L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-ROMA 1-3: “BASTA ALIBI E COCCOLE. SE NO LA SVOLTA NON ARRIVA E FINISCE CHE C’HA RAGIONE ZAZZARONI…”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Sveglia. Il tempo degli alibi e delle coccole deve al più presto terminare: se no, continuando a plaudire a se stessi, e trovando sempre delle giustificazioni si corre il rischio che alla fine abbia ragione Zazzaroni con i suoi infausti presagi di serie B. Leggere come ho letto sui siti societari o parasocietari titoli o incipit o code come: “Non basta un buon Parma contro la capolista”, “ora si va a Catania con lo stesso spirito di stasera” (andema ben), “alla ricerca dei primi tre punti che questa squadra merita”, “Parma tonico, intenso, in salute e aggressivo contro una delle grandi del campionato”, “Con l’anima di stasera, c’è tutto il tempo per recuperare”, “per colpa di alcune ingenuità (ingenuità? In una squadra di trentenni, mica di fratellini di Chibsha ?!?!?), riesce a perdere la partita” non credo possano essere funzionali ad un processo di crescita e maturazione dell’ambiente. Così come l’appellarsi all’arbitro – certo, il gol di Totti era sul filo del fuorigioco – come ha fatto Leonardi (in linea con la sua decisione di non perdonarne una alle giacchette nere, maturata dopo Udine) secondo il quale l’inerzia della partita sarebbe cambiata proprio dopo quell’episodio (a me è parso che lo spartito delle due squadre fosse già mutato prima, e precisamente ad inizio ripresa, direi persino prima del subitaneo gol del pareggio di Florenzi, su assist del casaro Pianic, abile a sfruttare una corbelleria di Felipe: a proposito le corbellerie di Felipe mi paiono abbastanza costanti, anche se per fortuna non sempre influenti sul risultato), giacché, a suo dire, fino a quel momento era in equilibrio (forse nel risultato), è l’ennesimo scudo alzato dal Plenipotenziario a difesa della sua truppa. Ma dato che non siamo al cospetto di ragazzini in maturazione, ma di un contingente di esperti navigati, vale proprio la pena di farlo? Non sarebbe meglio una precisa, chiara e onesta assunzione (e attribuzione) di responsabilità, piantandola ben lì una volta di illuderci che le cose sarebbero andate bene se non ci fossero stati gli episodi (ma toh, gli episodi; l’idraulico dice che aprendo il rubinetto dell’acqua calda si viene a sapere che nel calcio gli episodi sono determinanti!), o quei cattivoni degli arbitri, etc. Ieri sera, a Calcio & Calcio, andato in onda live in seconda serata sul banco degli imputati, come poi vi racconterà il recensore Lorenzo Fava, sul banco degli imputati ci è finito soprattutto Roberto Donadoni. Per opere (su tutte i cambi) e parole. Già, le parole. Perfettamente sintetizzate nel titolo della GdP di stamani: “Nulla da rimproverare ai miei ragazzi”. Nulla da rimproverare?!?!?! Sono allibito. Non credo che non ci sia nulla da rimproverare a una squadra che perde per 3-1 in casa! Contro la capolista, ricorda fcparma.com: certo, ma la capolista, nella prima frazione, non so bene se per una tattica da gatto sornione, mi era parsa ben alla portata dei crociati, peraltro già in campo con un po’ di ventre molle, che poi sarebbe risultato fatale nella seconda parte della gara, allorché Totti & C. han deciso di innestare la marcia. Alla vigilia Donadoni – circa il duello Totti-Cassano – aveva profetizzato che sarebbe risultato decisivo chi avrebbe avuto più fame. Il Pupone, che ormai è un Nonnone, data l’età, di appetito ha dimostrato di averne ancora parecchio, infilando nella porta crociata (che come lui stesso avrebbe detto negli spogliatoi gli porta bene) il proprio diciannovesimo sigillo in carriera; Cassano, che non è ancora – e chissà mai se lo sarà, e quando – ha risposto con la sua classe cristallina: forse anche lui un languorino lo sentiva, ma non so quanto fossero affamati i suoi compagni e quanta fame avessero, invece, quelli di Totti. Insomma: se al cospetto di una squadra tecnicamente superiore non combatti con le armi tipiche “delle provinciali”, cioè mettendola sul piano del ritmo, della corsa, etc, etc. difficilmente non ce ne vieni fuori con le ossa rotte. Questo tipo di atteggiamento (che, ribadisco, non mi pare di aver visto neppure nel primo tempo), dovrebbe poi durare una intera gara, sempre con la medesima intensità: invece, purtroppo, e in questo noto una pericolosa continuità con il recente passato, il Parma donadoniano non è altrettanto continuo in partita, offrendo sempre più di una faccia a gara. Credo che questo l’illuminato stratega potrebbe anche rimproverarlo ai suoi ragazzi, che magari potrebbe pure definire uomini, giacché sono sportivamente adulti. Al processo di responsabilizzazione dell’intero ambiente crociato avrebbero contribuito pagelle un po’ più severe anche del giornale locale: di insufficienze se ne contano poche, e fioccano persino dei 6,5. Voti altini che però, alle volte, cozzano