L’OPINIONE DI MAJO DOPO UDINESE-PARMA 3-1: “CARO COLUMNIST, SE COLLECCHIO E’ IL MULINO BIANCO SUL BANCO DEGLI IMPUTATI NON CI PUO’ FINIRE IL SOLO DONADONI”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Dal nostro Columnist Luca Russo, nello spazio commenti, mi sono dovuto già dissociare tre volte durante il week end, e per certi versi potrei farlo anche in questo inizio di settimana, dopo i tre motivi che ha esposto nel suo elzeviro per cui Ghirardi e Leonardi farebbero bene a cacciare Donadoni: io non sono né un rivoluzionario, né il (o un) Saltimbanco (al quale il buon Russo non aveva nascosto di ispirarsi allorché, in anticipo su quello che sarebbe poi stato il risultato negativo di Udine, scrisse che in caso di sconfitta avrebbe chiesto la testa dell’allenatore), per cui non sono dell’idea che il più drastico, nonché classico, dei rimedi venga applicato dopo due giornate. Anche se “migliorerebbe”, per così dire, il imageprecedente “piazzamento” del Ghiro, quale mangia-allenatori, allorché cacciò GiGi Cagni dopo cinque giornate, record ben lontano da quelli degli specialisti in materia Cellino e Zamparini. I capi di imputazione esposti (direi anche piuttosto lucidamente) dal PM Russo sono, però, indiscutibili, e anch’io, con lui, convengo che il maggiore degli imputati, per questa partenza flop dei Centenari, non possa che essere l’allenatore. Però, come attenuante (o sarà mica una aggravante?), non va dimenticato che Collecchio Land è ghirardi-leonardi-donadoni-sardegna-573x280-2il Mulino Bianco, laddove tutte le decisioni sono concertate. E se tutte le decisioni sono concertate, tutti sono colpevoli. Non solo l’allenatore. Ma anche chi gli sta sopra, che magari ha pure lavorato, assecondando le sue richieste. Anche se forse è ancora un po’ prestino per imbastire dei processi. Ma così va il calcio… E siccome chi fa parte di quel mondo – percependo lauti emolumenti che i comuni mortali non vedono neppure dopo una intera vita di lavoro – ben lo sa, non stiano poi, a strapparsi le vesti per i soliti attacchi della stampa terroristico-esagerata. Decisioni concertate, sempre e comunque, ad ascoltare le dichiarazioni preconfezionate di Don Roberto, anche se, a noi complottisti non pochi dubbi ci vengono soltanto inanellando una serie di eventi/considerazioni, che sembrerebbero portare in tutt’altra direzione. Mentre scrivo, ad esempio, non so se, dalle 23 di stasera, Valdès sarà ancora un calciatore del Parma, giacché pare prossimo al trasferimento al Torino. Cosa penso del regista l’ho esposto l’altra sera al dibattito a Ravadese organizzato da Matteo Caselli, e ricordato nell’Ubi Majo di domenica mattina (caro Luca Savarese, ho “cannato” la previsione su Cassano-goleador, e tu sei stato clemente nel non infilzare il coltello nella piaga, ma anzi nel ricordare che la realizzazione di testa non è proprio una specialità della casa FantAntonio): lo considero, assieme ai suoi compagni di reparto, il principale problema della passata stagione, ed ergo di questo inizio, che sta dando una perfetta (perfetta si fa per dire) continuità con il recente passato. Il fatto stesso che il tecnico lo abbia schierato tra gli undici titolari ad Udine (la GdP, ieri mattina, non lo aveva inserito tra i partenti, proprio in considerazione che, stando a Radio Mercato, era di fatto già un ex) è la prova provata di come lui, Donadoni, continui a credere nella idea meravigliosa che si era messo in testa, e cioè quella del cileno in cabina di regia, sempre e comunque. Anche le parole con cui ha cercato di proteggerlo alla vigilia (allorché ha pure negato che il nuovo arrivato Gargano possa essere il suo sostituto, giocando in un modo differente) mi paiono piuttosto significative. E allora perché trattarlo e/o cederlo? La