mai sborsa dalla società inglese. E’ lo stesso manager a presentarlo in pompa magna, paragonando il Macca al più celebre prodotto d’esportazione calcistica Alex Del Piero: «Abbiamo acquistato il calciatore italiano che più assomiglia a Del Piero. Maccarone gioca meravigliosamente bene: ha un gran potenziale e qui potrà farci crescere». Non si sbagliava. clip_image001[12]Purtroppo, però, lontano da casa Big Mac (è il soprannome che lo paragona ad un noto panino, che si porta dietro proprio dall’esperienza in Inghilterra) patisce i primi infortuni fisici e le scelte azzardate del manager che non lo schiera mai una volta nel suo ruolo. Eppure l’inizio era stato confortante: 3 reti nelle prime 5 partite di Premier.
Dopo 2 stagioni, passate più tra l’infermeria e la panchina, e una Football League Cup – unico trofeo presente nelle sua personale bacheca – vinta da non protagonista nel febbraio 2004, decide che è ora di tornare nel Bel Paese (dal quale, al contrario, oggi tutti emigrano. Com’è strano il mondo…).
La volontà di Macca è precisa e non lascia spazio a repliche: vuole tornare da Silvio B. (quello col pizzetto, non l’altro), che, nel frattempo – ahi noi! – era stato ingaggiato da un rattoppatissimo Parma per sostituire Prandelli.

clip_image001[16]Un passato da protagonista in Italia e, comunque, un acquisto da record per una squadra di Premier (dove aveva marcato 15 volte lo score) sono un buon biglietto da visita per la squadra crociata, alla ricerca di un partner per Gilardino. La forma fisica di Big Mac era invece decisamente da Big Mac: secondo la testimonianza di Pippo Savi – ex enfant prodige della cantera pramzàna – raccolta in esclusiva in questi giorni dal sottoscritto alla clinica del centro riabilitativo (al quale siamo costretti dall’operazione al crociato e al menisco dello scorso 25 luglio), suo ex compagno di stanza, Macca non aveva ancora smaltito i brunch tipicamente british. «Un bravissimo ragazzo, simpatico e matto da legare: era veramente un pazzo» lo descrive Savi sorridendo «ma aveva bisogno di giocare, qui non era facile. Ed effettivamente non era in una forma smagliante…». E’ l’unico vero rimpianto della carriera del calvo attaccante novarese: clip_image001[8]7 presenze e nessun gol in sei mesi. Complice l’esonero a dicembre del mentore Silvio Baldini – che qualche anno più tardi lo avrebbe dipinto come l’attaccante più forte del campionato italiano, ancor più del Principe Milito –, Massimo Maccarone nel mercato di riparazione passa sempre in prestito dal Boro al Siena: nella città del Palio è diventato un emblema. Segna a raffica e contribuisce con 6 reti in 17 apparizioni alla salvezza dei toscani nel 2005.

clip_image002Poi, per ragioni di contratto, fa ritorno in Premier nella squadra d’appartenza, ma tempo un paio di stagioni l’amore per la Serie A lo richiama: e nel gennaio 2007 è ancora Siena, dove tutti lo amano. Altri 6 gol, e una salvezza in tasca. Nel 2007-2008 ne fa addirittura 13 su 45 partite, più uno messo a segno in Coppa Italia. Nei successivi 2 campionati segna ancora 21 volte con la maglia bianconera, affermandosi come leader indiscusso e capitano (in assenza dello storico Vergassola) dei toscani.

Il 15 giugno 2010 viene ufficializzato il suo passaggio al Palermo di Zamparini per circa 4,5 milioni di euro, a 700.000 euro a stagione. Il triennale sottoscritto da Big Mac invece dura solo un semestre: appena 2 reti (e una stagione complicata) non bastano per far innamorare la piazza siciliana. Così a gennaio si trasferisce alla Sampdoria clip_image001[6]a titolo definitivo per 3 milioni: l’annata tuttavia è davvero stregata. I blucerchiati, nonostante le 3 reti siglate dal bomber, retrocedono. E Macca  viene additato dalla tifoseria come uno dei principali responsabili di quella triste discesa, insieme a mister fenomeno Cavasin & co. Resta anche in Serie B con i blucerchiati e contribuisce minimamente alla pronta e doverosa promozione. Almeno fino al mese di gennaio, quando decide di tornare nella squadra che lo aveva consacrato al grande calcio dodici anni prima, l’Empoli.
clip_image001[18]E Big Mac torna quello di una volta, sembra rinato: 6 gol nella prima stagione con Aglietti (più uno ai playout contro il Vicenza), un campionato da urlo, grazie al gioco spumeggiante di Maurizio Sarri, in coppia con Tavano nella passata stagione con 17 reti, se si esclude quella realizzata agli spareggi.
Quei 2 vecchietti (insieme già in toscana dal 2000 al 2002) ora sono la coppia più prolifica che il campionato di Serie B 2013-2014 possa vantare.
L’anno scorso sono arrivati a 41 in due, quest’anno in appena 2 partite sono già a quota 5.
Complimenti, e che continuino a divertirsi come due giovinastri! Lorenzo Fava

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “I METEORismi di Lorenzo Fava / PARMA, LA MACCHIA NERA NELLA CARRIERA DI “BIG MAC” MACCARONE

  • 2 Giugno 2014 in 11:04
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    è il classico caso di calciatore che nn riesce ad adeguarsi in un ambiente diverso da quello che predilige,ok con siena ed empoli,realtà molto simili,negativo con praticamente tutte le altre…ma il potenziale di base era altissimo(esodio positivissimo con la nazionale maggiore)

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