un po’ con il giudizio espresso dallo stesso autore Paolo Grossi. Ad esempio il redivivo Biabiany (a proposito: bisogna tutti quanti ringraziare il tifoso Andrea Iori che su twitter lo ha stimolato, facendolo uscire dal torpore in cui era da qualche tempo finito, adesso non vorrei fare dell’istigazione a delinquere, ma perché il popolo del web non cerca di svegliare virtualmente anche qualcun altro dei prodi crociati? Non vorrei che con la solita solfa che a Parma si sta bene, è vivibile, ognuno si fa i c. suoi e non rompere l’anima ai calciatori che possono andare al cinema con la famiglia, come ha detto Cassano a Gargano, poi si perdano un po’ di stimoli per strada) prende 6,5 come votazione, ma nel giudizio si legge anche di “ripresa sotto tono, con poca qualità nelle giocate”. Forse mezzo voto in meno sarebbe stato più in linea con l’intero andamento della gara. Ma magari sono quisquilie. Il buon Grossi – buono anche nel senso di benevolo insegnante in sede di elargizione dei voti – ha visto come migliore in campo Marchionni, cui ha dato, parimenti, un 6,5, tanto come a Gargano. Il nuovo arrivato (Grossi ha scritto di aver ascoltato un coro della Nord: “Noi vogliamo 11 Gargano”, allorché questi è stato ammonito, alla faccia di chi voleva la tifoseria incavolata per il suo arrivo, a proposito del famoso Parma Merda twittato due anni fa) è stato autore, secondo il giornalista della GdP, “di un debutto con molte luci e qualche ombra”. Così, almeno, ha scritto nel pezzo portante. In sede di pagella ha specificato: “Un buon debutto, pieno di grinta e palloni recuperati. Non si possono sottacere però i tre o quattro palloni persi pericolosamente con la squadra che risaliva. Probabile che con qualche gara in più nelle gambe finisca per smistarli più rapidamente”. Mentre Marchino “in cabina di regia ha fornito un’ottima prova, sia pur chiusa in comprensibile calo sul piano fisico. Ha cercato anche la conclusione, ha contrastato, fraseggiato. Insomma, non ha fatto rimpiangere Valdes”. Notoriamente non sono un amante del regista: nel senso che, a mio modesto avviso, soppesato l’organico dell’attuale Parma, la valorizzazione delle migliori individualità non deve passare per forza attraverso un mediano d’impostazione davanti alla difesa. Io di mediani davanti alla difesa ne metterei due, soprattutto per favorire la fase di interdizione, lasciando campo libero davanti alla fantasia, talento e velocità di un trio come Biabiany, Cassano e Sansone alle spalle di Amauri. Sinceramente non ho capito il “compromesso storico” di ieri di Donadoni: come immaginavo l’allenatore ha schierato Gargano dall’inizio, esattamente dove immaginavo che lo collocasse, cioè come interno destro; tuttavia mi ha stupito mettendo dietro la macchina da presa l’aiuto regista Marchionni, e non il regista principe Valdes, che, giova ricordare, ha giocato per una stagione intera pur avendo la pubalgia, e che anche due settimane fa, quando già sembrava al Toro, era regolarmente lì, nel mezzo, al Friuli. Ieri sera, invece, è finito in panca, come “capro espiatorio” per l’inizio deludente di campionato dell’intero team. Se Valdes fosse stato fuori per abolizione del ruolo sarebbe stato un conto (cioè il tanto anelato passaggio al 4 2 3 1), ma per esser sostituito dal vice nel 3 5 2 è indubbiamente un altro. Donadoni, puntando su Marchino, non ha potuto dimostrare in toto il suo teorema per cui “Gargano non è il sostituto di Valdes”, che perentoriamente mi aveva detto appena prima che arrivasse El Mota. Però, alla prima occasione utile, a lasciargli il posto è stato proprio il cileno. Boh. Misteri donadoniani. Così come ai più è parso un mistero il cambio Amauri-Okaka. Peccato che non sia arrivata, dalla conferenza stampa, una spiegazione della sostituzione, ieri sera assai contestata dal pubblico di Teleducato. Sostituzione non apprezzata e forse non capita dallo stesso Amauri. L’italobrasiliano non dico che dovrebbe esser multato, ma almeno rampognato perché negli sport di squadra dovrebbe prevalere lo spirito di gruppo e non l’ego. Scendere negli spogliatoi senza dare la mano all’allenatore non è elegante. Specie se lo fa uno degli uomini simbolo della squadra. Donadoni, stando a quanto scritto da Piovanone, dice di non sapere se Amauri era uscito contrariato dopo la sostituzione: “Non so; mi sembra che sia uscito e basta. Il resto è solo gossip”. Ma che bella frase tipicamente donadoniana… Ma sì: mettiamo la polvere sotto il tappetto! Non so se si è capito, ma la mia ricetta è diametralmente opposta a quella propugnata dal mister: “Se cominciamo a dare giudizi negativi o poco costruttivi non mi sembra la strada giusta”. E a me sembra sbagliata la strada, finora percorsa, del “al Mulino Bianco va sempre tutto bene madama la marchesa”.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-ROMA 1-3: “BASTA ALIBI E COCCOLE. SE NO LA SVOLTA NON ARRIVA E FINISCE CHE C’HA RAGIONE ZAZZARONI…”