dirigenza si è forse resa conto che, alla prova del campo, il meccanismo studiato e perpetuato dall’allenatore non offre garanzie, malgrado il dispendio di energie economiche al mercato, e dunque precipitevolissimevolmente sta cercando di forzare la mano all’allenatore sottraendogli quelle risorse che lui ritiene importanti, e dandogliene altre ritenute più affidabili? Strano che possa accadere al Mulino Bianco. L’isola felice dove tutto è concertato. Se Gargano non è il sostituto di Valdes, immaginiamo che il tecnico intenda utilizzarlo da mediano. Ma la domanda è: con o senza regista? Cioè, il Parma di Gargano sarà un 4 2 3 1, senza Valdes, et similaria, con – finalmente! – Sansone nella triade alle spalle di Amauri? E soprattutto alle spalle di Amauri ci potrà essere quel trio che io vado invocando da mesi, e cioé Biabiany-Cassano-Sansone? O ci sarà un’ulteriore rivoluzione anche davanti? E se così fosse non si è sprecata tutto il lungo periodo di preparazione, allorché abbiamo visto, sempre e comunque, il solito 3 5 2, che sembrava essere il sistema di gioco battezzato per l’annata del secolo? Posto che per fare il 4 2 3 1 non era necessario svenarsi al mercato per farsi prestare l’uruguayano (con diritto di riscatto), ma tenersi il buon Chibsah, il quale con Donadoni aveva lavorato due buoni inizi di estate, prima del trasferimento all’Ajax-Sassuolo. Dodici mesi fa, eccezion fatta per Rosi (ieri salutato come il migliore in campo dai cronisti locali, pur avendo giocato solo nella ripresa), il Parma era stato consegnato a Donadoni a principio estate. Se oggi ci sarà qualcuno dei preannunciati colpi, non si potrà che pensare che in estate si sia buttato via del gran tempo, con la sostituzione in corsa tra “programmazione” e “improvvisazione”. Chiudevo l’articolo di iersera, di introduzione all’intervista al radiocronista di Tutto il Calcio Minuto per Minuto Giuseppe Bisantis, con un piccolo anticipo della consueta Opinione: Qui sul pullman del CCPC dove sto appuntando queste note il morale non è certo alto e la diffusa speranza è che possa arrivare qualche botto finale di mercato. Ma basterà, se non è bastano Cassano a trasformare la monocorde formazione della seconda parte della passata stagione, di cui stiamo continuando a vedere repliche?”. Il tifoso medio, infatti, si eccita solo all’idea che in organico possa arrivare qualche nome altisonante: io, invece, cerco di ragionare ed individuare eventuali pro e contro di ogni mossa del mercato, in entrata e in uscita. Ad esempio Piovanone, l’altra sera, aveva provato a buttar lì la bomba Quagliarella. Nome che senza dubbio potrebbe provocare erezioni mentali ai sognatori: ma in uno spogliatoio già ricco di Amauri e Cassano non sarebbe uno spreco? Io, pur non avendo un’eccessiva fiducia sul parco attaccanti, attenderei con calma gennaio, semmai, per rimediare. Se no qui si corre il rischio di avere problemi di abbondanza che non sempre fanno bene. Nell’anno della retrocessione, ad esempio, l’arrivo di C. Lucarelli andò a guastare gli equilibri che a fatica si erano trovati, in modo tale che Corradi smise di funzionare, e lo stesso Cristianone, non riuscì ad incidere, complici anche le condizioni fisiche in cui si era presentato, alla missione tutt’altro che difficile, di salvarsi. Senza dimenticare, poi, che tutti questi nomi altisonanti costano quattrini sonanti: a parte che dal punto di vista economico-finanziario non ci sto più capendo molto della filosofia leonardiana: nel senso che fino a poche settimane fa ci predicava che il Parma non poteva esulare da certe cessioni eccellenti, per via di esigenze di bilancio, mentre oggi calciatori importanti già ceduti (tipo Sansone) non partono, si trattengono, rinunziando a ricche plusvalenze, e in più si