I PRIMI TRE PUNTI SONO ARRIVATI, POI TOCCHERA’ ALLA QUALITA’…

(Orazio Vasta) –  Il film di Parma-Atalanta va visto sotto diverse sfaccettature. Iniziamo. L’epilogo è da punto interrogativo. Al momento della diramazione delle formazioni iniziali ecco serpeggiare un po’ di stupore per quello che doveva essere fatto, ma non è stato fatto. Donadoni cambia, è vero, ma nessuna maglia da titolare per Sansone, richiesto a furor di popolo dai tifosi crociati, niente doppio trequartista e niente cambio di modulo. Il sipario si apre con il solito 3-5-2, con Benalouane che sostituisce lo squalificato Cassani e Pedro Mendes che completa il terzetto difensivo, e sostituisce Felipe. A centrocampo si rivede Gargano dopo lo stop di Catania e a sorpresa sulla fascia sinistra, al posto di Gobbi, dal primo minuto l’algerino Mesbah.

Al fischio dell’arbitro si sviluppa la trama, che almeno all’inizio è di forte impatto per i tifosi gialloblu. L’Atalanta – in versione Borussia Dortmund, per via del simpatico completo giallo a strisce nere – per il primo quarto d’ora manovra in maniera impeccabile, applicando delle geometrie di gioco che prendono di sorpresa un Parma incapace di contrattaccare con delle idee concrete. I padroni di casa provano ad imbastire delle giocate in avanti, ma per lo più si affidano a lanci lunghi dalle retrovie per gli attaccanti. Come ogni buon film che si rispetti ecco il primo punto di svolta e arriva al minuto diciotto di gioco: Cassano viene placcato, l’arbitro non fischia il fallo, ma concede il vantaggio, la palla giunge sui piedi di Mesbah, che dal limite dell’area ha tutto il tempo di sistemarsi la palla, prendere la mira e battere Consigli con un tiro a giro che si spegne precisamente sotto il sette. Gol da cineteca per l’esterno algerino che porta in vantaggio, un po’ immeritatamente, i padroni di casa.

La gioia dei supporter locali dura però il tempo di un giro di lancette. Sul versante opposto, appena un minuto dopo, Bonaventura trasforma in pareggio un’ottima sponda di testa di Denis. Squadre nuovamente in parità.

Sul risultato di 1-1 le due formazioni continuano ad attaccarsi a vicenda, ma la vera svolta arriva al minuto ventisei. Punizione da ottima posizione per il Parma, Cassano va sicuro sulla palla, batte, ma la sua conclusione si spegne lontano, troppo lontano dai pali di Consigli. Dalle gradinate cominciano a cadere un po’ di fischi sul talento di Bari Vecchia, visto più per terra a recriminare per falli mai fischiati, che nel vivo del gioco. Da questo momento Cassano decide di indossare la tutina da supereroe e trasformarsi in quello per cui è stato pagato: un campione. Caricato dai fischi dei suoi sostenitori sforna assist e giocate di alta classe, mandando prima in gol Parolo, con un’azione tutta al volo, e più avanti imbecca al meglio Amauri in mezzo all’area, la sua inzuccata però finisce docile docile tra le braccia di Consigli.

Il Parma preme e il gol non tarda ad arrivare. Rosi recupera palla nella propria metà campo e si invola verso Consigli in solitaria, contropiede perfetto, fa fuori l’ultimo baluardo, Yepes e di destro a giro batte l’estremo difensore orobico. Al minuto trentaquattro il Parma ha virtualmente chiuso la partita, con dei gol di assoluta bellezza.

Ma non è finita! Il copione è da riscrivere, perché prima dello stop del regista (Gervasoni da Mantova) c’è da aggiungere ancora il palo di Cassano, che poi produce il gol (il secondo) di Parolo e la sciagurata pensata di Gargano, che si mette a palleggiare in mezzo al campo permettendo a Bonaventura di rubargli il pallone e ricambiare il favore a Denis che mette a segno il gol del 2 a 4.

Al ritorno in campo dagli spogliatoi il Parma non deve fare altro che gestire il match e condurre in porto una vittoria figlia di prodezze, più che di bel gioco. Eppure qualcosa non va.

Ecco arrivare anche il secondo punto di svolta. Da brivido.

Amauri subisce fallo da Yepes (era ultimo uomo e avrebbe meritato il rosso, ma l’arbitro non ha fischiato, quindi alzati e vai avanti…), dice, anzi urla qualcosa che l’arbitro non gradisce, fa uno scatto per tornare dall’attaccante crociato e gli mette sotto il naso il cartellino di color rosso. Tra i cori non ripetibili del Tardini Amauri esce dal campo e la partita continua. Dieci minuti dopo il fattaccio Donadoni decide di dare in pasto ai leoni atalantini un po’ di carne fresca, Sansone. L’uomo più chiacchierato di quest’ultimo periodo in quel di Parma prende il posto di Cassano e si ritrova a fare l’unica punta, in un momento in cui l’Atalanta gioca con il fuoco negli occhi.

Ma su quel risultato, con un doppio vantaggio da gestire ogni pubblico avrebbe ipotizzato che era tutto pronto per far scorrere i titoli di coda, invece non è così. Gervasoni diventa il nemico pubblico numero uno, mentre il Parma arretra colpevolmente e spaventosamente il proprio baricentro. Colantuono mette dentro tutti gli attaccanti che ha con sé e a dodici minuti dalla fine Livaja (entrato dalla panchina, tanto per cambiare…) mette a segno il gol che riaccende le speranze degli ospiti e mette paura al Parma. Negli ultimi dieci minuti succede di tutto. All’84° lo stesso autore del terzo gol atalantino mette una palla al bacio in mezzo all’area, ma sia Moralez, sia Stendardo lisciano a due passi da Mirante. Passato lo spavento, Sansone, sì proprio lui, ha la possibilità di chiudere i conti. Del Grosso combina un pasticciaccio, il giovane attaccante emiliano ne approfitta, si presenta a tu per tu con Consigli, che è bravo a disinnescare la sua conclusione e deviare in angolo. Se avesse messo quella palla dentro i tifosi sarebbero stati pronti a glorificarlo, forse domani ci sarà qualcuno in più che appoggerà l’idea di Donadoni di non farlo giocare molto spesso.

Mentre i primi titoli di coda stanno per spuntare c’è ancora tempo per assistere all’espulsione di Leonardi e ad una punizione di Sansone calciata bene, ma di poco a lato. La sua rabbia sul triplice fischio dell’arbitro fa capire quanta voglia abbia questo giovane di riguadagnarsi un posto importante in una squadra che, pur vincendo, non ha del tutto convinto e che, soprattutto a livello di gioco, mostra ancora grosse amnesie. Una buona vittoria per i tifosi che hanno potuto godere per lo spettacolo, per i gol e per questi primi tre punti stagionali che finalmente smuovono la classifica. In attesa di avere a disposizione un copione meno thriller, diamo fiducia a questo Parma, nella speranza che presto Donadoni possa fargli fare quel salto di qualità che tutti si aspettano, magari con un Sansone più protagonista. Orazio Vasta

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “I PRIMI TRE PUNTI SONO ARRIVATI, POI TOCCHERA’ ALLA QUALITA’…

  • 26 Settembre 2013 in 09:09
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    Il primo tempo mi sembrava un Barcellona targato Guardiola, il secondo un film Horror dove il Killer prova ad uccidere il Protagonista del Film.
    3 punti e andiamo avanti

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