  • 17 Settembre 2013 in 10:25
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    Caro Gabriele, credo che gran parte delle responsabilità vadano attribuite al sig. Donadoni. Ostinato nella difesa di un modulo che mal si concilia con i giocatori di cui dispone e sacrifica uno dei talenti più puri del nostro organico: Sansone. Demenziale il cambio Amauri – Okaka. L’oriundo è stato piuttosto impalpabile ieri sera ma non vedo la ragione per cui Okaka debba esser preferito a Palladino (qualitativamente molto superiore) ed ancora non capisco per quale motivo non provare un tridente rapido con Cassano, Biabiany e Sansone. Avremmo perso peso e centimetri ma avremmo guadagnato in rapidità. E con una difesa piuttosto lenta come quella della Roma ne avremmo senz’altro tratto giovamento. Per quanto mi riguarda, il primo sotto accusa dev’essere quindi Donadoni: il gioco latita, i risultati non arrivano e la gestione del gruppo lascia più di una perplessità. Deve esserci una rapida inversione di tendenza; in caso contrario, è bene sostituirlo finché il mercato degli allenatori offre valide alternative… penso a gente come Del Neri, Gasperini, Ballardini e quanti altri… Specie se si considera che pure il girone di ritorno dello scorso campionato è stato alquanto deludente, a tal punto da indurmi a pensare che la conferma di Donadoni non fosse poi così meritata.
    Van bene i festeggiamenti, ma l’entusiasmo del centenario va coltivato anche con i risultati e qui per ora non si è visto nulla… Davide

