giovedì, Aprile 18, 2024
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IL COLUMNIST / IL MERCATO PERFETTO E’ QUELLO CHE INIETTA VITAMINE AD OGNI REPARTO: E IN ATTACCO AMAURI E’ L’UNICO CENTRAVANTI CON LICENZA DI SEGNARE

il columnist luca russo(Luca Russo) – A settembre riaprono le scuole e pure le fabbriche. A settembre, grosso modo, si ritorna a lavorare (per chi ha la fortuna di avercelo, un lavoro) e chi può permetterselo ricomincia a sudare in palestra, tra una serie di addominali e un quarto d’ora di tappeto. Sotto certi aspetti, settembre è una specie di primavera, anche se con un bel po’ di sole in meno e con le giornate che, invece di allungarsi, tolgono spazio alla luce per cederne alle tenebre. E’ un inno alla ripartenza, al contropiede, piuttosto che al tramonto, ad una manovra d’attacco sfumata nel nulla. Insomma, settembre non è affatto il momento più indicato per stilare bilanci o tirare le somme. Normalmente. Ma il calcio, che alla normalità si sottrae spesso, è materia a sé stante: quello che accoglie la stagione autunnale, non è solo il mese durante il quale i campionati entrano nel vivo e riprendono a inondare di ‘gioie’ e ‘dolori’ i nostri fine settimana, ma pure quello in cui ci si domanda cosa sia stato del mercato appena finito. Tanto per intenderci, addetti ai lavori e tifosi si chiedono quale società abbia speso di più e meglio tra le stanze e gli stanzini di quel caravanserraglio che noi tutti conosciamo come calciomercato. E gli si foto 2 (5)dà un voto. Quelli de ‘La Gazzetta dello Sport’ i voti, alle trattative su cui lunedì sera è calato il sipario, li hanno dati oggi. Juventus e Napoli, secondo il loro parere, e secondo l’opinione di chi vi scrive, si sono guadagnate, e direi meritate, il voto più alto: otto. Il che si spiega ricordandovi che bianconeri e azzurri hanno riportato in Italia un po’ di quel talento e di quei campioni che avevamo smarrito negli anni addietro: Tevez, Higuain, Llorente e Callejon, tanto per citare quelli più famosi. Il Parma se l’è cavata con un sei e mezzo, che gli foto 1 (8)permette sì di pareggiare la valutazione data alla campagna trasferimenti di Cagliari, Catania, Verona e (perfino) Inter, e di tenere dietro addirittura la Lazio (ferma ad uno striminzito cinque e mezzo), ma che io considero ritoccato un po’ troppo verso il basso. Perché tra i club che non lotteranno per lo scudetto, e cioè che dovranno dividersi le posizioni dall’ottava all’ultima, il Parma è stato certamente quello che si è rinforzato di più (e meglio) e indebolito di meno. Non mi pare, infatti, che il Sassuolo abbia un foto 4 (3)Cassano, che al Verona ci sia un Obi o che la Sampdoria sia provvista di un Gargano. Né mi sembra che le altre compagini di A siano riuscite a trattenere i propri gioiellini così come invece ha fatto il Parma. La Fiorentina ha dovuto privarsi di Jovetic, attratto dal canto delle sirene inglesi. Il Milan, in cambio di un bel pacco di soldi, si è liberato di Boateng, il quale, prima che venisse spedito in Germania, gli ha regalato l’accesso alla fase a gironi di Champions e la pioggia di banconote che ne è derivata. Alla Roma hanno salutato Marquinhos e il Napoli, non senza rimpianti, ha piazzato Cavani sul primo volo per Parigi. Ok, si è trattato di colpi in uscita indispensabili per finanziare quelli in entrata (ne hanno messo a segno uno anche i dirigenti Crociati nel minuto in cui si sono liberati di Belfodil per ricavarne in cambio Cassano, soldi e un giocatore in prestito). Ma sono stati confezionati da club che muovono e hanno a disposizione molte più risorse del Parma ghirardiano. Il quale, pur col bancomat un po’ sgonfio e non disponendo di quell’appeal tipico di altre piazze, è riuscito a portarsi in casa gente del calibro di Cassano (o di Obi) e a tenersi, non senza barcollare, Paletta, Sansone, Amauri e Biabiany. Un lavoro coi fiocchi? Quasi, perché il Parma ha speso bene e si è anche potuto permettere di non dare via i suoi pezzi migliori. Ma il mercato perfetto, coi fiocchi appunto, è quello che inietta vitamine ad ogni reparto. Felipe e Cassani son stati presi per evitare che Paletta iniziasse a soffrire di solitudine. Obi e Gargano rimpolperanno le truppe che presidiano, al momento decisamente male, la terra di mezzo. E in attacco? Ci siamo fermati a Cassano e alla non cessione di Sansone. Amauri è l’unico centravanti con licenza di segnare. Poco, troppo poco per dare al mercato del Parma un voto più alto del sette. Dunque, se il sei e mezzo dei Rosei mi è parso eccessivamente orientato verso il basso, l’otto che l’altra sera è stato elargito da Michele Angella, timoniere di Calcio & Calcio, l’ho trovato altrettanto DSC00703esagerato, ma nella direzione opposta. Comunque, aldilà dei voti e dei giudizi, che sappiamo essere soggettivi, credo che su una cosa si possa essere tutti della stessa opinione: è un peccato che un mercato del genere il Parma l’abbia fatto nella stagione in cui la serie A ha (forse) ritrovato la sue sette sorelle. Se i cento anni li avessimo compiuti dodici mesi fa, viste le condizioni in cui allora versavano Inter e Roma, un posto in Europa, con la squadra di quest’anno, non ce lo avrebbe tolto nessuno. Proprio nessuno. Luca Russo

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Un pensiero su “IL COLUMNIST / IL MERCATO PERFETTO E’ QUELLO CHE INIETTA VITAMINE AD OGNI REPARTO: E IN ATTACCO AMAURI E’ L’UNICO CENTRAVANTI CON LICENZA DI SEGNARE

  • Io credo che se giocano bene e vincono allora abbiamo comprato giusto e l’allenatore è bravo e capace. Se invece andiamo avanti così allora abbiamo sbagliato giocatori e l’allenatore non li mette bene in campo. Arbitro cornuto.

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