imbastisce una fitta rete di compravendite con società minori, poiché non potendo permetterci la qualità puntiamo sulla quantità. Io su questo record di movimenti continuo a nutrire molti dubbi: mentre si sta costruendo la galassia il pianeta sta soffrendo, e non poco. Non ci si è distratti un po’ troppo, sperando solo nei miracoli di SantAntonio? L’esperta squadra di trentenni avrebbe dovuto essere garanzia di sicurezza, fin dall’immediato: mi pare che finora non sia andata propriamente così. Sì, certo, siamo all’inizio e ci vuole pazienza, ma… Torno un attimo nel Mulino Bianco e vedo Sansone: se tutte le decisioni sono concertate, com’è che Nicola (per la Luce Domenico) dapprima è stato trattato (quindi immagino con il concertato benestare di tutti) e poi precipitosamente tolto dal mercato? L’allenatore ha avuto ragione, sabato, a rivendicare il suo ruolo, per cui lui non è tenuto a schierare la formazione a seconda o meno della pressioni esterne o del can can: ma se la società decide di rinunziare ad una ricca plusvalenza già fatta per lasciarti questo talento, potenzialmente ulteriormente valorizzabile, com’è che alla prima ammuffisce in panca fino a 10’ dal termine, e poco di più (5’) gli viene concesso alla seconda, ma solo perché nel frattempo l’Udinese aveva raddoppiato, e così si trattava di correre ai ripari chiudendo la stalla, quando peraltro i buoi erano già scappati? Ma se non riesce a trovare spazio Sansone, il talento Sansone, perché aggiungere, nel caso, un altro costo top player come Quagliarella? Qualche saccente mi scriverà che sto facendo il processo alle intenzioni, che ancora di queste operazioni non si è concluso nulla, e manco si concluderà nelle prossime ore: beh, cerco di esternare le mie sensazioni al lettore in base alle poche certezze che ci sono ora. Io ho il limite di essere un conservatore, e lo riconosco: ma le rivoluzioni finali mi convincono poco. Preferisco una sana programmazione che però deve essere portata avanti con forze e con rigore anche quando comporta situazioni “impopolari”: l’esser un po’ troppo ondivaghi genera confusione e la spiacevole sensazione che un po’ troppo venga lasciato al caso. Ad oggi, 2 settembre 2013, ore 15 circa, non si sa ancora che fisionomi avrà il Parma Centenario, che dopo due giornate di campionato ha appena un misero punto in classifica. A proposito di Mulino Bianco: la decisione del ritiro estivo ad Alcatraz immagino che sarà stata concertata a tutti i livelli. Leonardi si era incaricato di spiegarci (e Donadoni gli era andato dietro) che nel calcio moderno non conta più allenarsi in altura, come negli anni ‘70, quando mancavano i climatizzatori e si stava in montagna per favorire nelle stanze fresche il recupero delle forze nelle ore di riposo. La scorsa settimana a Calcio & Calcio, Fabrizio Pallini, che è un medico, spiegava come la formazione naturale di globuli rossi nel sangue (che in altri sport perseguono “artificialmente” con pratiche che di fatto sono doping) sia maggiore sui monti che non in pianura. Leonardi diceva che grazie alla preparazione al caldo di Collecchio non si sarebbe sofferto “per l’escursione termica” nelle prima partite di campionato. Diciamo che ha avuto ragione per la sfida con il Lecce (serie C) stravinta dai nostri portacolori al Tardini, come canto del cigno di una stupenda estate da Invincibili, ma non si può dire altrettanto dopo le due gare di campionato, in cui il Parma si è fatto dominare dal Chievo e battere al Friuli dalla malata formazione di Guidolin, i cui pessimi inizi di stagione sono piuttosto proverbiali. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO UDINESE-PARMA 3-1: “CARO COLUMNIST, SE COLLECCHIO E’ IL MULINO BIANCO SUL BANCO DEGLI IMPUTATI NON CI PUO’ FINIRE IL SOLO DONADONI”