    • 18 Settembre 2013 in 00:50
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      Caro Davide, “quoto” gran parte delle tue osservazioni. Anche se io, pur criticandolo, come è giusto che sia, non reputo che sia giusto esonerare Donadoni. Le rivoluzioni mi piacciono poco. Preferirei che Donadoni si autorivoluzionasse un po’, ma non mi pare il tipo…
      Cordialmente

      Gmajo

  • 17 Settembre 2013 in 10:30
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    Caro Direttore,
    mi dispiace non essere stato citato anch’io, come altri da Lei indicati nel Suo ultimo pensiero scitto qui al di sopra.
    Mi riferisco all’invito rivolto a Mister Donadoni di dimostrare maggiore coraggio inviato ieri mattina.
    Al di la’ della battuta, credo che il Nostro Presidente in primiss , sia contriato dal non gioco, dalla scarsa velocita’ delle azioni , e da chissa’ quante altre cose che il Mister definisce “gossip”.
    Credo che ora, il Mulino… tenda al grigio/nero e che Banderas , alias Donadoni, giusto giusto alla gallina, possa continuare a far credere quello che non e’.
    Forza Parma ! Enzo Dallai

    • 18 Settembre 2013 in 00:47
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      Non mi sembrava di avere fatto citazioni di commenti di lettori in questo articolo, Enzo. Però, forse, mi ricordo male, ché le Opinioni post gara sono dei romanzi…

      Comunque lei, Enzo, lo sa che è sempre in cima ai miei pensieri…

      Giusta osservazione quella sull’avversione di Donadoni per i “gossip”, in quanto è sacrosanto (o pacifico, come direbbe proprio il Dona) che questi cerchi di liquidare come gossip tante situazioni, incluse quelle che di gossipparo non hanno nulla…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 17 Settembre 2013 in 12:14
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    La linea di Leonardi, di non star zitto davanti a errori/sviste arbitrali, per me è positiva (oltre al fuorigioco millimetrico, che se a segnare fosse stato il Parma avrebbero gridato allo scandalo, secondo me c’era un rigore per noi nell’azione prima del rigore a favore della Roma) fin quando non viene usata per scusare i calciatori. Non sono stati annullati 8 goal!
    L’esclusione di Valdes ha portato dei miglioramenti, ora bisogna fare il secondo passo avanti rimettendo in difesa Benalouane e Mendes (in attesa di Paletta) al posto di Felipe e Cassani con quest’ultimo spostato sulla fascia alternandosi con Gobbi. Il terzo sarà poi cambiare modulo.
    Anch’io su FB avevo proposto di continuare a insultare Biabiany su twitter. Come ci dividiamo i turni? Chi lo prepara al Catania? Così facendo diventerà capocannoniere!
    Dopo Gargano, chi altri ha scritto Parma m… su twitter?Potrebbe essere un valido rinforzo per gennaio.
    Amauri in tutta la partita si è trovato sempre con 2/3 difensori che gli impedivano di muoversi e un cambiamento era necessario, ma non doveva cambiarlo con Okaka che si è trovato nella stessa situazione del numero 11 crociato. Per me Amauri era arrabbiato perché lui era stato cambiato mentre Cassano no.

    • 18 Settembre 2013 in 00:41
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      Filippo scusa, ma ti rispondo con un colpevole ritardo, e nel frattempo c’è stata anche la geniale mossa societaria di mettere nel circolo dell’informazione la foto del presunto fuorigioco di Totti ieri. A me questa linea di Leonardi di non stare zitto dinnanzi alle sviste arbitrali non piace affatto. Né ritengo che possa comportare vantaggi al Parma. Anzi, semmai, il contrario. E lo stesso dicasi della genialata della foto alle redazioni e su twitter.

