IL GALLO DI CASTIONE / TEOREMA: LA DIFESA NON VA MAI CAMBIATA. SVOLGIMENTO: I TRE GOL MERLUZZI DI IERI…

(Il Gallo di Castione) – Un saluto al mondo intero e anche a quello parzialmente scremato, come soleva dire un ex patron del Parma. Scusatemi per le intemperanze che seguiranno, ma son conseguenza del fatto che la mia mamma da piccolo mi pettinava col ferro da stiro perché stavo prendendo una brutta piega, quasi come la partita di ieri sera verso la fine. Ma veniamo alla disamina tecnica che a Castione, all’osteria, ha tenuto banco fra un bicchiere e l’altro ieri sera. A me la scelta del Don, con un difensore infortunato e uno squalificato, di cambiare posizione a Lucarelli e di sostituire Felipe con Mendes mi pare quella di chi si alza di notte e sbatte il mignolo del piede sullo spigolo del comodino ed allora si infila le ciabatte (ovviamente dopo alcune imprecazioni). Solo dopo il terzo goal si accorge che forse ha sbagliato qualcosa, ed allora sostituisce Mendes con Felipe e riporta Lucarelli a sinistra. Voi mi opporrete che abbiam comunque vinto, per via di quella statistica di cui si parlava che segnando un goal in più spesso succede di vincere. E io osserverò di rimando che se Mesbah, Parolo e Rosi ripeteranno le prodezze che abbiam visto iersera, allora siam più simili al Barcellona (ma solo in attacco) che al Crotone. FantAntonio, ovviamente, ripeterà le sue prodezze, per gli altri ho un dubitino. Però i goal che abbiam preso fanno incazzare anche gli allenatori di terza categoria, vediamone i motivi. Sul primo un attaccante salta indisturbato in mezzo all’area ed appoggia a un suo compagno che stoppa il pallone, manda un sms con la formazione del Fantacalcio, saluta la Curva Nord annunciando che sta per tirare poi tira e fa goal. Sul secondo un centrocampista (pare avvezzo alle 20130925_212907_resizedvacanze in Puglia, sullo sperone) fa la conta (che finisce con “…guarda in su, guarda in giù, dai la palla a chi vuoi tu”) e consegna la sfera cuoiata al mitico protagonista del Corriere dei Piccoli (il signor Bonaventura) e il portiere lascia la porta recitando “qui comincia l’avventura …”, che però finisce col passaggio per il “velocissimo” bomber atalantino che fa fuori il portiere, due difensori e con tocco felpato ce la insinua, sotto gli occhi di un esterrefatto Donadoni (foto a lato) che pensa in pramzàn: “abbiamo preso un gol da nadari”. Nel terzo mistero poco glorioso si contempla un difensore davanti che non salta e un altro che non fa fallo da dietro (pare che il fallo da dietro sia per lo più poco gradito, tranne taluni estimatori), e dopo che la palla è finita in rete i due si consultano per sapere se l’oroscopo aveva previsto sta cosa. Ora, visto che c’è un teorema rispettato nel mondo del pallone che permette il turn over a tutti meno che alla difesa titolare, allora l’invenzione geniale che non si è dimostrata tale, e sulla quale si è insistito sino alla palpitazione del pubblico e alla quasi totale dilapidazione del patrimonio episodicamente costruito, dicevo che questa invenzione di cambiare tutta la difesa non ha mica funzionato. Ben inteso avere 30 giocatori in rosa ed essere contrari al turn-over è come vivere in Alaska ed essere contro la neve. Però ci sarà pure una via di mezzo fra giocare sempre con i giocatori dell’anno scorso e invece mettere in campo contemporaneamente 5 rincalzi. Devo intanto segnalare che il Leo è sceso in campo (non come quell’altro che vent’anni fa ci promise mari e monti e poi ci lasciò con Monti) abbandonando la tribuna alta per accomodarsi nella panchina, così che lo possiamo seguire insieme al Don e leggere in anticipo ciò che dirà poco dopo. A me è piaciuto l’arbitro Gervasoni, che ha avuto il merito di ammonire tre giocatori del Parma e di espellerne uno (contro le zero ammonizioni dell’altra squadra) come però ormai succede pressappoco in tutte le partite (vedi Roma e Catania, ad esempio), ma poi si è redento verso la fine pareggiando, di fatto, dunque “compensando” il computo dei puniti. Ha espulso il brasiliano puntero (prossimamente puntero) dopo non aver fischiato un ipotetico fallo da ultimo uomo su di lui per via che lo stesso gli avrebbe rivolto frasi irriguardose (io leggendo il labiale ho intuito un “ritengo la tua DSCF1226decisione opinabile ma mi adeguo”) che poteva benissimo non sentire. Ha avvelenato una partita facile da arbitrare così come il Don si è complicato la vita perlomeno attendendo troppo ad aggiustare la difesa. La morale della favola è che mi son molto divertito nel primo tempo, ho visto dei goal sensazionali e che anche il Leo e il Don, li sotto, non gli sembrava vero di poter uscirsene con un bel “abbiamo trovato l’assetto” o con un glorioso “bisognava aspettare”. Ma l’espressione del Don (che ho colto al volo nella già citata foto sopra) sul secondo “goal merluzzo” che abbiam preso, mi ha suggerito che aveva già cambiato le possibili dichiarazioni del dopo partita. E le espressioni colorite del Leo che si agitava alquanto saltando da ultras sulla panchina, mi han fatto pensare ’na cosa, dopo che è stato espulso da buon secondo. Prima di esprimere il mio disappunto io conto sino a dieci, così mi vengono in mente molti più improperi e insulti e più creativi…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / TEOREMA: LA DIFESA NON VA MAI CAMBIATA. SVOLGIMENTO: I TRE GOL MERLUZZI DI IERI…

  • 26 Settembre 2013 in 16:46
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    e’ anche pur vero che la dea” bendata piu’ che mai” di goals iersera ne ha presi 4 da “aringa” affumicata,anche con la difesa titolare

  • 26 Settembre 2013 in 21:44
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    Complimenti al Gallo di Castione per i suoi testi, sempre esilaranti. Ma non vorrei pensare cosa sarebbe potuto accadere con Felipe e Cassani (qualora la squalifica non glielo avesse impedito) tra i titolari…
    Io sto, comunque, con Benalouane!
    Saluti, Lorenzo Fava

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