  • 2 Settembre 2013 in 15:48
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    Majo alla fine sono tutte chiacchiere proprio perchè il Parma fc non prende in considerazione i tifosi e i giornalisti, quello che importa a loro sono i soldi che guadagnano con il Parma, solo quest’anno più 9 milioni all’attivo come calciomercato, alla faccia degli investimenti per l’anno del centenario. Non ci resta che andare a vedere le partite dei Crociati Noceto se esistono ancora…

    • 2 Settembre 2013 in 16:26
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      Non sono d’accordo Claudio. I 9 milioni di saldo attivo servono per mandare avanti il giochino, assieme ai diritti tv (finché c’è la torta da spartire, che mi sa che a furia di ingozzarsi i presidenti rimarranno senza torta…) e al quel poco di botteghino e sponsorizzazioni.

      I 9 milioni di attivo non possono essere tutti ri-spesi (più che re-investiti) al mercato.

      Ci sta che nella gestione virtuosa ci siano partenze (anche pesanti) e arrivi: ma non è matematico che il saldo attivo vada rispeso. Non solo: d’accordo la stra-esagerata valutazione di mezzo Belfodil, ma lo stipendiuccio di Cassano va pagato e quello esula la gestione ordinaria… Quindi, a maggior ragione, il saldo attivo non deve far giungere a conclusioni come la sua.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 2 Settembre 2013 in 16:18
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    ottima analisi majo complimenti……continuo a perorae la tua causa sul modulo 4 2 3 1 con sansone nei 3 dietro ad amauri…….poi sul ritiro a collecchio la verità pura è semplice è che si è voluto risparmiare dei soldi…….che tristezza….
    cmq anche sotto l aspetto atletico il parma è imbarazzante….per portarli in condizione rischiamo di accumulare un ritardo preoccupante sulle presunte “pericolanti”
    saluti

    • 2 Settembre 2013 in 16:46
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      Grazie Filippo.

      Il fatto gli è che il mio 4 2 3 1 era bello pronto già due mesi fa, con il materiale umano che avevamo a disposizione, senza dover perdere tempo sperimentando la resurrezione del 3 5 2, o fare dispendiosi movimenti di mercato.

      Che il centrocampo fosse il problema principe della parte più deludente della passata stagione era, direi, sotto gli occhi di tutti. Per me il peccato capitale di Donadoni (ma anche di chi lo ha assecondato) è stato quello di insistere sugli elementi di allora, salvo poi pensare a fine mercato di correre ai ripari cambiando qualcosa, venendo il pessimo avvio.

      Intanto si è preso Gargano, ma io – e non solo per il vecchio tweet – gli avrei preferito il più giovane Chibsah.

      Per fare il 4 2 3 1 non è necessario vendere Valdes, a meno che non sia una coercizione per impedire di fatto a Donadoni di usarlo. Ma se Collecchio Land è il Mulino Bianco non ci dovrebbero essere di queste necessità…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 2 Settembre 2013 in 16:53
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    L’escursione termica della prima di campionato…….. Molta gente quest’anno, causa mancanza di pecunia, ha evitato di andare in vacanza, per star qui a gustarsi il caldo della pianura padana, le zanzare tigre, l’afa bestiale e i primi test dell’inceneritore…. ed è tornata al lavoro bella pimpamte dopa cla cura chi…. evitando l’escursione termica ed setembor.
    Evidentemente qualcuno pensa che siamo dei mongoli.