      Allora, intendiamoci: se il Parma avesse subito un torto di quelli tremendi, decisivi (e in questo caso non ne ravviso la fattispecie, in quanto la squadra impotente dopo il pari non ha saputo raddrizzare la Concordia, finendo per rifarla affondare) magari, una tantum, ci poteva anche stare la trovata di mandare la mail con il fotogramma alle redazioni. Ma se adesso tutte le settimane per delle inezie debbono essere spedite foto alle redazioni, che cosa si farà quando sarà necessario davvero?

      Settore Crociato, come scrivevo prima anche ad altri lettori, asserisce (facendosi portavoce del pensiero leonardiano) che la volontà di denunzia dei torti non costituisce alibi per i giocatori. Posso ridere? se davvero hanno di questi pensieri sono davvero preoccupato!

      Passiamo ad altro che è meglio:

      circa l’esclusione di Valdes, io parlerei di incompiuta di Donadoni. Mi spiego: se era riuscito a compiere il gran passo di lasciar fuori, immagino a malincuore, il Pajarito (che lo scorso anno faceva giocare anche con una gamba sola) perché rimpiazzarlo col suo vice, cioè Marchionni? La soluzione più razionale era che togliesse il regista del tutto e che in mezzo restassero solo Gargano e Parolo con l’inserimento di Sansone nel trio alle spalle di Amauri.

      Sul discorso di Gargano e il suo vecchio infelice cinguettio Parma Merda ti rimando al commento in cui ho parlato della stupefacente trovata della Nord di dedicargli un coro personalizzato. (Mo’ mama, direbbe Platinette…).

      Spero che Amauri non fosse arrabbiato perché Cassano era rimasto in campo: renderebbe ancora più brutto il suo gesto. Ché i calciatori non debbono mai dimenticare che il loro è uno sport di squadra.

      Sul fatto che non dovesse entrare Okaka al suo posto, rimarco solo la contraddizione tra l’AD e Donadoni: il Plenipotenziario, a chi gli faceva osservare che non esiste un vice-Amauri in rosa, ha risposto che era meglio, perché lui non vuole giocatori uguali in rosa, proprio per offrire un ventaglio di soluzioni possibili all’allenatore. Certo che se questi, oltre a fare dei cambi all’89’, anziché arrischiare qualcosa di nuovo preferisce togliere un granatiere per mettere un granatiere, noi che ci possiamo fare? Okaka è stato considerato controfigura di Amauri dal tecnico: probabilmente Leonardi, in quel mentre, come noi avrebbe preferito che puntasse su una soluzione diversa…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 17 Settembre 2013 in 12:16
    Permalink

    Essi Majo, vedi che alla lunga abbiamo lo stesso pensiero? Comunque mi sembra chiaro che Donadoni sia un po confuso, ma proprio tanto… Il Parma oltre ad essere poco cinico sotto porta ha dimostrato che i suoi singoli non sono in grado di saltare l’uomo 1vs1, vorrei capire che senso ha giocare con una torre come Amauri se poi non hai chi gli fa i cross, allora non sarebbe meglio sacrificare Amauri e mettere un attacco tutto fantasia Sansone-Palladino-Cassano? Biabiany si è dimostrano negli anni fondamentale sulle fasce, ma la sua involuzione mi sembra più mentale che fisica, per questo metterlo in disparte un po per far giocare Rosi non mi sembra un utopia, cioè non dovrebbe essere un utopia in una squadra normale, però siamo a Parma dove tutto è tranquillo e nessuno deve contestare, se no si è occasionali (secondo i Boys) oppure è un nemico del Parma secondo la società. Un altra cosa che non mi piace affatto è Cassani centrale di difesa, che ha davvero fatto male in queste tre partite quando c’era da difende, mentre quando attaccava non era male, troppo difficile da capire che il suo ruolo è terzino? Poi Felipe è scandaloso, perchè non gioca Benalouane? Mi sembra di ricordare che poteva giocare anche come centrale… Speriamo che Donadoni vada a farsi una gita in montagna, così gli prende aria il cervello. Saluti.

