PER DONADONI REAGIRE DOPO AVER PRESO UN GOL E’ DA PERDENTI… Il video della conferenza stampa

image(gmajo) – In tanti, considerato il valore della Roma capolista, si erano accontentati della  mezza prestazione  del Parma, alias il solo primo tempo chiuso in vantaggio assolvendo la successiva caduta nella ripresa, a causa di qualche episodio negativo. La mia interpretazione dell’ultima gara del Tardini non è stata altrettanto buonista, forse, anzi, è stata esageratamente severa per il fatto che mi sarei un po’ rotto le scatole di una serie di difetti endemici di cui si è avuta l’ennesima riprova lunedì sera, ad esempio l’aver giocato ad alta intensità DSC01698un solo tempo (e poi, e poi…), il gol subito in avvio di ripresa e il non aver saputo sfruttare l’episodio negativo come elemento di ripartenza per reagire, ma al contrario essersi fatti tagliare le gambe. Piacendomi non solo esporre per iscritto le mie idee in sede di editoriale, ma discorrerne con il diretto interessato in conferenza, ho fatto presente quest’ultimo punto a Donadoni, ricevendo una risposta dal mister che mi ha lasciato davvero esterrefatto:

“Non mi piace questo tipo di ragionamento: non mi piace che si debba sfruttare il momento negativo per poi ripartire. Questo è un discorso da perdenti. E non mi piace che ci sia questo tipo di atteggiamento e discorso e quindi non è un tipo di filosofia che mi piace portare avanti. Semmai questa voglia, questa determinazione deve venire sull’1-0, non perché poi si è con l’acqua alla gola: questo è il ragionamento di chi è abituato a lottare o a giocare solo per rincorrere. E a me non piace solo rincorrere: a me piace che ci siano altri che debbano correre dietro al sottoscritto. Questa, probabilmente, è una caratteristica che si fa più fatica a togliere,  soprattutto in ambienti dove la storia recente parla in un determinato modo. Però noi dobbiamo cercare di essere bravi a migliorare, da questo punto di vista. E non aspettare, sempre di essere in difficoltà a reagire, perché chi reagisce, o meglio chi agisce solo per reazione, è generalmente uno che subisce. E questo non è buono…”

Io non è che volessi dire che il Parma deve agire solo per reazione, ma quando c’è una difficoltà, appunto, reagire…

“Beh, insomma, abbiamo subito l’1-0, che poi è l’uno pari, dalla Roma dopo un minuto e mezzo; non è, poi, che da lì in poi abbiamo subìto in maniera clamorosa: abbiamo preso un gol per una disattenzione, ma non è che abbiamo subito… Almeno, così non mi pare: la lettura che io ho della partita di lunedì scorso con la Roma è che una volta che hanno pareggiato non è che i nostri avversari ci abbiano schiacciato nella nostra area. Altrimenti vuol dire che ho visto una partita diversa”.

O forse l’ho vista diversa io, che è poi la stessa cosa. Anche se ci tengo a sottolineare che si tratta di una valutazione forzata dalla consuetudine e dal reiterarsi di una serie di caratteristiche, a mio avviso, negative. Ma passiamo a un altro argomento che aveva fatto discutere non poco dopo lunedì sera e che ancora non c’era stato modo di approfondire con l’allenatore (scusate se insisto ancora con l’analisi del match con la Roma, anche se domani si gioca a Catania: del resto l’allenatore non è mai molto prodigo di dettagli su quello che tatticamente ha intenzione di fare, per cui non ho ritenuto di fargli domande in questo senso)…

La sostituzione tra Amauri e Okaka l’aveva resa un po’ impopolare: siccome non c’è stato ancora modo di approfondirla, se vuole magari spiegarne la filosofia…

“Ma non c’è proprio da spiegare nulla, abbiamo una rosa di giocatori e se la scelta di un giocatore, o di una sostituzione, viene valutata in maniera negativa, allora facciamo dei referendum popolari in cui diciamo Tizio, Caio e Sempronio vanno in tribuna, perché non sono popolari… Dal momento che ho a disposizione dei giocatori, se Okaka fosse entrato e avesse fatto un gol, si sarebbe detto che era azzeccatissima la sostituzione, meno male che il mister ha fatto questo; col senno di poi so che è sempre facile giudicare e chiaramente capisco che, per molti, è normale giudicare dopo, però mi sembra anche un po’ troppo semplicistico.

Poi non nego il fatto che spesso e volentieri mi è successo nella mia carriera, a giochi fatti, poi di ragionarci sopra e dire: ‘a questo punto avrei fatto diversamente’. Se qualcuno è dotato di sfera di cristallo e me la vuole cedere quotidianamente nel giorno della gara, io sono ben felice e l’accetto”.

Non vorrei interpretare male quest’ultimo pensiero, ma sembra tanto una sorta di ammissione di errore circa la controversa sostituzione, che però mi pare fosse stata contestata dal pubblico “a prescindere” e non “a posteriori”. La sfera di cristallo? Io non so quanto funzioni la mia: ma con in campo in simultanea il poker delle meraviglie protetti da due mediani vedo che qualcosa di meglio lo si potrebbe fare… Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “PER DONADONI REAGIRE DOPO AVER PRESO UN GOL E’ DA PERDENTI… Il video della conferenza stampa

  • 21 Settembre 2013 in 13:01
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    allora cosa aspetti a far partire la rubrica “LE ULTIME PAROLE FUMOSE” analisi semiseria delle dichiaraziono pre.partita al riscontro oggettivo del dopo partita.
    ce ne viene fuori una gamba

  • 21 Settembre 2013 in 13:05
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    comunque ci deve essere stata un incomprensione della domanda…spero.

    vedremo di non reagire come dei perdenti allora,nel caso plasil realizzasse la prima rete in serie a

  • 21 Settembre 2013 in 17:36
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    Riguardo al cambio amauri okaka ma se Donadoni vuole fare un cambio in attacco perché nessuno segna per essere popolare chi dovrebbe fare entrare? Già é vero in panchina c’ erano Cavani messi e lui fa entrare okaka ma insomma mister che combini…

  • 21 Settembre 2013 in 18:44
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    Una squadra perdente non è quella che nel momento del bisogno si tira indietro e non lotta?

  • 21 Settembre 2013 in 20:08
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    claudia ……qualsiasi cosa tranne okaka

  • 21 Settembre 2013 in 20:29
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    …ma questo è proprio uscito di testa!
    anzi no.. spero con tutto il cuore che si stia divertendo a prenderci tutti per i fondelli ma che negli spogliatoi faccia il diavolo a quattro e li attacchi agli armadietti !!
    …lo vorrei credere, lo spero… ma temo che la stagione stia prendendo la piega di quella quando era allenatore “il vento che vien dal mare”…

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