  • 2 Settembre 2013 in 17:16
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    Io penso proprio che in questo inizio “melodrammatico” una buona colpa l’abbia l’allenatore. Da due anni ormai vediamo l stessa squadra e lo stesso sterile gioco: il ticitaca dei poveri. Mai è poi mai il tentativo, il pensiero di cambiar qualcosa. Anzi nell’anziano smodata dei piedi quasi buoni si sacrifica un difensore(Benalouane) per Cassani che in oltre 10 anni di onorata carriera mai li ha giocato. Si insiste su Valdes davanti alla difesa quando ormai è’ chiaro che tutte le squadre lo pressano e lo attaccano mettendo lo in difficoltà’ anche per l’insipienza dei due compagni di centrocampo che difficilmente gli propongono scambi e aperture adeguate.
    Si lascia Cassano la’ in mezzo a due avversari che lo anticipano costantemente; si pretende che Babiany faccia il cursore di fascia mettendo a nudo le sue pecche e limitando alquanto le sue virtù’. Cambiare qualcosa proprio no?
    Inoltre la velocità’ della squadra e’ quella di uno scarso mezzofondista al cospetto di compagini che ti aggrediscono e vanno come avessero tanti figli del vento.
    In più anche la società qualche sbandata l’ha obiettivamente presa; come si fa alla seconda di campionato assumere manciate di centrocampisti(anche se meglio tardi che mai) costringendo bene o male a buttare al vento il lavoro di due mesi.E adesso anche Jorquera, un trequartista, che come ruolo il mister vede come fumo negli occhi (chiede a Ninis).
    Non vorrei che l’iperbolico Saltimbanco alla fine si vanti ancora una volta delle sue previsioni: la fine di settembre e’ molto vicina, ottobre molto meno

  • 2 Settembre 2013 in 17:51
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    cmq siamo sempre sopra la corazzata sassuolo!..che qualcuno definì il “real saussolo”…4 gol da livorno in casa..ma perfavore..

    • 2 Settembre 2013 in 17:59
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      Il Sassuolo è a zero punti perchè sono imballati. Hanno fatto una preparazione atletica puntata agli impegni di Champions, Coppa Italia, Campionato.
      Certo per una squadra che vuole vincere lo scudetto partire cosi’ alla fine puo’ pagare male…

    • 2 Settembre 2013 in 18:25
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      A dire il vero da queste parti il Sassuolo è stato chiamato Ajax. E non perché abbia una bacheca simile a quella degli olandesi (dubito perfino che ce l’abbiano, una bacheca). Quanto perché quest’anno hanno puntato sui giovani, come da sempre fa la formazione olandese, che in campionato comunque non se la passa tanto bene.

  • 2 Settembre 2013 in 18:58
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    random mercato random……..

  • 2 Settembre 2013 in 19:04
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    fra l’altro forse sono stato l’unico a sollevare qualche perplessita’ su cassani (scartina) acquisto randomissimo,col chievo a momenti litigo con un conoscente perche’ secondo me
    aveva fatto una partita da mestierante con un paio di cappelle al limite dell’area …….vai ad udine e tac……
    povero rosi (che mi fa incazzare parecchio sia ben chiaro eh)
    arriva uno 2 settimane prima dell’inizio del campionato e zacchete titolare subito manco fosse djalma santos (frase cara a schianchi) tutta roba vecchia da riciclare cari miei etor che bali

  • 2 Settembre 2013 in 23:49
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    @Majo ma ti risulta che se per un anno si rinuncia a guadagnare, una società di qualsiasi genere fallisca? Se neanche nell’anno del centenario si fa un sacrificio, significa che siamo alla frutta… P.s per quanto riguarda il botteghino si poteva riempire il Tardini, ma meglio non ammettere gli errori perdendo irrimediabilmente abbonati, evidentemente per questo motivo Donadoni, Leonardi e Ghirardi vanno così tanto d’accordo.

    • 3 Settembre 2013 in 00:48
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      Non sono d’accordo con le tue osservazioni, Claudio, in quanto non si può affermare che il Parma, per la stagione del Centenario, non abbia lesinato sforzi sul mercato. Poi che su tali operazioni si possa opinare, è lecito, ma non si può tacciare per “piociona” una società che prende Cassano, Gargano ed altri, e trattiene Amauri, Paletta e Sansone, quest’ultimo rinunciando a una ricca plusvalenza.