    • 18 Settembre 2013 in 00:23
      Permalink

      Ciao Claudio,

      quale sarebbe lo stesso pensiero che abbiamo alla lunga? Perdonami, ma mi sono un po’ perso… Si vede che sono confuso come Donadoni…

      L’idea di un attacco solo fantasia non mi arrapa. Sarò ostinato e cocciuto (come Donadoni…) ma per me il sistema di gioco che meglio valorizza il parco attaccanti del Parma rimane il 4 2 3 1. Con Amauri torre, ma assistito dal terzetto Biabiany-Cassano-Sansone…

      No, dico… Ci hanno fatto il lavaggio del cervello sul “calcio propositivo”, sul fatto che in mezzo al campo, e non solo, debba essere privilegiato chi ha i piedi buoni, mentre chi ha dei ferri da stiro, pur dando l’anima come e più di Gargano, è stato mandato a festeggiare il Centenario Crociato al Latina, e poi ce la si fa sotto nel non arrischiare lo schieramento più logico che valorizzerebbe il parco calciatori? Con la scusa dei piedi buoni abbiamo giocato una stagione intera con un centrocampo piuma, senza incontristi, e ora si hanno timori di perder equilibrio nello schierare insieme il trio di cui sopra alle spalle di Amauri?

      Forse c’era da ossigenarsi prima e non a Collecchio… Ora di ossigenato, in testa, pare ci sia solo il biondo Biabiany…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 17 Settembre 2013 in 12:41
    Permalink

    domenica ci prendiamo un bel plasil ,garantito al limone,sto aspettando solo il dopo parma atalanta poi per quest’anno mi do alla macchia…..

  • 17 Settembre 2013 in 15:06
    Permalink

    Penso proprio che si possa dire che l’inserimento di Cassano sia alquanto complicato. Il Mister persegue con ostinazione il suo credo tattico che costringe il buon Amauri all’isolamento e alla frustrazione e squilibra in modo importante la squadra. C’e’ poco da dire e fare: se si crede che l’assetto tattico debba essere l’attuale, Cassano e’ fuori dai giochi perche’ accanto ad Amauri civuole gente mobile e fuccante. Questo pero’ sconfessa la campagna estiva e sarebbe deflagrante piu’ del gas nervino di Assad. Allora e’ necessaria un’operazione di revisione dell’assetto tattico, operazione che soetta a Donadoni e qui nutro molti dubbi visto la pervicacia del mister a proporre sempre il solito refrain di gioco ( ridiamoci un po’ su col Saltimbanco:Colomba esci da questo corpo!!!)
    Due note su ieri sera:
    1. Gargano mi e’ parso un buon mantice per la squadra e li abbiamo fatto un bel balzo in avanti
    2. Felipe si e’ riconfermato il solito degli anni passati: buon piede sx, buon colpitore di testa, lento nel passo breve e soprattutto capace igni gara di qualche cappella improvvisa e nefasta. Un buon panchinaro e basta.
    3. Cassani non e’ un difensore: il rigore causato e’ una sciocchezza incredibile. Il fratello povero di Babiany(Gervinho) stava andando in curva col pallone incollato al piede; nessun difensore vero avrebbe affindato il tackle in quella situazione.
    Confesso: sono perplesso e preoccupato

    • 17 Settembre 2013 in 21:22
      Permalink

      4 2 3 1: questa è la soluzione… Ieri sera Donadoni ha già fatto un grosso sacrificio rinunziando a Valdes: però è stato “un compromesso storico”. A questo punto, visto che già era a metà dell’opera, togliendo il Pacarito, avrebbe dovuto tirar fuori gli attributi e cambiare sistema, rinunziando al regista.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 18 Settembre 2013 in 16:51
    Permalink

    Io Gabriele vorrei chiederti se è possibile chiedere a qualche “esperto” se e quanto possa aver influito la preparazione fatta a Collecchio su questo inizio di stagione. Mi pare infatti che la squadra, oltre che male, corra anche poco e sono sempre stato dell’idea che d’estate si debba andare in montagna e faticare molto.
    Per il resto cambi scellerati di Donadoni, e rimango dell’idea che a parte Amauri (indietro come condizione o bollito?) non abbiamo una punta all’altezza. Inoltre lo stesso Amauri si integra male con Cassano: il brasiliano vuole la palla sempre sui piedi ed è bravo nel gioco aereo (cross decenti se ne vedono pochi), Cassano invece sa mettere palla in profondità ma non prenderà mai le eventuali spizzate di Amauri.
    Difesa ridicola, Lucarelli speravo di non vederlo più e Cassani paga il rodaggio in un ruolo nuovo.
    Segni di risveglio dal centrocampo, anche se non mi pare che Marchionni abbia fatto molto meglio di Valdes

    • 19 Settembre 2013 in 12:39
      Permalink

      Ciao Gabriele.

      Cercherò di rinvenire qualche esperto, anche se, soprattutto nel mondo del calcio, cane non mangia cane, per cui dubito di trovare qualcuno che “bocci” la strategia del Parma del “ritiro casalingo”.

      In compenso a Calcio & Calcio, il dottor Fabrizio Pallini, medico, ha già detto la sua sul benefico effetto “globuli rossi” che deriva dalla preparazione in altura.

      Certo se si ripensa a qualcuna delle spiegazioni fornite temporibus illis da Leonardi viene un po’ da sorridere. Ad esempio il fatto che, a suo dire, una volta i ritiri si facevano in altura (a parte che mi pare che la gran parte dei club li faccia tuttora in località montane) perché non esistevano i climatizzatori e quindi erano utili soprattutto per le ore di riposo/recupero da trascorrere al fresco, quando, invece, di quel tipo di effetto gli atleti se ne giovano soprattutto nelle ore di lavoro. In più, secondo lui, in questo modo non ci sarebbero stati contraccolpi sul campo, nel passare da una temperatura più gradevole a una più calda… Beh, vedendo questo splendido inizio direi che il teorema non è dimostrato…

      Ma non so se il problema sia solo la preparazione: secondo me, senza nulla togliere a quello che di buono può aver fatto Cassano, individualmente, potrebbe esserci una sorta di “rigetto” al top player, anche perché tatticamente, secondo me, non vengono sfruttati in modo giudizioso i talenti. Indubbiamente il fattore Donadoni mi pare sia quello che stia pesando più di tutti.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 19 Settembre 2013 in 15:40
    Permalink

    Ok, grazie direttore. E’ un argomento “tecnico” su cui sarebbe interessante saperne di più. Tra l’altro l’ultima preparazione fatta a Collechio (che ricordi io) era quella decisa da Cagni.. non aggiungo altro.
    Naturalmente non credo che la preparazione sia l’unico problema, ma una possibile concausa. Concordo infatti ad esempio sulle Tue perplessità in merito alle scelte del mister, speriamo si schiarisca le idee.
    Un bel 4-3-3 senza Amauri ? Cassano centravanti atipico e Sansone e Biabiany ai lati. Sarei curioso

    • 19 Settembre 2013 in 15:49
      Permalink

      Io sarò de coccio, ma insisto, con una donadoniana pervicacia, col 4 2 3 1: debbono essere valorizzati tutti i talenti. Incluso Amauri. Cassano alla Hidegkuti, semmai, lo valuterei ove fosse accertato il grado di ebollizione di Amauri. Io sono ottimista…

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