      Io sono sempre per una gestione virtuosa di una società di calcio che deve stare in piedi con le proprie forze, senza ricorrere a continue iniezioni della proprietà. Per me il Parma, anzi, nella stagione del Centenario ha fatto il passo più lungo della gamba. E mi chiedo chi ci metterà i soldi, alla fine, giacché c’è stata una decisa inversione di tendenza rispetto al recente passato.

      Con orgoglio, durante Bar Sport, Leonardi ha affermato: “Dicevano che avevamo l’obbligo di vendere invece abbiamo rilanciato prendendo in queste ultimi giorni altri due giocatori importanti (Gargano e Obi): per farli, alle condizioni vantaggiose, a cui li abbiamo fatti, abbiamo dovuto aspettare fino quasi alla fine della sessione”. E poi ha aggiunto: “Sono due centrocampisti di primissimo livello. Non si prendono da un giorno all’altro. C’è stato un grande lavoro dietro per portarli a Parma e ringrazio il presidente e tutto il Cda che mi hanno dato input di rinforzare ulteriormente la squadra. Bisogna far notare lo sforzo che questa società ha fatto. E’ giusto sottolinearlo perchè oltretutto, di comune accordo con tutte le componenti, abbiamo anche rinunciato a una cessione importante come poteva essere quella di Sansone prendendo poi altri giocatori di livello. I tifosi devono ringraziare la proprietà e il mio augurio è quello di farli divertirli il più possibile e perdere il meno possibile”.

      Insomma, ha ammesso che c’è stato un preciso input da parte della proprietà, che gli ha consentito di fare un po’ meno le nozze coi fichi secchi rispetto al solito. E io sinceramente sono stupito ché, applicando il solito metro, cioè vedendo quanto fatto negli ultimi mercati, alcune dismissioni importanti mi parevano già programmate.

      Insomma, io vado controcorrente: per me il Parma ha fin esagerato. La squadra ce l’aveva già pronta da un paio di mesi, senza bisogno di nuovi arrivi.

      Ma, come dice Leonardi, solo il tempo dirà se si sarà operato bene.

      Sul discorso della campagna abbonamenti sono convinto anch’io che siano stati commessi errori, ma il risultato, stando ai numeri che hanno dato loro – ben diversi dai miei exit poll, ma si vede che avrò funzionato male io come la Nexus alle politiche del 96 – danno loro ragione se non c’è stata la temuta flessione, ma anzi una tenuta. Poi quanti di questi abbonamenti siano “puri” e non frutto di promo-sponsorizzazioni credo sia un altro discorso. Ma se secondo il Parma gli abbonati sono più di 9.000, in attesa degli altri che da ieri hanno preso d’assalto i botteghini, siamo tutti contenti.

      Sul fatto che Ghirardi, Leonardi e Donadoni vadano d’accordo non mi stupisco: a Collecchio Land sorge il Mulino Bianco, in cui tutte le operazioni sono concertate.

      Valdes sul piede di partenza? Un’invenzione di quei terroristi dei giornalisti…

      Cordialmente

      gmajo

  • 3 Settembre 2013 in 15:52
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    Valdes, il regista, giocare a 2 o a 3 a centrocampo, Biabiany quinto a centrocampo o alto nei 3 dietro la punta, ecc……. Non credo sia questo il problema, ma, come sul finire della passata stagione, è inconcepibile che i nostri non corrano non stimolati nemmeno dai proclami del centenario, mentre gli avversari di turno sembrano andare a mille ( pure l’udinese che aveva giocato giovedì e le aveva perse tutte finora…)!! Si può perdere, ma non giocando senza grinta e determinazione!! Donadoni e Leonardi devono svegliarli!! Forse un tale atteggiamento può essere dettato dalla mancanza di competizione: i vari Valdes, Parolo, Biabiany, Gobbi sanno di essere intoccabili per Donadoni e quindi si adagiano sugli allori! Speriamo che gli arrivi di Gargano e Obi cambino qualcosa… Anche perché Leonardi ha affermato che erano acquisti già studiati, programmati ( in concertazione?), quindi l’intenzione di modificare il centrocampo sembra esserci… Speriamo bene e forza Parma!!!

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